PRIMO CONTATTO

DS 9: come viaggiare su un cuscino

La DS 9 è la prima berlina di grandi dimensioni del marchio francese. Confortevole e ricercata, nella variante ibrida plug-in da 224 CV ha buon brio. Poco pratici, però, alcuni comandi.
Pubblicato 04 giugno 2021
  • Prezzo (al momento del test)

    € 59.200
  • Consumo medio (dichiarato)

    71,4 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    31 grammi/km
  • Euro

    6D
DS 9
DS 9 1.6 E-Tense Rivoli+
La prima volta

Il marchio DS, che propone un concetto di lusso alla francese, debutta fra le berline di grandi dimensioni con la 9, disponibile soltanto in versione ibrida ricaricabile. Lunga 493 cm la DS 9 si distingue per il design ricercato con un frontale alto, importante, dove spiccano gli elementi lucidi. Per esempio, quello lungo il cofano, che riproduce la lavorazione “martellata” degli oggetti di gioielleria, o il profilo che, correndo dalla mascherina ai fari, crea un motivo ad ala. Più sobrie e filanti le fiancate che degradano dolcemente verso la coda affusolata. Quest’ultima riprende il profilo ad ala a impreziosire i fanali e non mancano citazioni dal passato, come nelle luci di ingombro nella parte alta del montante posteriore del tetto: ricordano le “frecce” della celebre Citroën DS degli anni 50 e 60. Altra finezza, le maniglie che fuoriescono dalla carrozzeria all’apertura dell’auto.

Solo plug-in

La DS 9 è costruita sulla piattaforma EMP2 del guppo Stallantis (condivisa, fra l’altro, con le Citroën C5 Aircross e Peugeot 508) ma in un’edizione con il passo più lungo (290 mm) per dare maggiore agio a posti posteriori (che, infatti, viaggiano decisamente comodi). Comune è anche la meccanica ibrida plug-in, composta da un 1.6 turbo a benzina abbinato a un motore elettrico: la loro potenza combinata è di 224 CV e viene trasmessa alle ruote anteriori. Naturalmente c’è anche la modalità per viaggiare solo in elettrico e la casa promette fino a 50 km di autonomia. Per ricaricare la batteria agli ioni di litio da 11,9 kWh, l’auto accetta fino 7 kW in corrente alternata: in un’ora e mezza si ritrova la piena efficienza. In alternativa c’è la versione 4x4 con la stessa meccanica ma con l’aggiunta di una seconda unità a corrente per muovere le ruote dietro e una potenza combinata di 360 CV. 

Lusso e spazio

L’abitacolo della DS 9 è grande, accogliente e, per la Rivoli+, impreziosito dalla selleria in pelle nera. Con il pacchetto Opera (4.800 euro) le finiture risultano ancora più appaganti grazie ai rivestimenti in pelle nappa rosso rubino non solo per i sedili, ma anche per la plancia, il tunnel e le porte. Inoltre, il pacchetto estende le funzioni di ventilazione e massaggio previste di serie per i comodi sedili, ai due posti laterali del divano e aggiunge, per tutti, quella di riscaldamento. 

Anche all’interno della DS 9 c’è attenzione nel design, come nell’orologio a lancette al centro della plancia che ruota all’avvio del motore, o nella lavorazione sfaccettata dei tasti nel tunnel. I due schermi di 12” nel cruscotto e nella consolle aggiungono un tocco tecnologico a questo raffinato salotto. Quello per la strumentazione è configurabile, fornisce molte informazioni e ha un’originale grafica costruita sul motivo del rombo che, però, non è sempre d’immediata lettura. Non molto pratico anche il monitor per accedere ai servizi di bordo (come il climatizzatore e la radio): occorre sfogliarne il menù per selezionare le impostazioni desiderate distraendosi, così, dalla guida. Da classica berlina, il baule della DS 9 è separato dall’abitacolo e ha una buona capienza: 510 litri.

Soprattutto morbida

Nella guida la DS 9 E-Tense Rivoli+ mantiene ciò che promette: un comfort da prima classe. I sedili accolgono come autentiche poltrone e pochi rumori filtrano nell’abitacolo. Giusto il 4 cilindri trasmette qualche ruvidità quando si accelera a fondo. Una vera finezza il sistema Active Scan Suspension (di serie): la telecamera frontale rileva le imperfezioni dell’asfalto nel raggio di 5 metri dall’auto e trasmette le informazioni alle sospensioni a controllo elettronico, che cambiano di conseguenza taratura. Il risultato? Niente scossoni, nonostante le ruote di 19”. I 224 cavalli garantiscono una spinta puntuale, progressiva e con il giusto sprint, ben supportata dal dolce e piuttosto svelto cambio automatico. Gli otto rapporti si possono selezionare anche con le levette  dietro il volante ma non risultano ben raggiungibili nelle fasi di guida più concitate: sono corte, posizionate in alto e solidali al piantone dello sterzo. Considerato il peso prossimo ai 1900 kg, l’agilità non delude affatto e, pur leggero, lo sterzo ha una precisione più che soddisfacente. 

Parliano del consumo della DS 9 E-Tense Rivoli+: abbiamo iniziato il test (su strade extraurbane) con la batteria a metà della sua efficienza (il computer di bordo indicava 24 km di autonomia solo in eletrico) e, alternando le modaltà di guida (selezionabili con il tasto nel tunnel) Hybrid, in cui il sistema stabilisce da solo se utilizzare il solo motore elettrico (finché la batteria è carica) o anche quello a benzina, e Sport in cui la risposta della DS 9 è più reattiva, dopo un centinaio di chilometri il computer ha indicato una percorrenza intorno a 10 km/l.

Due allestimenti

La DS 9 E-Tense con 224 CV è già in consegna. Nei 56.200 euro la Performance Line+ include, oltre all’Active Scan Suspension, il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori, gli interni in Alcantra e pelle e la retrocamera. La Rivoli+ (59.200 euro) aggiunge l’avviso colpo di sonno, il cruise control con funzione Stop & Go, un più esteso uso della pelle per l’abitacolo. Fra gli optional, la telecamera a infrarossi (da 1.500 euro) che, in assenza di luce, rileva la presenza sulla strada di pedoni o animali di grossa taglia. I prezzi della DS 9 4x4 da 360 CV, con prime consegne da ottobre 2021, partono da 66.900 euro.

Secondo noi

PREGI
> Abitacolo. È accogliente e lussuoso.
> Comfort. L’auto è ben isolata dai rumori esterni e dalle sconnessioni dell’asfalto.
> Dotazione di serie. Va bene che è una vettura costosa, ma è comunque completa.

DIFETTI
> Comandi. La gestione di quelli secondari dallo schermo nella consolle è macchinosa.
> Cruscotto. L’orginale grafica a rombi non è delle più chiare.
> Levette al volante. Non sempre risultano ben raggiungibili.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 133 (181)/5000-6000 giri
Coppia max Nm/giri 300/3000
Emissione di CO2 grammi/km 31
Distribuzione 4 valvole per cilindro
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 81 (109)/n.d.
Coppia max Nm/giri 320/n.d.
   
Potenza max combinata kW (CV)/giri 165 (224)/n.d.
   
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 240
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,3
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 71,4
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 493/193/146
Passo cm 290
Peso a secco kg 1839
Capacità bagagliaio litri 510/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/45 R19

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Ritratto di Andrea Doria
6 giugno 2021 - 00:54
Penso anche io che questa Ds9 non si affatto male: non farei follie per lei, ma non mi dispiace. Possiede alcuni tratti che la distinguono dalla concorrenza, e non credo che le sue intenzioni siano di scimmiottare la triade. Gli interni credo che siano penalizzati dal colore, altrimenti sarebbero più gradevoli. Un altro appunto che farei, sarebbe sul profilo: mi dà l'impressione di essere un po' sproporzionato, col posteriore più lungo dell'anteriore, forse a causa della terza luce.
Ritratto di Giuliopedrali
6 giugno 2021 - 08:37
Diciamo che a parte la sibaritica Mercedes un tempo non era difficile muoversi nel settore berline d'alta gamma anche per Citroen, Peugeot, Ford, Opel, Lancia, Fiat, Alfa, Rover, Triumph o SAAB, in realtà : BMW, Audi o Volvo stavano ancora consolidando o creando il loro mito (piuttosto recente se si guarda alla storia dell'auto), oggi la situazione come sappiamo è completamente diversa, è difficile distinguere una berlina BMW o Audi da una generazione all'altra, più o meno lo stile è quello e la clientela quello vuole, mentre reinventarsi una tradizione, che esisteva, per tutti gli altri marchi a parte Mercedes e Volvo ovviamente è un impresa titanica, la gente non ama più l'originalità (nell'alto di gamma) non supportata da una tradizione che poteva distinguere Citroen o SAAB o Lancia etc, diciamo che la triade tedesca più i cino-svedesi hanno sostituito completamente le aspettative che uno aveva da Citroen sulla tenuta di strada e comfort, Alfa nelle prestazioni, SAAB nella sicurezza etc etc, cioè hanno invaso ogni campo, forse sta DS9 sarà un pò più comoda anche di una A6 ma allora perchè non prendere una Cadillac De Ville del 1977 direttamente... Aver lasciato liberi per decenni i tedeschi è un danno ormai irreparabile per tutti gli altri, e paradossalmente quelli che potrebbero affermarsi sono i newcomers: coreani : Genesis e cinesi: BYD, Nio, Xpeng Hongqi, MG, l'esempio del nuovo arrivato Tesla è calzante.
Ritratto di Bialbero1570
7 giugno 2021 - 16:57
...con quel "frìgnolo sul cofano dai 3 volanti che volevo dare mi è scesa a due, e quando ho letto il consumo medio pari a 10 km/l ho scalato un altro volante e ne ho dato 1.... ma che senso ha mettere un "frullino" turbo su un'auto così grande e "aiutarlo" con una parte elettrica? ....ma siamo sicuri che inquinano meno 10 litri di benzina che 4 o 5 di gasolio per fare 100km?....
Ritratto di Marcello Emanuele
7 giugno 2021 - 22:26
Come auto non mi dispiace, una berlina elegante che fa concorrenza alle tedesche ma ovviamente non raggiungerà le stesse vendite. Peccato che non ci siano motorizzazioni più varie.
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