PRIMO CONTATTO

Alfa Romeo Giulia: domarla non è impossibile

L’Alfa Romeo Giulia GTAm (come la “sorella” GTA) ha 540 CV ed è pensata per l’uso in circuito ma non delude su strada. Prestazioni e facilità di guida impressionano; ma qualche regolazione elettronica andrebbe affinata.
Pubblicato 12 maggio 2021
  • Prezzo (al momento del test)

    € 180.000
  • Consumo medio (dichiarato)

    9,3 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    244 grammi/km
  • Euro

    6d
Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo Giulia GTAm
Solo 500

Dopo averne saggiato le doti degli ultimi prototipi di sviluppo (leggi qui le prime impressioni), è venuto il momento di salire sulle versioni definitive delle nuova Alfa Romeo Giulia GTA e GTAm, che rappresentano l’evoluzione della già apprezzata Giulia Quadrifoglio. Non la sostituiscono, ma sono un progetto speciale declinato in soli 500 esemplari numerati. La casa si aspetta che i clienti sceglieranno per il 60% la GTA, ma non certo per il prezzo inferiore di “soli” 5.000 euro (la GTAm, che ha due posti anziché quattro, parte da 180.000): meccanicamente sono identiche e sono state sviluppate con l’obiettivo di eccellere in pista. D’altra parte, la sigla GTA (Gran Turismo Alleggerita) nasce nel 1965 proprio per identificare una serie limitata della Giulia Sprint, a cui avevano sostituito la carrozzeria in acciaio con una in leggero alluminio, al fine di omologarla per le gare.

L’hanno allargata

Rispetto a una Giulia Quadrifoglio il risparmio di peso è di 75 kg, che salgono a 100 per l'Alfa Romeo Giulia GTAm: presenta soluzioni “radicali” come la sostituzione dei vetri posteriori e del lunotto con pannelli in policarbonato e l’asportazione del divano. Riconoscerle è facile: basta uno sguardo per accorgersi dei nuovi paraurti in fibra di carbonio. Lo stesso materiale è stato usato per i codolini sui passaruota posteriori (necessari per coprire le ruote dopo che la carreggiata è stata allargata di 5 cm) e i parafanghi anteriori (qui l’incremento è stato di 2,5 cm). Inediti anche i cerchi di 20” monodado, una soluzione mutuata dalle competizioni dove la rapidità di sostituzione è di primaria importanza. A distinguerle dalle Quadrifoglio “normali” ci sono pure i pneumatici, e non solo nelle dimensioni: entrambe montano delle Michelin Pilot Sport Cup 2 Connect, in pratica delle gomme da pista omologate per uso stradale, nella taglia 265/30 R 20 per le ruote anteriori e 285/30 R 20 al retrotreno.

In pista? estrai lo splitter

La GTAm ha anche di serie l’enorme ala regolabile in fibra di carbonio e lo splitter più pronunciato alla base del paraurti anteriore. Come sulla Quadrifoglio e sulla GTA, questo è attivo: sopra i 100 km/h si abbassa automaticamente per schiacciare il frontale al suolo e aumentare la stabilità. Sull'Alfa Romeo Giulia GTAm è però più pronunciato di 4 cm e, in più, anche estraibile manualmente di altri 4: basta allentare delle viti e tirare. È però riservato all’uso in pista, dato che così l’auto non è più in regola con le normative contro l’investimento dei pedoni.

Le modifiche aerodinamiche proseguono sotto l’auto, dove nel fondo carenato di entrambe le versioni sono presenti delle prese d’aria aggiuntive per raffreddare il differenziale autobloccante a controllo elettronico (già presente sulla Quadrifoglio ma qui con una diversa taratura) e un nuovo diffusore posteriore. Questo “schiaccia” a terra la coda con maggior forza. Grazie a ciò e alle altre soluzioni, rispetto alla Quadrifoglio, la GTAm presenta un carico aerodinamico aumentato fino a 160 kg.

Più efficace e meno impegnativa

Anche le modifiche all’assetto sono state pensate per l’uso in pista. Non si sono stravolte le regolazioni della Quadrifoglio ma sono state comunque usate diverse molle e ammortizzatori (ora l’auto è anche più vicina al suolo e “punta” col muso verso terra), mentre è stato aumentata leggermente la campanatura davanti e dietro per incrementare la tenuta in curva. Per completare il quadro, anche le tarature elettroniche di sterzo, cambio e ammortizzatori attivi sono state leggermente riviste. Il tutto con un unico scopo: rendere le GTA e GTAm più prestazionali e intuitive nella guida impegnata, eliminando certe “spigolosità” che sono invece presenti nella Giulia Quadrifoglio nell’uso al limite. 

Come su un’auto da gara

Se già la GTA è qualcosa di speciale, entrare nell'Alfa Romeo Giulia GTAm è un evento. Ci si accomoda su sottili sedili con guscio in fibra di carbonio (non disponibili sulla GTA), che possono essere regolati solo longitudinalmente o, mediante delle apposite chiavi, in altezza. Sono fascianti eppure comodi e il poggiatesta poco imbottito lascia spazio per il casco, evitando, come su praticamente tutte le auto di serie, di dover guidare con il collo piegato in avanti o di dover inclinare troppo all’indietro lo schienale. Nello specchietto centrale fanno bella mostra di sé l’ala sul coperchio del baule e il roll-bar, che prende il posto del divano. La sua funzione principale non è  di sicurezza: serve a fissare le cinture a sei punti d’attacco (non omologate per l’utilizzo in strada). Anche in caso di ribaltamento, infatti, ci è stato spiegato che la scocca della Giulia non arriverà a schiacciarsi fino all’arco di metallo. In compenso, la struttura aumenta leggermente la rigidità torsionale, aiutando le sospensioni a lavorare al meglio. Al posto della seduta del divano ci sono due vani con rete, dedicati ad accogliere due caschi; oltre a un estintore.

Non è neppure scomoda

Premuto il tasto di avvio sul volante, il 2.9 V6 biturbo dell'Alfa Romeo Giulia GTAm prende vita e lo scarico in titanio della specialista Akrapovič sparge le sue note per diversi metri: la colonna sonora è decisamente appagante, trattandosi di un motore turbo. Anche perché, a differenza che sulla Quadrifoglio, le valvole nello scarico si aprono del tutto non solo in modalità Race (dedicata alla pista, lascia attivo solo l’Abs) ma anche in Dynamic. La nostra prova inizia su strada, sotto un cielo scuro che promette pioggia. Al centro del selettore delle modalità di guida ritroviamo il conosciuto tasto che rende più morbida la taratura degli ammortizzatori elettronici: una scelta “furba” che aiuta ad usare l’auto anche sulle strade non lisce come biliardi. Così, l’assorbimento è perfino discreto ma che siamo un un mezzo speciale, ce lo ricordano certi rumori tipici delle auto da gara, come i sassolini “sparati” dalle gomme dalla mescola morbida contro i passaruota (che presentano meno materiale isolante), il tintinnio delle fibbie delle cinture di sicurezza a sei punti che sbatacchiano ad ogni curva e buca e i sibili causati dalle appendici aerodinamiche. 

Mentiremo se dicessimo di aver notato i 30 cavalli in più dell'Alfa Romeo Giulia GTAm rispetto alla Quadrifoglio (ora siamo a quota 540), anche perché la coppia massima è disponibile a soli 2500 giri. In compenso, il limitatore spostato più in alto permette di godere appieno del rumore dello scarico a “quota 7000”. Oltre ai piccoli interventi per aumentare la potenza (mappatura, scarico e un regime di rotazione più alto per le giranti dei turbo), ce ne sono altri votati a migliorare l’affidabilità nell’uso in pista: nuovi pistoni e bielle, oltre a un raddoppio degli iniettori d’olio sotto i pistoni (da due a quattro, migliorano il raffreddamento, grazie a anche a radiatori maggiorati).

La via di mezzo che manca

Come sulla Giulia Quadrifoglio, la modalità Dynamic dell'Alfa Romeo Giulia GTAm  predilige una guida sportiva ma “pulita”: ogni eccesso del guidatore viene bruscamente interrotto dall’elettronica, che taglia immediatamente la potenza. E, visto il fondo reso viscido dalla pioggia e i pneumatici semi-slick, non ci siamo azzardati a passare alla modalità Race. Peccato: una modalità intermedia sarebbe stata gradita. Difficile trovare difetti, invece, allo sterzo: mantiene tutto quanto di buono c’è sulle altre Giulia, a partire dall’essere molto diretto e mai faticoso da azionare. Bene anche la modulabilità dei freni carboceramici (di serie), sebbene ci riserviamo di dare un giudizio definitivo in una futura prova sull’asciutto. In compenso, è rimasta la fastidiosa tendenza dell’elettronica ad azionare le “quattro frecce” nelle frenate più intense, che l’auto percepisce come d’emergenza. L’unico modo per non farlo è passare alla modalità Race: decisamente sconsigliato su strada.

Dà subito confidenza

Procediamo con una serie di giri in pista con l'Alfa Romeo Giulia GTAm nel comprensorio di Balocco, il centro di sviluppo del gruppo Stellantis in provincia di Vercelli. La pioggia batte fitta e l’auto fatica a mettere a terra tutta quella potenza con le ruote posteriori. In compenso, viste le condizioni atmosferiche e il tipo di gomme, ha più direzionalità di quanto ci saremmo aspettati e si lascia guidare quasi senza fatica. Anche a ridosso dei 200 km/h la stabilità è a tutta prova e non abbiamo timore a frenare tardi per inserirci in una chicane o in un tornante. E in condizioni così non si rimpiange la mancanza del cambio manuale: l’automatico a otto rapporti innesta rapidamente sempre la marcia richiesta. Solo le migliori trasmissioni a doppia frizione possono vantare di essere più rapide.

Secondo noi

PREGI
> Esclusività. Ha contenuti di livello ed è in numero limitato: diventerà un pezzo da collezione.
> Facilità di guida. Anche su fondi viscidi infonde una sicurezza che permette di andare forte (molto).
> Sterzo. Ha una prontezza che non trova rivali fra quelli delle altre auto di serie. E, a differenza di quello di molte sportive, non è faticoso da azionare.

DIFETTI
> Combinazione dei sedili. Quelli a guscio (belli, comodi e contenitivi) sono riservati alla GTAm. Se si vuole la praticità dei quattro posti offerta dalla GTA, ci si deve “accontentare” di quelli meno fascianti e a regolazione elettrica (ripresi dalla Quadrifoglio).
> Modalità Dynamic. Rispetto alla Giulia Quadrifoglio è migliorata perché fa “suonare” l’auto al meglio, come in Race. Ma è ancora troppo “vigile”.
> ”Quattro frecce”. Basta una frenata un po’ più intensa per farle lampeggiare; per non farlo si deve passare a Race, dove Esp e controllo di trazione sono disabilitati...

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 2891
No cilindri e disposizione 6 a V
Potenza massima kW (CV)/giri 397 (540)/6500 giri
Coppia max Nm/giri 600/2500
Emissione di CO2 grammi/km 244
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti in carbonio
Freni posteriori dischi autoventilanti in carbonio
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 300
Accelerazione 0-100 km/h (s) 3,8
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 9,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 467/192/145
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1520
Capacità bagagliaio litri 480/n.d.
Pneumatici (di serie) 265/30 R20 ant.- 285/30 R20 post.

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Ritratto di Giuliopedrali
12 maggio 2021 - 16:05
Oxygenerator si più o meno è così, cioè il prezzo è tanta roba in ogni caso, tutto il resto invece è relativo, dipende da cosa confronti, Alfa Romeo comunque dovrebbe essere prima di tutto innovazione, allora avrebbe un suo mercato.
Ritratto di Flavio8484
13 maggio 2021 - 13:29
Il problema é che l innovazione su un alfa, non viene ben vista dagli "alfisti", che criticavano la fiat 155, perché TA, e poi quando arriva la giulia non va bene perché sarà pure TP, albero in carbonio e menate varie, ma "non é piu un alfa", quindi che vogliamo da alfa?non lo sa nessuno, leggo di gente che si attacca alle freccie che lampeggiano, sono tutti piloti espertoni, poi in giro vedo la panda, la y, la micra....tutti hanno perso le origini:audi mica faceva suv, lancia non aveva una citycar e basta, bmw non aveva TA, ferrari non sviluppava suv...(my god se ci penso muoio)... le auto sono solo piattaforme viaggianti, non hanno più un dna, non hanno piu difetti, sono solo lamiera, e se ti dice bene hanno un motore, ancora fino a poco, poi andranno a duracell, e rimarrà solo il trilobo, il doppio rene....l auto é morta caro giulio!!
Ritratto di giulio21
12 maggio 2021 - 12:41
bella per carità ma questa consuma e inquina come una petroliera e poi altri marchi sono costretti a non vendere le loro auto con stesse prestazioni ma con motori sempre più spenti per non prendersi le multe... come si dice c'è chi può e chi non può alla faccia dell'elettrico...
Ritratto di Er germanico
13 maggio 2021 - 12:52
Secondo me dovrebbe consumare e inquinare ancora di più. Alla faccia degli ecologisti con le Toyota ibride.
Ritratto di Trattoretto
12 maggio 2021 - 12:42
Chi prende quest'auto lo fa per la sua unicità e particolarità, oltre che per la sua raffinatezza. Virtù che ovviamente hanno un prezzo salato, ma che non è un problema per l'intenditore con altri pezzi rari in garage. Il superficiale barbone da tastiera, senza patente, può solo dire che a minor prezzo si prende un delle tante sportive prodotte in migliaia di esemplari, confondendo prezzo e valore.
Ritratto di Arreis88
12 maggio 2021 - 14:51
Sottoscrivo parola per parola. Purtroppo oggigiorno, collegare il cervello alla lingua prima di parlare (o in questo caso, scrivere) è diventato un esercizio troppo difficile e faticoso a quanto pare. Facciamocene una santa ragione.
Ritratto di Oxygenerator
12 maggio 2021 - 21:09
@ Trattoretto Io sono un barbone da tastiera, peró ho la patente. 180 o 200.000 non cambia molto. Io prenderei la Ferrari Roma. Certo il numero limitato dell’Alfa potrebbe portare a pensare ad una facile rivalutazione nel tempo, ma attenzione, la cosa non è automatica. Non so. Se compro a 180.000 un’Alfa Romeo, sento, nel profondo, di aver buttato via il mio denaro. Se ne spendo 200.000 per la Roma, mi sembra invece “ quasi accettabile”. In realtà, invece, metterei una simile cifra solo su una elettrica, non soffrendo io, di nostalgia del passato.
Ritratto di Roomy79
12 maggio 2021 - 21:25
1
Eri andato bene quasi fino alla fine, poi con l'ultima frase hai, smesso di parlare di automobili. Peccato.
Ritratto di v8sound
12 maggio 2021 - 22:22
Non "soffre" di nostalgia... già si capisce quanto sia limitato visto che la nostalgia è un sentimento che attiene al passato, non certo il presente. Presente automobilistico (e probabile futuro a medio termine) che tradotto in numeri è pari al 97% di auto nuove con motore termico, che salgono al 99,9% periodico quando si parla di super ed iper sportive. Le elettriche sulle quali il "soggetto" metterebbe una simile cifra molto spesso neanche arrivano alla produzione, nonostante le prenotazioni e relativi acconti versarti... Vabbè, non "soffre" di nostalgia ma di una nuova patologia in rapida diffusione: illusa stupidità. Per fortuna che chi si può permettere certe cifre la pensa diversamente. Non cito neanche i numeri, visto che le elettriche in certi ambiti praticamente non esistono.
Ritratto di Oxygenerator
12 maggio 2021 - 23:41
@ v8 sound. Si, esattamente il passato. Nostalgia, è la patologia italiana, di cui anche lei soffre. Guardare al futuro, sempre con la testa voltata indietro, al passato. Il passato, così rassicurante, così solido e reale. Praticamente il motore termico è come il calesse, diffuso al 99 % sulle strade, ma che è diventato storia, all’apparizione della prima automobile, anche se sembrava più una stufa che altro. Vede, non essendo io un esacerbato, non do del limitato o dello stupido agli altri, ma cerco di far capire loro, che il tempo passa. Inesorabilmente. Nel momento stesso in cui è apparso il primo smartphone, il cellulare era giá roba vecchia, anche se diffuso al 99%. Vede, ciò che risulta difficile far capire a chi si nasconde, nei preconcetti, per comoditá o a chi è abituato ad un pensiero statico, pre digerito e congruo alla propria socialitá è che non è la quantità venduta di un oggetto a iniziare un cambiamento, ma è proprio l’appalesarsi all’orizzonte del suddetto oggetto, di una cosa nuova, che rende vecchio tutto ciò che esisteva prima della sua comparsa e che inesorabilmente andrá a sostituire. E li scatta uno dei meccanismi difensivi dei conformisti, dei tradizionalisti, dei nostalgici, che passa dall’ironia alla derisione, dalla nostalgia al rifiuto e dall’insulto all’accettazione. Tutte cose giá viste. Ecco perchè non perdo tempo ad insultarla. Perchè lei è giá roba vecchia. Esattamente come il rumore di un v8 termico, inquinante, che va ad idrocarburi fossili.
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