PRIMO CONTATTO

Hyundai Kona: con il diesel è silenziosa

La Hyundai Kona è una crossover dalla forte personalità. Con il nuovo 1.6 a gasolio è comoda e vispa, oltre che sicura; i (piccoli) nei riguardano gli interni.

3 luglio 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 27.400
  • Consumo medio

    20,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    129 grammi/km
  • Euro

    6
Hyundai Kona
Hyundai Kona 1.6 CRDi 115 CV Style
Anche integrale

La Hyundai Kona è una crossover compatta che ha debuttato a fine 2017, con due motori turbo a iniezione diretta di benzina: il 1.0 da 120 CV e il 1.6 da 177 (vedi qui il Primo Contatto). Adesso arrivano le diesel (il debutto nelle concessionarie è previsto per metà luglio), spinte dal recente 1.6 disponibile con due potenze: 116 CV (come quella dell’auto del test), abbinata al cambio manuale e alla trazione anteriore, e 136 CV, con trasmissione robotizzata a doppia frizione e anche 4x4. A vederle, le diesel sono identiche alle versioni a benzina: non le differenzia neppure una targhetta. E quindi restano delle auto ideali per chi rifugge dalla banalità e vuole distinguersi. La Hyundai Kona è infatti grintosa, con ampi inserti paracolpi in plastica grigia, il taglio sfuggente del lunotto, i piccoli finestrini e le luci anteriori e posteriori su due livelli (che così, però, restano più esposte ai piccoli urti). Anche la gamma dei colori soddisfa chi ama le auto “vivaci”: fra le dieci tinte, non mancano il rosso, l’arancione, un verde acido e un azzurro intenso; il tutto, in abbinamento anche (per 600 euro) al tetto nero o grigio scuro.

Un pizzico di colore anche dentro

Meno personale, ma sempre moderno, l’abitacolo della Hyundai Kona Style soddisfa innanzitutto per lo spazio (molto buono per quattro e accettabile per cinque), per la comodità dei sedili (quelli anteriori sono riscaldabili e hanno la regolazione in altezza, e  quello del guidatore anche del supporto lombare) e per la cura nelle finiture: gli elementi in plastica rigide abbondano, ma sono realizzati, assemblati e accostati con attenzione. A dare un tocco di vivacità provvedono i profili  rossi, arancione o verde acido nella plancia (in colore abbinato sono le cinture di sicurezza) che si possono avere al posto di quelli simil-alluminio.

Ricco, il multimediale

La Hyundai Kona punta sulla facilità d’uso, e infatti i comandi che servono più spesso sono nella consolle, a rapida portata di mano, e ben visibili. Anche il sistema multimediale è semplice da utilizzare (grossi tasti affiancano il display tattile di 8”) oltre che ricco: quello della Style include il navigatore, la radio Dab, le funzioni Android Auto e Apple CarPlay per replicare le schermate del proprio smartphone nel display dell’auto, la ricarica senza fili dei cellulari e un hi-fi con otto canali. Le mappe del Gps non hanno una grafica troppo curata, ma è un dettaglio; buona, invece, la reattività del sistema. Il cruscotto è semplice, classico e ben leggibile (ma la parte inferiore resta nascosta a chi guida con il sedile abbassato). Da notare la presenza di serie di un accessorio raffinato come l’head-up display: le principali informazioni (come la velocità e le indicazioni del navigatore) vengono proiettate su una lastra trasparente posta sopra la plancia, proprio davanti agli occhi di chi guida, che così non deve distrarsi per controllare gli strumenti. Al bagagliaio si accede senza problemi (la soglia di carico è a 69 cm dal terreno e a filo del pianale), e la capienza è abbastanza buona (ma ricavata considerando anche un sottofondo); non presente, a differenza di alcune rivali, il divano scorrevole.  

Guida gradevole

Ed eccoci alla guida della Hyundai Kona 1.6 CRDi. “Fatto il piede” all’innesto della frizione, non molto ben definito, si nota immediatamente che il quattro cilindri è un motore riuscito: vibrazioni quasi inesistenti, rumorosità ridotta e spinta fluida e abbastanza energica da 1500 a quasi 5000 giri. Se non possiamo esprimerci sui 183 orari dichiarati (il test si è svolto solo su strada), di certo i 10,7 secondi promessi per lo “0-100” sono un tempo credibile. Il cambio a sei marce fa la sua parte: nella guida tranquilla le marce entrano senza alcuno sforzo, e la corsa della leva è contenuta; gli innesti di terza e quarta ci sono parsi un po’ troppo vicini, rispettivamente, a quelli di quinta e sesta, ma è anche questione di abitudine. L’ultimo rapporto consente al motore di stare a 2400 giri quando si viaggia 130 orari, un regime non elevato, e probabilmente anche per questo i consumi, a una prima analisi approssimata, ci sembrano buoni: a fine test il computer di bordo indicava circa 17 chilometri con un litro, e senza certo viaggiare al rallentatore. Del resto, la Kona invita ad alzare il ritmo: lo sterzo, leggerissimo in manovra, è pronto e richiede un pizzico in più di sforzo in velocità, donando molta confidenza a chi guida; in curva, l’aderenza è elevata e il rollio ridotto.

Da 17.500 euro

Le Hyundai Kona 1.6 CRDi da 116 CV costano 1.700 euro in più delle 1.0 a benzina, e godono fin dal lancio della stessa offerta: 3.000 euro in meno del listino. Ecco quindi che la “base” Classic, già con cerchi in lega di 16”,  “clima” manuale, quattro alzavetro elettrici, regolatore della velocità di crociera, specchietti sbrinabili, avviso anti-colpo di sonno e sistema di mantenimento in corsia, oltre alla garanzia di cinque anni, è proposta a 17.500 euro anziché a 20.500. La più ricca Style del test (ma ci sono anche le intermedie Comfort e Xpossible) ha invece un prezzo di 27.400 euro, e sconti analoghi. La dotazione è davvero notevole; tra gli altri accessori di serie, citiamo i fari full led, i sedili in pelle, la frenata automatica d’emergenza fino a 180 km/h, l’avviso in caso di veicolo in arrivo mentre si fa retromarcia e la telecamera posteriore.  Non manca il “clima” automatico, ma a una sola zona: in tanta ricchezza, un bizona ci sarebbe stato bene.

Secondo noi

PREGI 
> Dotazione. Il prezzo non è basso, ma ci sono tanti accessori di pregio. Alcuni rari per la categoria.
> Maneggevolezza. La vettura si guida con piacere e sicurezza, e senza fatica.
> Motore. Il nuovo 1.6 è fluido e silenzioso, e rende vivace la piccola crossover.

DIFETTI
> “Clima”. In una piccola così ben equipaggiata, avremmo voluto l’utile “cilma” bizona. Che invece non c’è, neppure a richiesta. 
> Cruscotto. Chi guida col sedile in basso non riesce a consultarlo per intero. 
> Luci. Sono piuttosto esposte agli urti di parcheggio.

SCHEDA TECNICA
Carburante gasolio
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 85 (116)/4000 giri
Coppia max Nm/giri 275/2000-2250
Emissione di CO2 grammi/km 129
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 183
Accelerazione 0-100 km/h (s) 10,7
Consumo medio (km/l) 20,4
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 417/180/158
Passo cm 260
Peso in ordine di marcia kg 1318
Capacità bagagliaio litri 361/1143
Pneumatici (di serie) 235/45 R18
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Ritratto di grande_punto
3 luglio 2018 - 13:35
3
Esteticamente oscena, molto meglio la sorella Stonic, anch'essa non bellissima..
Ritratto di Giuliopedrali
3 luglio 2018 - 13:42
No dai è carina, anche se forse un : vorrei ma non posso...
Ritratto di preda
3 luglio 2018 - 13:42
Ma come? fino a ieri i diesel erano in agonia, adesso vanno alla grande. Ma come la mettiamo l'inverno prossimo a Milano?
Ritratto di otttoz
3 luglio 2018 - 14:20
giusto! i comuni possono fermare anche gli euro6...
Ritratto di Gordo88
3 luglio 2018 - 14:21
I diesel attuali non sono in agonia, è stata una campagna denigratoria per lanciare prima del tempo le auto ibride/elettriche.. i diesel moderni inquinano pari agli analoghi benzina, e dai test di bosch possono migliorare ancora sulle emissioni di ossidi di azoto.. il problema sono i diesel euro 3 e precedenti, quelli si che andrebbero eliminati dai centri delle grosse città!
Ritratto di MAXTONE
3 luglio 2018 - 15:45
-17% a giugno e la tendenza, che va avanti da mesi, sembra irreversibile. Già è sceso al 30% di quota in Germania, se continua a cedere quote in modo significativo anche in Italia che in Europa è (o forse sarebbe meglio dire era) la roccaforte delle roccaforti del diesel, si capisce che, inquinante o no, sempre meno persone lo ritengono essenziale. Inoltre il fatto che la nuova Audi A1 non lo abbia più in gamma quando della precedente serie tutti gli esemplari che si vedevano in giro erano tdi non lascia presagire fenomeni di miglioramento.
Ritratto di tramsi
3 luglio 2018 - 21:18
Il pubblico (soprattutto quello meno informato) è stato condizionato dal diesel gate, a sua volta cavalcato ad arte da americani e cinesi, cioè giusto da quelli particolarmente indietro in questa tecnologia.
Ritratto di MAXTONE
4 luglio 2018 - 08:02
Lo ritengo possibile. In ogni caso se una persona percorre la maggior parte dei suoi km annuali in città ed in extraurbano dove difficilmente si mantengono velocità costanti ma si viaggia invece "a elastico", ha più senso un ibrido efficiente tipo Toyota io ad esempio provando a lungo CH-R su questo tipo di strade ho viaggiato in modalità elettrica per ben il 73,5% del percorso e senza mai andare piano anzi ripartendo a tavoletta dai semafori per poi allentare gradualmente la pressione sul gas facendo stabilizzare l'auto in modalità ibrida. E mi sono rilassato tantissimo in questo lungo test drive come non mi capitava da molto al volante, in un certo qual modo l'ibrido ti riconcilia con l'andamento frenetico del traffico di tutti i i giorni e ottenendo valori di consumo eccellenti. Poi se uno deve fare l'autostrada un giorno si e l'altro pure può benissimo optare per il diesel, io personalmente l'autostrada l'ho presa l'ultima volta nell'estate del 2015, prima ancora fu nell'estate del 2006 e prima ancora in quella del 2003. Non mi piace affatto guidare in autostrada perché i limiti cambiano continuamente, prima 90, poi 110, poi 130, poi di nuovo 90 e via dicendo, e se non hai un auto dell'ultima generazione che legge la segnaletica e adegua automaticamente la velocità in modo istantaneo, viaggi con l'ansia costante di essere preso dal tutor o qualche postazione mobile nascosta se non anche auto civetta ma guidare con l'occhio incollato al tachimetro è un inferno. Preferisco nei viaggi partire un po' prima e arrivare ad evitare proprio l'autostrada anche perché in tal modo ho scoperto tanti bei posti e paesi caratteristici che, diversamente, non avrei mai visto. Chiaramente questo discorso vale per svago e vacanze, se uno fa l'agente di commercio non ha nessuna alternativa all'autostrada e allora farebbe bene a prendersi un auto, oltre che diesel, zeppa di ADAS in tal modo che ci pensi lei a rallentare quando i limiti lo richiedono. Un saluto.
Ritratto di manuel1975
3 luglio 2018 - 13:44
consumo medio reale 15 km litro
Ritratto di otttoz
3 luglio 2018 - 14:20
c'è anche elettrica, ancora più silenziosa e pulita.
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