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Mini Cabrio: il nuovo cambio convince

Dotata della nuova trasmissione robotizzata a doppia frizione, questa piccola cabriolet sa dare belle soddisfazioni nella guida, ed è rilassante se si va tranquilli. Sempre scarsi l’abitabilità posteriore e il baule.
Pubblicato 20 aprile 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 36.750
  • Consumo medio (dichiarato)

    15,6 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    145 grammi/km
  • Euro

    6
Mini Cabrio
Mini Cabrio Cooper S Hype DCT
Trasmissione a parte, cambia nei dettagli

La Mini, una fra le piccole più sfiziose e divertenti da guidare, viene aggiornata con migliorie all’equipaggiamento, una serie di nuove personalizzazioni e due nuovi cambi automatici: invece di quello precedente a sei marce, adesso la Cooper SD (a gasolio) ne monta uno a 8 rapporti, mentre le One, Cooper e Cooper S possono avere un robotizzato a doppia frizione a 7 rapporti. Di serie, resta il cambio manuale a 6 rapporti. A livello estetico, si notano i fanali posteriori ispirati alla bandiera del Regno Unito, il logo rinnovato, tre nuovi set di cerchi in lega, dettagli in nero laccato all’esterno e tre nuovi colori per la carrozzeria, tutti metallizzati (€ 550): il blu Starlight, il grigio Emerald e l’arancio Solaris. Tutte queste novità riguardo sia la tre porte sia la Cabrio che abbiamo guidato (una piccola con la capote in tela dalle finiture accurate, ma con poco spazio nella zona posteriore).   

Il motore resta lui

Con il 2018 arrivano poi dei nuovi rivestimenti in pelle per i sedili e inedite decorazioni, come la finitura nel fascione dell’abitacolo ispirata alla bandiera del Regno Unito (€ 290) e la soglia d’accesso all’abitacolo e la mostrina sulla fiancata personalizzabili. Insomma, modifiche di dettaglio che poco cambiano il look che ha sempre contraddistinto la Mini, e che nella versione Cooper S che abbiamo guidato è reso più grintoso dalle aperture di raffreddamento maggiorate nel fascione anteriore, dalle minigonne sottoporta e dai due terminali di scarico posteriori, dai quali, quando si solleva il piede dall’acceleratore, escono gli scoppietti tipici delle auto da rally. I tecnici della Mini non hanno rivisto il motore a quattro cilindri turbo 2.0, sempre molto energico ma anche progressivo: si guadagna velocità con grande prontezza. Gli rimproveriamo solo un rombo fin troppo educato per una sportiva.

I bilancieri al volante si pagano a parte

Le doti del 2.0 vengono messe in risalto dal nuovo cambio robotizzato a doppia frizione, che rende la Mini Cooper S molto scattante e reattiva, pure garantendo cambi di marcia “vellutati”. Evidenti le differenze di comportamento in base alla modalità di guida selezionata: in quella Green, la più “risparmiosa” (ci sono anche Mid e Sport), il DCT impiega qualche attimo di troppo per scalare una o due marce, tendendo sempre a privilegiare l’efficienza anche quando si preme a fondo l’aceleratore. Stona, inoltre, su un’auto così grintosa, che le palette al volante per cambiare marcia si paghino a parte: 200 euro, incluso la funzione Launch Control che attiva la meccanica in moda da avere delle partenze al fulmicotone. Ma una cabriolet non nasce solo per la guida sportiva: basta aprire la capote (mossa da un motore elettrico) e godersi appieno il docile tiro del motore e la morbidezza del cambio quando si viaggia tranquilli. Tra l’altro, in queste condizioni, il 2.0 non si è rivelato molto assetato, visto che nel corso della nostra prova su strade extraurbane abbiamo registrato sul computer di bordo una percorrenza di 13,7 km/l.

Secondo noi

Pregi
Accessibilità. Complice il parabrezza verticale, entrare e uscire non è difficile.
Finiture. L’auto è curata, dentro e fuori. 
Su strada. Il motore, il cambio e l’assetto rendono la Cooper S molto piacevole da guidare.
 
Difetti
> Fari. La manopola per comandarli è nascosta alla vista e non si controlla facilmente.
> Palette del cambio. Su un’auto di questo genere dispiace dover pagare a parte i bilancieri per cambiare marcia.
Spazio. Davanti non manca, ma il divano accoglie solo persone di altezza media e il baule è piccolo.

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 1998
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 141 (192)/5000 giri
Coppia max Nm/giri 280/1350-4600
Emissione di CO2 grammi/km 145
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 230
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,1
Consumo medio (km/l) 17,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 385/173/193
Passo cm 250
Peso in ordine di marcia kg 1390
Capacità bagagliaio litri 160/215
Pneumatici (di serie) 195/55 R16
Mini Cabrio
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Ritratto di MAXTONE
22 aprile 2018 - 11:21
L' importante è la ripresa e i tempi rilevati nelle prove su strada sono di tutto rispetto. Ovviamente non è una hot hatch ma di certo non è ferma quando si tratta di effettuare sorpassi in piena sicurezza in extraurbano anzi in questi casi tra coppia del powertrain elettrico e trasmissione eCVT, assai rapida nel prendere l'iniziativa rispetto ai normali automatici rallentati dal convertitore idraulico di coppia, si viaggia con brio che è una bellezza.
Ritratto di tramsi
22 aprile 2018 - 12:53
"Di tutto rispetto"? "Si viaggia ch'è una bellezza"?? "CVT assai rapida rispetto ai normali automatici rallentati dal convertitore"??? Una normalissima Ignis (che in accelerazione, nonostante l'aggravio di peso della trazione integrale della versione provata, sta sotto i 10") allora, al cospetto cos'è? E una Golf base 1.0 (provata da Auto, 0-100 km/h in 9,4 e 1 km da fermo in 31,2), che oltretutto in media percorre 17 km/l rilevati??? Ne ho sentite di ogni da parte di fiattari e vaggari, ma tu neanche scherzi... Di qualità, le Lexus (tanto che volevo prenderne una), ma prestazioni, feeling e divertimento di guida non sono proprio nelle corde della CT 200h.
Ritratto di MAXTONE
22 aprile 2018 - 19:22
Di quel che vuoi ma io non chiederei altro da una media premium che mi fa i 26,3 in città (senza guidare con troppa accortezza per il consumo) e 18,5 in statale (l'autostrada non la guardo perché l'ultima volta che l'ho presa risale all'estate del 2015, la volta precedente nell'estate 2006 e quella precedente ancora estate 2003) e parlando di prestazioni (dati rilevati da altra rivista sulla prima serie del 2011) 182,663 km/h, una ripresa 70-120 in 11 netti e il km da 70 km/h in 28,7 mi sembrano dati tutt'altro che disprezzabili ancor più in virtù del fatto che limiti e controlli su strade e, soprattutto, autostrade, sono decisamente più severi rispetto al 2002 quando andava di moda sfrecciare a 230 in autostrada coi diesel prestazionali (i quali comunque, trattati in quel modo, duravano da Natale a Santo Stefano). Poi mi dici del comportamento su strada: È stato proprio il telaio granitico e l'assoluta compostezza del set up sterzo/sospensioni a far desiderare potenze e prestazioni maggiori alle testate che l'hanno provata. Io ho guidato il penultimo restyling del 2014 e ne sono rimasto entusiasta, un auto davvero completa sotto tutti i punti di vista e la senti incollata alla strada con rollio praticamente nullo e moderato sottosterzo guidando con piglio sportivo. È una delle mie Lexus preferite in assoluto e a quanto pare anche longeva dal momento che con l'ultimo aggiornamento verrà prodotta fino al 2020, dieci anni sul mercato, niente male.
Ritratto di tramsi
22 aprile 2018 - 21:17
Non è questione di dire quel che si vuole, ma di fotografare la realtà. Intanto, i tempi di ripresa in quella macchina corrispondono, considerato il funzionamento del cambio, a quelli di accelerazione, quindi a parità di logica resta comunque dietro a una Ignis, il che non abbisogna di commento alcuno. Divertimento e prestazioni sono DI FATTO estranei alla CT 200h, per te potrà anche essere un'astronave, solo per il fatto di chiamarsi Lexus, io preferisco dare a Cesare quel che è di Cesare. Il discorso sui limiti lo trovo realmente ridicolo, perché, in tal caso, non avrebbe alcun senso il 90% delle automobili a listino: immagina se BMW si limitasse alla 116 e Golf alla 1.0, senza alcuna altra offerta più in alto cosa potrebbero mai pensare gli utenti, a cominciare da me. Non ho scelto quella macchina proprio perché, ribadisco, prestazionalmente molto seduta, esattamente come può esserlo un'altra automobile nella motorizzazione base (anche a tacer della velocità massima), senza possibilità di salire oltre.
Ritratto di tramsi
22 aprile 2018 - 22:05
Mi riferivo a Maxtone, facile da capire stando alla sequenza dei messaggi, a meno che non siate la stessa persona (tutto è probabile...). I riferimenti cronometrici non sono opinioni personali, a parte che quella macchina l'ho anche provata e lasciata dal concessionario (a voler rispodnere sui "complessi"). Che vada quanto una C con la motorizzazione base l'avevo già fatto presente, a voler e... saper leggere. Che poi sia la tua auto, non me ne frega nulla.
Ritratto di alex_rm
22 aprile 2018 - 11:43
Sul 318 viene montato lo stesso 3 cilindri 1500 cc della mini
Ritratto di tramsi
22 aprile 2018 - 12:55
Al contrario, perché i motori sono BMW: sulle Mini vengono montati i motori BMW.
Ritratto di Leonal1980
20 aprile 2018 - 22:07
4
Redazione per una mini cabrio non è un difetto, ma rigor di logica. Spazio. Davanti non manca, ma il divano accoglie solo persone di altezza media e il baule è piccolo.
Ritratto di Rikolas
20 aprile 2018 - 22:13
La Mini e la 500 sono due icone tra le auto di piccola taglia, niente a che vedere con le più volgari e popolari Fiesta, 208, Corsa e roba simile, davvero un altro livello di prestigio. Menomale che nel tristissimo panorama automobilistico fatto solo di Suv e auto mediocri, esistono ancora automobili di un certo stile e con un bel design ricercato. Ovviamente per palati fini, non per tutti!
Ritratto di Moreno1999
20 aprile 2018 - 22:34
4
500 paragonata a 208 e Fiesta e definita per palati fini, quando in realtà la comprano cani e porci. Mah
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