PRIMO CONTATTO

Infiniti Q30: si guida bene, ma fa vedere poco

La Infiniti Q30 (la prima media della casa giapponese) su strada convince. Dentro ricorda in molti aspetti le "cugine" Mercedes A. Pure nella scarsa visibilità posteriore.

10 novembre 2015
  • Prezzo (al momento del test)

    € 41.510
  • Consumo medio

    20,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    127 grammi/km
  • Euro

    6
Infiniti Q30
Infiniti Q30 2.2d City Black Edition AWD DCT
Tutta grinta e muscoli
 
Frutto di un accordo tra la Infiniti (il marchio di lusso della Nissan) e la Mercedes, la Infiniti Q30 è la prima media della casa giapponese: per il mercato europeo viene costruita nell’impianto di Sunderland, in Inghilterra, da cui escono anche le Qashqai per il vecchio Continente. Un po' più grande della berlina Classe A e ingombrante quanto la crossover GLA (con cui condivide l’ossatura, la meccanica e le misure di massima, essendo lunga 443 cm contro i 442 della tedesca), ha un aspetto molto originale, con forme muscolose e slanciate da compatta crossover sportiva. Caratterizzata da un frontale elaborato, non privo di aggressività, la Q30 ha superfici solcate da profonde nervature, con due vistose gobbe laterali nel cofano, passaruota allargati con il bordo in plastica nera laccata, due linee che tagliano la fiancata all’altezza delle maniglie e alla base delle porte (create per dare slancio al’insieme), la coda con il lunotto molto inclinato e gli originali montanti posteriori curvi.
 
Non tutto è farina del suo sacco
 
Un po’ meno personali, gli interni della Infiniti Q30 mostrano alti e bassi nelle finiture. La forma della plancia, “a onda”, è gradevole ed elegante, e i materiali in gran parte sono piacevoli al tatto; la pelle con impunture a contrasto rende quasi ricercato l’abitacolo. Ben fatto anche il rivestimento morbido del soffitto e dei montanti. Deludono, invece, le plastiche rigide nella parte bassa dell'abitacolo e si riconoscono tanti particolari “presi in prestito” dalla Mercedes, come i tasti per gli alzavetro, quelli del “clima” e dei sedili elettrici anteriori, il sistema multimediale nella consolle, i pulsanti sul volante e persino la strumentazione. I comandi sono ben realizzati, tuttavia non tutti sono nella posizione migliore: come quelli del climatizzatore, molto in basso nella console e un po’ coperti dalla leva del cambio, e il piccolo pulsante delle frecce d'emergenza, appena al di sopra. Lo spazio a bordo non manca (e la posizione di guida, un po' rialzata, dà sicurezza): davanti, adulti alti fino a 190 cm stanno bene; dietro, però, è il tunnel centrale alto a dare fastidio a chi siede in mezzo, e i finestrini piccoli creano un'atmosfera alquanto claustrofobica. Non molto grande il bagagliaio, che ha pure la soglia alta da terra (73 cm).
 
Sa danzare tra le curve
 
Nel comportamento stradale le somiglianze con le Mercedes A e GLA sono parecchie (del resto, il telaio e la meccanica sono gli stessi). E infatti, come sulle tedesche, la dinamica di guida della Infiniti Q30 è davvero piacevole, anche quando si vuole avere un pizzico di sportività in più. In città lo sterzo è  leggero, il 2.1 turbodiesel Mercedes è pronto e progressivo (anche se un po' rumoroso in accelerazione) e abbinato al cambio automatico a doppia frizione a sette marce rende facile e dolce la marcia. Lungo le strade ricche di curve, inoltre, si apprezza la tenuta di strada dell’auto (che nella versione della prova aveva la trazione integrale di serie), il buon allungo del motore fino a 4500 giri e le cambiate veloci (specie in scalata, in modalità Sport, usando le levette al volante). Potente la frenata. Quanto alle prestazioni, quelle ufficiali (216 km/h di velocità massima e 8,5 secondi nello “0-100”) ci sono sembrate alla portata della vettura; sul piano dei consumi, invece, non pare che la Q30 2.2D AWD con un litro di gasolio possa percorrere i 20,4 km/l promessi dalla casa: nel corso del nostro test, in prevalenza fuori città, non siamo riusciti a superare i 13,5 km/l indicati dal computer di bordo.
 
Cinque allestimenti
 
La Infiniti Q30 sarà nelle concessionarie a gennaio, a un prezzo di partenza di 24.990 euro per la 1.6t turbo a benzina da 122 CV (quella da 156 CV col cambio a doppia frizione DCT parte da 37.190). La 1.5d con il quattro cilindri di 1461 centimetri cubi da 109 CV, di origine Renault e montato anche sulla Classe A (dolce e regolare, per nulla sottodimensionato, sarà oggertto di un primo contatto su alVolante di gennaio) costa 25.490 euro. A 42.220 c'è la 2.0t turbo a benzina da 211 CV, con la trazione AWD e il DCT. Cinque gli allestimenti, con ambienti ricercati come il City Black con cuciture viola, il Café Teak con cuciture nere e il Gallery White con cuciture rosse. La dotazione è ricca: la 2.2D AWD City Black Edition DCT ha di serie sette airbag, il navigatore con schermo a sfioramento di 7", il “clima” automatico bizona, la radio digitale, i sedili anteriori riscaldabili, i sensori di parcheggio con la retrocamera, il sistema di parcheggio automatico con visione a 360°. Il prezzo, però, non è certo leggero (anche se inferiore a quello della Mercedes GLA): sfiora i 42.000 euro. All'inizio del prossimo anno arriverà anche la crossover QX30, rialzata e con una più accentuata caratterizzazione estetica da suv.
 
Secondo noi
 
PREGI

> Guida. La Q30 è piacevole da guidare grazie all’assetto ben tarato, allo sterzo preciso e all’azzeccata coppia motore/cambio.
> Linea. Pur essendo realizzata sull’ossatura delle Mercedes Classe A e GLA, ha una personalità spiccata, con tratti grintosi e tanti “muscoli”.
> Tenuta di strada. È sicura in ogni condizione, anche per merito della trazione integrale.
 
DIFETTI
 
> Baule poco sfruttabile. È piccolo, alto da terra e non si riesce a riempirlo al meglio.
> Comandi. Il pulsante delle frecce d’emergenza è piccolo e troppo in basso, al pari dei tasti del “clima”.
> Visibilità posteriore scarsa. Il lunotto, piccolo e molto inclinato, e i montanti posteriori dalla forma a "C" fanno vedere poco. Di serie, però, ci sono i sensori di distanza e la retrocamera che danno una mano.

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2143
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 130 (177)/3400-4000 giri
Coppia max Nm/giri 350/1400-3400
Emissione di CO2 grammi/km 127
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (autom. doppia frizione) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 216
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,5
Consumo medio (km/l) 20,4
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 443/181/150
Passo cm 270
Peso in ordine di marcia kg 1598
Capacità bagagliaio litri 368/n.d.
Pneumatici (di serie) 235/50 R18

 

Infiniti Q30
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Ritratto di Flavio Pancione
10 novembre 2015 - 23:11
7
Infiniti non ha rubato la "tecnologia", tra virgolette fermamente, a Mercedes. Ma è Mercedes che l'ha condivisa, insomma non ha senso ciò che dici
Ritratto di AMG
11 novembre 2015 - 14:54
Ma chi ha parlato di "rubare"? Non mettermi in bocca cose che non ho detto, e poi non mi stupisce che non hai capito cosa intendevo
Ritratto di Flavio Pancione
13 novembre 2015 - 13:34
7
Visti i "toni" così pare, in ogni caso, spiegati meglio, qual'è il problema forse sono io che non ho capito cosa intendevi
Ritratto di MAXTONE
10 novembre 2015 - 17:38
1
La trovo molto sexy, "scultorea" oserei dire... Il frontale in particolare dal taglio aggressivo e moderno e Il posteriore dall'originale taglio del gomito finestrino ripreso dal concept Essence, bella e originale anche la coda. Prezzi elevati ma in linea con quelli della concorrenza. 4 volanti perché non e' tutta farina del suo sacco.
Ritratto di Moreno1999
10 novembre 2015 - 17:44
4
Tra i pregi la linea in quanto personale...ma se è una fotocopia della Mazda3....guardate la foto di quella bianca laterale. Forse la parte più originale è il montante a C (che a me non convince, spezza troppo e appesantisce) e il posteriore, ma neanche troppo
Ritratto di rikykadjar
10 novembre 2015 - 17:47
3
La definisco quasi una scultura nel campo automobilistico, veramente sinuosa. Le somiglianze e i comandi presi in prestito non mancano ma è una scultura su ruote e al giorno d'oggi é una rarità. La più bella compatta attualmente in commercio e la più bella di sempre dopo la 147. Ottimo lavoro nel design, un pò meno nei dettagli.
Ritratto di Gordo88
10 novembre 2015 - 19:10
Ma perchè non tiriamo fuori la golf 2 dell' '83????
Ritratto di MAXTONE
10 novembre 2015 - 19:17
1
Visto che viene sempre tirata in ballo, del tutto a sproposito, l'alfa Romeo, dopo la 147 io direi di riesumare anche 145, 33 e Alfasud per un bel festival del ferrovecchi:-)
Ritratto di rikykadjar
10 novembre 2015 - 20:44
3
Sono della stessa categoria e io non sono nè pro FCA nè pro VW. Mi piacciono le auto e le migliori in termini di affidabilità e tecnologia sono le giapponesi(molto spesso), ma per il design tranne infiniti e mazda non mi piacciono.
Ritratto di Sepp0
11 novembre 2015 - 11:30
Porc4 trota la 145. Ogni tanto ne vedo ancora qualcuno in giro e mi chiedo come abbiano fatto a venderle, all'epoca.
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