PRIMO CONTATTO

Hyundai Tucson: rivoluzionata nello stile, è comoda e poco rumorosa

La nuova generazione della Hyndai Tucson ha un design rivoluzionario, che ne evidenza la modernità del progetto. Il 1.6 ibrido leggero da 150 CV con batteria a 48 V è fluido, ma poco “cattivo”. Migliorabile l’agilità.
Pubblicato 30 dicembre 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 35.100
  • Consumo medio (dichiarato)

    15,9 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    125 grammi/km
  • Euro

    6d
Hyundai Tucson
Hyundai Tucson 1.6 T-GDI Exellence DCT
Ha già compiuto 16 anni…

Risale al 2004 il debutto della Hyundai Tucson, che da allora è stata venduta in 1,4 milioni di unità in Europa e in 7 milioni nel mondo (inclusi i modelli della seconda generazione, commercializzati in molti paesi, Italia inclusa, con il nome ix35). Oggi, giunta alla quarta edizione, la suv media coreana segna un grande passo avanti nei contenuti tecnici e nello stile. A cominciare dal frontale, imponente, con la grande mascherina che si fonde con i fari, formati da tanti triangoli luminosi a led nascosti nella trama della griglia. Anche le fiancate e la parte posteriore appaiono modellate da superfici sfaccettate, con nervature e tagli che formano dei giochi geometrici dai forti contrasti di luci e ombre, da cui scaturisce il carattere molto personale della vettura. Dietro, a donare originalità ci sono i fanali orizzontali a led, con due “denti” in rilievo ciascuno, uniti da una sottile fascia luminosa che accentua la sensazione di larghezza dell’auto.

Un tocco di sportività, invece, viene dalla forma sfuggente della coda, con il tetto arcuato che scende progressivamente verso il lunotto, molto inclinato e sormontato da un generoso spoiler, e dal terzo finestrino appuntito, dalla forma triangolare. Nel complesso, questa Hyundai Tucson ha un aspetto dinamico, con passaruota larghi e fiancate muscolose che la fanno apparire più grande di quello che è nella realtà (le dimensioni esterne sono cresciute di 2 soli cm in lunghezza e in larghezza rispetto alla vecchia Tucson): una sensazione che si prova anche quando si entra nell’abitacolo, ampio, luminoso e accogliente (tre adulti sul divano non soffrono troppo). Peccato che le luci di posizione integrate agli angoli del paraurti posteriore siano un po’ in basso, esposte agli urti da parcheggio (molto frequenti in città).

Abitacolo accogliente e ben climatizzato

Anche all’interno la Hyundai Tucson mostra quanto sia profonda la svolta stilistica rispetto al passato. L’abitacolo appare più moderno e raffinato, con l’ampia consolle tra i sedili e la plancia avvolgente a due piani, attraversata da una modanatura nera dai bordi cromati che contiene sottili feritoie per l’uscita dell’aria “indiretta” del climatizzatore e prosegue prolungandosi nelle porte. E a questo proposito, è da notare che per la prima volta su una macchina del marchio coreano viene utilizzata la nuova la tecnologia “Multi-Air Mode”, che combina ventole dirette e indirette per l’aria condizionata e il riscaldamento, in modo da creare un ambiente interno più piacevole con una circolazione dell’aria meno intensa. Quando questa modalità viene attivata, vengono sfruttate le nuove fessure multi-air presenti nella plancia, che si aggiungono alle normali bocchette di ventilazione. Il volume complessivo dell’aria rimane lo stesso, quindi secondo la casa la capacità di modificare la temperatura non ne risente, mentre appare inferiore il contatto diretto degli occupanti con i flussi, caldi o freddi: in effetti l’abitacolo ci è sempre sembrato ben riscaldato in ogni sua parte, senza fastidiosi spifferi. La modalità può essere attivata e disattivata in base alle preferenze del guidatore.

Buone notizie anche sul piano delle finiture: le plastiche, pur se in gran parte rigide, non sono economiche nell’aspetto (eccetto quelle nella parte bassa) e il montaggio dei pannelli è piuttosto preciso. Tecnologici gli schermi di 10,3” del cruscotto digitale e del sistema multimediale. La strumentazione digitale cambia colore in funzione della modalità di guida scelta (tra Normal, Eco e Sport) e con i comandi tattili nella consolle si possono gestire le principali funzioni dell’auto, come il “clima” e il colore delle luci d’ambiente (regolabili in 64 tonalità). Peccato che i tasti a sfioramento siano un po’ piccoli e troppo in basso: per raggiungerli ci si può distrarre, diminuendo la concentrazione alla guida. Migliorato il sistema Bluelink, per verificare dal cellulare lo stato dell’auto e trovare dov’è parcheggiata. Anche il baule fa segnare un punto a favore della nuova Hyundai Tucson: la capacità è cresciuta di 64 litri con tutti i sedili in uso e di 253 col divano abbattuto; inoltre ha la soglia non troppo alta da terra e una forma regolare che ne facilita le operazioni di carico. Pratico lo schienale del divano diviso in tre parti ribaltabili e regolabili nell’inclinazione.

Tanta dolcezza, poca agilità

Al volante la Hyundai Tucson 1.6 T-GDI del nostro test ci ha convinto soprattutto per il comfort offerto dalle sospensioni e dall’abitacolo, spazioso e ben insonorizzato. Il 1.6 turbo mild-hybrid a benzina da 150 CV con batteria da 48 V offre un certo brio, specie nello spunto da fermo, ma si fa apprezzare soprattutto per la fluidità di erogazione (ben abbinato al rapido cambio a doppia frizione a sette marce 7DCT) e per la contenuta rumorosità. Ci è sembrata migliorabile, invece, la maneggevolezza della macchina, che nei rapidi cambi di direzione, a ritmo sostenuto, fa emergere un marcato rollio in curva.

Quanto ai consumi della Hyundai Tucson, nella prova che abbiamo effettuato in città, la media rilevata dal computer di bordo è stata di 12 km/litro, un valore non eccessivo se si considerano le condizioni di intenso traffico incontrate e la guida volutamente “poco morbida”. Curata la dotazione di sicurezza, che prevede di serie sette airbag, con l’inedito “cuscino” centrale, per limitare i danni dovuti, in caso d’urto laterale, all’impatto tra le teste di guidatore e passeggero. Tra i sistemi elettronici di ausilio alla guida, ci sono il cruise control adattativo predittivo assistito dal navigatore, il mantenimento in corsia e l’anti-colpo di sonno. La Exellence, la più ricca, ha un buon rapporto prezzo/dotazione, con il sistema che riconosce i cartelli stradali, il mantenimento in corsia e il cruise control adattativo di serie, assieme al portellone elettrico e ai sedili anteriori e al volante riscaldabili.

Secondo noi

PREGI
> Baule. Ha una forma regolare, il portellone ad apertura elettrica di serie e una soglia non alta da terra. Ed è più grande di quello del vecchio modello.
> Comfort. L’abitacolo è spazioso, anche nella parte posteriore, e ben insonorizzato. Inoltre, le sospensioni che filtrano a dovere le imperfezioni della strada. Le poltrone sono comode. 
> Dotazione. Tutti gli allestimenti sono ben dotati, specie sul piano della sicurezza; la Exellence ha pure il cruise control adattativo.

DIFETTI
> Comandi. I tasti del climatizzatore e quelli tattili che servono per gestire il sistema multimediale sono piccoli e un po’ troppo in basso nella consolle: per utilizzarli si deve distogliere lo sguardo dalla strada.
> Luci nel paraurti. Quelle posteriori, in basso all’interno del fascione, sono a rischio “toccatina”.
> Maneggevolezza. La taratura morbida delle sospensioni privilegia il comfort; ma in curva fanno coricare molto di lato la vettura.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/5500
Coppia max Nm/giri 250/1500-4000
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 12,2 (17)/n.d.
   
Emissione di CO2 grammi/km 125
No rapporti del cambio 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 450/187/165
Passo cm 268
Posti 5
Peso in ordine di marcia kg 1491
Capacità bagagliaio litri 577/1756
Pneumatici (di serie) 235/50 R19
Hyundai Tucson
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Ritratto di Andre_a
1 gennaio 2021 - 23:35
9
Per neutralità intendi che non tende né al sovrasterzo, né al sottosterzo, giusto? Se si, ti serve un corso di guida, perché la Impreza sottosterza e non te ne sei accorto, altrimenti vado a prenotare il corso di italiano.
Ritratto di ELAN
4 gennaio 2021 - 10:06
1
Anche una BMW può sottosterzare, forse prima del corso di italiano hai bisogno di un corso di umiltà.
Ritratto di Andre_a
4 gennaio 2021 - 11:35
9
Ma va? Anche una Subaru può sovrasterzare, ma rimane (limitatamente ai modelli che ho provato) un'auto tendente al sottosterzo. Nel senso che, senza particolari manovre (volontarie o meno), trasferimenti di carico o condizioni stradali, le ruote anteriori perdono aderenza prima di quelle posteriori. Se la Impreza che hai guidato ti è sembrata neutra, è perché andavi troppo piano. E non c'è niente di male, in condizioni normali, sottosterzo è sinonimo di sicurezza, la maggior parte delle auto stradali sottosterza. La mia Legacy è stata di gran lunga la migliore auto che abbia mai avuto, tanto da essere l'unica che ho comprato e mai venduto. In pista dava la paga ad auto ben più blasonate e su strada portava in giro una famiglia di quattro persone insieme a un notevole bagaglio. L'ho tenuta finché non è scoppiata, e diverse sue componenti le ho ancora in garage in attesa di essere montate nella prossima. Il fatto che le Subaru siano tendenti al sottosterzo non vuol dire che facciano schifo.
Ritratto di ELAN
4 gennaio 2021 - 17:49
1
Quindi neutra qual'è per te? Se perde gradualmente aderenza davanti non va bene, se la perde dietro nemmeno suppongo... quindi neutra è una vettura che non sovrasterza nè sottosterza mai? Forse i treni sui binari... ma anch'essi talvolta deragliano.
Ritratto di Andre_a
4 gennaio 2021 - 21:47
9
Un'auto neutra è una che, se non provocata, non sottosterza e non sovrasterza, ma che al limite tende a perdere l'anteriore e il posteriore più o meno contemporaneamente, allargando la traiettoria senza scomporsi troppo, l'esempio classico è la Mx5. E non ho detto che gli altri comportamenti non vanno bene, un'auto sovrasterzante non è il massimo nella guida di tutti i giorni, ma nelle giuste condizioni ti mette un sorriso a 42 denti. E anche il sottosterzo ha le sue qualità, in primis la sicurezza, ma anche in pista Alonso ci ha vinto due mondiali sfruttandolo come nessun altro e, ribadisco, la Legacy tende al sottosterzo, ma è la mia auto preferita di sempre (e ne ho guidate di "neutre", compresa la suddetta Mx5).
Ritratto di ELAN
5 gennaio 2021 - 14:06
1
L'Impreza allora è neutra.
Ritratto di Andre_a
5 gennaio 2021 - 14:22
9
Certo, come no... nei videogiochi è neutra la Impreza
Ritratto di SergioPavia
2 gennaio 2021 - 10:56
1
La meccanica delle awd attuali e estremamente sofisticata, tra sensori, centraline e altra roba. Non e certo quella di vent'anni fa. Ma bisogna dire che tra i tanti problemi elettronici che saltano fuori sulle auto, la gestione della trazione e quella che compare di meno. Io ho avuto 4x4 da quando ho iniziato a guidare, un po per piacere un po per forza maggiore. La differenza cè anche sull'asciutto... Eccome se c'e,. Non parliamo di come va meglio con le strade bagnate o con quelle di questi giorni. La spesa in più sulla trazione integrale e sempre giustificata e te ne accorgi al momento di rivenderlo. E forse l'unico optional davvero ricercato. Ho messo in vendita la Suzuki Swift di mio padre tempo fa senza che il sito mi prendesse l'opzione Awd. Nessuna chiamata. Per forza mi dicevo... Ha 17 anni..Dopo un paio di settimane me ne sono accorto e sono riuscito a modificare la dicitura... Sette telefonate in 24 ore!! Come si dice tra chi guida normalmente auto integrali, due giorni lavorativi di neve e si paga da sola. SergioPV
Ritratto di Andre_a
2 gennaio 2021 - 12:10
9
Chi sente la differenza dell'awd sull'asciutto è una minima parte di chi normalmente guida auto. Qui siamo tra appassionati, quindi può sembrare che tale parte sia maggiore, ma non è così. Ripeto, i proprietari della vecchia Serie 1 credevano di avere un'auto a trazione anteriore, quindi non venitemi a dire che il guidatore medio sente queste cose. Io le sento, voi pure, non lo metto in dubbio, ma fuori c'è tutto il resto del mondo. Anche chi vive in zone regolarmente colpite dalla neve è una esigua minoranza in Italia: io sono nato e cresciuto tra le colline toscane, nei miei primi vent'anni di vita la neve l'avrò vista tre volte, e quelle volte i miei genitori si sono presi le ferie e a scuola non c'è andato neanche il ragazzo che ci abitava accanto. Ora vivo in bassa montagna, l'anno scorso siamo andati diverse volte a sciare con una Croma, trazione anteriore e buone gomme invernali, le catene non le ho mai messe. E con questo non voglio dire che la trazione integrale sia inutile, al contrario, la adoro, ma serve a una nicchia, la maggior parte delle persone non se ne farebbe di niente, né si accorgerebbe di averla.
Ritratto di deutsch
2 gennaio 2021 - 14:22
4
concordo, nulla contro l'integrale ma con la diffusione dei pneumatici invernali si sente ancora meno l'esigenza. Ho amici che abitano ad Aosta e nessuno ha o ha avuto auto a trazione integrale. mi sembra che spesso sia scelta per l'idea di averla piuttosto che per una reale necessità
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