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Unrae: il settore auto dimenticato nel  PNRR

Pubblicato 10 maggio 2021

L’associazione dei distributori esteri critica l’assenza di supporto al settore automotive nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza.

Unrae: il settore auto dimenticato nel  PNRR

Il Governo italiano ha inviato alla Commissione Europea il PNRR, Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza, che contiene al suo interno una serie di misure migliorative che serviranno per ottenere le risorse previste dal Recovery Fund, messe a disposizione dell’Unione Europea per far fronte alla crisi causata dalla pandemia (qui per saperne di più). 

Tuttavia, stando alle dichiarazioni di Michele Crisci, presidente dell’UNRAE (nella foto sopra), l’associazione nazionale delle case estere, nel piano presentato dal governo Draghi non sono previste specifiche risorse per il rilancio del settore automobilistico. Quindi, pur condividendo misure come il potenziamento della rete ferroviaria e dell’alta velocità, la realizzazione di piste ciclabili, le infrastrutture di ricarica elettriche e a idrogeno, l’UNRAE lamenta l’assenza di provvedimenti ad hoc per tutta la filiera automobilistica. E in particolare per favorire il ricambio del parco auto circolante, che in Italia è tra i più vecchi in Europa.

Risultano inoltre assenti la riforma del Codice della Strada, che l’UNRAE ritiene necessaria per adeguare norme obsolete alle nuove forme di mobilità e alle normative internazionali, oltre a una modifica del quadro fiscale, penalizzante in confronto ai principali paesi della UE, specie nell’imposizione sulle auto aziendali e nella mancanza di sgravi fiscali per le imprese di autotrasporto che investono in veicoli di ultima generazione.

L’UNRAE quindi auspica l’istituzione di un “Tavolo automotive” volto a individuare le migliori soluzioni per includere il settore dell’auto nei programmi di modernizzazione del Paese.





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Ritratto di Challenger RT
10 maggio 2021 - 23:52
Personalmente credo che il livello raggiunto dalle auto nel 1971 poteva bastare... anzi!. Si raggiunse il top con la Miura SV. L'italiano poteva scegliere tra la classica Fiat 124 e l'avveniristica Citroen GS, per non parlare delle vere Alfa Romeo (ne ho una di quell'anno che ancora dà spettacolo!). Se si voleva qualcosa di esotico, oltre a certe europee, c'era l'imbarazzo della scelta tra le americane all'apice della loro storia diventata oggi leggenda. Molti in Italia poi preferivano la Vespa o la Lambretta ed altri o salutisticamente andavano a piedi o si affidavano al mezzo pubblico e, soprattutto, i cinesi andavano tutti in bicicletta. Il diesel era solo per camionisti e qualche zingaro e l'inquinamento era "incredibilmente" inferiore a quello di oggi ed anche il traffico, nonostante via Veneto qualche volta fosse bloccata (si lamentava mio nonno). Quindi in fin dei conti è vero che si stava meglio quando si stava peggio...
Ritratto di Challenger RT
11 maggio 2021 - 00:16
Il mio commento è per Pierre Cortese
Ritratto di deutsch
11 maggio 2021 - 09:49
4
si ma nel 1971 c'erano 11m di auto con 50m, oggi 40m di auto e 60m di abitanti
Ritratto di Challenger RT
11 maggio 2021 - 18:21
Nel 1971 eravamo 54.136.547. Oggi 59.258.000, quindi meno del 10% in più. Se il parco auto fosse aumentato nella stessa percentuale sarei stato molto più contento e non avremmo nessuno dei problemi che abbiamo oggi. Molta gente negli ultimi 50 anni ha comprato l'auto perché ce l'aveva il vicino e perché ha lasciato il paese dove l'auto non serviva e la campagna dove avrebbe potuto invece investire in un trattore o ancora peggio è diventata parte dell'inquinante massa di pendolari motorizzati (per di più a gasolio) anche per colpa delle cattive amministrazioni italiane passate e presenti che non hanno mai attuato politiche intelligenti riguardanti i trasporti. Oggi, vuoi per l'aumento dei prezzi delle nuove auto, vuoi per altri fattori, credo (e spero) ci sarà un'inversione di tendenza soprattutto in Italia e il numero delle auto acquistate e circolanti tenderà a diminuire (con buona pace dei costruttori). Chi non è un vero appassionato di auto, tanto da volerne possedere una o più, userà il car sharing o altre forme di affitto. Vedo che molti giovani fanno proprio così... del resto spendono già tanto in smartphone!
Ritratto di deutsch
11 maggio 2021 - 22:54
4
i dati che ho citato li ho presi dall'aci, un articolo del 2006 http://www.aci.it/fileadmin/documenti/studi_e_ricerche/conftraffecirco/SintesiStudioeproposte.pdf oggi siamo ben oltre tali numeri infatti l'Italia è uno dei paesi con la più alta concentrazione di auto per abitanti. in uno studio di terna si prevedeva una forte riduzione delle auto nei prossimi 20 anni
Ritratto di Alfiere
10 maggio 2021 - 15:21
1
Hanno campato per anni su un mercato drogato all'inverosimile, fanno una barcata di soldi e girano su auto costose. Quelli meno grandi, che certi margini non li vedono col binocolo, difendono comunque la categoria con la speranza di essere un giorno al posto dei primi.
Ritratto di Blueyes
10 maggio 2021 - 15:32
1
Concordo con tutti, stanno gonfiando i listini di tutte le auto e fanno ancora i piangini. Io ci vedo una strategia definita delle case, gonfiano artificialmente i prezzi sapendo benissimo che la gente non può permettersele e allora cosa faranno subito dopo? Ningun problema amigo! Un bel finanziamento, anzi no, noleggio a lungo termine! Così per tutta la vita sarai legato a loro da modiche rate mensili di 3-400 euro, una specie di mutuo a vita con la piccola differenza che l'auto non è un bene durevole e in questo caso manco diventa tuo.
Ritratto di Pierre Cortese
10 maggio 2021 - 16:10
1
Soluzione definitiva: Youngtimer iscritta ASI.
Ritratto di Francesco Pinzi
10 maggio 2021 - 16:27
1
Ho una gran paura che anche con l'Asi prima o poi lo tireranno in quel posto a tutti. Le vetture d'epoca, poi, sono tali se le utilizzi ogni tanto, non come unica auto. Altrimenti è giusto che paghi il prezzo pieno di assicurazione. E' il bollo il vero furto.
Ritratto di Andre_a
11 maggio 2021 - 07:08
9
E mi sembrerebbe anche giusto: un conto è incentivare chi mantiene un veicolo di interesse storico per le future generazioni, un altro è chi ha intenzione di usare fino alla morte quello che è già un catorcio
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