PRIMO CONTATTO

Mercedes EQC: comoda, ma il baule non è enorme

Prima suv elettrica della casa, la Mercedes EQC è comoda, scattante e promette una buona autonomia. Non convincono del tutto il bagagliaio e la prontezza dei freni.

Pubblicato 15 maggio 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 80.439
  • Autonomia

    417 km
  • Emissioni di CO2

    0 grammi/km
  • Euro

    -
Mercedes EQC
Mercedes EQC 400 4Matic Premium
In consegna a fine anno

La suv Mercedes EQC inaugura la famiglia di vetture elettriche (EQ) della casa tedesca, che entro il 2022 sarà composta da una decina di modelli (e dal 2039 la Mercedes produrrà solo auto che non emettono anidride carbonica, rinunciando definitivamente ai motori a benzina e diesel). Già ordinabile, ma con le prime consegne previste per la fine di ottobre del 2019, la EQC è lunga 476 cm ed è mossa da due motori elettrici simili, per un totale di 408 cavalli. Di norma lavora solo quello anteriore, ma quando è richiesta la massima potenza, o se il grip non è ottimale, interviene anche quello posteriore: l’auto è quindi una 4x4. Questa suv riprende lo stile delle auto recenti della casa tedesca, con superfici levigate e tondeggianti, e pochi orpelli. La linea ricorda quella della GLC, da cui deriva nella struttura e nelle sospensioni, ma se ne differenzia nettamente nel frontale, dove i fari (full led) sono collegati da una fascia lucida “a U” che corre sotto la mascherina. La versione Premium ha una griglia più grintosa, con due listelli cromati in evidenza, e un paraurti più elaborato, oltre ai cerchi di 19” (invece che di 18”). La zona posteriore prevede un piccolo lunotto (molto ridotta la visuale) e l’ampio portellone, percorso dalle sottili luci a tutta larghezza.

Multimediale raffinato

La Mercedes EQC ha un abitacolo piuttosto ampio. In quattro si sta bene, e sui comodi sedili (rigidi senza eccessi) si può viaggiare in cinque (pur se il passeggero posteriore centrale si ritrova fra i piedi un tunnel alto e spigoloso). Nella plancia spiccano i due grandi schermi di 10,25” del cruscotto e del sistema multimediale MBUX, dotato di navigatore, Apple CarPlay eAndroid Auto. La grafica degli strumenti è specifica per la EQC, e la leggibilità sempre facile. I materiali e le finiture sono complessivamente di buon livello, con dettagli molto curati (citiamo i tasti nelle porte e nella consolle centrale, o le mascherine degli altoparlanti) e altri, invece, che non danno quell’idea di lusso che ci si attende da un’auto da 80.000 euro (come il rivestimento sintetico della plancia, o alcune plastiche del tunnel centrale). Davvero nascosto, poi, il tasto del freno a mano elettronico, nella parte inferiore sinistra della plancia. Buona la dotazione di portaoggetti, mentre il bagagliaio vanta un ampio portellone apribile elettricamente anche senza mani, finiture di qualità e gli schienali del divano reclinabili con pratiche levette; la soglia di carico, però, dista parecchio da terra (77 cm) e il baule è profondo, ma non alto (42 cm sotto il tendalino), cosa che lo rende meno sfruttabile; c’è un ampio sottofondo, ma ha forme irregolari, e non può essere collegato col vano principale. Inoltre, non c’è un secondo vano anteriore, come in alcune rivali. 

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La batteria, agli ioni di litio, ha una capacità di 80 kWh, pesa 650 kg ed è posta sotto il pavimento e il divano; è garantita per otto anni o 160.000 km. Per la ricarica completa a corrente alternata servono otto ore, ipotizzando di disporre di una colonnina di 7,4 kW, e salgono a una ventina con 3 kW a disposizione. In Italia, la Mercedes si è accordata con l’Enel per installare le wallbox (cioè i punti di ricarica da mettere in garage o comunque in zone private) con prezzi a partire da 1.000 euro (per i 3 kW, mentre c’è un sovrapprezzo se serve più potenza o si devono effettuare interventi sulla rete). La Mercedes EQC accetta anche la ricarica veloce presso le colonnine pubbliche ad alta potenza (fino a 110 kW in corrente continua, un valore elevato, ma inferiore a quello di altre elettriche); in tal caso, bastano 40 minuti per arrivare all’80% della capacità.

La Mercedes EQC sfrutta l’elettronica di controllo per aumentare il più possibile l’autonomia (417 km in base al ciclo WLTP) e per facilitare l’uso nei viaggi. E così, il navigatore collegato alla rete può calcolare il percorso ideale in funzione del traffico, dei limiti di velocità e delle variazioni di altitudine, suggerendo anche dove fermarsi per la ricarica e quanta energia immettere ogni volta, riducendo il tempo complessivo della trasferta. Un esempio: per non rimanere “a secco” può essere necessario sostare presso una colonnina pubblica a bassa potenza, ma qui conviene imbarcare giusto l’energia che basta per raggiungere un successivo punto di ricarica rapida, dove fare il “pieno”. Tutte queste soste sono suggerite in tempo reale. Sulla Mercedes EQC c’è poi una modalità di guida specifica per ottenere la massima autonomia, che invita a rallentare in anticipo prima delle curve, delle rotonde e degli stop, e che adegua automaticamente l’andatura ai limiti di velocità.

Silenziosa

Alla guida della Mercedes EQC, la prima cosa che si nota è la silenziosità dei motori (solo a determinate velocità si sente un lievissimo sibilo) e dell’aerodinamica; il rotolamento delle ruote sull’asfalto è più percepibile, ma nel complesso il comfort acustico è notevole. Inoltre, pur in assenza delle molle ad aria (che consentirebbero di variare a piacere l’altezza da terra, favorendo di volta in volta la marcia in fuori strada, l’aerodinamica o la facilità di carico) e degli ammortizzatori a controllo elettronico, lo sconnesso viene assorbito con una certa dolcezza, senza che il rollio in curva diventi fastidioso. L’auto è pesante, ma sui percorsi tortuosi e su quelli veloci è abbastanza rapida nei cambi di traiettoria e dà sicurezza, anche per via dello sterzo (buono per precisione) non proprio leggero. Ai freni va fatta l’abitudine, dato che richiedono uno sforzo non indifferente per fermare l’auto in fretta. Servirebbe una maggiore prontezza di risposta, anche perché si possono raggiungere in un lampo velocità elevate: quando si accelera a fondo, soprattutto in modalità Sport, l’auto scatta con veemenza, e senza alcun ritardo. Infine, non ci pare il caso di parlare di autonomia dopo questo primo test: servono prove più lunghe e approfondite, che condurremo in seguito. Per ora possiamo dire che, guidando in relax fuori città, abbiamo addirittura migliorato i consumi dichiarati: il computer di bordo indicava circa 4,7 km ogni kWh, invece di 4,5.

Dotazione discreta

Fra gli accessori e i sistemi di ausilio alla guida di serie, citiamo il controllo dell’angolo cieco degli specchietti, la frenata auomatica, il “clima” bizona e i cerchi in lega di 19”. Ma il cruise control adattativo, il mantenimento in corsia e l’assistenza al cambio di corsia costano, in un pacchetto, 1.537 euro. 

Secondo noi

PREGI
> Comfort. L’auto è molto ben insonorizzata e non troppo rigida.
> Scatto. Gli oltre 400 cavalli si sentono tutti.
> Sistema multimediale. Il MBUX è fra i più moderni e facili da usare.

DIFETTI
> Bagagliaio. La soglia di carico è lontana dal suolo e il vano non è ben sfruttabile.
> Frenata. Per rallentare in fretta, il pedale va premuto con forza.
> Sospensioni pneumatiche. Non disponibili, sarebbero utili in più situazioni.

SCHEDA TECNICA
Motore  
Tipologia 2, elettrici trifase
Potenza massima kW (CV)/giri 300 (408)/n.d.
Coppia max Nm/giri 760/0
Emissione di CO2 grammi/km 0
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Batteria  
Tipologia ioni di litio
Capacità kWh 80
Tensione Volt 356
Tempo di ricarica ore 27 a (3,5 kW)
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 180
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,1
Autonomia (km) 417
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 476/188/162
Passo cm 287
Peso in ordine di marcia kg 2420
Capacità bagagliaio litri 500/1460
Pneumatici (di serie) 235/55 R19 ant. 255/50 R19 post.
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Ritratto di deutsch
16 maggio 2019 - 14:27
4
Esistono o terrapiattisti esisteranno pure quelli che non credono al riscaldamento globale o all'inquinamento mondiale
Ritratto di Sampei8
15 maggio 2019 - 17:26
1
Tralasciando l'aspetto estetico, i suv non mi sono mai piaciuti, è l'autonomia ad essere del tutto insufficiente. Un auto del genere almeno 600 Km li deve fare.
Ritratto di GinoMo
15 maggio 2019 - 17:31
una piccola obiezione su: > Scatto. Gli oltre 400 cavalli si sentono tutti. io non l'avrei messo come pregio, è ovvio e ben risaputo che tutte le auto elettriche con pochi o tanti cavalli hanno eccellenti scatti per la coppia disponibile da subito.
Ritratto di Fr4ncesco
15 maggio 2019 - 18:01
2
400 CV elettrici tra l'altro non sono 400 CV a benzina. Tra massa aggiuntiva ed altro 100 CV si perdono solo per recuperare la zavorra.
Ritratto di GinoMo
15 maggio 2019 - 19:08
però tutte le auto elettriche hanno un ottimo scatto quindi andrebbe su tutte le prove messo come pregio
Ritratto di andrea999
16 maggio 2019 - 00:49
Lo scatto si ha per la coppia enorme a bassi regimi e l'assenza del cambio. La potenza elevata serve x raggiungere alte velocità contrastando la resistenza all'avanzamento (in questo caso visto che fa solo 180Km/h dopo 2-3 anni solo a pagare bolli e superbolli)
Ritratto di dhgfhere
15 maggio 2019 - 18:17
Bel barcone inutile. Model X infinitamente meglio: prestazioni, spazi, tecnologia di bordo, powertrain.
Ritratto di Zot27
15 maggio 2019 - 21:05
e rapporto kwh/peso decisamente migliore
Ritratto di Zot27
15 maggio 2019 - 21:05
(della batteria)
Ritratto di andrea999
16 maggio 2019 - 00:43
Pesa il doppio e costa il triplo di un'honda civic, stesso portabagagli e meno della metà di autonomia. Poi cavolo ha un pacco batterie di piombo, solo circa 120Wh/kg quando una cella 18650 ha un rapporto energia/peso più che doppio...
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