La BMW conquista la 6 Ore di San Paolo 2026, quarto appuntamento del FIA WEC 2026. Sul circuito di Interlagos, la M Hybrid V8 numero 15 di Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor precede la Ferrari 499P numero 51 di James Calado, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi. Terza la Cadillac numero 12 di Will Stevens e Norman Nato.
Le due Cadillac Hertz Team Jota avevano monopolizzato la prima fila al termine della Hyperpole, ma la BMW si è inserita subito nella lotta per il successo. Nei primi giri Magnussen ha superato la Cadillac numero 38 di Earl Bamber alla Ferradura, portandosi alle spalle della numero 12 di Stevens. La svolta è arrivata durante la prima sequenza di soste, quando un problema a un dado ruota ha rallentato la Cadillac al comando e consegnato alla BMW la leadership virtuale della corsa.

Da quel momento l’equipaggio della numero 15 ha costruito la vittoria grazie al ritmo di Magnussen e Marciello, alla precisione del team nei pit stop e alla gestione di Vanthoor nelle battute conclusive. Il pilota belga, non al meglio della condizione fisica, ha resistito alla rimonta della Ferrari numero 51 e della Cadillac numero 12, riuscendo a mantenere la testa fino alla bandiera a scacchi.
Il finale è stato particolarmente serrato. Meno di sette secondi hanno separato i primi tre equipaggi, nonostante la pioggia leggera caduta negli ultimi minuti. Per la BMW si tratta di una vittoria significativa anche dal punto di vista statistico, perché mai prima d’ora la tappa brasiliana del Mondiale Endurance era stata conquistata da una vettura partita fuori dalla prima fila.

La Ferrari numero 51 ha costruito il secondo posto con una gara regolare e una strategia efficace nella gestione degli pneumatici e delle soste. Calado, Giovinazzi e Pier Guidi hanno così eguagliato il miglior risultato stagionale dei campioni del mondo in carica. Quinta la 499P numero 83 di Phil Hanson, Robert Kubica e Yifei Ye, costretta a completare parte della corsa con il muso danneggiato.
Gara in rimonta anche per le due Cadillac. Oltre al problema accusato dalla numero 12 durante il primo pit stop, entrambe le V-Series.R hanno perso ulteriore terreno nelle varie fasi della corsa, scivolando fuori dalla top ten. Il passo mostrato nella seconda parte dell’evento ha però permesso a Stevens e Nato di risalire fino al terzo posto, davanti alla vettura gemella numero 38.

Più complicato il fine settimana di Toyota. La GR010 Hybrid numero 7, vincitrice della 24 Ore di Le Mans, ha concluso dodicesima con un giro di ritardo, mentre la numero 8 di Sébastien Buemi, Ryo Hirakawa e Brendon Hartley ha perso oltre dieci tornate ai box dopo un contatto con la Genesis numero 17. L'Alpine ha invece provato a giocarsi le proprie possibilità attraverso una strategia aggressiva: la numero 35 di Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e António Félix da Costa ha anche guidato la corsa, ma nel finale si è dovuta accontentare del decimo posto.
La BMW numero 20 di René Rast, Sheldon van der Linde e Robin Frijns aveva tagliato il traguardo in sesta posizione, ma è stata retrocessa all’ottavo posto a causa di una penalità inflitta a van der Linde per un contatto con la Ferrari di Antonio Fuoco. Nonostante la sanzione, Rast e Frijns sono tornati al comando della classifica piloti, a pari punti con Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries.

Nella categoria LMGT3 la vittoria è andata alla Corvette Z06 GT3.R numero 34 del Racing Team Turkey by TF, affidata a Salih Yoluç, Peter Dempsey e Charlie Eastwood. L’equipaggio ha preceduto la BMW M4 LMGT3 numero 69 di McIntosh, Thompson e Harper, mentre la Porsche numero 92 di Shahin, Pera e Lietz ha completato il podio. Il FIA WEC tornerà in pista dopo la pausa estiva, dal 4 al 6 settembre, sul Circuit of the Americas di Austin.

