PRIMO CONTATTO

Alfa Romeo Stelvio: la grinta si vede… e si sente

Linea aggressiva, gran tenuta di strada, scatto bruciante: l’Alfa Romeo Stelvio è una suv che piacerà agli sportivi. Ok anche la praticità. Manca, invece, qualche accessorio di ultima generazione.

22 febbraio 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 52.800
  • Consumo medio

    14,3 km/l
  • Emissioni di CO2

    161 grammi/km
  • Euro

    6
Alfa Romeo Stelvio
Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV Super Q4 AT8
Sotto sotto c’è la Giulia

L’Alfa Romeo Stelvio, che debutta nelle concessionarie italiane nel fine settimana del 25 e 26 febbraio, è uno dei modelli più importanti della lunga storia della casa italiana. Prima suv del marchio, punta a coniugare le doti (oggi richiestissime) di praticità, spazio e capacità di muoversi su tutti i fondi, tipiche di questi veicoli, con le caratteristiche che hanno reso famose le migliori Alfa Romeo: il piacere di guida e le prestazioni. I presupposti ci sono tutti, perché il pianale e la raffinata meccanica (con sospensioni anteriori a quadrilatero e posteriori multibraccio) sono ripresi, con minime differenze, dalla berlina Giulia presentata poco meno di un anno fa. Rispetto a quest’ultima, la Stelvio è più lunga di cinque centimetri (469 in totale), ma è più alta di ben 23, con una distanza dal suolo accresciuta di 7 cm (3,5 dovuti alle ruote più grandi e altrettanti alle sospensioni con corsa maggiorata, arrivando a 20,3 cm totali). Ne deriva un’auto possente ma slanciata, e soprattutto dalla personalità ben definita, inconfondibilmente Alfa Romeo. L’alto frontale, che ricorda parecchio quello della Giulia, è dominato dalla mascherina in tre parti, mentre i fari affusolati sono contornati dal profilo a led a forma di “C” delle luci diurne. Di lato spiccano le grandi ruote (fino a 20 pollici di diametro, optional a 2.000 euro), i finestrini proporzionalmente piccoli e il lunotto decisamente inclinato, stile coupé, sovrastato da un grande spoiler. I fanali a sviluppo orizzontale si estendono fin nell’ampio portellone, e le due uscite cromate per i terminali di scarico aggiungono grinta a una vettura per il resto priva di orpelli troppo vistosi. Ma vediamo da vicino come è fatta all’interno la Stelvio del test (una 2.0 Turbo a benzina da 280 CV, nell’allestimento Super).

Elegante e (nel complesso) ben rifinita

L’abitacolo dell’Alfa Romeo Stelvio riprende lo stile e molti elementi dalla Giulia, ma l’impressione che se ne ricava è assai differente. Si sta seduti ben 19 centimetri più in alto rispetto al suolo, in posizione dominante, tipicamente da suv, e l’ariosità dell’abitacolo è ben maggiore. L’insieme è semplice ed elegante (non ci convince però la palpebra sdoppiata sopra il cruscotto, piuttosto massiccia) e i materiali sono in gran parte di buona qualità, con pochi particolari sottotono (come la plastica che riveste il piantone dello sterzo). L’auto del test traeva vantaggio dalla presenza del pacchetto Lusso Quercia: 3.000 euro aggiuntivi per i sedili a regolazione elettrica, riscaldabili e rivestiti in una pelle molto gradevole al tatto (di serie sono in tessuto abbinato a una pelle meno morbida), nonché ampi inserti in legno a poro aperto sulla plancia. 

Classica al cento per cento

Le regolazioni del sedile dell’Alfa Romeo Stelvio sono ampie, quelle del volante un po’ meno; mettersi comodi è comunque facile anche per chi è molto alto (o basso). Il cruscotto è classico, con contagiri e tachimetro a lancetta separati da un display a colori di 7” (200 euro, quello di serie è di 3,5”) dall’ottima risoluzione, ma con qualche scritta molto piccola. La strumentazione è piuttosto in basso rispetto al sedile e al volante, ma, pur così “infossata”, resta adeguatamente visibile; non si possono avere, però, né l’head-up display (la visualizzazione di alcune informazioni su una lamina trasparente sopra la plancia, proprio davanti al guidatore), né la strumentazione interamente digitale (offerta da molte rivali). Ripresi pari pari dalla Giulia sono il volante sportivo dall’ottima impugnatura (e con il pulsante per avviare il motore) e le grandi palette in alluminio, solidali al piantone (300 euro) per usare il cambio automatico in modalità manuale: molto belle, danno un tono corsaiolo all’abitacolo e sono facili da usare (pur essendo molto vicine alle levette dei “tergi” e delle frecce). Discreto lo spazio per i piccoli oggetti (il vano sotto il bracciolo centrale è anche refrigerato), ma l’impianto multimediale non è il massimo. Il navigatore a 3D e lo schermo di 8,8” (non dei più grandi, e poco sviluppato in altezza) si pagano 2.200 euro (scontati a 1.200 nella fase di lancio della vettura), mentre l’hi-fi con 10 altoparlanti è nel pacchetto Sound Theatre (600 euro): il suono è potente e discretamente nitido, ma non ci sono i protocolli Apple CarPlay e Android Auto per usare il proprio cellulare tramite l’impianto di bordo, la radio Dab costa altri 300 euro e non c’è la connessione a internet.

Ottima per quattro, con tutti i loro bagagli

Lo spazio è quello che ci si aspetta da una suv medio-grande: abbondante per quattro adulti. In realtà, il divano dell’Alfa Romeo Stelvio, piuttosto largo, può ospitare senza problemi anche tre persone: ma l’accessibilità non è delle più agevoli (occorre abbassare parecchio la testa per entrare) mentre l’imbottitura rigida, il tunnel ampio e spigoloso e il mobiletto sporgente (che ospita due bocchette del “clima” e due prese Usb per la ricarica) rendono il posto centrale scomodo. Bene il bagagliaio: i 525 litri di capienza sono facili da sfruttare, il portellone ad apertura elettrica (anche senza mani, spingendo un piede sotto il paraurti) è comodo e la soglia di carico, a 72 cm da terra, non è troppo alta per una suv. Ok le finiture (spessa moquette ovunque) e il divano in tre parti reclinabili (anche da dietro, con due comode levette vicine al portellone). Sotto il pianale, se non si ordina il ruotino di scorta (290 euro), trova posto un preformato in plastica morbida con una serie di piccoli vani; al centro, sotto un coperchio, c’è la batteria (posta qui per ottenere una distribuzione dei pesi del veicolo pressoché uguale tra ruote anteriori e posteriori, il che favorisce la dinamica di guida). 

Sprint esuberante

Ma è nella guida che l’Alfa Romeo Stelvio gioca le sue carte migliori: ottime, e a volte addirittura sorprendenti. Il motore, per esempio: il quattro cilindri turbo 2.0 a iniezione diretta di benzina ha 280 cavalli di potenza e 400 Nm di coppia motrice, e si sentono proprio tutti. Scelta la modalità di guida Dynamic con la rotella del sistema Dna posta nel tunnel centrale, la risposta è fulminea e veemente a ogni regime; la casa dichiara 5,7 secondi nello “0-100”, e non abbiamo motivo di dubitare di un tempo tanto brillante (attendiamo una prova, prevista a breve su alVolante, per verificare i 230 km/h di punta massima dichiarati). L’abbinamento con il rapido e fluido cambio automatico (di serie per tutte le Stelvio) è particolarmente riuscito, e garantisce sensazioni da vera auto sportiva. Lo sarebbe ancora di più se il rombo del motore (piacevole) fosse un po’ meno smorzato; ma così ne guadagna il comfort, di buon livello in tutte le situazioni (l’assorbimento dello sconnesso non è particolarmente morbido, ma neppure “secco”). Quanto ai consumi, non è il caso di pretendere percorrenze elevate da una suv sportiva, 4x4 e a benzina, per quanto dotata di una ottava marcia lunga, che tiene basso il regime del motore (2300 giri a 130 km/h). In ogni caso, a fronte dei 14,3 km/litro omologati, noi ne abbiamo letti nel computer di bordo 10 abbondanti, seguendo il flusso del traffico lungo una strada extraurbana ma anche sfruttando spesso i 280 cavalli nei sorpassi; dato il serbatoio di 64 litri, guidando senza particolare fretta è il caso di aspettarsi poco più di 500 km tra un rifornimento e l’altro.

Maneggevolezza notevole

L’Alfa Romeo Stelvio Q4 ha la trazione integrale. Di norma la potenza del motore viene inviata solo alle ruote posteriori, ma quando i sensori rilevano slittamenti (oppure nelle forti accelerazioni, o quando si affrontano velocemente le curve), una frizione a comando elettromagnetico si chiude e devia, tramite un albero supplementare, parte della potenza all’avantreno. L’intervento è rapido, e garantisce una notevole trazione anche sui fondi viscidi. L’aderenza offerta dalle larghe ruote optional (255 mm) e lo sterzo molto diretto, pronto e preciso, rendono l’Alfa Romeo Stelvio rapidissima nei cambi di traiettoria, controllabile in maniera intuitiva e in grado di infondere una grande sicurezza; il controllo di stabilità non è disinseribile, ma il suo intervento è ben calibrato e in Dynamic, nella guida al limite, lascia spazio a qualche accenno di sbandata (che, se ben sfruttato, incrementa la maneggevolezza e il piacere di guida). Ciliegina sulla torta sono i freni, dal comando non troppo leggero (così è meglio modulabile) e molto potenti. Quanto al comportamento in fuori strada, la Stelvio è efficace lungo gli sterrati e sui terreni con bassa aderenza, ma non è particolarmente equipaggiata (come, del resto, molte altre suv) per i fondi più difficili: niente sospensioni pneumatiche per aumentare la distanza dal suolo, né marce ridotte, né programmi specifici per la guida off-road (conviene usare la modalità Advanced Efficiency, studiata per limitare i consumi, che rende più “docile” la risposta di motore e cambio, facilitando la marcia a bassa velocità e limitando le perdite di aderenza).

Equipaggiamento non male

La dotazione dell’Alfa Romeo Stelvio Super è discreta: oltre a quanto già citato, di serie ci sono cerchi in lega di 18 pollici, fari bixeno con fascio luminoso variabile automaticamente (non disponibili quelli full led), radio con vivavoce, “clima” bizona e sensori di parcheggio posteriori. Per quanto riguarda la sicurezza, nel prezzo sono inclusi la frenata automatica d’emergenza (che funziona anche contro il rischio di investire i pedoni) e l’avviso  in caso di uscita involontaria dalla propria corsia di marcia. Con 1.100 euro, nel pacchetto Driver Assistance Plus, si aggiungono gli allarmi in caso di arrivo di un veicolo nell’angolo cieco degli specchietti, i sensori di distanza anteriori e la telecamera di “retro”; il cruise control adattativo costa altri 1.200 euro.

Secondo noi

Pregi
> Frenata. Gli spazi di arresto sono molto buoni, con una stabilità ottima anche nei rallentamenti più decisi.
> Maneggevolezza. L’auto è un fulmine nei cambi di traiettoria e offre in ogni condizione un controllo facile e appagante. 
> Prestazioni. Accelerazione e ripresa sono da auto sportiva; entusiasmanti le progressioni, favorite anche dal valido cambio automatico. 

Difetti
> Diametro di sterzata. Serve più spazio della media per far girare la vettura; scomodo nei parcheggi e in manovra.
> Dotazione “tecnologica”. L’impianto multimediale, anche quello optional, non è dei più sofisticati; stesso discorso per il cruscotto.
> Quinto posto. Al centro del divano non si sta comodi. 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1995
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 206 (280)/5250 giri
Coppia max Nm/giri 400/2250
Emissione di CO2 grammi/km 161
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 230
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,7
Consumo medio (km/l) 14,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 469/190/167
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1660
Capacità bagagliaio litri 525/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/60 R18
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Ritratto di Etneo
15 marzo 2017 - 08:33
Vista dal vivo in circolazione alla maratona di Brescia. STRAORDINARIAMENTE BELLA. Non sono un amante delle Fiat, mi piacciono le le tedesche. Ma questa Stelvio emoziona.
Ritratto di Il Kava
4 aprile 2017 - 01:56
Buonasera a tutti. Vorrei dare la mia opinione. Ho avuto occasione di guidare la turbo benzina prima e la diesel dopo. Al di là delle prestazioni della 2.0 da 280 cavalli, notevolissime (ma anche la 2.2 si difende eccome, considerata la coppia di 470 Nm e uno 0-100 in 6,6") quello che più mi ha colpito è il feeling di guida: a tutti gli effetti sembra di guidare una berlina, con una seduta un po' rialzata. Non c'è rollio, e anche quando si spinge forte il classico dondolio tipico dei suv qui si avverte pochissimo. Lo sterzo è ottimo e davvero mi chiedo come si possa scrivere che il diametro di sterzata è sopra la media quando, dati alla mano, è il più diretto di tutta la concorrenza tanto che basta fare un paio di curve e qualche rotonda per rendersene subito conto. Gli interni sono ben fatti: la qualità percepita è alta, i materiali sono pregevoli al tatto, la pelle pieno fiore è effettivamente più morbida di quella normale e ha cuciture diverse. Qualcuno lamenta i fianchetti non pronunciati e probabilmente è vero, ma i sedili sono molto comodi e se comunque si desidera avere quelli ad alto contenimento basta optare per il pack sport interior al posto del pack lusso: i sedili sono molto sportivi, e sono gli stessi presenti sulla Giulia veloce, per intenderci. I consumi sembrano davvero molto interessanti: ho guidato una ventina di minuti la diesel e se il computer di bordo non mente, girando molto in dynamic e spingendo forte ho fatto una media di circa 14 km/l, il che significa che con una guida più rilassata e morigerata si possono fare medie decisamente buone, lontane dai consumi tipici di questo tipo di auto. Il che non guasta. La macchina non è esente da critiche: se si vuole competere alla pari con la concorrenza più blasonata bisogna offrire, quanto meno come optional (che magari alla fine prenderanno forse in pochi), tutto quello che gli altri hanno a listino. Capisco quindi chi lamenta la mancanza dei fari full led (ma i led e Xeno sono comunque un ottimo compromesso, e comunque gli altri a breve arriveranno) ed è vero che l'infotaiment non ha accesso alla rete, ma è comunque ben fatto e molto intuitivo da usare. La visione 3D del navigatore è molto buona. Nota sottotono, la telecamera posteriore: la qualità è bassa, ed inoltre è fissa e all'aperto, il che la rende facilmente vittima dello sporco. Sarebbe stato meglio metterla a scomparsa, come ad esempio quella della Mercedes Gla. Estetica simile alla Giulia? Certamente vero, nel davanti. Ma dobbiamo per forza considerarlo un difetto? Cosa dovremmo dire allora ad esempio di VW? Prendiamo il frontale di Polo, Golf, Tiguan, Passat e Tuareg e giochiamo ad "Aguzzate la vista"... per dirne una. Prezzo: è in linea con il segmento. In realtà è anche più basso, perchè a parità di optional qualsiasi auto della concorrenza, tedesca in primis, costa decisamente di più. Basta aprire un configuratore online a caso per rendersene conto. Detto questo, posso capire e in parte posso accettare i campanilismi, da qualsiasi parte si facciano, ma per essere obiettivi bisogna ammettere anche i propri limiti ed i propri difetti, non sempre e solo quelli degli altri. E smettiamola di dire che le tedesche sono il top, sono fatte meglio e mantengono maggiormente il prezzo. A parte che in questo segmento ci sono anche altre macchine da considerare, prima fra tutte la nuova Volvo XC60. Per quello che riguarda la mia personale esperienza, non ho mai avuto così tante rotture e difetti su un'auto quanto quelli che ho avuto negli ultimi 4 anni con la mia macchina: plastiche scadenti che si rompono, pelle dei sedili che si spela, cuciture che si strappano, floccature e gommature che si sfogliano. Per non parlare di un cambio automatico sbriciolato dopo 70mila chilometri (difettoso) e di un giunto della trasmissione rotto dopo 3 anni (difettoso). E c'è una stella sul volante, non un biscione. Credo che le macchine del segmento della Stelvio se la possano tutte giocare alla pari. Poi come sempre c'è chi sceglierà l'estetica, chi la guida, chi la comodità e chi, soprattutto, un nome. Per quanto mi riguarda, io alla Stelvio un pensiero ce lo faccio.
Ritratto di ogiad
12 aprile 2017 - 16:38
Sportivo e pratico assieme, una linea a mio avviso bella... qualità degli interni migliorata rispetto a quelli della Giulia... speriamo venda bene perché è fatto in Italia.
Ritratto di Thomas Thtp
5 maggio 2017 - 12:52
10
Raramente ho visto un suv così sgraziato nelle proporzioni, con quei fari anteriori enormi che fanno sembrare l'auto più piccola di quello che è. Dietro poi sembra nata già vecchia, uno stile superato e poco accattivante. Salvo solo gli interni per il design, ma non per la qualità che non mi sembra a livello delle concorrenti. Inoltre, va bene che vuole essere un suv "sportivo", ma il fatto di dover fare fatica per accedere ai posti dietro (per via del passaruota enorme e molto avanzato) è assurdo per questo tipo di vettura e lo spazio non è nemmeno così esuberante come ci si aspetterebbe da un "macchinone" di 4.70 m....
Ritratto di Sabbb
13 luglio 2017 - 08:41
in queste prove le alfa sono sempre molto concorrenziali. quello che queste prove non possono considerare è l'affidabilità e qui, da possessore pentitissimo di Giulietta, Fiat lascia molto a desiderare. la Giulietta , in una prova di questo tipo, secondo me surclasserebbe una golf o una serie 1 ( a parità di allestimenti). il problema è (di nuovo) l'affidabilità e la cura dei particolari. Fiat si perde nelle cavolate. la qualità dei materiali è spesso più scadente. gli assemblaggi fanno pena. io in due anni e mezzo ho avuto l'auto dal meccanico mesi. mesi. e tanti non problemi non li hanno voluti risolvere con il timore di crearne altri. fiat dovrebbe capire che il cliente è disponibile a spendere 500 € in più ma non avere problemi
Ritratto di Etneo
13 luglio 2017 - 13:33
Vista ieri a Milano. Bellissima.
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