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Dacia Sandero: Più sicura che "divertente"

Aggiornata da cima a fondo, la Dacia Sandero si ripresenta con un aspetto più attraente, l'Esp di serie e prezzi sempre allettanti. Abbiamo guidato la versione con il nuovo "tre cilindri" da 90 cavalli: tiene bene la strada, ha un discreto brio, ma lo sterzo e il cambio non sono il massimo della precisione.

22 novembre 2012
  • Prezzo (al momento del test)

    € 10.500
  • Consumo medio

    19,2 km/l
  • Emissioni di CO2

    120 grammi/km
  • Euro

    5
Dacia Sandero
Dacia Sandero 0.9 TCe Lauréate
Cambia molto

L'utilitaria "low cost" Dacia Sandero si rinnova profondamente: nella carrozzeria (con  forme maggiormente aggraziate e un frontale più "importante”), negli interni (migliorati) e nei motori. A quelli precedenti, infatti, si aggiunge il 1.0 turbo a tre cilindri da 90 CV alimentato a benzina, fresco di debutto sulla nuova Renault Clio. Inoltre, tutte le versioni hanno di serie l'Esp, che prima non era disponibile neppure a richiesta.

 
"Amica" del portafogli
 
 
In vendita dal prossimo 3 dicembre, la Dacia Sandero è proposta con prezzi compresi fra i 7.900 euro della 1.2 Ambiance a benzina con 75 CV (di serie: quattro airbag, gli alzavetro elettrici anteriori, la chiusura centralizzata, il divano diviso in due parti e il servosterzo) e i 10.450 euro della 1.5 dCi Lauréate di pari potenza, ma alimentata a gasolio, che nel prezzo include anche i fendinebbia, la radio, i retrovisori a regolazione elettrica, oltre al volante e al sedile di guida registrabili in altezza. Per il climatizzatore (manuale) vanno aggiunti 690 euro. Anche la nuova Dacia Sandero è proposta nella versione rialzata "tipo suv" Stepway, con prezzi compresi fra 10.150 euro per il modello "base", con il 1.0 turbo, e 13.100 euro per la 1.5 dCi Prestige con anche il navigatore di serie. Nel complesso, la Dacia Sandero si conferma come un'auto poco costosa, ma va tenuto presente che oggi, avvalendosi delle sempre più frequenti promozioni di parecchie case, non è difficile acquistare un'utilitaria ben equipaggiata e non "low cost" a cifre del tutto paragonabili.
 
Avanti, c'è posto
 
 
L'abitacolo della Dacia Sandero si conferma accessibile e spazioso: il divano è abbastanza largo da ospitare (almeno per brevi tragitti) tre adulti senza troppi sacrifici. Le finiture, migliorate, sono sempre semplici come ci si aspetta da un'utilitaria di basso prezzo, ma non per questo povere. Riuscita la rinnovata plancia, con la fascia centrale in materiale gommato e la strumentazione completa di tutto il necessario. La vettura del test era dotata del nuovo navigatore (solo 199 euro, inclusa la cartografia dell'Europa) integrato nella consolle: è di facile utilizzo e dispone di un ampio schermo (7") a sfioramento. Ok la posizione di guida, ben regolabile, e la disponibilità di portaoggetti (particolarmente capiente quello davanti alla leva del cambio). Restano, invece, gli scomodi tasti per gli alzavetro elettrici nella zona bassa della consolle. Invariata la capienza del baule (320 litri, che salgono a 1200 ripiegando il divano), che si conferma ampio in rapporto ai modesti ingombri della carrozzeria, ma non ben accessibile: la soglia, priva di protezioni (lascia a nudo la lamiera), è a 20 cm dal fondo del baule e a 75 dal suolo.
 
Fa il suo dovere
 
 
Da un'auto come questa ci si aspetta che sia più sicura che appagante nella guida: attese puntualmente confermate dalla Dacia Sandero 1.0 TCe Lauréate del nostro test. Pur dotata di sospensioni morbide, si è rivelata stabile, senza richiedere un extra di lavoro all'Esp. Per il resto, la Dacia Sandero ben si adatta alla guida tranquilla, anche se lo sterzo (molto leggero) manca di precisione e gli inserimenti delle cinque marce non risultano granché  fluidi. Dal motore, forte di 90 cavalli ma affetto da una certa pigrizia ai bassi regimi, ci saremmo aspettati un po' più di verve: ottimistici gli 11,1 secondi promessi per lo "0-100" (non la velocità massima, di 175 km/h). Comunque, questo "1000" è poco rumoroso (solo al minimo si avvertono le leggere vibrazioni tipiche dei "tre cilindri") e ha brio sufficiente per muovere disinvolto la Dacia Sandero. In più, secondo il computer di bordo, nel corso del test (svolto su strade extraurbane e in autostrada) ha consumato anche relativamente poco, totalizzando un media di 15,4 km/l (19,2 quella dichiarata). 
 
Secondo noi
 
 
Pregi
> Prezzo. Include anche un anno di garanzia in aggiunta ai due previsti per legge
> Spazio. Abbondante sia per le persone sia per i bagagli
> Tenuta di strada. Di buon livello. E oggi, a dare una mano, c'è anche l'Esp
 
Difetti
> Cambio. Gli inserimenti delle marce sono piuttosto duri
> Soglia di carico. Quella del baule è alta e priva di protezione
> Sterzo. Ha un risposta troppo indiretta

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 898
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 66 (90)/ 5250 giri
Coppia max Nm/giri 135/2500
Emissione di CO2 grammi/km 120
Distribuzione 4 valvole per cilindri
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione Anteriore
Freni anteriori Dischi autoventilanti
Freni posteriori Tamburi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/173/152
Passo cm 259
Peso in ordine di marcia kg 1520
Capacità bagagliaio litri 320/1200
Pneumatici (di serie) 185/65 R15

 

Dacia Sandero 0.9 TCe Lauréate
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Ritratto di baccio
22 novembre 2012 - 20:15
Ma per favore....
Ritratto di Rossi Tommaso
22 novembre 2012 - 20:24
più carina,però mi sembra un contro senso k propongano la sandero con esp di serie e la duster e la lodgy invece no...
Ritratto di Enrico Q5
22 novembre 2012 - 21:23
1
Rispetto a prima è molto migliorata, sia fuori (sopratutto dietro), sia all'interno, dove gli interni tipo Lodgy io gli aprezzo molto...il motore mi pare buono e adatto alla macchina...ancor meglio il prezzo.
Ritratto di lespaul56
22 novembre 2012 - 21:39
Peso in ordine di marcia 1520 kg? Ma siete sicuri?
Ritratto di Jinzo
22 novembre 2012 - 23:17
è inutile la dacia peggio....gloria e lunga vita prospera agli occhi a mandorla
Ritratto di juvefc87
22 novembre 2012 - 23:37
migliorata, fuori gradevole, così cm gli interni molto più appaganti, forse c'è une rrore riguardante il peso, non può in particolar modo con il 3 cilindri 1.0 pesare 1500 kg!!!!!
Ritratto di Aegidius
23 novembre 2012 - 02:02
Se non sbaglio l'articolo parla di un motore 1000 (viene chiamato 1.0 turbo) mentre la scheda tecnica di un 900... Oppure 1.0 non indica la cilindrata? Chi mi illumina?
Ritratto di carmelo.sc
23 novembre 2012 - 15:28
Il motore è 900, solo che la renault ha deciso di chiamarlo 1.0 per scelte di marketing
Ritratto di Aegidius
23 novembre 2012 - 21:51
Ah, ok. Grazie della risposta. Strana scelta però: credevo che adesso tirassero le piccole cilindrate... Ciao.
Ritratto di Valerio Ricciardi
23 novembre 2012 - 05:37
ed il suo valore è oggi del tutto normale: il che motiva la mia previsione che i consumi d'uso saranno MOLTO variabili a seconda delle condizioni di guida. Come sta avvenendo puntualmente con tutti i tre cilindri di nuova generazione: riducendo il numero dei cilindri si abbassano gli attriti medi e migliora ai fini del rendimento energetico la cilindrata unitaria (l'ideale è fra il "mezzo litro" ed i 700 cc con quattro valvole) ma tanto poco consumerà su autostrada piana e andando a spasso sulle statali con andatura da gita, tanto più consumerà (in rapporto a Cv e cilindrata) a salire un passo appenninico o sui salitoni autostradali, o in mano al ragazzetto che deve dimostrare qualcosa facendo brum brum bruuummm in città... Quel che è già accaduto col multiair Fiat... Se 90Cv fossero stati ottenuti da un 1.6 quattro cilindri, sarebbe stato il contrario... consumi minimi più alti di parecchio, ma meno dipendenti dalle condizioni di circolazione... più "garantiti" (come accade col mio 2 l da 122 Cv che non fa mai meglio di un tot in città o su strada, ma alle più alte medie autostradali... consuma sempre uguale, grossomodo, e mi sorprende perché mi aspetto sempre molto peggio di quel che rilevo) *** a Jinzo: la Dacia si è GIA' rivelata il grande affare della storia della Renault, che è riuscita a "salvarsi" con le economie di scala di una gamma low-cost - che monta componentistica "normalissima", non fatta apposta. Hanno aumentato i margini di guadagno sulle Renault grazie al fatto che la grande produzione aggiuntiva di cambi, alzacristalli, bracci sospensioni etc faceva loro raggiungere il break even point prima anche sulle francesi "pure"... chiamali scemi Anche Ford e Fiat stan pensando a un marchio low cost... Poi se sulle automobili, che per me sono elettrodomestici su quattro ruote invece che fatti per lavare i piatti e i panni, vuoi avere atteggiamenti da tifoso di calcio... bé, non sarò certo io ad impedirti questa minima soddisfazione Ma posso assicurarti che nelle stanze dove si decide una linea di prodotto si ragiona in un modo razionale, distaccato, "pesato" diametralmente opposto al tuo Si fa quel che conviene. Un'auto esce o non esce sul mercato in base alle previsioni di utile, non in base a quanto piaccia a chi la fa. Il prezzo di vendita è determinato in base a quanto TU saresti disposto a pagarla, più che a quanto gli costa, e se pensano che tu te ne potresti incapricciare ("figo! figo!") lo posizionano più in alto... La differenza di contenuti tecnici fra la gradevolissima 500 e la più sghemba e sgraziata nuova Ka non giustifica certo la differenza di prezzo... ma per la 500 - che è CARA per quel che è - c'è la fila perché... trendy, la Ka te la devono mettere sotto il naso a ripetizione con continue offerte se no si vende un po' poco... e sai perché? Perché la linea insomma, rispetto alla vecchia (firmata da un grande designer) "sfonda" molto meno Chi produce è calcolatore, chi compra spesso emotivo, il mercato è così, se tutti ragionassero "da ingegneri" si venderebbero solo Sandero, Octavia SW, Panda, Hyundai i20- i30 e Mercedes classe C SW - e pure Nissan Qashqai e Focus SW, tò... ossia auto con controvalore "oggettivo" elevato Le Mini, le 500, le DS3 magari firmate in versione Dolce&Gabbana se le darebbero in faccia... invece vendono, e gli operai prendono lo stipendio
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