PRIMO CONTATTO

Honda e: tanta tecnologia, pochi bagagli

Primo test per la Honda e, piccola elettrica dalle linee accattivanti. Semplici ma tecnologici gli interni e fluida la guida, ma il baule è piccolo e l’autonomia appena discreta.
Pubblicato 02 luglio 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 40.000*
  • Autonomia (dichiarata)

    210 km
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    -
  • Euro

    -
Honda e
Honda e 35.5 kWh

*Prezzo indicativo

“e” come elettrica

Ci sarà senz'altro chi, attratto dalle forme eleganti e un po' retrò della piccola Honda e (lunga 390 cm, si richiama alla Civic del 1972) rimpiangerà l'assenza di una versione a benzina. Ma farà bene a mettersi il cuore in pace: la cinque porte giapponese nasce elettrica, e così rimarrà; una piccola a emissioni zero studiata soprattutto per l’uso in città. Le prenotazioni della Honda e partiranno a settembre, ma la produzione in serie inizierà a gennaio del 2020 e i primi esemplari arriveranno da noi il successivo mese di maggio. Nel frattempo, abbiamo potuto provare brevemente in anteprima uno dei prototipi della Honda e, che, a meno degli ultimi dettagli di messa a punto, corrisponde all'auto definitiva. Quest'ultima sarà disponibile in due versioni: quella “base”, per la quale ipotizziamo un prezzo attorno ai 35.000 euro, e quella più ricca, simile al prototipo che abbiamo guidato e che si distinguerà, fra l'altro, per le ruote di 17” invece che di 16”. Non è ancora stato dichiarato se la notevole dotazione di aiuti alla guida (cruise control adattativo, frenata automatica d’emergenza, mantenimento in corsia, sensori dell’angolo cieco) sarà di serie per entrambe. 

Addio specchietti

Che la Honda e sia diversa da tutte le altre lo si nota già dalle forme morbide, fluide, per nulla aggressive. Le luci anteriori e posteriori sono tonde e a led, incorniciate in piastre nere lucide, le fiancate pulitissime: le maniglie anteriori fuoriescono elettricamente solo quando le si deve usare, quelle posteriori sono celate dietro i finestrini, e invece dei retrovisori esterni ci sono due telecamere che mostrano quello che accade dietro l'auto in altrettanti schermi ai lati della plancia (per sfruttare i quali, però, serve abitudine). Questa tecnologia amplia la visuale di tre quarti anteriore nelle curve a sinistra e limita la larghezza dell'auto (i supporti rientrano nella sagoma della vettura). Anche il retrovisore interno è collegato a una telecamera posteriore; consente così una buona visuale anche se i posti dietro sono occupati o, peggio ancora, si caricano dei bagagli fino al soffitto. Il cofano anteriore ospita, nella parte superiore, in posizione molto comoda e protetta da un coperchio nero, la presa per ricaricare la batteria.

Molto tecnologica, ma lo spazio…

Stile minimalista e alta tecnologia per l'abitacolo della Honda e, con un elegante tessuto chiaro che ricopre i morbidi sedili e anche la metà superiore dei pannelli porta. Lo spazio è buono, anche se i posti solo quattro, e si nota che sotto il pavimento c'è il pacco batterie spesso 20 centimetri: chi siede dietro fatica a infilare i piedi sotto le poltrone anteriori. La plancia è sviluppata su più piani orizzontali, con quello superiore monopolizzato da cinque schermi affiancati. Oltre a quelli per i retrovisori, c'è il display del cruscotto di 8”, e altri due di 12,3”, che passano le informazioni dell'impianto multimediale e sul funzionamento e la gestione dell’auto; non sono però così facili da consultare (né da azionare, essendo di tipo “touch”) per il guidatore. Sotto un inserto in legno trovano posto le quattro bocchette del “clima” automatico monozona, che sono piccole e prive di una rotella per regolare il flusso; più in basso ancora, realizzati in una plastica piuttosto “povera”, ci sono un ampio cassetto e le varie prese (Usb, Hdmi, a 12 e a 220 volt), troppo lontane e poco visibili; assente la consolle, mentre i comandi per scegliere tra marcia avanti e indietro e fra le due modalità di guida (Normal e Sport, che rende più reattiva la risposta all'acceleratore) sono in un mobiletto sul pavimento. Nel complesso, lo spazio per i piccoli oggetti è discreto. Quello che manca alla Honda e, è un bagagliaio più ampio: il motore posteriore sottrae parecchio spazio in altezza, e il cofano anteriore non viene in aiuto, perché è interamente occupato dall’elettronica di potenza e di gestione.    

Autonomia non eccezionale

La batteria della Honda e, agli ioni di litio, ha una capacità di 35,5 kWh: non molti per una piccola così moderna, e tali da giustificare la relativamente ridotta autonomia dichiarata in base al ciclo WLTP di “oltre 200 km” (in base ai consumi di elettricità letti nel computer di bordo durante il nostro breve test, stimiamo invece un valore di poco inferiore ai 200 km). La vettura accetta una ricarica con la corrente alternata fino 6,6 kW, mentre con quella continua (disponibile nelle ancora rare colonnine pubbliche “rapide”) si può arrivare a picchi di 100 kW: nel caso più favorevole, quindi, il costruttore dichiara mezz’ora di tempo per passare da una batteria “quasi a zero” all’80% di carica.

Scattante sì, brutale no

Il nostro percorso di prova era così tortuoso che non ci ha consentito di superare gli 80 km/h. Tanto ci è bastato, comunque, per renderci conto delle ottime doti di agilità della Honda e (il diametro di sterzata è di soli 8,6 metri e in manovra lo sterzo è leggerissimo) e della fluidità di risposta di motore e freni. L’accelerazione è senz’altro pronta e sostanziosa, ma non quanto ci si potrebbe attendere da una piccola con 150 cavalli e “oltre 300 Nm” (così dicono i tecnici) di coppia motrice: del resto, la massa che supera i 1500 kg smorza inevitabilmente un po’ la grinta. E comunque, per un’auto da città, passare da 0 a 100 orari in poco più di 8 secondi (sempre in base alle confidenze degli ingegneri) basta e avanza. A velocità costante si viaggia nel silenzio, mentre in accelerazione si nota in sottofondo il sibilo dell’elettronica, e in curva (dove l’auto ci è parsa equilibrata e facile da condurre) si sente la rombosità dovuta al battistrada che si “aggrappa” all’asfalto.

Secondo noi

PREGI
> Guida in città. La capacità di girare quasi su stessa, gli ingombri contenuti e la dolcezza di risposta ai comandi facilitano parecchio le manovre e gli spostamenti nel traffico.
> Sicurezza. Sono previsti molti sistemi elettronici che rimediano alla sbadataggine o all’imprudenza del guidatore.
> Tecnologia. Basta guardare la plancia per capire che i progettisti hanno sfruttato molte possibilità offerte dall’elettronica.

DIFETTI
> Autonomia. La parola definitiva arriverà con una prova strumentale, ma già nei dati ufficiali questa piccola non è al livello delle migliori concorrenti.
> Capacità di trasporto. L’abitacolo è discretamente ampio, ma si possono portare solamente quattro persone. E il bagagliaio è piccolo.
> Praticità della plancia. Non tutto è disposto in modo da facilitare l’uso. 

SCHEDA TECNICA

Motore elettrico trifase
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/n.d.
Coppia max Nm/giri 320/n.d.
Emissione di CO2 grammi/km 0
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Tipo batteria ioni di litio
Capacità kWh 35,5
Tensione Volt 400
Tempo di ricarica, ore (a 3,5 kW) 12
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 145
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,5
Autonomia (km) 210
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 390/175/151
Passo cm 253
Peso in ordine di marcia kg 1550
Capacità bagagliaio litri n.d.
Pneumatici (di serie) 225/45 R17

 

Dati indicativi

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Ritratto di NeroneLanzi
4 luglio 2019 - 12:49
Non parlo necessariamente di vacanze. E, giusto per chiarezza, non sto provando a dire che le BEV sono belle o sono brutte. Ti sto solo spiegando perché la tua opinione sulle BEV con autonomia reale sotto i 200/250 km non trova riscontro nella maggioranza dei consumatori. Se fossero realmente prodotti adatti alle necessità dei consumatori vedremmo volumi di C-zero allineati ai volumi delle Smart ICE. Se questo non accade, la spiegazione c’è.
Ritratto di lucaveyron94
4 luglio 2019 - 14:02
Credo che sia solo mentalità, non vedo quale sia il problema nell'avere tutti i servizi utili nel raggio di 50 km e una vettura con 200 km di autonomia.
Ritratto di GeorgeN
4 luglio 2019 - 16:56
"E' solamente un diverso modo di viaggiare. Se devo fare 600 km per andare in vacanza, non mi interessa farli in 5 ore o in 7. Preferisco viaggiare un paio d'ore, fermarmi a vedere qualcosa, poi viaggiare un altro paio d'ore, fermarmi nuovamente e poi arrivare." Luca, ma vai a quel.... parli di viaggi di vacanza e puoi spendere il tuo tempo in nullafacenza... Ma ci sono persone che viaggiano per lavoro. Devono fare tante soste per ricarire le batterie in 30 minuti + ore di fila del turno di ricarica??? Che g3nio che sei! E poi spenderesti 40.000 euro per un elettrica dai km irrissori??? uahuahuahuahuahuah Il solito chiacchierone....
Ritratto di lucaveyron94
5 luglio 2019 - 12:29
Non so se ci hai fatto caso (credo di no, visto che il tuo qi scende ogni volta che scrivi qualcosa) ma il commento originale diceva "alzi la mano chi fa più di 100 km al giorno". Tu ora stai spostando la questione sul "chi usa l'auto per lavoro". Quante persone usano l'auto per lavorare? O meglio, quante persone non fanno solo il classico "casa-lavoro"? Più del 50%, ripeto, sei su internet, prova a usarlo. Se avessi abbastanza neuroni per comprendere l'italiano, avresti capito. Invece, essendo tu una persona arrabbiata con qualcuno (moglie, figli, capo, suocera..) o avendo qualche problema nella vita reale, preferisci attaccare le persone su internet. Mi dispiace.
Ritratto di lucaveyron94
5 luglio 2019 - 12:34
Ma sopratutto, come mai usi i numeri nelle parole? I tuoi genitori ti vietano di scrivere su internet quelle brutte parole?
Ritratto di NeroneLanzi
4 luglio 2019 - 17:00
Il punto è molto semplice: le persone non sono a cambiare stile di vita per adattarsi alla propria auto. Se compro ad esempio una Mini ICE so che posso fare quello che faccio normalmente nel raggio di pochi km e in più posso fare altre cose che mi interessano/servono (andare ad un matrimonio o un concerto o a trovare un parente a 200 km di distanza). Se invece scelgo una Mini elettrica con 200 km di autonomia (dichiarati), faccio solo la prima categoria di cose. Per le altre, quando serve, devo noleggiare un’altra macchina. Oppure devo comprare due macchine. È questo un dei motivi per i quali delle poche BEV che si vendono, quelle vendute sono così spesso aggiuntive e non sostitutive di una ICE. Esempio: la vettura elettrica che possiedi oggi è l’unica che possiedi e non hai accesso ad altre in famiglia?
Ritratto di lucaveyron94
5 luglio 2019 - 12:32
Sono d'accordo. Ma chi ha 2 auto in famiglia potrebbe avere una ice e una bev, e andrebbe a risparmiare su tutto, rispetto all'avere due auto a combustibile fossile. È solo mentalità.. per avere un SUV e una city car, come una Tucson e una Aygo, tanto vale avere al posto della seconda una Zoe, il prezzo dell'usato è quello di una city car nuova..
Ritratto di magic_One
3 luglio 2019 - 11:31
Concordo che 40k sono troppi, ne venderanno a malapena 20 in italia e tutti numerati... ahaha... stanno fuori il giusto alla Honda
Ritratto di GeorgeN
3 luglio 2019 - 14:24
Alla fin fine è più bella la new renault Zoe che ha più autonomia della Honda e costa pure meno...
Ritratto di Livio1952
3 luglio 2019 - 14:33
La dimostrazione della follia della mobilità elettrica globale, specie nel nostro paese, dove costruire una nuova centrale elettrica è, di fatto, impossibile per tutti i comitati, più o meno stellati che bloccano ogni novità in questo paese ( per non parlare di Sgarbi che tuona in ogni sede contro eolico e solare che deturpano il bel paese, come se il paese non fosse stato saccheggiato da anni tramite ogni bruttura che spesso è stata solo un gentile omaggio alle mafie o alla corruzione). Se poi pretendiamo di voler fare comprare auto come questa, con linea orribile, poco rifinita, pesante come un SUV da 450 cm, carissima, poco spaziosa e con pochissima autonomia. Si dice ma in città la gente può essere contenta anche di 20 km al giorno. Questi signori devono essere obbligati ad usare i mezzi pubblici.i poteri pubblici devono programmare interventi di mobilità moderni, efficaci e vietare l' uso dell' auto in città. troppo facile obbligare un privato ad acquistare certe auto ,il caos cittadino ci sarà sempre , anzi, alla fine il caos veicolare si impadronirà ancora di più delle strade cittadine perché quando tutti viaggeranno elettrico, vagli a dire che non possono più accedere in determinate zone.
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