Se l’ansia da ricarica, che impone soste frequenti durante i viaggi lunghi per fare il pieno alla batteria, è un fenomeno abbastanza recente, un altro tipo di necessità accompagna i viaggiatori obbligandoli a fermarsi di tanto in tanto. Se generalmente le soste tecniche possono essere risolte con una tappa alla prima area di servizio, può capitare che in un ingorgo infinito avere un bagno a disposizione diventi un vero e proprio miraggio.
La cinese Seres prova a dare una soluzione a questa “ansia da vescica piena” depositando il brevetto per una vera e propria toilette integrata nel veicolo. All’occorrenza, il modulo scorre verso l’esterno, permettendo l’uso senza dover scendere dall’auto. Molto utile per i campeggiatori o per chi affronta viaggi chilometrici.

Entrando nel dettaglio tecnico, il dispositivo brevettato dalla Seres non ha nulla a che vedere con i semplici WC chimici portatili, ma è un sistema ad alta integrazione ingegneristica. Il cuore dell’invenzione consiste in un corpo toilette montato su un complesso gruppo di guide scorrevoli, progettato per restare completamente invisibile sotto il sedile del passeggero anteriore quando non viene utilizzato. All’occorrenza, il modulo può essere estratto tramite una leggera pressione fisica o attraverso un comando vocale.
Per gestire eventuali cattivi odori, gli ingegneri hanno previsto un sistema di ventilazione forzata con tubi di scarico che espellono le esalazioni all’esterno del veicolo. Ma la vera innovazione risiede nel trattamento dei rifiuti: il brevetto descrive un elemento riscaldante rotante, capace di far evaporare l’urina e asciugare i rifiuti solidi per facilitarne la gestione.
Tuttavia, l’autonomia non è totale, poiché i residui finiscono in un serbatoio di raccolta che richiede comunque lo svuotamento manuale periodico, un po’ come avviene sui camper.

Nonostante la validità del brevetto depositato nell’aprile 2025, il passaggio dalla carta alla produzione sui prossimi modelli della Seres rimane un’incognita. La sfida ingegneristica primaria riguarda l’architettura stessa dei veicoli moderni: integrare tubazioni di scarico e serbatoi in telai già densamente occupati dai pacchi batteria richiede una riprogettazione estrema dello spazio sottostante.
Oltre ai limiti fisici, esiste una significativa barriera psicologica, poiché molti automobilisti potrebbero trovare sgradevole l’idea di avere un bagno proprio accanto ai lussuosi rivestimenti in pelle o ai sofisticati sistemi audio di bordo. Eppure, guardando al futuro della guida autonoma, questa proposta appare meno bizzarra di quanto sembri: in un veicolo che si guida da solo, la sosta fisiologica diventa l’unico vero ostacolo a lunghi viaggi non-stop.
I potenziali scenari d’uso includono le famiglie con bambini piccoli, che spesso devono gestire urgenze improvvise nel traffico, o i campeggiatori che utilizzano l’auto come base operativa.































































