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Volkswagen: la piattaforma MEB anche per altri costruttori?

31 gennaio 2019

Secondo indiscrezioni, la Volkswagen potrebbe condividere la sua ossatura modulare MEB per auto elettriche.

Volkswagen: la piattaforma MEB anche per altri costruttori?

SAREBBE CLAMOROSO - La Volkswagen, potrebbe condividere la sua piattaforma MEB (foto qui sopra), concepita appositamente per i veicoli elettrici, con i costruttori rivali. La notizia viene dal quotidiano tedesco Tagesspiegel, che cita come fonte il capo della strategia della casa tedesca. Il gruppo Volkswagen vorrebbe che la piattaforma modulare MEB diventasse uno standard, anche per rientrare dagli ingenti investimenti per realizzarla. Una notizia che, se venisse confermata, avrebbe del clamoroso: non è una cosa comune che un costruttore metta a disposizione dei concorrenti una tecnologia appena lanciata che potrebbe dargli un notevole vantaggio competitivo. Uno dei primi destinatari potrebbe essere la Ford, con la quale il gruppo Volkswagen ha formalizzato un accordo il 15 gennaio per la realizzazione di furgoni commerciali e pick-up di medie dimensioni e siglato un promemoria d’intesa che prevede la collaborazione su guida autonoma, servizi di mobilità e veicoli elettrici.

INIZIA L'ERA DELL'ELETTRICHE - Il gruppo Volkswagen inizierà la produzione della sua prima vettura basata sulla piattaforma MEB, la berlina a due volumi Volkswagen I.D. che avrà indicativamente le stesse dimensioni di una Golf, verso la fine del 2019, con le vendite che inizieranno in Europa a partire del prossimo anno. La casa automobilistica sta investendo 1,2 miliardi di euro per convertire la sua fabbrica di Zwickau, in Germania, per costruire fino a 330.000 veicoli elettrici all'anno, compresi sia i propri modelli, che quelli “gemelli” a marchio Audi e Seat, sempre basati sulla sua piattaforma modulare MEB. Entro il 2025 il gruppo Volkswagen prevede di produrre per i suoi 12 marchi circa 50 modelli alimentati a batteria. Le auto basate sulla MEB saranno costruite in otto stabilimenti in Europa, Stati Uniti e Cina.



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Ritratto di Gwent
1 febbraio 2019 - 14:31
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Un conto è vendere un auto a motore termico, prezzo contenuto, nome Golf, rifornibile ovunque, senza problemi di autonomia e a un prezzo in linea con quello che l'utente medio può permettersi, tutt'altra storia vendere una Golf elettrica com autonomia limitata e a 40.000€, i golfisti continueranno a comprarla diesel, benzina o metano fin quando sarà possibile. Io adoro l'elettrico ma so che prima che possa arrivare a far numeri tali da guadagnarci dovranno passare decenni. Altrimenti non c'era nessun bisogno di offrire tecnologie proprie a costruttori rivali e a maggior ragione quando si hanno in casa parecchi altri marchi su cui spalmare i costi. Questo naturalmente imho e con rispetto parlando. Un saluto. Gwent.
Ritratto di Giuliopedrali
1 febbraio 2019 - 08:40
Lo prevedevano ancora prima che nascessi: per le auto elettriche ci saranno costruttori non necessariamente automobilistici specializzati in telai, altri in trasmissioni, in batterie ecc.
Ritratto di Dr.Torque
1 febbraio 2019 - 09:37
Sembra che costruire una piattaforma per una nuova gamma di auto sia diventato improvvisamente costosissimo e inaffrontabile anche per una grande casa. Per un'auto elettrica poi dove i componenti sono più gestibili che in una mossa da motore a combustione interna. Oh ragazzi, ma di cosa stiamo parlando? Sveglia! I telai si sono sempre fatti, a decine. Si fa il progetto, gli stampi, le attrezzature di produzione e si assembla. Dove sta il problema? Diciamo piuttosto che tutto è comandato dalla finanza. Che tutti vogliono fare una marea di utili a investimenti e rischio zero. Bravi, sono capaci tutti a fare i dirigenti d'azienda così.
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