PRIMO CONTATTO

Mercedes C: fa la voce grossa, ma non è così cattiva

La rinnovata Mercedes-AMG C 43 ha un 3.0 potenziato fino a 390 CV. Non è davvero aggressivo, ma garantisce prestazioni elevate; facile ed efficace la guida.

20 giugno 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 77.559
  • Consumo medio

    11 km/l
  • Emissioni di CO2

    208 grammi/km
  • Euro

    6
Mercedes C
Mercedes C 43 AMG Sport 4MATIC 9G-Tronic Plus
Fuori cambia poco

Comprata da 415.000 automobilisti nel 2017, la Mercedes Classe C è il modello più venduto della casa tedesca. L’attuale generazione di questa media di lusso, lanciata nel 2014, è ora oggetto di un aggiornamento che riguarda la gamma dei motori e i sistemi di sicurezza e comfort, molti dei quali ripresi dai modelli di classe superiore. Le modifiche estetiche riguardano soprattutto i paraurti, ma fanno la loro parte anche i nuovi fari a matrice di led: ogni proiettore è composto da 84 led gestiti singolarmente, che adattano in automatico la sagoma del fascio luminoso in base alle condizioni del traffico (evitando di abbagliare chi si trova alla guida dei veicoli che sopraggiungono), della strada e del meteo.

La Mercedes-AMG C 43 4Matic (AMG è l’atelier dove vengono prodotte tutte le Mercedes più sportive) in versione berlina oggetto del nostro test costa 77.559 euro. In attesa della C 63 con motore V8 è la più potente della gamma: il suo 3.0 V6 biturbo a iniezione diretta di benzina eroga 390 CV, 23 in più rispetto alla precedente versione, e ben 520 Nm di coppia (disponibili da 2500 a 5000 giri). Il V6 (con i compressori, che lavorano a 1,1 bar di pressione massima, montati vicinissimi al motore per ridurre il ritardo di risposta) è abbinato a un veloce cambio automatico a nove marce, gestibile anche tramite le palette al volante, e alla trazione integrale; quest’ultima, per favorire il grip in accelerazione e rendere la dinamica di guida simile a quella di una vettura a trazione posteriore, trasmette il 69% della coppia al retrotreno e il restante 31% all’avantreno. Brillanti le prestazioni dichiarate: secondo la casa sono sufficienti 4,8 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h, mentre la velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h; il tutto con un consumo medio omologato di 11,0 km/l (alla fine del nostro test, su un percorso misto di 270 km percorso ad andatura brillante, il computer di bordo ha indicato 6,1 km/l).

Sportiva con misura

Oltre che per gli specifici cerchi in lega di 18” con coperture di 225/45 anteriore e 245/40 posteriore (in opzione sono disponibili quelli di 19” gommati, rispettivamente, 225/40 davanti e 255/35 dietro, a partire da 915 euro), la Mercedes-AMG C 43 4Matic si caratterizza per le prese d’aria e per le appendici aerodinamiche specifiche, oltre che per numerosi dettagli sportiveggianti: si notano soprattutto la mascherina a doppia lamella con finitura opaca argento iridium o, nella coda, l’estrattore aerodinamico, i doppi terminali di scarico cromati e l’accenno di spoiler applicato sul bordo del cofano. Chi volesse accentuare ulteriormente la grinta della vettura può acquistare il kit aerodinamico AMG (prezzo da definire) che comprende, fra l’altro, la piccola ala anteriore e le minigonne sottoporta più pronunciate. Le sospensioni hanno schemi raffinati (a quadrilatero all’avantreno e multilink al retrotreno) e gli ammortizzatori a controllo elettronico; in base allo stile di guida e alle regolazioni preimpostate (sono disponibili la Comfort, la Sport e la Sport+) varia in continuazione lo smorzamento rigidezza su ogni singola ruota.

Oltre che berlina, la C continua a essere proposta (anche in questa versione AMG) nelle varianti Station Wagon, Coupé o Cabrio, accomunate nella lunghezza, che è di 469 cm (470 per la famigliare). La SW offre il bagagliaio più ampio, con una capacità di 490 litri con il divano in uso (reclinandolo sale a 1510), mentre nella berlina si può contare su un vano di 480 litri (anch’esso ampliabile, ma in questo caso la capacità non è dichiarata); discreti anche i 400 litri di volume disponibili nella Coupé e – considerato lo spazio necessario per ripiegare la capote in tela – anche i 285 litri del baule della Cabrio.

Arriva l’ibrida

Con l’aggiornamento della Mercedes Classe C, debuttano motori già in linea con le normative antiinquinamento future. La gamma a benzina vede il pensionamento del 2.0 della C 200, rimpiazzato da una versione ibrida: un 1.5 turbo a quattro cilindri lavora in sinergia con un motore-generatore elettrico da 10 kW (13,6 CV) e 160 Nm di coppia, deputato a recuperare energia nei rallentamenti e a restituirla in accelerazione. La C 200 ha una potenza combinata di 184 CV, è disponibile soltanto con il cambio automatico a nove marce e, in futuro, dovrebbe essere proposta anche con trazione integrale 4Matic in luogo di quella solo posteriore; dichiarati valori di consumo di 16,7 km/l ed emissioni di CO2 pari a 136 g/km. 

Più articolata l’offerta dei turbodiesel, che vede alla base un 1.6 disponibile in due livelli di potenza: 122 CV e 300 Nm di coppia per la C 180 d automatica (che promette 23,8 km/l e 112 g/km) e 160 CV (e 360 Nm) per il biturbo della C 200 d con cambio manuale (22,2 km/l e 118 g/km). Sempre a quattro cilindri in linea, ma 2.0 e con 194 CV (e 400 Nm di coppia) l’unità sotto il cofano della C 220 d Automatica (20,8-22,7 km/l e 126-117 g/km) e della relativa variante con trazione integrale 4Matic (per la quale i consumi salgono a 18,2-20,4 km/l, e le emissioni di CO2 a 144-131 g/km). Per quanto riguarda i prezzi, si parte dai 37.178 euro della C 180 d Automatica (42.994 euro sono, invece, richiesti per la C 200 a benzina) in allestimento “base” Executive; in alternativa ci sono i più completi Business (623 euro in più, solo per le diesel), Sport (da 3.467 a 3.589 euro in più in base alla versione), Sport Plus (da 5.980 a 6.102 euro in più) e Premium (da 10.869 a 10.991 in più).

AMG: sportiva anche dentro

La grinta della Mercedes-AMG C 43 4Matic è evidente pure nell’abitacolo, specie se la vettura è equipaggiata con le poltrone Performance AMG riscaldabili (2.379 euro, volendo anche con supporto laterale regolabile e, se rivestite in pelle, pure climatizzate); eleganti i rivestimenti di serie, basati sull’abbinamento fra pelle ecologica e microfibra con cuciture rosse (riprese anche nei pannelli e nella plancia) ed efficace il contrasto fra il rivestimento del nero del soffitto e il rosso delle cinture di sicurezza. Numerose, comunque, le possibilità di personalizzazione, che prevedono la scelta di particolari in materiale pregiato come legno di quercia o di noce, come anche abbinamenti fibra di carbonio/alluminio. D’effetto la strumentazione digitale costituita da uno schermo di 12,3” con grafica configurabile nelle modalità Classica, Sportiva e Supersportiva, che nel caso di questa versione offre varie informazioni aggiuntive: dalla temperatura dell’olio del motore e del cambio all’indicatore della pressione di sovralimentazione, passando per il misuratore dei valori di accelerazione g e per il cronometro per monitorare i tempi sul giro in pista, fino alla funzione Engine Data che visualizza in forma grafica la potenza e la coppia erogate dal motore (con indicatore della pressione del turbo). 

Ben leggibile anche il display di 10,25” del sistema multimediale, che serve anche il navigatore e mostra animazioni grafiche che descrivono il funzionamento dei sistemi di ausilio alla guida, come anche i rilevamenti dell’AMG Track Pace, una app che fornisce una sorta di telemetria di bordo e permette di valutare le proprie prestazioni in circuito. Fra i numerosi optional, citiamo il sistema Energizing (244 euro), che offre sei programmi diversi e sfrutta in modo combinato le funzioni del climatizzatore (incluso il profumatore), quelle dei sedili (riscaldamento e ventilazione), l’illuminazione dell’abitacolo e l’impianto audio per favorire il benessere dei passeggeri, e l’impianto audio Burmester da 590 Watt con 13 altoparlanti (1.037 euro); peccato, però, che si debbano spendere 305 euro per la radio digitale DAB, e che non sia cambiata la posizione della levetta del freno a mano: sulla sinistra della plancia, irraggiungibile dai passeggeri in caso di emergenza (come un malore del guidatore).

Disegna le traiettorie col compasso 

Per quanto rivestito con evocative porzioni di fibra di carbonio, l’interno lussuoso della Mercedes-AMG C 43 4Matic contrasta con la sensazione fornita dal sedile decisamente corsaiolo, che avvolge gambe e schiena. Risulta comodissimo, ma permette di assaporare appieno la guida sportiva anche con il corpo, facendo “sentire” istante per istante il comportamento della vettura. In aggiunta, il nuovo volante, zeppo di comandi (il che, un po’, disorienta) offre una solida impugnatura, ed essendo rivestito in Alcantara non fa mai sudare le mani neppure sui percorsi misti, che sono il pane della brillante berlina tedesca. Se il fondo è ben pavimentato sembra di viaggiare su un binario: grazie allo sterzo pronto e preciso si disegnano traiettorie pulitissime e senza sbavature, potendo contare sulla generosa e fluida spinta del 3.0. Sicurissima anche su fondo umido (grazie all’efficacia della trazione integrale), la C 43 ha un assetto equilibrato, che risponde con dolcezza e misura, risultando solo un po’ “vago” quando il fondo diventa irregolare e ondulato. Ben percepibile (e non così favorevole nella guida veloce) la differenza passando dalla modalità Comfort alla Sport+: lo sterzo diventa più pesante e va tenuto con decisione, perché ha una risposta più elastica e lo sterzo tende a riallinearsi con forza, oltre a diventare meno fluido nelle rapide variazioni di direzione. L’azione potente e progressiva (oltre che ben modulabile) dei quattro freni a disco autoventilanti fa rallentare docilmente la vettura, che si stabilizza anche in caso di fondo imperfetto. 

Un V6 vigoroso ma non aggressivo

Pastoso, progressivo ed energico, il V6 biturbo della Mercedes-AMG C 43 4Matic merita molte lodi; gli manca solo quel pizzico di “cattiveria” alla quale i motori in edizione AMG ci hanno ormai abituati. Gli automobilisti più sportivi, esigenti (e facoltosi) possono aspettare l’imminente C 63 col V8 biturbo da oltre 500 CV; ciò non toglie che la voce decisamente grintosa (condita da un “gorgogliare” rauco in scalata) che esce dallo scarico, farebbe supporre una grinta anche superiore. In effetti la spinta è consistente e vivace, ma vellutata: la progressione è corposa già da 2600 giri e si arriva presto al limitatore, ma senza travolgere. In certe situazioni, infatti, si vorrebbe contare su un maggior allungo, ma già a 6000-6200 è consigliabile passare al rapporto successivo. In automatico, anche in Sport+, i passaggi di rapporto del rapido cambio (che risulta un po’ brusco solo a bassa andatura o in manovra) avvengono a 6000 giri. Lodevole che in D (cioè in modalità completamente automatica) il cambio sia in grado di assecondare la guida sportiva, scalando da solo con ragionevole logica.

Tanta tecnologia al servizio della sicurezza

La nuova gamma della Mercedes Classe C (identificata ufficialmente dalla denominazione W205) offre una dotazione completa di tutto l’indispensabile anche in tema di sicurezza e comfort. Tutte le versioni dispongono di serie del Dynamic Select, il comando tramite il quale variare su cinque livelli la risposta dello sterzo, della meccanica e delle sospensioni pneumatiche (se presenti). Sono inclusi nel prezzo pure l’accesso senza chiave e l’avviamento a pulsante, l’utile telecamera posteriore e il “clima” automatico bizona; stesso discorso per l’airbag dedicato alle ginocchia del guidatore, il cruise control con funzione limitatore e il Collision Prevention Assist Plus (con avviso di scarsa distanza di sicurezza o di presenza di ostacoli e frenata automatica d’emergenza). 

Attingendo alla lista di accessori a pagamento si possono aggiungere altri dispositivi: per esempio, il cruise control adattativo Distronic con gestione della frenata fino all’arresto (732 euro) e il pacchetto Lane Tracking, che combina l’avviso di involontario abbandono di corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori (951 euro). Vero e proprio sistema di guida semi-autonoma il pacchetto di assistenza più completo (2.562 euro), che alle funzioni appena citate ne aggiunge di più avanzate, come il mantenimento automatico di corsia, la frenata autonoma che riconosce anche il traffico trasversale (Cross-Traffic Function), l’ausilio nell’evitamento di un ostacolo (riduce lo sforzo sul volante) e l’avviso di protezione in caso di rischio di tamponamento: quest’ultimo, oltre al lampeggio simultaneo hazard, attiva i pretensionatori delle cinture per meglio proteggere chi si trova all’interno della vettura, e blocca i freni per limitare per quanto possibile i contraccolpi.

Secondo noi

Perché sì 
> Cambio. L’automatico asseconda la guida brillante grazie alla sua risposta puntuale e, specie in modalità Sport+, davvero rapida.
> Piacere di guida. La vettura è facile da “capire” e reattiva, e le prestazioni sono vicine a quelle di sportive che, però, non offrono altrettanto comfort e versatilità.
> Sterzo. Si fa apprezzare per la risposta pronta, ma senza risultare “nervoso”, e al crescere della velocità rimane sempre piacevolmente consistente. 

Perché no 
> Freno di stazionamento. La sua collocazione (in basso, a sinistra del volante) non lo rende facile da individuare né facilmente raggiungibile da parte dei passeggeri.
> Posti dietro. Il divano è comodo per due (meglio se non troppo alti), mentre chi sta al centro patisce la seduta rialzata e il tunnel nel pavimento.
> Temperamento del motore. Nonostante la voce grintosa, ha un’erogazione progressiva e vellutata: ben sfruttabile, ma non del tutto gratificante per gli appassionati più sportivi.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 2996
No cilindri e disposizione 6 a V di 60°
Potenza massima kW (CV)/giri 287 (390)/6100 giri
Coppia max Nm/giri 520/2500-6100
Emissione di CO2 grammi/km 213
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 9 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 4,8
Consumo medio (km/l) 10,7
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 469/181/144
Passo cm 284
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 480
Pneumatici (di serie) 225/45 R18 ant. - 245/40 R18 post.
Mercedes C
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Ritratto di v8sound
20 giugno 2018 - 01:18
Limitatamente a quelle di recente immatricolazione, Mercedes classe C (berlina) e, soprattutto, Alfa Romeo Giulia, sembrano le uniche del segmento che vendono bene. BMW 3r poche poche, Audi A4, Lexus IS ecc. sono delle rarità.
Ritratto di alex_rm
20 giugno 2018 - 06:27
La C e la Giulia sono le novità del segmento e perciò vendono bene,BMW 3 e a fine carriera ed il prossimo anno esce la nuova,perciò chi vuole comprare la serie 3 non la compra adesso trovandosi una auto che tra meno di un anno sarà il vecchio modello ma aspetterà l’uscita della nuova.
Ritratto di gjgg
20 giugno 2018 - 08:22
1
Devo concordare. Giulia Q nonostante la più recente già vista. Invece di tutte le serie non penso di aver mai visto una Rs4 (nemmeno a station wagon), mentre ad esempio Rs6 avant sì. M3 vista ma modello di qualche generazione fa. Invece di Mercedes vedo molto spesso AMG di diversi modelli compresa la C, l'unica cosa: sì doppio scarico, sì cerchi grandi, si minigonne, sia assetto ribassato ma quasi sempre poi a sentirla accesa il rumore sembrerebbe più da diesel nonostante la targhetta AMG. Domanda: esistono AMG a diesel, magari anche importate da altri mercati paralleli?
Ritratto di gijigg
20 giugno 2018 - 10:06
1
Devo concordare. Giulia Q nonostante la più recente viste un paio in 2 anni. Invece di tutte le serie non penso di aver mai visto una Giulia coupè (e nemmeno a station wagon), mentre ad esempio Rs5 e Rs6 avant sì. M3 viste tantissime con targhe non italiane nei mesi estivi. Invece di Mercedes vedo molto spesso AMG di diversi modelli compresa la C (con targhe non italiane), l'unica cosa: sì doppio scarico, sì cerchi grandi, si minigonne, sia assetto ribassato ma quasi sempre poi a sentirla accesa il rumore sembrerebbe più da diesel nonostante la targhetta Veloce. Domanda: esistono Alfa Romeo "Veloce" a diesel, magari anche importate da altri mercati paralleli?
Ritratto di alex_rm
20 giugno 2018 - 14:17
La quasi totalita delle AMG che si vedono in Italia hanno solo l'allestimento AMG(cerchi maggiorati,doppio scarico,assetto sportivo,minigonne,interni sportivi ecc)ed hanno il motore diesel
Ritratto di MAXTONE
20 giugno 2018 - 16:35
Lol e vorrei vedere che di Giulia se ne veda qualcuna in giro! Siamo in italia e sarebbe grave se non la comprassero neppure nel suo paese d'origine. A me piace molto ma oggi stanno tutti galvanizzati coi suv e se comprano una segmento D questa deve essere tassativamente SW. Questo relativamente all'italia.
Ritratto di Bull 1000
23 giugno 2018 - 00:28
Ma leivuole scherzare. Le vendite di Giulia sono disastrose: se ne vendono circa 3.000 al mese contro 22.000 classe C. Come fa a dire che vende bene???? Nel segmento solo Jaguar vende meno con la Xe.
Ritratto di Rikolas
20 giugno 2018 - 07:51
Il fatto che sia poco "aggressiva" è dovuto essenzialmente al cambio automatico, oggi c'è questa mania di avere le palette al volante quando non ci si ricorda più di quanto sia molto più coinvolgente la guida col cambio manuale. Le mode, maledette mode! Cmq molto meglio la Giulia QV, sopratutto dal punto di vista estetico, per non parlare del motore, un altro pianeta.
Ritratto di anarchico2
20 giugno 2018 - 09:50
Dillo alla Ferrari.. lol
Ritratto di gijigg
20 giugno 2018 - 10:08
1
Dopo aver passato anni ad elogiare la 4C e i paddle dietro al volante, la giulietta e mito col TCT e ogni rifiuto in commercio made in fiat ora se ne esce fuori con "il cambio manuale è meglio", che ridicolo ipocrita
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