PRIMO CONTATTO

Ferrari California T: il turbo c’è. E si sente...

Oltre a numerose novità estetiche, la nuova Ferrari California T guadagna un V8 turbo da ben 560 cavalli: spinge con vigore ai bassi regimi e ha un allungo da motore aspirato. E che rombo!
Listino prezzi Ferrari California T non disponibile
Pubblicato 23 maggio 2014
  • Prezzo (al momento del test)

    € 189.700
  • Consumo medio (dichiarato)

    9,5 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    250 grammi/km
  • Euro

    6
Ferrari California T
Ferrari California T V8 turbo DCT
Molto più di un semplice restyling
 
La casa di Maranello ha “tolto il velo” alla nuova Ferrari California T un paio di mesi fa, al Salone di Ginevra: forme eleganti e aggressive come nel precedente modello (il più venduto nella storia della Ferrari, con oltre 10.000 unità in sei anni), ma a distinguerla numerosi dettagli. A partire dagli sfoghi d’aria nel cofano e dietro le ruote posteriori, entrambi con una precisa funzione aerodinamica: per i primi, favorire lo smaltimento del calore del radiatore; per i secondi, abbassare la temperatura nella zona degli scarichi, completamente rivistati (sempre a due coppie, ma disposte in orizzontale). E sono proprio i nuovi terminali, assieme all’inedito estrattore d’aria, alle nuove luci posteriori e allo spoiler sul cofano del baule abbassato di un centimetro, a fare apparire la nuova California T ancor meglio “piantata” a terra. Lungo la fiancata, appena dietro le ruote anteriori, non manca un vistoso incavo che estrae l’aria dagli sfoghi laterali e che richiamare la soluzione stilistica “a pontone” (così la definiscono gli storici della produzione di Maranello) di Ferrari leggendarie come la “tre litri” sport 250 Testa Rossa degli anni 50, vincitrice della 24 Ore di Le Mans del 1958. 
 
Dentro, più evoluzione che rivoluzione
 
Anche a bordo della Ferrari California T (le cui consegne iniziano a giugno e che costerà circa 3.000 euro in più del modello uscente: 189.700 euro il listino) non mancano le novità. Se la forma delle poltrone punta a migliorare il comfort davanti e nei due piccoli sedili posteriori (la California T è proposta solo in versione 2+2), è soprattutto nella plancia completamente aggiornata che spiccano nuovi particolari, come il piccolo schermo circolare al centro, tra le bocchette dell’aria, leggermente allontanate tra loro e dotate di un profilo più bombato che ricorda quello dei turbojet degli aerei. Proprio questo schermo fornisce diverse informazioni sulla novità più importante della California T: il turbocompressore abbinato al nuovo 3,9 litri V8. Infatti, oltre a poter mostrare orario e temperatura esterna, può indicare in alternativa la pressione del turbo (in bar) e la prontezza di risposta o l’efficienza nei consumi (entrambi questi dati sono espressi in percentuale rispetto alla miglior situazione possibile). Altre novità riguardano il nuovo schermo del navigatore e del sistema multimediale, il volante (ora ha tasti per variare la taratura degli ammortizzatori e per gestire gli indicatori di direzione e i fari) e la consolle centrale, che presenta i pulsanti di regolazione del cambio disposti in linea e ospita un pratico ripiano per contenere cellulare, portafogli e altri piccoli oggetti. A proposito di praticità, è migliorata la posizione del pulsante per le “quattro frecce”, che in passato avevamo criticato: è sempre in basso, ma più raggiungibile e facile da individuare (il rischio, semmai, è di premerlo per errore…). 
 
Non trascura l’ecologia
 
Il nuovo “cuore” della Ferrari California T è un V8 turbocompresso (la “T” nel nome del modello indica proprio questo) da 560 CV, che rimpiazza l’otto cilindri aspirato da 489. Il ritorno a questa tecnologia richiama le recenti novità del mondo della Formula 1, ma secondo i tecnici di Maranello la concomitanza è casuale: i turbo erano già previsti nel piano di sviluppo dei motori Ferrari. Perché? Non soltanto per migliorare le prestazioni (già “esagerate” con i propulsori aspirati), ma anche per ridurre i consumi, ormai un “chiodo fisso” di tutti i costruttori, inclusi quelli delle supersportive. Secondo la casa, ora la California consuma il 20% in meno: 9,5 km/litro la media di omologazione, contro i precedenti 7,6. Risultato che ci pare però difficile replicare su strada… Straordinario il lavoro fatto per rendere la progressione nella spinta pari a quella di un motore aspirato. Ma, ovviamente, la coppia della Ferrari California T è maggiore: 755 Nm contro i 505 della “vecchia” California. La curva di coppia varia in funzione della marcia inserita (risultato possibile proprio grazie alla gestione del turbo), e il valore massimo si ottiene in settima marcia. Tanto il lavoro fatto anche per eliminare il ritardo di risposta dei due compressori (che sfruttano turbine di tipo “twin scroll”), uno per ogni bancata del V8: la casa assicura che è di circa 0,8 secondi, un dato molto inferiore al migliore tra i motori concorrenti. Per ottenere una sonorità il più simile possibile a un motore aspirato, invece, i collettori che portano dal motore alla turbina sono costruiti in modo da avere condotti di lunghezza uguale: soluzione tutt’altro che banale e che ha richiesto metodi di produzione complessi (e costosi). Ne risulta un rombo graffiante e molto caratteristico, solo dalle tonalità un po’ più basse rispetto alla precedente California aspirata.
 
Un occhio all’asfalto, l’altro al tachimetro
 
Alla prova della strada, è difficile esimersi dal provare rombo e accelerazione della nuova Ferrari California T, per la quale la casa dichiara prestazioni da brivido: “0-100” in soli 3,6 secondi (due decimi meno della precedente generazione), mentre i 200 chilometri orari si toccano in 11,2 secondi. Del resto, ognuno dei 560 cavalli è chiamato a spingere soltanto 2,9 kg di peso. Serve un bel rettilineo per provare la progressione che questa sportiva sa offrire, e non è facile farlo restando nei limiti del codice: cedere alla tentazione di assaporare l’esaltante allungo dell’otto cilindri turbo significa ritrovarsi ad andature da ritiro della patente. Il cambio a doppia frizione è rapidissimo (in Ferrari sono riusciti a guadagnare altri 250 millisecondi nella chiusura completa delle frizioni, che si traducono in 40 ms in meno nella cambiata) e nella modalità automatica interpreta bene lo stile di guida del pilota, tirando le marce nell’impiego sportivo. In modalità manuale, invece, va comandato con le lunghe palette dietro al volante: in questo caso, è il guidatore a decidere se e quando cambiare. Cosa tutt’altro che scontata, perché quando il limitatore interviene, a 7500 giri (valore di tutto rispetto per una vettura turbo), il motore è al regime di potenza massima e si avrebbe ancora voglia di gustarsene la spinta… 
 
Andar “piano” non è un disonore
 
Sulle strade del senese abbiamo comunque potuto gustare la nuova Ferrari California T anche ad andature tranquille, apprezzandone il comfort e la fruibilità ai bassi regimi: l’adozione del turbo non ha tolto nulla alla coupé-cabriolet emiliana. Il rombo, rabbioso e graffiante in piena accelerazione, è una piacevole colonna sonora ai bassi regimi Ovviamente, lo si apprezza ancora meglio a capote aperta. Ma questo è un privilegio che non abbiamo sempre avuto, causa la pioggia che ha accompagnato in parte la nostra giornata, costringendoci a fermarci spesso per richiudere il tetto retrattile in metallo (operazione che richiede 14 secondi, ma che avremmo preferito poter fare anche a vettura in movimento a bassa velocità). Ma anche sotto la pioggia, la sportiva di Maranello non si è trovata a disagio: impostando il manettino in posizione Comfort (le altre sono Sport e ESC off, che disinserisce il controllo di stabilità) non c’è da avere alcun timore nel gestire così tanti cavalli, tutti sulle ruote dietro. Vengono infatti “addolcite” le risposte del cambio a doppia frizione, del differenziale posteriore a controllo elettronico e degli ammortizzatori: tutti elementi che sono stati ulteriormente affinati, assieme ai freni con dischi carboceramici (di serie) e con nuove pastiglie che non vanno più cambiate (a meno di non utilizzare la California T in pista). 
 
Non cancella alcuni difettucci
 
Proprio a proposito dei comandi sul volante, se è apprezzabile l’aggiunta del pulsante per regolare le sospensioni, risultano meno intuitivi quelli per indicatori di direzione, fari e tergicristallo: come gli ultimi modelli Ferrari, anche la California T fa a meno delle classiche levette, lasciando spazio solo alle lunghe palette per utilizzare il cambio in modalità manuale. Ma così i comandi diventano veramente tanti: noi, dopo aver guidato diverse Ferrari recenti, ancora non ci siamo abituati… Insieme ai nuovi difetti, ce n’è uno in comune con il vecchio modello: il connubio tra seduta bassa, parabrezza inclinato e plancia dalle forme elaborate crea fastidiosi riflessi che disturbano nella guida, soprattutto quando si passa dalle zone al sole a quelle in ombra. A proposito di parabrezza, gli spessi montanti limitano la visuale nelle svolte a sinistra. Un’eredità del passato anche la posizione dei comandi del “clima”, troppo in basso: rischiano di far distrarre. Invariato, invece, il baule che è ampio (almeno per un’auto di questa categoria): la capacità dichiarata varia da 240 litri a 340 in base alla posizione del tetto (ci stanno due o tre trolley di dimensioni normali e un porta abiti), e c’è sempre la botola passante per caricare sacche da golf o una tavola da snowboard.
 
Secondo noi
 
Pregi
> Linea. La collaborazione tra il centro stile Ferrari e la Pininfarina ha dato vita a una linea “senza tempo”. E i nuovi sfoghi d’aria nel cofano e nei parafanghi non stonano affatto.
> Turbo. I tecnici sono riusciti a scegliere la taglia giusta: niente vuoti ai bassi regimi, né strozzature agli alti. E il rombo è caratteristico, ma accattivante.
> Versatilità. Questa coupé-cabriolet stupisce sempre per come sa farsi apprezzare nell’uso tranquillo come in quello sportivo.
 
Difetti
> Comandi. Quelli del “clima” sono in basso e fanno distrarre, mentre i tasti nel volante sono parecchi. 
> Parabrezza. Oltre ad essere soggetto a riflessi, ha montanti inclinati che limitano la visuale nelle svolte a sinistra. 
> Trasformazione. Occorre fermarsi per aprire e chiudere la capote. E non sempre c’è lo spazio per farlo. Meglio guardare bene le previsioni meteo…

 

SCHEDA TECNICA

Cilindrata cm3 3855
No cilindri e disposizione 8 a V di 90°
Potenza massima kW (CV)/giri 412 (560)/7500
Coppia max Nm/giri 755/4750
Emissione di CO2 grammi/km 250
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (doppia friz.) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti carboceramici
Freni posteriori dischi autoventilanti carboceramici
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 457/191/132
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1655
Capacità bagagliaio litri 340 (240 a capote aperta)
Pneumatici (di serie) 225/40 - 285/40 R19

 

VIDEO

Ferrari California T
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
160
32
16
8
7
VOTO MEDIO
4,5
4.47982
223


Aggiungi un commento
Ritratto di Ivan92
24 maggio 2014 - 14:38
8
Da 190'000 euro guarderei eccome se fa 9,5 km con un litro o ne fa 4, c'è una differenza abissale nell'arco della vita di un auto, in 200'000 km nel caso consumi 9,5 km/l spenderebbe 21060 litri di carburante moltiplicati per 2 euro (la indispensabile 100 ottani): 42'120 euro! Nel caso invece consumi 1 litro x 4 km i litri necessari sarebbero 50'000 che in euro diventano esattamente 100'000! La differenza ci sta eccome, specialmente se uno compra la Ferrari più economica sul mercato, 189'000 euro anche se sembrano tanti in realtà non sono poi così alti (rispetto a molte altre auto) e probabilmente anche per la gente benestante sono sacrifici, anche perchè se uno e milionario probabilmente punterà direttamente per la 458 o simili. E sopratutto se si guardano le Ferrari usate la gente le compra poi non riesce a stargli dietro con le spese e difatti le vende con pochi km, possedere una Ferrari significa stare bene economicamente ma non per forza bisogna essere straricchi, sopratutto la gente che le compra per dimostrare di poter avere una Ferrari e non per passione e piacere di guida, quelli se potessero la vorrebbero 4 cilindri diesel :)
Ritratto di baccio
24 maggio 2014 - 20:01
Ok hai ragione te. E' anche inutile perder tempo a discutere. Comunque se posso permettermi un consiglio, non andare in giro a dire che se compri un auto da 190 mila euro, guardi i consumi. Da retta a me. Addio,.
Ritratto di Ivan92
24 maggio 2014 - 20:36
8
Ma io di persone con auto da 200'000 ci parlo quotidianamente quindi so benissimo la mentalità e le lamentele, tu quanti ne conosci da vicino che hanno auto di quella cifra?
Ritratto di baccio
25 maggio 2014 - 11:24
che conosco io nn hanno problemi a far rifornimento, altrimenti nn avrebbero comprato auto del genere. Addio
Ritratto di luigi sanna
5 febbraio 2015 - 02:38
5
...non sei milionario, il consumo sarebbe l'ultimo dei tuoi problemi. Oggi le persone con reddito medio alto, parlo di 50/70000 annui, persone sui 50 anni, che si vogliono levare lo sfizio....prendono un "Ferrarino" ASI, Un 348, o giù di lì..... Pensare di prendere una California, sarebbe follia pura. Se non ricordo male, il solo bollo si aggirerebbe intorno ai 10.000 euri..... Solo in Italia. Chi compra questo tipo di auto, non guarda il consumo, non solo, secondo il modello devi essere già possessore di Ferrari. Non pensare che la vendano a tutti, oltre alle estenuanti attese, secondo il modello, puoi aspettare anche un'anno.... Se conosci un solo esemplare, che ha la fortuna di potersi comprare, questo tipo di vetture, e lamentarsi dei consumi, portalo dallo Psicologo, perchè non stà bene..... Ciao!
Ritratto di supernapolmen
23 maggio 2014 - 20:28
...alza l'asticcela motoristica mondiale ancora con questo propulsone si pone un gradino sopra a tutta la concorrenza!!!!! sorprendente il fatto che, nonostante la "vecchia" sia ancora al TOP, nasce un'auto nuova con un progetto che parte da un foglio bianco!!! si e' una icona mondiale anche per questo GRAZIE FERRARI :)
Ritratto di maparu
23 maggio 2014 - 20:45
Un mito Italiano intramontabile. Grazie di esistere !!
Ritratto di Merigo
23 maggio 2014 - 21:08
1
Nell'articolo è scritto che su questa nuova versione il cambio è più veloce di 250 millisecondi rispetto alla precedente versione. Siamo sicuri? Il dubbio che sia una bufala è perché 250 ms sono 1/4 di secondo, cioè una riduzione enorme, mentre già ora il cambio Ferrari è molto più veloce. Infatti, curiosando nel sito Ferrari ho letto che già il cambio della 575M Maranello del 2002 aveva una velocità di 250 ms, scesi con l'F1-Superfast (599 Fiorano) a 100 ms, e con l'F1-Superfast 2 (430 Scuderia) a 60 ms. Degli ultimi modelli il sito non specifica la velocità di cambiata né quindi della California che va in pensione ma, con ogni probabilità, sarà stata di non più di 100 ms, quindi la riduzione può tutt'al più essere di 25 ms ma non certo di 250. Redazione, Redazione!!!
Ritratto di Marcopazzo
24 maggio 2014 - 08:42
Dipende da come vengono misurati i tempi di cambiata misurati. Se contando solo il tempo per il salto di rapporto interno al cambio i valori sono bassissimi; se si contasse il tempo totale da quando premo le levette a quando la marcia è ingranata e la frizione accoppiata........ ci vuole un bel po' in più. Il valore di 250ms potrebbe essere riferito alla riduzione di tempo per la seconda modalità di calcolo, anche se è effettivamente abbastanza elevato come valore.....
Ritratto di Merigo
24 maggio 2014 - 14:03
1
Il tempo di cambiata, leggo sempre dal sito Ferrari, oggi con il cambio a doppia frizione è 0, in quanto la marcia entrante è inserita contemporaneamente a quella uscente. Quindi il guadagno di tempo non può che essere nel tempo totale di attuazione della cambiata che non può essere di 250 ms, essendo già nella California "old" di +o- 100 ms.
Pagine