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Nuova vita per Mirafiori

21 novembre 2015

Lo storico impianto è stato profondamente rinnovato ed ospiterà le linee della Maserati Levante.

Nuova vita per Mirafiori
DALLE UTILITARIE AI SUV - La fabbrica di Torino Mirafiori si appresta a diventare un impianto moderno e tecnologico, all’avanguardia, dove saranno presto realizzate vetture sportive e di lusso. È il passaggio più significativo dell’intervista concessa al quotidiano La Repubblica da Alfredo Altavilla, responsabile della FCA per l’Europa, l’Asia ed il Medio Oriente (area EMEA), che ha accompagnato a vistare lo stabilimento Piero Fassino, sindaco del capoluogo piemontese (insieme nella foto sopra). Per Mirafiori sarà un bel cambiamento rispetto ai modelli finora prodotti, la maggior parte dei quali utilitarie o comunque automobili per la famiglia: citiamo ad esempio la Fiat 500 del 1957 e la Fiat 131.
 
FIAT RESTA A TORINO - Il manager rivendica la bontà dell’investimento sostenuto dalla Fiat e spiega che “nonostante molti abbiamo pronosticato per anni il declino del settore, la sparizione delle fabbriche, il trasferimento delle produzioni oltreoceano, l'auto rimane a Torino e Mirafiori continua ad essere la sua bandiera come il gruppo Fiat Chrysler aveva promesso e come Fiat Chrysler ha mantenuto”. A Mirafiori viene oggi costruita l’Alfa Romeo Mito, ma entreranno presto a regime le linee riservate alla suv della Maserati Levante ed avversaria delle Porsche Cayenne e Range Rover Sport.
 
MIRAFIORI 2.0 - “Mirafiori diventerà, come abbiamo cominciato a chiamarla, una Mirafiori 2.0'” le parole di Altavilla, che poi fornisce anche un commento sul futuro dell’azienda torinese. "I prossimi anni vedranno ridisegnarsi il profilo e la posizione dei grandi gruppi di settore. E noi ci siamo” commenta il manager 52enne, secondo cui la FCA ha “l'ambizione dichiarata di giocare un ruolo globale nel mondo auto dei prossimi decenni. La sfida è quella di rimanere leader in un settore che sarà oggetto di processi di consolidamento e protagonista di salti tecnologici quali non si vedevano da un secolo. Il successo di Torino, e dell'Italia, è vitale per questa strategia. E noi stiamo facendo la nostra parte”.
 
OPERAI CON GUANTI BIANCHI - In tale contesto il ruolo di Torino è centrale, visto che la città impiega quasi un terzo di tutti gli addetti in Italia nel settore automobilistico. “Su circa 70mila dipendenti di Fiat-Chrysler in Italia, 28mila operano in Piemonte, 18mila a Torino e quasi 17mila qui a Mirafiori” le parole di Altavilla. “A questi vanno aggiunti i lavoratori dell'indotto: a livello regionale altre 38mila persone”. Il responsabile dell’area Emea spiega poi come il rinnovamento interesserà anche gli operai, ormai lontanissimi dall’immagine stereotipata dello Charlot chapliniano. “La nuova Mirafiori sarà qualcosa di molto diverso da quello che è nella nostra memoria e nel nostro immaginario. Al posto dell'operaio-massa vedremo operatori specializzati con guanti bianchi, portatori di una nuova cultura dell'organizzazione e della qualità, all'interno di uno stabilimento ai massimi livelli per ergonomia e per attenzione all’organizzazione lavorativa”.
 
IL SUO PASSATO - Lo stabilimento di Mirafiori si trova nell’omonimo quartiere ed è la più grande fabbrica europea tutt’oggi in funzione. Venne inaugurato nel 1939, occupa una superficie di 2.000.000 di metri quadrati - un campo da calcio, per intenderci, ha una superficie di 7.400 metri quadrati - ed è arrivato ad ospitare fino a 70.000 addetti. È stato recentemente sottoposto a profondi miglioramenti, in seguito ai quali ha ottenuto le linee produttive della suv Maserati e riceverà quelle di una seconda vettura, probabilmente a marchio Alfa Romeo.


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Ritratto di bubu
23 novembre 2015 - 12:26
I risultati si stanno vedendo! Avanti così!
Ritratto di Marsalach
23 novembre 2015 - 21:49
1
Si, molto bene. Ma quanti saranno a fabbricare la futura SUV di lusso? 1000, 2000 o 5000? Anche se faranno tutte le future Alfa SUV e ammiraglie di Alfa in Mirafiori quanti potranno essere? Più di 5000? Poi proprio la MiTo viene fatta orfana di una sostituta, quando proprio la BMW apre alle vetture ad trazione anteriore. Al posto di migliorare ed ampliare l'offerta le strategie del gruppo Fiat, scusate FCA, vanno sempre nell'opposto. Speriamo che le decisioni siano azzeccate. Ma dubbi sono ammessi, perché uno dei motivi per l'ascesa dei marci tedeschi sono la continuità che da anche valore residuo al usato e la qualità sempre migliorata. Ma forse in FCA la sanno più lunga.
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