PRIMO CONTATTO

Jeep Renegade: il nuovo motore spinge bene

Insieme al frontale aggiornato, sulla simpatica Jeep Renegade debuttano due piccoli motori turbo a benzina. Il 1.3, abbinato al cambio automatico, è vivace e silenzioso; a disturbare un po’ sono i fruscii dell’aria. 

21 giugno 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 28.500*
  • Consumo medio

    n.d.
  • Emissioni di CO2

    n.d. grammi/km
  • Euro

    6
Jeep Renegade
Jeep Renegade 1.3 T4 150 CV Limited DDCT

*prezzo indicativo

Da 22.000 euro

Dopo l’aggiornamento alla plancia e ai sistemi multimediali di inizio anno (ne abbiamo parlato qui), per la Jeep Renegade è arrivato il momento di un lieve rinnovamento estetico e, soprattutto, di nuovi motori. L’auto arriverà nelle concessionarie nella seconda parte di luglio e le versioni ricalcheranno quelle attuali, con l’aggiunta di una ricca Limited S; i prezzi partiranno da 22.000 euro (circa mille in più rispetto al modello che andrà in pensione). I listini, come i dati di omologazione, sono in via di definizione.

Full led

Per riconoscere la Jeep Renegade rinfrescata basta guardare il frontale, sempre ricco di personalità: i nuovi paraurti hanno i fendinebbia più vicini alla targa e la mascherina ha un profilo più “mosso”, con le sette feritoie più larghe e squadrate. I fari conservano la forma circolare con la parte superiore tagliata dal cofano, ma cambiano profondamente all’interno: debuttano, infatti, i fari full led dotati di caratteristiche luci diurne ad anello. Dietro, cambia leggermente la grafica dei fanali. 

Più sicura

Il rinnovamento della Jeep Renegade ha interessato anche gli aiuti alla guida: l’allarme contro l’uscita involontaria di corsia e il sistema che riconosce i segnali stradali adattando la velocità del veicolo a quanto indicato dai cartelli sono di serie per tutte. Più avanti arriverà un sistema di parcheggio semiautomatico evoluto (funziona anche per reimmettersi sulla strada). Non mancano poi la frenata automatica d’emergenza (di serie dalla Limited), il cruise control adattativo il monitoraggio dell’angolo cieco e il sistema che rileva la presenza di veicoli in arrivo lateralmente quando si fa retromarcia. Invariati gli interni, già aggiornati a inizio anno: oltre che lo spazio generoso, anche in altezza, si apprezzano la semplicità dei comandi (grandi e facili da individuare) e il sistema multimediale, con schermo di 7 o 8,4’’: rapido nel rispondere, completo nelle funzioni (persino per la guida in fuori strada) e ampiamente personalizzabile nella grafica. Invariato anche il baule: ha una forma regolare, ma non brilla per capienza e, a differenza di alcune rivali, il divano non scorre.

Motori modulari

Il “piatto forte” della nuova Jeep Renegade sono però i motori: nuovi da cima a fondo quelli a benzina e aggiornati quelli a gasolio (questi ultimi sono i conosciuti 1.6 da 120 CV e 2.0 da 140 o 170 CV, adesso dotati di nuovi turbo e filtro anti-NOx che funziona grazie all’iniezione del liquido AdBlue a base di urea). Quelli a benzina, assemblati in Polonia e del tutto differenti dai FireFly prodotti in Brasile (con i quali è condivisa solo la cilindrata), sono un 1.0 a tre cilindri da 120 CV e un 1.3 con un pistone in più, da 150 o 180 cavalli; sono di tipo modulare (condividono, cioè, molti componenti). Raffinate le scelte tecniche: i basamenti sono in lega di alluminio, i turbo hanno valvole di controllo della sovrappressione controllate elettronicamente e l’intercooler è di tipo aria-acqua (l’aria che esce dal compressore percorre solo un corto giro attorno alla testata prima di essere raffreddata, riducendo il ritardo di risposta, mentre con i convenzionali scambiatori di calore aria-aria deve arrivare al radiatore sul frontale e tornare indietro). L’iniezione della benzina è di tipo diretto e non manca la tecnologia MultiAir: le valvole di aspirazione non sono mosse da un albero a camme, ma azionate idraulicamente. La centralina di controllo decide così istante per istante sia quando sia quanto aprirle, ottimizzando la resa.

Solo automatica

Il 1.0 è abbinato al cambio manuale a sei marce, il 1.3 viene offerto unicamente con l’automatico: il DDCT robotizzato a doppia frizione con sei rapporti per le Jeep Renegade a trazione anteriore, e quello con convertitore di coppia a nove marce per le versioni 4x4 (per le quali la potenza sale da 150 a 180 CV). Per le impressioni sul tre cilindri vi rimandiamo ad alVolante in edicola dal 10 luglio. Il 1.3 a quattro cilindri convince per la silenziosità e la spinta, oltre che per la quasi assenza di ritardo di risposta: ai 2.000 giri si dimostra “tonico”, per poi dare il meglio di sé fra 2500 e 4000 giri, terminando il suo allungo a ridosso dei 6000. Il temperamento viene però smorzato dal cambio DDCT, capace di assicurare cambiate inavvertibili ma non particolarmente rapido a scalare da sé marcia, e con i rapporti un po’ lunghi. Questi ultimi sono stati scelti per privilegiare i consumi (per la casa, migliorati del 20% rispetto a quelli dei precedenti 1.6 e 1.4 turbo MultiAir). Invariati i giudizi su sterzo (preciso anche se un po’ demoltiplicato), molleggio (valido l’assorbimento, sebbene l’auto sia incline al rollio) e insonorizzazione (già dai 100 all’ora le forme squadrate e i grandi specchi laterali generano evidenti fruscii).

Secondo noi

> Abitabilità. In relazione alle dimensioni esterne, c’è tanto spazio per le persone; anche sopra la testa.
> Sistema multimediale. Quello di 7’’ (8,4’’ col navigatore) convince: è rapido nel rispondere, ampiamente configurabile e pieno di funzioni; ha anche una grafica moderna e di immediata comprensione.
> Vivacità. Questo nuovo quattro cilindri ha grinta, senza mai diventare rumoroso.

DIFETTI
> Baule. Le rivali offrono un po' di spazio in più e alcune persino il divano scorrevole.
> Cambio. L’unico disponibile con 1.3 da 150 CV è il robotizzato a doppia frizione: “vellutato”, ma non particolarmente lesto a scegliere la marcia giusta.
> Fruscii. Si notano in maniera distinta anche a velocità non molto elevate.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 1332
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/5750 giri
Coppia max Nm/giri 270/1850
Emissione di CO2 grammi/km n.d.
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) n.d.
Accelerazione 0-100 km/h (s) n.d.
Consumo medio (km/l) n.d.
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 424/181/167
Passo cm 257
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 351/1297
Pneumatici (di serie) 215/60 R17
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Jeep Renegade
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Ritratto di Francesco_93
22 giugno 2018 - 17:01
ma chi lo dice?
Ritratto di Giuliopedrali
22 giugno 2018 - 18:07
Un sacco di gente che l'ha presa e anzi erano contrarissimi alle Jeep, ma poi: incentivi, rottamazione, GPL, gruppo Fiat ecc...
Ritratto di RIOC
21 giugno 2018 - 21:51
Bella auto, mi piaceva il modello precedente, e mi piace pure questo. Non più di 15 giorni fa ho pensato di sostituire la mia vecchia auto, proprio per una renegade. Poi, non ho avuto il cuore di buttare 20/25mila euro. Con gli anni, l'esperienza che si accumula nelle vicissitudini della vita, specialmente quando si perde il lavoro. Si impara a fare di necessità virtù. Ad oggi pensionato, ho capito che l'insegnamento che da una azienda quando licenzia solo per profitto, è non spendere anche quando si può. Quindi alla fine, belle bellissime le auto nuove, ma col 10% di ciò che avrei speso per questo brillantino, ho fatto riparare la mia vecchia auto. Ora va come nuova, e mi sono rimasto i soldi per un viaggio, dare dei soldi ai figli, andare al ristorante una volta in più.
Ritratto di luperk
22 giugno 2018 - 00:11
Anche comprare un auto nuova permette di far girare l'economia, allo stesso modo delle cose che hai citato.
Ritratto di RIOC
22 giugno 2018 - 05:29
Quello che dici è vero. Nella mia vita di automobilista ho cambiato 8 auto, facendo girare l'economia, eccome. Ma ad oggi non vedo perché dovrei arricchire una economia, che ad un certo punto dopo avermi masticato ben benino, ha pensato di sputarmi via. Quello che non capiscono le varie aziende che licenziano perché devono fare profitti sempre più alti, e rimanersi tutto loro senza attuare un minimo di dividendi, o peggio ancora la mala politica incentrata solo sul volere tutto per sé. E, che creano povertà, è chi la prova, un domani che riesce a trovarne una uscita, non spende più memore dei momenti bui. Il bello è che molti oramai la pensano così, e se l'economia non sale, i potenti dovrebbero fare un esame di coscienza ed un mea culpa.
Ritratto di Giuliopedrali
22 giugno 2018 - 08:43
Si giusto, in più in FCA si nota in particolare che vogliono fare profitto e basta, mancano veri nuovi modelli, la passione e un rilancio della vera italianità dell'auto cioè Fiat.
Ritratto di Luzo
22 giugno 2018 - 09:23
solo profitto , giusto, e che altro dovrebbero fare? la onlus?
Ritratto di Giuliopedrali
22 giugno 2018 - 09:53
E perché allora i coreani sono diventati i coreani, la VW la VW e una volta aveva solo il giurassico Maggiolino e pure BMW che ancora negli anni 60 faceva principalmente moto, per non dire Audi ex NSU anzi Eisenach della DDR... Profitto si ma anche raggiungere degli obiettivi. Come scegliere se fare i soldi facendo il prof ad Harvard o spacciando droga...
Ritratto di Luzo
22 giugno 2018 - 10:57
i coreani sono diventati i coreani, la vw aveva il maggiolino ecc ecc ....tutto questo secondo te in quale ottica l'hanno fatto se non quella del profitto? poi ovviamente ognuno ha la sua storia, passata o recente (fallimento kia è dell'altroieri, per dire) e situazioni ambientali di partenza MOLTO diverse ( non sto qui a dirti cosa fa hyundai da prima delle automobili, o a ricordarti le profonde differenze economiche e sociali fra germania e italia....) fca ha avuto ( e parzialmente ha ) il suo tormento , con scelte di politica economica sbagliate , specie nel dopo crisi del '73, e anche tecniche con l'appiattimento sul mercato interno 'protetto' ma basato su auto di scarso valore e conseguente scarso ritorno economico. E tutto questo ha cominciato ad 'alleggerirsi' solo nel post crisi del 2009 e l'acquisizione della C che sta dando i risultati economici necessari e sufficienti a mandare avanti la baracca e , checchè se ne dica, hanno ricominciato a fare auto nuove con tutti i marchi e per tutti i mercati: oggettivamente dire che dovrebbero fare auto per accontentare i ' palati fini dei forumers' svincolandosi dal mercato è fuori luogo , e lo sarebbe pure se avessero fondi illimitati . ps il tuo esempio finale è curioso, non starai dicendo che 'spacciare droga' per fare soldi = fare centraline tarocche a tutto spiano?
Ritratto di preda
22 giugno 2018 - 08:52
Noooooooo, alla fiat hanno scoperto i fari full led!!!!! Noooooo, meglio tardi che mai. Va beh che gli ultimi saranno i primi, ma qua tra un po fallisce tutto, arrivare 10 anni dopo gli altri e' un po troppo tardi
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