PRIMO CONTATTO

BMW Serie 2 Gran Coupé: la sportiva che mancava

La Serie 2 Gran Coupé è la prima BMW a quattro porte “con la coda”. Ha forme filanti e grinta da vendere, anche alla guida. Soprattutto in questa versione da 306 cavalli. Non molto comodo, però, l’accesso a baule e divano.
Pubblicato 19 febbraio 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 53.500
  • Consumo medio (dichiarato)

    14,9 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    153 grammi/km
  • Euro

    6d-Temp
BMW Serie 2 Gran Coupé
BMW Serie 2 Gran Coupé M235i xDrive
Rinuncia alla trazione posteriore, ma…

Sono pochi gli italiani che scelgono le classiche berline “con la coda”, se non quelle dei cosiddetti marchi “premium”: Audi, Mercedes e BMW. Le prime due case già da qualche anno hanno affiancato ad A4 e Classe C due modelli un po’ più compatti e meno costosi: sono l’A3 Sedan e la Classe A berlina. La BMW era rimasta un passo indietro, ma ora può sfoggiare la sua “baby  Serie 3”. I puristi della guida sportiva lamenteranno il fatto che la nuova BMW Serie 2 Gran Coupé nasce sul pianale della Serie 1, e quindi ha la trazione anteriore (o integrale), anziché posteriore. Ma siamo sicuri che potranno perdonarle questa caratteristica, quanto meno dopo averla guidata. Del resto, già provando la Serie 1 eravamo rimasti sorpresi dell'ottima risposta fra le curve della 118d (a gasolio da 150 cavalli) e con la versione più potente, la M 235i con 306 cavalli e trazione integrale, il divertimento inizia fin dall’avvio del 2.0 turbo a quattro cilindri.  Ma andiamo per gradi…

La più potente “osa” di più

La nuova BMW Serie 2 Gran Coupé è molto di più di una Serie 1 con l’aggiunta della coda (che comporta 21 cm di lunghezza in più, arrivando a 453). Il frontale, con la mascherina ancora più larga e i fari più sottili, aggiunge un’ulteriore dose di grinta e, soprattutto, il profilo è molto più filante. E poi ci sono dettagli da sportiva, come l’assenza delle cornici attorno ai finestrini: una soluzione che si ritrova anche nelle più grandi Serie 4 e Serie 8 Gran Coupé. Sfuggente il posteriore, dalle forme parecchio elaborate e che non manca di originalità e “cattiveria” con i fanali orizzontali molto estesi che sembrano quasi toccarsi sotto il cofano posteriore, e che esaltano visivamente la larghezza dell’auto (180 cm). Questa grinta è amplificata nella M235i del nostro test, che aggiunge un ulteriore piccolo spoiler posteriore oltre ai paraurti (anteriori e posteriori) specifici.

Il baule non è piccolo

La linea aggressiva, con il profilo del tetto che digrada verso la coda, non facilita l’accesso al divano. E pure l’apertura del baule non è molto ampia. Ma in fondo stiamo parlando di una coupé, seppur a quattro porte. Dentro, comunque, lo spazio va bene per quattro adulti (dimenticatevi il posto al centro del divano, visto l’ingombro del tunnel sul pavimento e la seduta stretta e rialzata). E anche la capacità di carico della BMW Serie 2 Gran Coupé non è male: con i suoi 430 litri dichiarati (50 in più della Serie 1) è lievemente migliore di quella delle dirette rivali Audi A3 Sedan (425 litri di capienza minima) e Mercedes Classe A berlina (420 litri), dalle forme meno slanciate. E non distante neppure dai 460 litri della filante, ma più ingombrante (469 cm di lunghezza) Mercedes CLA.

Quel cruscotto non convince

Le poltrone sono comode, a dispetto dell’impostazione sportiva; la seduta è bassa e ci si sente avvolti da plancia e consolle centrale. Buona la qualità dei materiali, mentre non è impeccabile per leggibilità (anche per via della lancetta del contagiri che si muove in senso antiorario) il cruscotto digitale di 10,3” del sistema Live Cockpit Professional: per la BMW M 235i Gran Coupé e per gli allestimenti più ricchi costa 1.000 euro (di serie c’è quello parzialmente digitale, con schermo di 5,7”), mentre per gli altri si paga 2.050 euro. Rapido e moderno il sistema multimediale, con monitor fino a 10,3”: ha diverse funzioni connesse e non manca di Apple CarPlay, utilizzabile anche senza cavo. Solo a fine 2020 arriverà Android Auto, anch’esso wireless, e in grado di interagire sia con i due schermi (del multimediale e del cruscotto) sia con l’head-up display: un altro valido optional, da 950 euro. Grazie alle funzioni di aggiornamento del software dell’auto via web, e senza recarsi in officina, Android Auto potrà essere installato anche sui primi esemplari consegnati della Serie 2 Gran Coupé. Altra “chicca” è il sistema di accesso all’abitacolo con il proprio smartphone, grazie alla tecnologia NFC (usa dei trasmettitori tipo quelli dei sistemi di pagamento con carte contactless): è abbinato al sistema di accesso “senza chiave”, che costa 550 euro.

Quattro motori, tre cambi, tre tipi di assetto

Per la nuova BMW Serie 2 Gran Coupé, la gamma che arriverà nelle concessionarie il 14 marzo non è molto estesa. Tre i motori (tutti turbo) al lancio: a benzina ci sono il 1.5 (a tre cilindri) da 140 cavalli della 218i e il 2.0 da 306 CV dell’auto del nostro test, che si affiancano al 2.0 diesel da 190 cavalli della 220d. Ma è stata già annunciata la 216d (la produzione inizia a marzo), con un 1.5 a gasolio da 116 cavalli. Entrambe le diesel, come la 1.5 a benzina, hanno la trazione anteriore, ma solo la 220d ha di serie il cambio automatico a otto marce (la 218i e la 216d montano un manuale a sei rapporti e, per 2.050 euro, la prima può averlo a doppia frizione con una marcia in più). Al momento solo le turbodiesel rispettano le norme Euro 6d, mentre le versioni a benzina, inclusa quella del nostro test, sono omologate Euro 6d-Temp: peccato, considerato che parliamo di un’auto appena arrivata e visto che dal 2021 tutte le nuove vetture dovranno essere Euro 6d. Nel corso del 2020 arriveranno anche altre versioni, mentre la 228i (duemila a benzina da 231 cavalli) “sbarcherà” solo negli Usa. Tre i tipi di sospensioni, tutte comunque con schema McPherson all’anteriore e multilink dietro. A variare è la taratura: standard, sportiva (un po’ più rigida e con assetto ribassato di 10 mm) oppure con ammortizzatori a controllo elettronico. Questi ultimi costano 160 euro per la M 235i del nostro test, che (come l’allestimento M Sport) di serie ha sospensioni sportive; per tutte le altre si pagano 520 euro.

Tanti allestimenti

Sei gli allestimenti della nuova BMW Serie 2 Gran Coupé: quello base (32.000 euro per la 218i, 34.000 per la 216d e 41.500 per la 220d) offre frenata automatica con rilevamento di pedoni e ciclisti, mantenimento in corsia, allarme anti-colpo di sonno e fari full led. Ma fa pagare 350 euro il cruise control (c’è solo la funzione di limitatore di velocità). Lo ha di serie la Advantage (850 euro in più), che aggiunge pure i sensori di distanza anteriori e posteriori, ma non gli specchietti ripiegabili e riscaldabili elettricamente. Più ricche la Business Advantage (altri 1.500 euro) e la Luxury (da almeno 36.800 euro): la prima aggiunge il sistema multimediale con l’aggiornamento automatico e altri servizi connessi, come le informazioni sul traffico; l’altra pure dettagli cromati e sedili in pelle. La Sport (36.450 euro per la 218i, 9.500 euro in più per la 220d) ha inserti nero lucido e poltrone avvolgenti e la M Sport (altri 1.550 euro) pure l’assetto sportivo ribassato di 10 mm, pedaliera in alluminio e logo “M” su diversi componenti, a partire dal volante. Mentre la M235i fa storia a sé, con cerchi di 18” anziché di 17” (solo la base li ha di 16), impianto frenante maggiorato, “clima” bizona (che per le altre costa 570 euro). Anche lei però fa pagare il cruise control adattativo e il riconoscimento dei segnali stradali: insieme a 470 euro, come per le altre versioni (tranne che per la base, che li fa pagare 770 euro). Abbinati al sistema di parcheggio semiautomatico, che costa 310 euro (980 per la base) ci sono la retrocamera e l’utile sistema che memorizza gli ultimi 50 metri percorsi sotto i 35 km/h e inserendo la retromarcia permette ripercorrerli metro per metro, ruotando automaticamente il volante (ne mostriamo il funzionamento nel nostro video). 

È l’ora di partire

Sulle veloci e sinuose strade nei dintorni di Lisbona abbiamo avuto modo di apprezzare la prontezza di risposta dello sterzo della BMW M 235i Gran Coupé. Che può contare, come accennato, anche sulla trazione integrale: in condizioni normali la spinta è “tutta avanti”, ma al bisogno può essere trasferita fino al 60% al retrotreno, grazie a una frizione multidisco. Inoltre, all’avantreno è montato un differenziale meccanico autobloccante di tipo Torsen, che si abbina alla funzione elettronica ARB comune alle altre versioni: quest’ultima, a differenza dei comuni controlli di trazione che agiscono su coppia motrice e freni in base alle informazioni provenienti dall’Esp, sfrutta una centralina collegata al motore e ne analizza il numero di giri. Il risultato è una risposta fino a dieci volte più rapida e quindi accurata, per dare un comportamento più neutro accelerando a ruote sterzate.

A proposito di spinta, il 2.0 quattro cilindri turbo a benzina della BMW M 235i Gran Coupé ne ha da vendere. E ce l’ha fin dai bassi regimi, non mancando neppure di un discreto allungo: del resto, la casa bavarese parla di appena 4,9 secondi per lo scatto “0-100” (un dato che ci è parso a “portata di piede”). E, non ultimo, conquista per il rombo. Piuttosto rapido il cambio automatico, e notevole la tenuta di strada offerta dalle generose gomme Pirelli P Zero di 225/40 R 18. Quanto ai consumi stimiamo che con una guida piuttosto tranquilla i consumi si aggirino intorno ai 12 km/l, a fronte dei 14,9 km/litri omologati (valore NEDC correlato). Per chi cerca percorrenze migliori si può puntare sulla 220 d, che in un test di un centinaio di chilometri ci ha mostrato sul cruscotto anche oltre 16 km/litro. Come accennato, ha la trazione anteriore, ma è comunque divertente. Ma se proprio non potete fare a meno della spinta “tutta dietro” potete sempre puntare sulle Serie 2 Coupé, con due porte in meno e prodotte sulla base della precedente Serie 1: resteranno a listino ancora per parecchi mesi. 

Secondo noi

Pregi
> Guida. Questa quattro porte è davvero appagante fra le curve. 
> Motore. Il duemila a quattro cilindri sembra non voler mai smettere di spingere.
> Sportività. Il profilo da coupé dona un bello slancio a questa quattro porte.

Difetti 
> Accessibilità posteriore. La forma dà coupé presenta il conto quando si sale sul divano. Dentro, però, lo spazio è buono. Quanto meno per due.
> Bocca di carico. Anche l’apertura del baule è piuttosto piccola, a fronte invece di una buona capacità.
> Omologazione. I motori a benzina sono omologati Euro 6d-Temp. Poco, per un’auto appena arrivata.

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 1998
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 225 (306)/5000-6250 giri
Coppia max Nm/giri 450/1750-45000
Emissione di CO2 grammi/km 153
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 4,9
Consumo medio (km/l) 14,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 453/180/142
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1570
Capacità bagagliaio litri 430/n.d.
Pneumatici (di serie) 225/40 R18

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Ritratto di remor
19 febbraio 2020 - 06:47
Ciò detto passando alla mera estetica, partendo dalle note positive, ha l'alettoncino posteriore ribassato al centro come la Giulia Q, idem in vista laterale come il fanale posteriore sfoga sulla fiancata mi ricorda molto la berlina italiana. Di contro però il frontale posteriore mi sembra un po' troppo elaborato/carico di volumi sovrapposti orizzontali, e il frontale anteriore (almeno così in foto) non riesce a trasmettere quella sensazione di essere acquattato-aggressivo nemmeno in questa versione relativamente di punta come ci si aspetterebbe in particolare da una bmw (vedremo se magari hanno lasciato dei margini per la eventuale M2-GC)
Ritratto di remor
19 febbraio 2020 - 07:10
Per il resto dei contenuti, ottimo che ci sia il rotellone così pure che a breve sarà disponibile android auto; mentre invece del cruscotto digitale non proprio immediato nella lettura già si era letto (a sto punto meglio l'analogico delle versioni meno importanti?). Fra pro e contro penso che (vabbè personalmente ne ho un debole da sempre) propenderei ancora per la "vecchia" 2-coupè per lo meno finché ancora disponibile a listino; quando un domani "obbligato" alla presente 2-GranCoupè penso punterei sul basso di gamma (il tricilindrico benzina lessi in passato coniuga in genere buoni consumi a prestazioni più che dignitose) tanto fra trazione non più posteriore / seduta alla guida (mi sembra non aver letto niente in merito al mantenimento della precedente posizione al volante molto da distesa/corsaiola) / linea non proprio affilata ecc.ecc. la stessa vocazione sembra essere più verso un'auto ovviamente comunque dinamica nel proprio segmento (oggi l'elettronica, fra l'altro, penso faccia miracoli per i livelli di un automobilista ordinario che voglia un po' di sensazioni alla guida) ma di certo più orientata alla godibilità che peculiare nelle sensazioni di guida e nel presentarsi già solo esteticamente con un'auto di una certa cattiveria e piantata decisamente a terra
Ritratto di Blablabla
19 febbraio 2020 - 07:33
L'apertura del baule non mi sembra tanto piccola.
Ritratto di Alfiere
19 febbraio 2020 - 08:22
1
Il frontale è terribile, sembra una i30 non una bmw.
Ritratto di bubu
19 febbraio 2020 - 08:27
Sinceramente non credo si sentisse più di tanto la sua mancanza! Tra l'altro è veramente brutta!
Ritratto di treassi
19 febbraio 2020 - 08:30
Ottima e abbondante!
Ritratto di 82BOB
19 febbraio 2020 - 08:47
Proprio non capiaco chi sia il cliente tipo di questa vettura... Oltre ad avere una forte concorrenza interna (Serie 2 e Serie 3) ed esterna (CLA), è caratterizzata da un design troppo personale e da difettucci, evidenziati da questa prova, che ne mineranno l'appeal... visto l'affollamento di prodotti nel segmento, non credo che l'avere l'elica sul cofano sarà sufficiente!
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2020 - 09:21
1
Mi pare un AB-orto. Spiego: frontale esagerato dilatato in tutte le direzioni, linea di cintura spezzata e con cofano alto e goffo, posteriore incomprensibilmente compresso con fanaleria e forme completamente disarmonizzate sia con fiancata sia con linguaggio del frontale (da Vecchia Corea). Sembra una KIA di qualche anno fa, con quei soldi ci si prende una M2 volendo, ovviamente con TP. Pazzesco.
Ritratto di ELAN
19 febbraio 2020 - 09:24
1
Ab-ORTO.
Ritratto di Flavio8484
19 febbraio 2020 - 10:11
Cosi in foto da l impressione che sia tozza, invece che slanciata da come uno si aspetterebbe dal tipo di auto. Sembrano piccole anche le ruote nella vista laterale.e poi 53k???
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