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Alfa Romeo Stelvio: più moderna, e sempre bella da guidare

Rinnovata soprattutto negli interni e nei sistemi di assistenza alla guida, l’Alfa Romeo Stelvio resta una suv tutta da guidare. Ma qualche dettaglio può ancora migliorare…
Pubblicato 19 novembre 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 58.000*
  • Consumo medio (dichiarato)

    17,9 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    146 grammi/km
  • Euro

    6d-Temp
Alfa Romeo Stelvio
Alfa Romeo Stelvio 2.2 Turbo 190 CV Sprint Q4 AT8
Linea che vince, non si cambia

L’Alfa Romeo Stelvio che arriverà nelle concessionarie a gennaio 2020 non solo non viene stravolta nelle forme, ma è addirittura difficile da distinguere dal modello attuale, che del resto viene ancora apprezzato per la linea. Giusto la scritta dell’allestimento sulla fiancata permette di riconoscerla al volo. Allestimenti che si rifanno al passato del marchio del Biscione con nomi quali Veloce e Sprint, che si aggiungono a quelli già utilizzati Super e TI. Resta in gamma anche la Business, mentre la Quadrifoglio verrà lanciata successivamente, a marzo 2020. Per tutte, il frontale conserva la grande mascherina a tre lobi e gli accattivanti fari contornati dalle luci diurne a led. Restano invece allo xeno i proiettori: peccato, perché poteva essere l’occasione per passare a dei più moderni fari a diodi luminosi (o, perché no, a matrice di led). Non è detto che la cosa non avvenga più avanti, magari dopo l’arrivo della Tonale (qui per saperne di più). 

Dentro è più tecnologica

Le vere modifiche per la rinnovata Alfa Romeo Stelvio, come per la Giulia, sono dentro. Anzitutto, si evolve il sistema multimediale, che ora ha uno schermo a sfioramento dalla grafica più moderna e personalizzabile, con icone spostabili semplicemente trascinandole come in un tablet. La diagonale è di 8,8 pollici per tutti gli allestimenti, proprio com’è oggi per le versioni più ricche (le altre ce l’hanno di 6,5”), ma lo spazio è sfruttato meglio a favore sia delle mappe del navigatore sia delle eventuali riprese della retrocamera posteriore. A tal proposito non è stato invece introdotto un ancora più efficace sistema di telecamere a 360 gradi. Di serie per tutte le versioni il display di 7 pollici nel cruscotto, finora riservato solo ad alcune versioni, in alternativa a quello di 3,5 pollici.

Occhio alle differenze

Nell’abitacolo dell'Alfa Romeo Stelvio cambiano anche altri dettagli: dalla parte bassa del volante ai comandi nella consolle (qui il confronto fotografico fra i vecchi e i nuovi particolari). È proprio in questa zona che si concentrano le novità più importanti, creando una sensazione di modernità: lo conferma anche la piastra di ricarica wireless per i cellulari. Inoltre, nel corso del 2020 saranno disponibili sia la rete Wi-Fi, per collegare fino a otto dispositivi sia le funzioni di controllo a distanza My Remote, in grado anche di comunicare con gli assistenti vocali Alexa e Google Home. Dal telefonino si potranno anche controllare i parametri della vettura e impostare un percorso da inviare successivamente al navigatore dell’auto. Navigatore che grazie alla connessione in rete riceve gli aggiornamenti del traffico in tempo reale, oltre alle informazioni su meteo e autovelox. My Theft Assistance avvisa il proprietario in caso di tentato furto, mentre per la gestione delle flotte aziendali sarà disponibile una funzione specifica, My Fleet Manager.

Un occhio al passato…

Come accennato, la gamma della rinnovata Alfa Romeo Stelvio si compone di allestimenti dai nomi che si rifanno alla tradizione del Biscione; fanno eccezione la “base” (che offre cerchi di 17 pollici e sedili in tessuto) e la Business, pensata per le aziende e i titolari di partita iva. Come quest’ultima, la Super ha ruote di 18 pollici, che diventano di 19” nella TI, impreziosita anche da inserti in legno e pelle pregiata per la plancia, e che all’esterno sfoggia una tinta a contrasto scura per le minigonne, i passaruota e il paraurti posteriore: l’effetto bicolore è ispirato all’Alfa Romeo 164. A puntare sulla sportività sono la Sprint (cerchi di 19”, inserti in alluminio e sedili in pelle e tessuto) e soprattutto la Veloce (con ruote di un pollice in più e sedili ancora più avvolgenti, ovviamente in pelle). Quest’ultima da fuori si distingue per parafanghi, minigonne e paraurti posteriore tutti in tinta con la carrozzeria. A proposito di colori, si aggiungono due nuove tinte metallizzate, blu anodizzato (come nell’auto in foto) e bianco lunare, e altrettante ispirate al passato: sono i cosiddetti colori Old Timer ocra GT Junior e rosso 6C Villa d’Este, disponibili a partire da metà 2020.

…e uno al futuro

La tradizione lascia il posto alla tecnologia quando si parla di sistemi di assistenza per il guidatore. La rinnovata Alfa Romeo Stelvio punta soprattutto sulla guida semiautonoma di livello 2 per l’autostrada e per la marcia in coda nel traffico: in entrambe le situazioni sono telecamere e radar di distanza a fornire le informazioni per regolare velocità e traiettoria (agendo sul servosterzo), a patto di tenere comunque almeno una mano sul volante. La funzione “traffic jam” funziona fino a 60 km/h, mentre l’assistente per l’autostrada arriva a 145 km/h. Per attivarli basta premere il pulsante sulla razza sinistra del volante, e impostare la velocità e la distanza da tenere. Altri sistemi di assistenza sono l’anti-colpo di sonno per il guidatore, il riconoscimento dei limiti di velocità con adattamento automatico dell’andatura e la funzione che monitora l’angolo cieco dei retrovisori: a differenza del passato, oltre a dare un allarme, l’auto corregge automaticamente la traiettoria. E lo stesso fa nel caso delle uscite accidentali dalla propria corsia. Non manca, ovviamente, la frenata automatica d’emergenza.

I motori non cambiano

La gamma della nuova Alfa Romeo Stelvio prevede sempre un 2.0 a benzina, da 201 o 280 CV, mentre il 2.2 a gasolio può avere tre livelli di potenza: 160, 190 o 209 cavalli. La versione meno potente è abbinata alla trazione posteriore, disponibile anche per la 2.2 turbodiesel da 190 CV, in alternativa a quella integrale di serie per tutte le altre versioni che debutteranno a gennaio, oltre che per la Quadrifoglio: in questo caso, i cavalli erogati dal 2.9 V6 turbo sono 510 per uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi. Nel nostro test, ci siamo concentrati sulla 2.2 turbodiesel Q4 da 190 cavalli, nell’allestimento Sprint. 

I motori non cambiano

La pioggia copiosa che ci ha accompagnato fin dal nostro arrivo nel centro prove di Balocco (in provincia di Vercelli) non ci ha impedito di apprezzare le doti dinamiche dell’Alfa Romeo Stelvio, che resta una delle suv più divertenti da guidare: il quattro cilindri a gasolio è vivace (realistici i 7,6 secondi dichiarati per lo “0-100”), pur mantenendo una piacevole fluidità di erogazione, ma soprattutto lo sterzo è reattivo e preciso. La trazione integrale ci ha dato una bella mano nella guida in pista sul bagnato e gli ammortizzatori a controllo elettronico fanno un buon lavoro nel ridurre il rollio in curva. Viste le condizioni meteorologiche, abbiamo apprezzato anche la facilità di guida nella funzione Advanced Efficiency, in alternativa alle modalità Natural e alla più sportiva Dynamic. Tuttavia, non ci sarebbe stata male una funzione Individual, come offrono diversi concorrenti, per personalizzare la risposta di motore, cambio, trazione Q4, Esp, ammortizzatori e servosterzo in base alle esigenze. Archiviato l’esame in pista, in autostrada abbiamo apprezzato l’efficacia del sistema di guida semiautonoma, che vi mostriamo anche in video.

Secondo noi

Pregi
> ADAS. Diversi, e ben funzionanti, i sistemi di assistenza alla guida.
> Guida. È sul misto che questa suv dà il meglio di sé.
> Impianto multimediale. Finalmente ha un dispositivo moderno e ben leggibile, anche se lo schermo non è dei più ampi.

Difetti
> Fari full led. Con l’aggiornamento del modello non si è colta l’occasione per passare dai fari allo xeno a quelli, più moderni, a diodi luminosi.
> Modalità di guida. Le tre tarature previste sono valide, ma ce ne vorrebbe una personalizzabile. 
> Telecamere a 360°. Sempre più suv offrono, magari pagando, utili occhi elettronici tutt’attorno all’auto. Qui non sono ancora previsti.

*Prezzo indicativo.

SCHEDA TECNICA

Carburante gasolio
Cilindrata cm3 2143
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 140 (190)/3500 giri
Coppia max Nm/giri 450/1750
Emissione di CO2 grammi/km 146
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 210
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,6
Consumo medio (km/l) 17,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 469/190/167
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1745
Capacità bagagliaio litri 525/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/55 R19

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Ritratto di remor
19 novembre 2019 - 19:57
Secondo me stiamo analizzando 2 tipi di prodotti e di clientela differenti. E già il fatto che avessi parlato della benzina 200cv doveva indirizzare verso la giusta strada, ma invece mi sa non è riuscita nell'effetto. Con un esempio forse più lampante, allora, direi: chi è "veramente" appassionato di orologi se ne cambia ogni tot tempo o una volta scelto tende a tenerselo per più tempo possibile, al limite comprandosene altri per incrementare la sua collezione ma giammai liberandosene di alcuno (almeno che poi non cambi opinione e qualcuno di essi non gli piaccia più)? Certo poi c'è chi nell'orologio ci vede semplicemente un oggetto per segnare il tempo dal momento A al momento B e magari nel frattempo che se ne sta a comprare uno è già con la fantasia al momento in cui per un motivo o l'altro lo dovrà sostituire col successivo; ma quest'ultimo onestamente lo possiamo davvero lo definire un appassionato di orologi? Ecco, ora trasliamo la questione alle auto e penso tutto apparirà più chiaro.
Ritratto di remor
19 novembre 2019 - 20:14
Per il fatto delle km0, degustibus ovviamente, devo dire che in verità a me invece fa più effetto "acquisto a scatola chiusa" l'ordinare un'auto che poi arriverà dopo tot mesi e chissà come arriverà ossia se avranno messo in atto tutte le richieste (quante se ne leggono che si era chiesto un accessorio e poi non c'era e cose simili). L'auto invece a km0 è là da subito visionabile a 360°, non riserva alcuna sorpresa in merito a cosa ci o non ci troverai, come la vedi così è: se ti piace la prendi altrimenti "senza impegno" arrivederci e grazie. Fra l'altro nel caso specifico della Giulia, poi, onestamente in tutte le tinte che l'ho vista mi ha sempre convinto: bianca, nera, rossa, in grigio chiaro e in grigio scuro, blu, finanche azzurrina. Idem per il resto: anche la più basilare delle Giulia porta comunque il comparto tecnico-meccanico che l'hanno resa famosa; quindi se poi anche la disponibile in quel momento non avesse il navigatore da 10" o i cerchi da 19" o il pack sportivo o la doppia marmitta (più o meno vera/farlocca), ciò nel caso della Giulia non farebbe sostanziale differenza (nell'accettarla) perché ripeto prendi anche l'allestimento d'ingresso col motore d'ingresso, comunque il reparto tecnico-dinamico resta di prima qualità. Per qualcun'altra invece, effettivamente, se in quel momento trovi la base coi cerchi da 16", senza navigatore da 10" / senza cockpit, senza pacchetto look sportivo o pack cromature o pack full led, sembra effettivamente(bis) che eri partito da una certa idea e poi hai ripiegato su ben altro livello inferiore di auto.
Ritratto di remor
19 novembre 2019 - 20:33
Per niente impossibile che fra un anno stoppino (così si risparmierebbero anche il costo del restyling/facelit) e che resti la classica auto per pochi. Non sono possessore ma devo ammettere che un'auto poco diffusa mi fa maggior effetto di esclusività, forse è un'idea oramai un po' antiquata ma personalmente tant'è. Se dovessi scommettere però direi più che (a prescindere dalle vendite), ad intuito, nel 2025 sarà ancora a listino. E nemmeno troppo differente esteticamente da com'è oggi, ci aggiungerei.
Ritratto di remor
19 novembre 2019 - 20:23
Sul copiare la 3er, spero almeno ammetteremo pacificamente che (pur volendo accettare questa chiave di lettura, in gran parte effettivamente realistica) in Alfa hanno fatto comunque un lavoro di scopiazzatura sublime, tanto che la successiva (all'uscita dell'italiana) 3er pare in strada non sia al pari della Giulia del 2016 (provate dallo stesso Al Volante nel numero di Novembre)
Ritratto di cvcekd
21 novembre 2019 - 08:44
Sembrerebbe che "remor" non abbia mai acquistato un'auto: quando la ordini e chiedi determinati accessori arriva esattamente come l'hai richiesta, non ci sono sorprese, non esiste l' "acquisto a scatola chiusa", la fattura riporta l'elenco esatto del prodotto che hai acquistato che deve coincidere con il prodotto stesso. Al limite é con una km0 che compri a scatola chiusa perché non sai bene da dove arriva e non puoi capire con certezza se ci sono veramente gli accessori che ti dicono (per es. possono dirti che ha sospensioni adattive,variabile sport stearing, bluetooth avanzato, ecc.ma come lo verifichi?).
Ritratto di Andre_a
20 novembre 2019 - 09:37
5
@remor: chiaramente ognuno ha il tipo di passione, ma ti consiglio di provare l'altra sponda :D Se ogni volta ti compri un'auto nuova e la tieni per minimo 10 anni, quante ne potrai mai provare in tutta la tua vita? Di auto interessanti la fuori ce ne sono troppe!
Ritratto di remor
20 novembre 2019 - 09:45
Penso 10 ma più 15 anni sia, per chi non ne fa un uso lavorativo super intensivo, l'orizzonte minimo del tenersi l'auto (se uno poi se ne innamora davvero la può tenere anche "per sempre" come molte auto anni '60 che ancora girano, fiat 500 in primis). A quel punto (il discorso di partenza del tutto) il valore residuo nel caso uno se la volesse rivendere non fa alcuna differenza che ti stai rivendendo una Alfa o Audi o Bmw o Mercedes di 15 anni addietro perché la differenza potrebbe nel migliore dei casi essere di qualche centinaio di euro (e non è detto nemmeno che poi, sul nostro territorio nazionale una tedesca alla lunga tenga più di un'Alfa); anzi paradossalmente può darsi che a distanza di 15 anni faccia più gola una pari-età Fiat Punto o Lancia Ypsilon (le utilitarie alla lunga restano più ricercate per diversi motivi).
Ritratto di remor
20 novembre 2019 - 09:55
Sul fatto di provarne tante per un rinnovo del piacere, non penso (estremizzando, ma nemmeno troppo, il concetto) che chi ha una mx5 di 15-20 anni fa invidi le sensazioni di chi oggi guida un qualsiasi suv nuovo di pacca ma anche, restando nella stessa tipologia, chi guida una buona parte di coupé e cabrio/catafalchi diesel - trazione anteriore - peso 15 quintali. Fra l'altro molti nel tempo, facendo una considerazione forse un po' qualunquistica sull'andamento del mercato auto italiane, può darsi che man mano che hanno cambiato macchina sono scesi di livello (di sicuro in merito al piacere di guida) e per cui oggi si vendono soprattutto utilitarie-citycar da 70cv e suvvetti da circa 100cv.
Ritratto di Andre_a
20 novembre 2019 - 10:26
5
Chi ha avuto solo una mx5 per 15-20 anni non puó invidiare le sensazioni di chi guida altro semplicemente perché non le conosce. Se compri un'auto usata, la tieni per 2-3 anni e poi la rivendi, nello stesso periodo hai provato una decina di macchine (inclusa una o piú mx5), magari hai speso meno di quello che la mx5 se l'era comprata nuova e sicuramente avrai un'opinione piú completa e oggettiva sulla stessa mx5. Capisco chi si tiene un'auto a cui si é affezionato, ma prorpio perché non vuole rovinarla, probabilmente la tiene come seconda o terza auto: anch'io ho sempre la Fiat 850 Coupé di mio nonno, ma di sicuro non la guido tutti i giorni. Il comportamento che descrivi lo vedo piú spesso in chi di auto non é appassionato: si compra un'auto nuova perché, non conoscendole, con l'usato ha paura di fregature. La tiene finché lo porta da A a B con un'affidabilitá che ritiene accettabile, dopodiché se ne compra un'altra nuova e ricomincia.
Ritratto di ForzaItalia
21 novembre 2019 - 09:41
AHAHAHA sento le tue unghie che stridono sugli specchi fin da qua...
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