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Citroën C4: il comfort è ottimo. Anzi, buono

Crossover dalla forte personalità, la Citroën C4 è spaziosa, comoda e ben insonorizzata. Ma il vivace 1.2 a benzina trasmette qualche vibrazione nell’abitacolo.
Pubblicato 12 gennaio 2021
  • Prezzo (al momento del test)

    € 25.900
  • Consumo medio (dichiarato)

    19,2 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    117 grammi/km
  • Euro

    6d
Citroën C4
Citroën C4 1.2 PureTech 131 CV Shine
Tutta nuova

Già ordinabile (il weekend di porte aperte delle concessionarie è previsto per il 16  e 17 gennaio), la nuova Citroën C4 è una personale crossover lunga 436 cm. Nasce sulla piattaforma modulare CMP, quella già adottata dalle più recenti auto medio-piccole del gruppo PSA: le utilitarie Opel Corsa e Peugeot 208 e le crossover DS 3 Crossback, Opel Mokka e Peugeot 2008. Le “sorelle minori” C3 e C3 Aircross (come pure la C4 Cactus che va a sostituire) sono invece costruite su una base meno recente, che non prevede una versione elettrica. La C4, infatti, è l’unica Citroën che si può avere a batteria: la ë-C4, con 350 km di autonomia dichiarata e 35.150 euro di prezzo di partenza, senza considerare gli ecoincentivi. Ci sono poi le versioni a benzina del nostro test (1.2 turbo a tre cilindri con 131 CV, da 22.900 euro, ma arriverà anche una meno costosa 1.2 con 110 cavalli) e diesel (1.5, sempre con 131 CV e solo automatica, da 26.400 euro).

Si fa notare

La Citroën C4 ha uno stile che la distingue. La fiancata è filante, grazie al tetto ad arco, ma anche muscolosa, con le lamiere mosse da numerose nervature e le grandi ruote di 18 pollici (grandi solo nel diametro, perché la larghezza è di 19,5 cm) messe in evidenza dagli inserti protettivi neri che contornano i passaruota e la parte bassa della vettura. Il frontale è alto, con le disposizione delle luci su tre livelli tipica delle ultime auto della casa francese, mentre posteriormente si notano i fanali dallo stile elaborato, il lunotto attraversato orizzontalmente da uno spoiler e i due piccoli terminali di scarico (le diesel BlueHDi ne hanno uno solo e l’elettrica, ovviamente, nessuno).

In quattro si sta bene

Il sottoscocca dista 15,6 cm da terra: una distanza a metà strada fra quelle di una berlina e di una suv, che, unita alla posizione piuttosto rialzata delle poltrone, facilita l’accesso (dietro, però, il taglio della parte superiore delle porte richiede di chinare parecchio la testa per entrare). L’abitacolo della Citroën C4 è originale a partire proprio dai sedili, rivestiti in tessuto ed ecopelle. Sono denominati Advanced Comfort perché hanno l’imbottitura differenziata e regolazioni ampie, precise e numerose: incluse quelle in altezza e (per il guidatore) del supporto lombare. In effetti garantiscono un comfort notevole, come pure il divano nei posti laterali: qui, lo spazio per gambe e testa è davvero buono. Un eventuale quinto occupante, invece deve essere di statura bassa per non toccare il soffitto (la raffinata plafoniera con tre luci a led sporge parecchio), si trova fra i piedi un alto tunnel e poggia su una zona dello schienale molto rigida. 

Ha un cruscottino

La plancia della Citroën C4, dallo stile elaborato, ha tre schermi: oltre a quello centrale, c’è il cruscotto che si abbina all’head-up display (offerto di serie, è una finezza per la categoria ed evita di dover abbassare gli occhi per consultare le informazioni fondamentali). La strumentazione è configurabile, ma il monitor di soli 5,5” limita il numero dei dati presenti in contemporanea: per esempio, si può scegliere fra contagiri e termometro dell’acqua (minuscoli) e i dati del computer di bordo. Il sistema multimediale (con navigatore di serie, connessione alla rete e quattro prese Usb) si gestisce dal display centrale, reattivo al tocco ma con una grafica non molto raffinata. La sua diagonale è di 10”, ma la zona effettivamente utile è ben più piccola: i lati sono occupati dall’indicazione della temperatura del “clima” bizona. Quest’ultimo è raffinato, con sei bocchette (due per i passeggeri posteriori) ampie e regolabili con precisione e comandi facili da usare. Buono lo spazio per i piccoli oggetti, con due cassetti nella plancia e un originale supporto estraibile per tablet proprio davanti al passeggero anteriore, e discretamente curate le finiture. Non male anche il bagagliaio, da 380/1250 litri, con soglia di carico non comodissima (74 cm da terra), ma pianale posizionabile su due altezze e piccola botola passante nello schienale del divano per caricare gli sci. 

Morbida e vispa, ma trema un po’

Al comfort dei sedili si somma quello garantito dagli ammortizzatori con smorzatori di fine corsa idraulici (invece che in gomma, come al solito) che garantiscono una risposta ovattata quando si passa sullo sconnesso. In generale, le sospensioni della Citroën C4 sono piuttosto morbide e causano un po’ di beccheggio quando si accelera e si frena con decisione; non eccessivo, comunque, il rollio in curva, dove il comportamento (anche con le gomme invernali dell’auto guidata) è docile e prevedibile, ma nelle manovre più brusche (rese possibili anche dallo sterzo leggero e piuttosto diretto) il controllo elettronico della stabilità interviene con molta decisione, rallentando l’andatura. Il 1.2 turbo, abbinato a un cambio manuale dagli innesti morbidi ma un po’ gommosi (per 2.000 euro si può avere l’automatico), garantisce riprese brillanti e omogenee. La spinta è corposa già prima dei 2000 giri e l’allungo vivace fino al limitatore posto a quota 5900; credibile il buon tempo (8,9 secondi) dichiarato nello “0-100”, e anche i consumi sembrano bassi. Alla fine del test, compiuto sfruttando dove possibile i 131 CV, abbiamo letto nel computer di bordo oltre 14 km/l; nella marcia “normale”, i 18,5 km/l dichiarati non dovrebbero essere lontani (lo verificheremo in una prossima prova). Il tre cilindri fa anche poco rumore, ma un difetto ce l’ha: ai bassi regimi, e in generale in ripresa, lascia filtrare delle vibrazioni sul volante e sulla leva del cambio. Nulla di molto evidente, ma è una nota stonata in un’auto così votata al comfort. 

Ben dotata

In rapporto al prezzo, la dotazione della Citroën C4 è notevole. La “base” Feel ha già il “clima” bizona, i fari full led, il display di 10”, il mantenimento in corsia, la frenata automatica di emergenza e i sensori di parcheggio posteriori. La Feel Pack (1.500 euro in più) aggiunge molto, incluso il navigatore, l’head-up display, i cerchi in lega e la retrocamera, che è molto utile: dal lunotto si vede davvero poco, anche perché manca il “tergi”, e gli specchietti esterni non sono molto grandi. La Shine (altri 1.500 euro) somma, per esempio, la frenata automatica che riconosce anche pedoni e ciclisti, i sensori dell’angolo cieco, i vetri posteriori scuri e l’accesso e avviamento senza chiave.

Secondo noi

Pregi
Comfort. I chilometri passano senza affaticare: è un’auto spaziosa, silenziosa e e che non “soffre” lo sconnesso.
Dotazione. In rapporto al prezzo, di serie c’è parecchio.
Prestazioni. Il 1.2 spinge pronto e deciso, senza bere molto.

Difetti
Quinto posto. Chi siede al centro del divano ha poco spazio per testa e piedi, e uno schienale molto rigido. 
Vibrazioni del 1.2. I tre cilindri si fanno notare con una certa ruvidità in ripresa.
Visibilità. Quella anteriore è discreta ma quella posteriore è davvero scarsa, soprattutto in caso di maltempo (manca il tergilunotto). 

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 1199
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 96 (131)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 230/1750
Emissione di CO2 grammi/km 117*
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (manuale) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 200
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,9
Consumo medio (km/l) 19,2*
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 436/183/153
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1247
Capacità bagagliaio litri 380/1250
Pneumatici (di serie) 195/60 R18

 

*In base al ciclo WLTP

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Ritratto di Biondi stefano
20 gennaio 2021 - 18:45
Giulio la difenderò sempre perché é un cuor sincero. Quella parolina che lei ha detto:....in Italia poi la comprerà qualche ORIGINALE,senza volerlo ha detto quello che la maggioranza della gente cerca di essere.E avere un'auto che ti "distingue",rimanendo comunque un'auto valida,sicura e che mantenga bene il valore dell'usato,penso che sia la sintesi che molti cercano.
Ritratto di 82BOB
12 gennaio 2021 - 22:22
Fin troppo personale nei dettagli...
Ritratto di ELAN
14 gennaio 2021 - 15:36
1
Quali dettagli? Esteriori? A me sembrano dei pasticci stilistici più che elementi con una propria personalità e/o che danno personalità ed identità.
Ritratto di 82BOB
15 gennaio 2021 - 06:41
Non m'interessa.
Ritratto di Gianni.ark
12 gennaio 2021 - 22:26
Come già detto altre volte non mi dispiace affatto. Bello anche il colore arancio scuro metallizzato.
Ritratto di Andre_a
12 gennaio 2021 - 22:28
8
Peccato che abbiano messo un motore che vibra in un'auto votata alla comodità. Se non altro la versione elettrica non dovrebbe avere questo difetto.
Ritratto di marcoveneto
13 gennaio 2021 - 07:55
Sicuramente per una casa abituata ad essere anticonformista non è male...La cosa positiva è che in due e due quattro hanno dato un'erede alla C4, e questo fa ben sperare anche per i nostri marchi (speriamo non ci siano più i tempi biblici di FCA, che ti lancia il restyling quando è ora di lanciare il nuovo modello)
Ritratto di Giuliopedrali
13 gennaio 2021 - 17:19
Ma Citroen non è anticonformista, solo che nella situazione finanziaria in cui è sempre stata, cioè dagli anni 30 in poi doveva fare delle auto piuttosto alternative, in realtà è nato tutto dai scarsi investimenti dalla Citroen Traction Avant in poi (1934) cioè ci si reggeva su di un unico modello e doveva essere eccezionale e ben distinto dalla concorrenza, all'epoca c'erano tanti di quei brand oggi anche scomparsi e ognuno aveva di solito una quantità di modelli che oggi neanche l'Audi...
Ritratto di marcoveneto
13 gennaio 2021 - 18:51
Be al giorno d'oggi una casa che punta al conforto piuttosto che alla sportività è già una notizia.. E lo dico da non fan del marchio (di ciò apprezzo forse 2 modelli in croce).
Ritratto di Giuliopedrali
13 gennaio 2021 - 19:26
Infatti l'ultimo brand da salvare alla fine del mondo è Rolls Royce.
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