PRIMO CONTATTO

BMW X1: pochi ritocchi e tanta bella guida

Un leggero aggiornamento svecchia la suv BMW X1, senza rivoluzionarla. Più ecologici i motori, incluso il vigoroso 2.0 a gasolio da 231 CV. Appaganti sterzo e tenuta di strada.
Pubblicato 26 settembre 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 52.750
  • Consumo medio (dichiarato)

    20,4 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    128 grammi/km
  • Euro

    6d
BMW X1
BMW X1 25d xDrive xLine Steptronic
Interventi mirati

All’esterno, il restyling della BMW X1 si distingue per pochi dettagli. La suv media (è lunga 445 cm, uno in più di prima) della casa tedesca sfoggia una mascherina più evidente, con le due parti del “doppio rene” che arrivano a toccarsi. Nuovi anche i paraurti, non privi di grinta (in particolare quelli della versione xLine del nostro test), e accattivante il rinnovato profilo delle luci diurne. Che sono a led, come i fari e i fanali, anch’essi rivisti nella grafica.

Anche dietro cambiano i paraurti: l’inserto in basso, attorno alla zona color metallo, è ora della stessa tinta della carrozzeria. E poi, il diametro dei due terminali di scarico passa da sette centimetri a nove. Nulla di eclatante, insomma. A ciò si aggiungono le nuove colorazioni e i cerchi dal design rivisto. Una “chicca” invece si trova nella zona delle porte anteriori della BMW X1: aprendole, dei led proiettano sull’asfalto la scritta “X1”, che illumina la zona intorno all’auto con una grafica bicolore.

Preferisce gli iPhone

Anche a bordo della BMW X1 i designer sono andati di cesello, per non stravolgere l’abitacolo di quella che nel 2018 è stata la suv più venduta dalla casa tedesca, e che in quasi quattro anni ha saputo conquistare 670.000 clienti in tutto il mondo. La plancia, con ricercate cuciture a vista, ha una doppia colorazione: nera nella parte superiore e in tinta con i rivestimenti dei sedili in quella inferiore. La qualità è sempre buona, con materiali gradevoli al tatto e assemblaggi curati. In bella evidenza lo schermo del sistema multimediale, che può essere di 6,5 pollici, di 8,8” oppure di 10,3”. Quest’ultimo costa 2.970 euro per la xLine del nostro test, che di serie avrebbe quello di taglia più piccola, mentre l’intermedio costa 1.350 euro. Si possono anche avere i servizi BMW Connected Drive, oltre all’interfaccia Apple CarPlay (310 euro), da collegare anche senza cavo. Non prevista invece quella per gli smartphone con sistema operativo Android: un’assenza grave, visto che quest’ultimo è molto più diffuso. 

Il baule resta ampio

Si viaggia in un ambiente confortevole, ma con i cerchi di 19” dell’auto del test (780 euro, mentre di serie ci sono quelli di 18”) buche e dossi si avvertono un po’ troppo. Lo spazio per i passeggeri posteriori è buono per due per due persone, e comunque il tunnel di trasmissione nel pavimento e il mobiletto con le bocchette dell’aria e le prese Usb tipo C non disturbano troppo un’eventuale persona al centro. La seduta è divisa in due parti scorrevoli di 13 cm, per lasciare più spazio ai bagagli in caso di necessità, mentre lo schienale ha un frazionamento 40/20/40: così, reclinando la parte centrale, si possono caricare sci e altri oggetti lunghi pur mantenendo quattro posti comodi. Tutte queste soluzioni erano già presenti nella BMW X1 precedente l'aggiornamento, come pure inalterata è la capacità del baule, di 505-693/1550 litri: valori niente male. Al bagagliaio si accede con un portellone motorizzato, apribile anche passando un piede sotto il paraurti (questa funzione costa 450 euro, insieme al sistema di accesso “senza chiave”). 

Sotto il cofano è più “green”

Il rinnovamento della gamma dei motori ha portato all’omologazione Euro 6d per il turbodiesel d’accesso, il 1.5 da 116 CV della 16d, e per quello più potente, il rinnovato duemila da 231 CV della xDrive25d del nostro test. Quest’ultima è 4x4, mentre la versione base è a trazione anteriore. Fra questi due estremi ci sono gli altri 2.0 a gasolio, da 150 o 190 CV: in questo caso l’omologazione è Euro 6d-Temp, come per le unità a benzina: il 1.5 a tre cilindri da 140 cavalli e il duemila, con un pistone in più, da 192 CV. A marzo 2020 sarà lanciata anche una versione ibrida plug-in: è la prima volta per la BMW X1, se si eccettua la versione finora destinata alla Cina. Abbina un 1.5 a benzina da 125 CV a un motore elettrico da 95 CV, con cui (stando ai dati dichiarati) si può viaggiare a zero emissioni per 50 km o toccare i 135 km/h.

Che grinta, il turbodiesel!

Ci sarà tempo per provare la variante ibrida ricaricabile, la BMW X1 xDrive25e, mentre ora è il momento di prendere contatto con la duemila a gasolio più potente. La spinta è notevole, anche ai bassi regimi, e la fluidità di marcia coniuga comfort e prestazioni. Come del resto fa il cambio automatico a otto marce, anche se per i più esigenti conviene orientarsi su quello sportivo, che ha una differente taratura e le levette al volante per la gestione manuale. L’inserimento in curva è pronto e preciso e anche sul misto stretto è facile dimenticarsi di essere al volante di una suv. Potente e ben modulabile la frenata, mentre l’insonorizzazione potrebbe essere migliore (oltre al motore in accelerazione, si avverte un po’ troppo il rumore di rotolamento dei pneumatici). Non ci sono parsi niente male i consumi, visto che dopo una settantina di chilometri nei dintorni di Monaco di Baviera il computer di bordo segnava circa 13 km/litro (non molto agevole, però, la lettura, visto che la parte bassa del cruscotto è in parte coperta dal voluminoso piantone dello sterzo).

Sulla sicurezza può migliorare

Nessun aggiornamento alla dotazione di sicurezza della BMW X1. Non che sia male, in assoluto: nel pacchetto Driving Assistant (870 euro) ci sono la frenata automatica d’emergenza con anti-investimento (quella da bassa velocità è di serie), l’allarme contro le uscite di corsia, gli abbaglianti attivi e riconoscimento dei limiti di velocità. Tuttavia, i sensori per l’angolo cieco dei retrovisori non sono previsti: peccato, perché sarebbero utili, soprattutto se abbinati alla funzione che rileva i veicoli in arrivo quando si esce in retromarcia da un parcheggio. Tra le opzioni c’è anche il sistema di guida semiautomatica in colonna, abbinato al sistema Driving Assistant Plus, che include anche il cruise control adattativo (1.100 euro per la xLine).

Secondo noi

Pregi
> Finiture. L’abitacolo è ben fatto: di qualità i materiali, e curati gli assemblaggi.
> Guida. Sulle curve questa suv è stabile e tiene bene la strada. Vivace il motore.
> Spazio. In rapporto agli ingombri dell’auto, abitacolo e baule sono ben sfruttabili.

Difetti
> Android Auto. Non è prevista l’interfaccia per gli smartphone più diffusi. Non manca, invece, seppur a pagamento, Apple CarPlay.
> Rumorosità. La voce del motore si fa sentire in accelerazione, e in velocità si avverte il rotolamento delle gomme. 
> Sensori dell’angolo cieco. In occasione del restyling non è stato introdotto questo utile ausilio alla guida.

SCHEDA TECNICA

Carburante gasolio
Cilindrata cm3 1995
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 170 (231)/4400 giri
Coppia max Nm/giri 450/1300-3000
Emissione di CO2 grammi/km 128
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 235
Accelerazione 0-100 km/h (s) 6,6
Consumo medio (km/l) 20,4
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 445/182/160
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1575
Capacità bagagliaio litri 505-693/1550
Pneumatici (di serie) 225/50 R18

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Ritratto di DST
27 settembre 2019 - 00:20
A me se sembra leggermente indietro per ciò che concerne le versioni green, cioè ibride o similari, i diesel sono ottimi e affidabilissimi, ma il mercato oggi ha sempre più fame di prodotti appunto green, venderà come sempre perché comunque tuttora il che se ne dica le BMW ad es. di occasione hanno ancora un buon appeal, segno che il marchio rimane tra i top delle auto, però ripeto mi sembrano un tantino restii al rinnovarsi nei motori
Ritratto di ziobell0
27 settembre 2019 - 00:32
Design BMW sempre più banale. Non basta un doppio rene XXXL per dare carattere ad un'auto che sembra già vecchia.
Ritratto di OB2016
27 settembre 2019 - 08:14
1
Continuate a dare i soldi ai crucchi....ogni 5 minuti un restyling o una nuova versione, basta avete rotto.
Ritratto di nik66
27 settembre 2019 - 08:24
non è brutta, ma quel doppio rene davvero non riesco a digerirlo, ma nella ibrida, esaurita la carica, non sono un po' pochi 95 cv? @volkspower hai anche cambiato i rapporti del cambio? perchè in caso contrario la velocità rimane quella che è, cambia solo lo scatto e la ripresa.
Ritratto di bravehearth
27 settembre 2019 - 09:49
95 cv è la potenza del motore elettrico
Ritratto di Wikowako
27 settembre 2019 - 11:23
Ognuno faccia le sue considerazioni, e ci mancherebbe, però 128 gr/km di CO2 per un motore da 231CV, col nuovo ciclo di omologazione e per un SUV poi, sono un dato molto molto basso. La mia auto, se non ricordo male, emette 129 gr/km con circa 70 CV di meno e senza essere un SUV. Se, come raccontano indiscrezioni riportate anche da Al Volante, la prossima generazione di Diesel quasi azzererà i Nox, voglio proprio vedere cosa avranno da ridire contro questa motorizzazione, che tra gli altri pregi ha anche quello di essere poco sensibile, in termini di consumo carburante, allo stile di guida.
Ritratto di Frank2014
27 settembre 2019 - 11:40
Con tutto rispetto, spendere 52.000,00 euro per una vettura di questo segmento, lo trovo esagerato. Un tale prezzo ci poteva stare, ma a limite, se fosse stata almeno ibrida. Non discuto la qualità e la bontà del prodotto ma oggi questi prezzi almeno in Italia sono, a mio parere, una esagerazione ingiustificata.
Ritratto di Luzo
27 settembre 2019 - 16:03
Vedremo i modelli d'accesso, ma soprattutto le rate.... Il1.6d sta sui 300€
Ritratto di Carlo959
27 settembre 2019 - 12:02
Come sostiene il mio socio (BMWista da mezza vita), anche i tedeschi ormai "stanno in curva", lui che ci parla abbastanza spesso. BMW prosegue secondo una linea, a me sembra, più rivolta a consolidare la clientela di tradizione che proporsi di acchiapparne molta altra. Forse non hanno il dinamismo (per rendere l'idea) sufficiente a indurli a modificare "in corsa" programmi industriali che suppongo, come da loro tradizione, articolati su diversi anni - e forse una delle questioni, oggi, sta proprio qui, per chi produce auto (e non solo): saper cambiare in tempi rapidi, modificarsi, integrare, aggiornare (al netto della mole di capitali occorrente per fa ciò). La loro progettualità industriale non glielo permette facilmente - d'accordo, chiunque delle stesse dimensioni e caratteristiche avrebbe lo stesso problema, ma altri, a mio sentimento, sanno/sapranno fare meglio su questo fronte. Va bene il family feeling estremo e va bene che i diesel attuali/prossimi sono/saranno sempre più ecologici, ma un gasolio da 231 cv su questa categoria di vettura, in un oggi di prospettiva, credo anch'io che possa andar bene (e sia da considerare giustificato) quasi solo in Germania. I conti hanno finora dimostrato di saperli far bene e quindi la ragione continua a stare dalla loro, tuttavia in giro di segnali che le cose hanno una certa probabilità di cambiare mi sembra che ce ne siano...
Ritratto di Giuliopedrali
27 settembre 2019 - 12:27
In realtà riescono a guadagnare parecchio da questa auto che teoricamente non è una BMW al 100% mentre ho paura che le tradizionali berline poco per volta perderanno il loro appeal.
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