I sistemi di assistenza alla guida? Superflui. La connettività? Inutile. L’amministrazione statunitense vuole ridurre l’obbligatorietà delle tecnologie di bordo introdotte negli ultimi anni schierandosi a favore di quelle che vengono definite “Freedom Car”, veicoli che fanno a meno di Adas e connessione alla rete con l’obiettivo di essere meno complessi e più economici.
La proposta, presentata dal segretario ai Trasporti, Sean Duffy, sarà inserita in un più ampio disegno di legge sui trasporti che il Congresso dovrà esaminare entro il 30 settembre. Se approvata, vieterà a qualsiasi ente, da quello federale a quello locale, di imporre tecnologie di bordo in grado di automatizzare la guida o di trasmettere dati in modalità wireless, proteggendo “il diritto degli americani di acquistare e guidare veicoli tradizionali”, ha spiegato Duffy.
L’Infrastructure Investment and Jobs Act, firmato da Biden nel 2021, ha imposto sulle nuove auto vendute negli USA l’adozione di alcuni sistemi come l’avviso anticollisione frontale, la frenata automatica d’emergenza, gli avvisi antiabbandono della corsia e l’assistenza al mantenimento della corsia. Secondo il Dipartimento dei Trasporti, la presenza a bordo di questi sistemi non comporterebbe una riduzione significativa degli incidenti, ma al contrario potrebbe addirittura favorire una maggiore distrazione alla guida.
Curiosamente il concetto di una “Freedom Car” non è completamente nuovo negli Stati Uniti, anche se con un’impostazione politica completamente opposta. Infatti nel 2002 Spencer Abraham, in quel momento segretario dell’Energia, presentò il progetto “FreedomCAR” (CAR come acronimo di Cooperative Automotive Research), un programma di ricerca condiviso tra il Dipartimento dell’Energia e le tre grandi case di Detroit (Ford, GM e l’allora DaimlerChrysler) con l’obiettivo di portare sul mercato la tecnologia delle celle a combustibile alimentate a idrogeno.
Il presidente Bush trasformò poi l’iniziativa nel 2003 nella FreedomCAR and Fuel Initiative, puntando a ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti petroliferi esteri. L’esito non fu quello sperato e la transizione verso l’idrogeno non si concretizzò entro il 2010, come auspicato da Abraham. La Freedom Car dell’amministrazione guidata da Bush voleva quindi spingere l’industria verso le nuove tecnologie, mentre quella targata Trump vuole limitarne l’obbligatorietà.















































































































































