PRIMO CONTATTO

Mercedes G: non solo per terreni “impossibili”

Efficace nel fuori strada e comoda sull’asfalto, la nuova Mercedes Classe G è una off-road lussuosa e, nella versione AMG da 585 CV, anche veloce. Da rivedere alcuni dettagli.

5 maggio 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 174.400
  • Consumo medio

    7,6 km/l
  • Emissioni di CO2

    299 grammi/km
  • Euro

    6
Mercedes G
Mercedes G 63 AMG Edition 1
Un classico

In vendita dal 1979, la Mercedes Classe G è la fuoristrada per eccellenza della casa tedesca. Anche in questa versione tutta nuova (nel caso della 63 AMG in prova, di 7 cm più larga e di altri 7 più lunga della precedente versione a passo lungo) mantiene il telaio separato dalla carrozzeria come nelle off-road “dure e pure”, ma con sostanziali novità tecniche. L’avantreno ad assale rigido lascia il posto a sospensioni indipendenti a quadrilatero, mentre il retrotreno resta a ponte rigido, ma con due bracci longitudinali per ruota anziché uno solo. Soluzione che assicura un più preciso movimento della ruota, cui si aggiunge un’ulteriore bielletta (sempre per ruota) di collegamento fra la barra antirollio e il telaio per la versione AMG. Per garantire mobilità anche su fondi molto impegnativi, il sistema di trazione integrale prevede sempre tre differenziali autobloccanti, ma, anziché a controllo elettroidraulico, sono attivati da motorini elettrici. La carrozzeria è nuova, tuttavia mantiene le forme squadrate e retrò che hanno sempre contraddistinto la Mercedes Classe G, incluse le massicce maniglie con il tasto per aprire le porte e le “frecce” in rilevo, ai lati del cofano. 

Solo a otto cilindri

La nuova Mercedes Classe G è già in vendita nelle versioni 500 (115.020 euro, più in basso il video del primo contatto) mossa da un 4.0 V8 biturbo a benzina da 421 CV, e 63 AMG (156.490 euro), con lo stesso motore portato a 585 cavalli. Entrambe hanno il cambio automatico a nove rapporti e la trazione integrale permanente, con ripartizione della coppia per il 40% all’avantreno e il 60 al retrotreno. Fanno parte della dotazione di serie il climatizzatore trizona, i fari full led, il gancio di traino, i sedili riscaldabili (divano compreso) e, per la AMG, gli ammortizzatori a controllo elettronico. Ci sono poi allestimenti ancor più ricchi: per lo Sport, con strumentazione interamente digitale, vanno aggiunti 3.867 euro per la 500 e 2.074 per la AMG. Quello denominato  Premium aggiunge il cruise control adattativo, il monitoraggio dell’angolo cieco nei retrovisori e il tetto apribile: il supplemento da pagare è rispettivamente di 7.662 euro e 5.973 euro. L’extra per la Premium Plus (con, tra l’altro, la funzione massaggio per i sedili) è invece di 12.531 euro per la 500 e di 9.759 euro per la AMG. Per quest’ultima è prevista la versione speciale Edition 1 (17.910 euro da aggiungere al prezzo “base” del modello) con una caratterizzazione estetica molto sportiva e ruote di 22”.

Gran lusso

Come capita in tutte le vere fuoristrada, per accomodarsi nell’abitacolo della Mercedes Classe G occorre “salire”; al proposito, torna comodo il gradino offerto dalle pedane sotto le porte. L’ambiente miscela proporzioni retrò, determinate dalle porte corte e dal parabrezza quasi verticale, a soluzione “hi-tech” come i due schermi di 12,3” uniti in un unico elemento che domina la plancia. Raggruppano tutta la strumentazione e, dopo un certo apprendistato, si gestiscono facilmente con la rotella sormontata da una superficie tattile fra i sedili (come per tutte le Mercedes più recenti). Da rivedere la posizione del tasto del freno a mano: nascosto in basso, sul lato sinistro della plancia, in caso di emergenza resta irraggiungibile per i passeggeri. Le finiture sono di lusso, con materiali di qualità (anche nei punti nascosti) e raffinati rivestimenti in pelle che contrastano piacevolmente con le forme rudi delle carrozzeria. Lo spazio è abbondante e il divano può accogliere senza difficoltà anche tre adulti. Dalla comoda posizione di guida rialzata e con estese regolazioni elettriche (anche per il volante), si apprezzano gli indicatori di direzione a rilievo sul cofano: danno l’esatta percezione per gli ingombri dell’auto. Peccato che la visuale verso la parte posteriore non sia delle migliori, per via dei larghi montanti posteriori del tetto e della ruota di scorta, che, appesa al portellone, copre parte del lunotto. A proposito di portellone, è incernierato sul lato sinistro e dà accesso a un vano grande e di forma regolare.

Sull’asfalto sorprende…

Delle nuove sospensioni si avvantaggia soprattutto la guida su asfalto: la Mercedes G 63 AMG trasmette maggiore confidenza rispetto al modello precedente, e l’agilità è di tutto rispetto per una vettura pesante 2485 kg. Nonostante il rollio accentuato, su strade veloci e ricche di curve la Mercedes G 63 AMG si muove disinvolta e, pur senza la reattività di suv dal piglio sportivo, accetta andature brillanti. Con già 850 Nm di coppia disponibili a 2500 giri il V8 assicura scatti brucianti a ogni regime (ci sono parsi effettivamente alla portata dell’auto i 4,5 secondi per coprire lo “0-100” e i 220 km/h di velocità massima) e il “morbido” cambio automatico è puntuale nei passaggi di marcia non solo nelle due modalità di guida Sport (selezionabili con la levetta fra i sedili), ma anche in Comfort. Valido lo sterzo (preciso e non troppo leggero) e i freni con grandi dischi di 40 cm di diametro (e pinze a sei pompanti) all’avantreno. Nei viaggi in souplesse, la Mercedes G 63 AMG garantisce un comfort elevato, con un efficace assorbimento delle sconnessioni. Tuttavia, la carrozzeria voluminosa e squadrata non è il massimo per l’aerodinamica e, nel pur ovattato abitacolo, i fruscii sono avvertibili. Da perfezionare è poi l’azione del sistema di involontario cambio di corsia: talvolta, nell’avvicinarsi alla linea di demarcazione della carreggiata, agisce troppo bruscamente sui freni per riportare l’auto in traiettoria. Infine, citiamo per onor di cronaca il consumo che abbiamo letto nel computer di bordo dopo il test su strada: circa 5 km/l.

…E nell’off-road dà conferme

Forte di 27 cm di luce a terra, la Mercedes G 63 AMG Premium Plus ha superato senza difficoltà l’impegnativa parte del test svolta su un articolato percorso fra pietraie, guadi e rampe con oltre il 60% di pendenza. A seconda del tratto da affrontare, con i tre tasti nella consolle abbiamo bloccato gli altrettanti differenziali, mentre con il pulsante nel tunnel abbiamo azionato le marce ridotte. Con queste funzionalità inserite, si possono scegliere tre ulteriori modalità di guida (visualizzate nello schermo della strumentazione) che agiscono sulla risposta di motore, cambio, sospensioni e aiuti elettronici (come l’Esp) per superare fondi melmosi, di sabbia o di pietre. Secondo la casa, le già elevate prestazioni nel fuori strada della Mercedes Classe G sono ulteriormente migliorate. Per esempio, ora è possibile superare guadi profondi 70 cm (10 più di prima) e gli angoli di attacco e di uscita sono aumentati di un grado, arrivando rispettivamente a 31° e 30°.

Secondo noi

Pregi
> Finiture. La realizzazione è curata e i materiali di lusso.
> Guida. Sull’asfalto è migliorata e in off-road si conferma efficace.
> Motore. La sua spinta è entusiasmante.

Difetti
> Fruscii aerodinamici. Sono avvertibili nonostante l’attenta insonorizzazione: colpa della carrozzeria squadrata.
> Mantenimento di corsia. Talvolta il sistema è troppo brusco.
> Radio Dab. In un’auto così costosa ce la saremmo aspettata di serie.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 3982
No cilindri e disposizione 8 a V di 90°
Potenza massima kW (CV)/giri 430 (585)/6000 giri
Coppia max Nm/giri 850/2500-3500
Emissione di CO2 grammi/km 299
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 9 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 220
Accelerazione 0-100 km/h (s) 4,5
Consumo medio (km/l) 7,6
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 483/193/197
Passo cm 289
Peso in ordine di marcia kg 2485
Capacità bagagliaio litri 454/1941
Pneumatici (di serie) 295/40 R22
VIDEO
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Ritratto di ELAN
10 maggio 2018 - 16:53
1
A me piace più la Lorenzin di Charlize Theron, sono entrambe bionde...
Ritratto di puccipaolo
5 maggio 2018 - 18:08
5
dai voti si vede come quest'oggetto e sottolineo oggetto o si ama o si odia. Non rispetta i classici canoni attuali di SUV dove peraltro la Mercedes c'è ed anche prepotentemente su più segmenti. Questa bestia esula dal tempo, non la definirei per appassionati, perchè chi ama il fuoristrada non spende 200000€ per graffiarli...piuttosto per ricchi amanti delle belle cose, in generale. Ti distingui come quello che invece della Porsche guida una 4C.
Ritratto di bridge
5 maggio 2018 - 19:15
1
Molto fascinosa ed esclusiva ma costa un botto!
Ritratto di Turbodiesel
6 maggio 2018 - 08:59
2
bellissima, mantiene uno stile all'antica seppur abbia tantissime tecnologie... però 174.400€ sono tantini...
Ritratto di ELAN
10 maggio 2018 - 16:53
1
Beh ma ci sono i tassi agevolati no?
Ritratto di luconeone
6 maggio 2018 - 13:14
Non capisco il quadrilateto anteriore, molto più delicato dell'assale rigido in fuoristrada, ok che migliora la dinamica di guida ma, come già detto da qualcuno, un mezzo con l'aerodinamica di un mobile ikea e pesante 2,5t non penso faccia dell'inserimento in curva il suo mantra. Stesso discorso per l'abbandono dell'elettroidraulica nei differenziali. Esteticamente è riuscito molto bene, ma non lo vedo più come quel mulo indistruttibile di un tempo. Meglio il Wrangler come evoluzione, mantiene di più il suo ruolo.
Ritratto di Michele Rossetti
6 maggio 2018 - 14:20
Sono d'accordo è orribile sgraziata e piena d inutili cromature tamarre.
Ritratto di ELAN
10 maggio 2018 - 16:52
1
Il termine tamarro mi mancava.
Ritratto di Gianni.ark
6 maggio 2018 - 23:26
Auto inutile...
Ritratto di marcoluga
6 maggio 2018 - 23:42
I comuni mortali devono svendere le loro carrette Diesel, e poi c’è chi va in giro con simili insulti alla parsimonia di risorse. Comunque ci vedo bene sceicchi con Rolex rigorosamente d’oro massiccio e anello con brillante grande come un mandarino. Il trionfo del cafone è servito.
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