PRIMO CONTATTO

Lancia Flavia: non portatela al galoppo

Grande, grossa e pesante, la Lancia Flavia è fatta per i lunghi viaggi o le passeggiate sui lungomare, godendosi la brezza in tutto comfort. I 175 cavalli del suo 2.4 a benzina sono perfetti per un’andatura al trotto, mentre si affannano quando si prova a forzarli. La versione è unica e ha un prezzo competitivo in rapporto alla ricca dotazione di serie, che va dai sedili in pelle al navigatore.

26 giugno 2012

Listino prezzi Lancia Flavia non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 37.900
  • Consumo medio

    10,6 km/l
  • Emissioni di CO2

    221 grammi/km
  • Euro

    Euro 5
Lancia Flavia
Lancia Flavia 2.4 automatica
Non totalmente “morbida”

La Lancia Flavia ha un aspetto importante, non tanto per la notevole lunghezza (495 cm) che sa dissimulare molto bene, quanto per la larghezza, le forme plastiche, morbidamente arrotondate, la grande mascherina cromata che domina il frontale e per le generose ruote di 18 pollici. Salire a bordo è un piacere per gli occhi e per il tatto: gradevole il cruscotto, razionale la plancia su cui spicca l’elegante orologio firmato Lancia, comodi e accoglienti i sedili in pelle, morbidi i materiali per i rivestimenti. Con l’eccezione della parte bassa delle porte, della plancia e dei fianchetti della consolle: sono in una plastica rigida e rugosa che può rivelarsi ben poco piacevole in caso di contatto con le ginocchia di una signora.

Scoprirla è un piacere

Nonostante l’ampiezza delle porte, accedere ai due posti dietro non è per nulla agevole e, vista la lunghezza della Lancia Flavia, ci si aspetterebbe maggiore spazio. In compenso, le due poltroncine posteriori, molto ben sagomate, hanno una seduta profonda (50 cm) che compensa in parte lo scarso spazio per le ginocchia: appena 2 cm se chi viaggia davanti arretra completamente il sedile; 28 cm se lo porta tutto il avanti. Per contro, lo spazio in altezza e, soprattutto, in larghezza non manca. Chiudere il tetto in tela significa assistere a uno spettacolo di bravura ingegneristica: tenendo premuto un pulsante sul tunnel, silenziosamente il telo esce dal vano bagagli e si dispiega sopra le teste dei passeggeri come una vela nera perfettamente tesa, fino a bloccarsi da sé sul parabrezza. Siamo pronti per partire.

Tanto stabile, poco agile

Fin dalle prime curve si capisce di che pasta è fatta la Lancia Flavia: il volante è preciso e abbastanza reattivo, le sospensioni piuttosto rigide, ma la potenza è quella che è per una cabrio che pesa ben 1856 kg; e il cambio automatico, di tipo molto tradizionale, non aiuta certo a tirare fuori grinta dal motore: si possono inserire le sei marce spostando a destra e a sinistra la levetta sul tunnel (movimento poco naturale), ma le velocità di cambiata non sono certo fulminee, anzi; e allora, tanto vale lasciare il meccanismo in posizione di automatico, dimenticare le velleità sportive e godersi il paesaggio. Insomma, la Lancia Flavia è una tranquilla cabrio all’americana, e non poteva essere diversamente, visto che nasce negli Usa ed è la gemella della Chrysler 200 Convertible, dalla quale si differenzia solo per i loghi Lancia. Dunque non è certo fatta per ragazzi che amano lo sprint e la guida nervosa: lo scatto al semaforo non toglie il fiato (la casa dichiara 10,8 secondi per lo “0-100”) e la velocità non aumenta repentinamente (195 km/h la massima dichiarata). Se poi la strada si fa tutta a strette curve, il peso penalizza l’agilità, invitando ad “alzare il piede”. In compenso, la stabilità in rettilineo e la tenuta di strada in curva sono notevoli, e così la frenata. In quanto ai consumi, quello medio dichiarato è di 10,6 km con un litro, ma noi, stando almeno a quanto indicava il computer di bordo, non siamo riusciti a fare più di 7,5 km/litro, pur con una guida non particolarmente aggressiva.

Non bisticcia con il vento

Facendo sparire il tetto della Lancia Flavia nel baule e montando la retina frangivento (che fa perdere i due posti dietro) si viaggia tranquillamente a 120 all’ora conversando senza dover alzare il volume della voce, e senza che l’aria crei fastidiosi vortici nell’abitacolo. Tuttavia, ad auto scoperta il telo ruba parecchio spazio nel vano bagagli, che, infatti, si riduce da 377 a soli 198 litri (oltretutto non ben sfruttabili, per via della struttura metallica che accoglie il grosso telo della capote). In compenso, migliora nettamente la visibilità di tre quarti posteriore, che ad auto coperta lascia parecchio a desiderare, come quella attraverso il piccolo lunotto.

Secondo noi

PREGI
> Comfort. Ben insonorizzata, la Lancia Flavia è una “sportiva da viaggio”: poco nervosa nella guida ma davvero rilassante quando si lascia fare tutto (o quasi) al tranquillo cambio automatico.
> Dotazioni. Non manca praticamente nulla, dal potente impianto hi-fi al navigatore satellitare, dall’Esp agli airbag laterali, dal climatizzatore automatico ai sedili in pelle, con quelli anteriori a regolazione elettrica e riscaldabili.
> Tenuta di strada. In curva, nonostante il suo notevole peso, la vettura si dimostra equilibrata e poco incline a piegarsi di lato, tanto che ben difficilmente deve intervenire il controllo di stabilità per rimediare a errori di guida.

DIFETTI
> Cambio. È un automatico molto tradizionale, di quelli che fanno sentire “l’effetto slittamento” nel passaggio da una marcia a quella superiore, anche manovrando la piccola leva sul tunnel.
> Dettagli. Ci sono alcune piccole cose che andrebbero riviste, come il posacenere e gli specchietti di cortesia non illuminati, le dimensioni mini del cassetto nella plancia, le plastiche rigide ai lati della consolle centrale.
> Visibilità. Un po’ come in tutte le cabrio, a tetto chiuso quella posteriore è critica. Qui bisogna fare i conti anche con il larghi montanti al lati del parabrezza: quello di sinistra toglie una bella fetta di visuale nelle curve.

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2.360
No cilindri e disposizione 4
Potenza massima kW (CV)/giri 125 (170)/6000
Coppia max Nm/giri 225/4400
Emissione di CO2 grammi/km 221
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (automatico sequenziale) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 495/184/148
Passo cm 277
Peso in ordine di marcia kg 1781
Capacità bagagliaio litri 198/377
Pneumatici (di serie) 215/55 R 18
La Lancia Flavia è disponibile in un'unica versione con il 2.4 a benzina da 170 CV: è abbinato a un cambio automatico a sei rapporti e alla trazione anteriore.
Versione Prezzo Alim cm3 CV/kW km/h 0-100 km/l CO2 kg
2.4 automatica 37.900 benzina 2.360 170/125 195 10,8 10,6 221 1781
VIDEO
loading.......
Lancia Flavia
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
26
13
21
18
38
VOTO MEDIO
2,8
2.75
116
Aggiungi un commento
Ritratto di grandedanny
26 giugno 2012 - 14:50
l'unico modo per vendere questa finta lancia in europa e quella di svenderla a metà prezzo... altrimenti nessuno se la filerà... bisogna vedere se a metà prezzo ci perdono o hanno pochissimo margine... Ovviamente costi di sviluppo e progettazione non dovrebbero essere conteggiati per i clienti europei... mi dispiace per la lancia e il destino che sta facendo... :(
Ritratto di LucaPozzo
26 giugno 2012 - 20:24
Il problema non sono i costi di sviluppo o altro, ma che prezzo ti fa Chrysler (è una controllata, ma pur sempre un'azienda diversa). Poi nel dettaglio il costo in più rispetto alla 200, oltre che al trasporto, è dovuto alla scelta di fare una vettura con la meccanica Touring ma con l'allestimento della Limited. Le linee produttive americane sono pensate per avere pochissime variabili, se chiedi una modifica di questo tipo per loro è come chiedere di farti ogni pannello verniciato a mano di un colore diverso, te lo fanno strapagare. In definitiva, venderla alla metà significa portarla sotto al costo dell'originale, non ci stai coi margini.
Ritratto di AyrtonTheMagic
27 giugno 2012 - 17:08
2
Apprezzo molto leggerti perché scrivi spesso cose sensate, ma che Chrysler sia una controllata di Fiat è proprio una barzelletta.. sorry..
Ritratto di LucaPozzo
27 giugno 2012 - 17:46
A casa mia se possiedi il 58% di una azienda quella azienda è una tua controllata/affiliata (le sottigliezze onanistiche tra i due termini le lascio poi ai legali).
Ritratto di AyrtonTheMagic
27 giugno 2012 - 17:48
2
Secondo me sai benissimo di cosa parlo.. non fare finta di nulla
Ritratto di LucaPozzo
27 giugno 2012 - 19:00
Sinceramente no, non so a cosa ti riferisci. So solo quel poco che ho imparato dagli esami di diritto. Non molto per la verità, ma qualcosina di utile c'era. Se A possiede la maggioranza assoluta delle quote di controllo di B, allora B controlla A. Sconfiniamo quasi nell'insiemistica di base.
Ritratto di Valerio Ricciardi
28 giugno 2012 - 13:25
Sul piano finanziario, è innegabile che ormai la maggioranza delle quote di proprietà della Chrysler sia in mano Fiat. Da un punto di vista pratico, però è Fiat che sta "Chryslerizzandosi" stante le migliori caratteristiche di ripresa e la maggior vivacità commerciale di quel marchio rispetto a quello nostrano. Trovo personalmente suicida rimarchiare vetture americane per venderle in Italia. Con quelle cilindrate, quei pesi e quegli ingombri, non son vetture per l'utente europeo, specie in tempi di stracrisi, non crisi. La mitica Thema dei tempi era una 2 litri con vari livelli di potenza, non bella ma abbastanza equilibrata (solo i gruppi ottici posteriori eran troppo simili a quelli della Uno) che aveva delle frecce al suo arco: una guidabilità e delle prestazioni superiori alla concorrenza Audi, Mercedes e BMW dell'epoca. Poi la finitura (Alcantara o meno) un po' Fiat era e un po' Fiat restava, ma per il resto era competitiva. E vendette, molto. Con le Mercedes a benzina declinate quasi tutte sulla cilindrata di 1,8 litri sovralimentata, dove pensano di vendere una Thema da 3 litri e un paio di tonnellate scarse? E poi: se proprio voglio (ma perché?) una Chrysler 300 M, perché dovrei comprarla con marchio Lancia? Auto americana, marchio americano. Del gruppo, al momento vedo realmente "vendibili" solo Giulietta, MiTo, 500 e Panda. Abbastanza la Grande Punto, discretamente (però è cara e ingombrante) la Bravo, molto poco la Delta per via del muso orrendo (però ha un abitacolo indovinato e spazioso), il resto non si vende davvero più.
Ritratto di Challenger RT
24 gennaio 2013 - 23:52
La Lancia Thema (1984-1994), nelle sue tre serie, ha avuto oltre al motore benzina da Lei citato di 2 litri (i.e.; i.e.16v; turbo i.e.; turbo i.e.16v) anche un 6 cilindri a V di 2.8 litri poi portato a 3 litri. La Thema 8.32 aveva un 2.9 litri di origine Ferrari. Inoltre l'ammiraglia Lancia fu equipaggiata con un turbodiesel da 2.4 litri e poi con uno da 2.5. Esiste anche una rarissima versione da 1.6 litri a carburatori.
Ritratto di LucaPozzo
28 giugno 2012 - 13:56
Mah sai Valerio, per me è pratico ciò che è misurabile, la "chryslerizzazione" di Fiat o la "fiattizzazione" di Chrysler da non so che punto di vista per me è onanismo. Per ora i migliori margini negli USA consentono di investire di più (come nel caso della Dart). Finchè il cilco non migliora in europa è sempre meglio avere due gambe che una sola. Sul suicidio o meno io guardo solo il conto economico, per quanto possano essere (e probabilmente saranno) un flop, la Thema o la Flavia non faranno mai così male ai conti come l'ha fatto la Thesis. Non serve una mente per capire che una vettura americana da noi fa fatica. Ma finchè porta un po' di margini va comunque bene. tanto non è che puoi peggiorare l'immagine del brand: tolta l'Italia e un po' la Francia l'immagine proprio non c'è. Ad ogni modo mi correggo, ho scritto una cifra datata, ora la quota è il 62%
Ritratto di AyrtonTheMagic
28 giugno 2012 - 14:13
2
Ma se di Thema non ne hanno vendute 60 pezzi???? Comunque 58 o 62 o 67% che sia, a molto breve, continuare a chiamare un'azienda con un marchio in cui figurano 2 lettere che significano Italia e Torino, fa ridere...
Pagine