PRIMO CONTATTO

Mini Mini: esclusiva, arrabbiata, poco “gommata”

La sigla John Cooper Works distingue la Mini più “cattiva” (e costosa): i 39 CV in più si sentono. Su strada, però, i pneumatici di serie, non all’altezza delle prestazioni della vettura, mostrano presto il loro limite.

6 maggio 2015
  • Prezzo (al momento del test)

    € 31.200
  • Consumo medio

    14,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    155 grammi/km
  • Euro

    6
Mini Mini
Mini Mini John Cooper Works
Per 6.000 euro in più
 
Le tre parole John Cooper Works (le prime due sono il nome dello storico elaboratore e costruttore di vetture da corsa inglese) identificano le Mini più “pepate”: questa tre porte che promette quasi 250 km/h si riconosce a prima vista per i paraurti specifici (portano la lunghezza a 387 cm e si possono avere come optional anche sulla meno costosa Cooper S), con una presa d'aria supplementare al posto del fendinebbia sinistro (che non si può avere neppure pagando). Si tratta di una versione “pompata” della Cooper S (meno cara di 6.000 euro), dalla quale differisce per alcuni particolari. Il motore rimane il conosciuto 2 litri a iniezione diretta di benzina, che però su questa JCW sviluppa 231 anziché 192 CV. Il cambio è manuale a sei marce o automatico a convertitore di coppia (costa 1.900 euro, e secondo la casa permette di coprire lo “0-100” in 6,1 secondi invece che in 6,3).
 
Sedili specifici
 
A bordo, balzano all'occhio i sedili con poggiatesta integrato (rivestiti in pelle da 1.270 euro): specifici per la Mini John Cooper Works, mantengono la pratica seduta estensibile e l'inclinazione dello schienale a leva (anziché con una più precisa rotella) di quelli della Cooper S, ma sono più avvolgenti per il busto. Notevole, per un'utilitaria, la qualità delle finiture e dei materiali. Più ricca che nella Cooper S (ma comunque tutt'altro che generosa) la dotazione: il “clima” automatico bizona si paga 380 euro, il navigatore almeno 820 euro, i sensori di distanza partono da 360 euro e il computer di bordo ne costa 165. Calcolatrice alla mano, a parità di equipaggiamento la differenza di prezzo fra una Cooper S e una JCW è ragionevole: 1.400 euro. Ovviamente, non manca la possibilità di attingere allo sterminato catalogo delle personalizzazioni per rendere unica questa Mini: si va da “classici” come le strisce sul cofano (115 euro) ai particolari colorati sparsi nell'abitacolo (105 euro). Quello che non può cambiare  è (ovviamente) lo spazio interno: i due posti dietro sono piccoli e il baule (211 litri) è risicato (ci sono citycar che offrono di più).
 
Cambia poco, ma dove serve
 
Le modifiche che hanno portato la Mini Cooper S a diventare John Cooper Works non sono molte, ma mirate. La trasmissione manuale presenta un rapporto finale più corto per favorire lo scatto da fermo e la ripresa, mentre il cambio ha la terza, la quarta e la quinta marcia più lunghe per non far salire troppo i consumi; un turbo specifico e una nuova mappatura del motore provvedono a fornire i 39 cavalli “extra”; le pinze dei freni sono ora marchiate Brembo (più grandi, richiedono cerchi specifici per evitare interferenze con le razze); l'assetto di serie è quello sportivo che, sulla Cooper S, è offerto come optional a 205 euro. Rispetto alla “sorella” da 192 CV, la potenza massima viene erogata a un regime di 500 giri più alto (5200-6000 anziché 4700-6000) e lo scarico specifico, più libero, dà la sensazione di un'auto “sanguigna” e reattiva, specialmente posizionando su Sport il Mini Driving Mode (di serie, è il “rotellone”, alla base della leva del cambio, che permette di scegliere fra tre modalità di guida). In questo settaggio, il pedale dell'acceleratore diventa più reattivo e un dispositivo elettronico si attiva per riportare nell'abitacolo il suono del motore. Dato che la produzione delle JCW con cambio manuale inizierà solo fra qualche settimana, abbiamo potuto “assaggiare” solo la versione con il cambio automatico.
 
Sportiva lei, non le gomme
 
Le modifiche hanno donato al 2.0 più personalità: benché, in modalità Sport, le riprese siano vigorose già dai 2000 giri, si è invogliati a “tirare” le marce (selezionabili anche dal volante) alla ricerca della zona alta del contagiri. L'assetto sportivo e i cerchi di 18'' (820 euro) rendono la Mini John Cooper Works una “tavola” (ma ci sono rivali più scomode...): se l'asfalto non è liscio, si “balla” un po'. A maggior ragione stupisce quindi la scelta della casa di calzare questa JCW con gomme non sportive (Pirelli Cinturato P7, di tipo runflat, anche con i cerchi di 18''): il risultato è che, già nella guida solo un po’ “allegra” (ma non ancora “con il coltello fra i denti”), i pneumatici arrivano ben presto al limite dell'aderenza, facendo scivolare il muso verso l'esterno della curva. Le cose migliorano un po' selezionando la modalità Dynamic dell'Esp: le “briglie” dell'elettronica si allentano, permettendo di “chiudere” la traiettoria con le ruote posteriori in tutta sicurezza e in maniera rapida ma progressiva. Così facendo, però, nei percorsi tortuosi si passa continuamente dall'allargare la traiettoria con il muso al farlo con la coda: un comportamento poco omogeneo e poco redditizio, condito da abbondanti e spiacevoli sibili dalle gomme anche su asfalto rugoso (in curva come nelle frenate più decise). Peccato, perché lo sterzo è piuttosto diretto e preciso e senza quella artificiosa pesantezza di alcune rivali.
 
Un valido automatico
 
Uscendo “a cannone” dalle curve, l'elettronica deve fare gli straordinari per cercare di scaricare a terra i 320 Nm di coppia: in questi frangenti un vero differenziale autobloccante avrebbe fatto la differenza. Sulla JCW (come sulle altre Mini) ci si deve invece accontentare del sistema che ne simula la presenza frenando leggermente la ruota interna che pattina (trasferendo così una parte della potenza all'altra dello ruota stesso asse). Avendola provata solo su un breve percorso molto tortuoso e stretto, non ci sentiamo di sbilanciarci in giudizi sulla resistenza alla fatica dei nuovi freni, che si apprezzano per la modulabilità e per la corsa breve del pedale. Non delude, per parte sua, l’automatico: sufficientemente rapido nelle cambiate, in modalità manuale tiene il rapporto senza passare a quello successivo. Solo in scalata mostra, a volte, qualche incertezza, rifiutando il comando impartito (che, però, viene tenuto in memoria per inserire il rapporto inferiore non appena possibile senza rischi per la meccanica).
 
Secondo noi
 
PREGI
> Cambio automatico. In attesa di guidare la versione col cambio manuale, possiamo dire che quello automatico non delude.
> Personalizzazione. Come ogni Mini, ci si può “cucire” addosso anche la JCW, attingendo dall'ampio catalogo degli accessori.
> Prestazioni. Il 2.0 turbo spinge forte già ai bassi regimi.
 
DIFETTI
> Pneumatici. Un'auto che vuole essere “speciale” non dovrebbe accontentarsi di gomme "normali": soprattutto se fornite con sovrapprezzo, assieme ai cerchi maggiorati da 820 euro.
> Spazio. La Mini non è più così… “mini”, però ha quattro soli posti e il bagagliaio è meno generoso di quello di alcune citycar più corte.
> Unicità. Escludendo pinze dei freni e cambio manuale, le altre modifiche non sono “di sostanza”; e molte (come i paraurti più aggressivi e l'assetto sportivo) si possono avere come optional anche sulle Mini meno potenti.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1998
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 170 (231)/5200-6000 giri
Coppia max Nm/giri 320/1250-4800
Emissione di CO2 grammi/km 155
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 246 km/h
Accelerazione 0-100 km/h (s) 6,3
Consumo medio (km/l) 14,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 385/173/141
Passo cm 249
Peso in ordine di marcia kg 1235
Capacità bagagliaio litri 211/731
Pneumatici (di serie) 205/45 R17

 

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Ritratto di Shakito
6 maggio 2015 - 23:02
1
Non conosco la misura delle gomme fornite coi cerchi da 18"...ma vendere un'auto che si presume sia la versione più estrema della gamma, con 231 cv scaricati sulla trazione anteriore, fornita con delle gomme (di serie) di misura 205/45 r17 (inoltre di tipo runflat, ancor meno sportive)...è proprio ridicolo! Ci vorrebbero delle 225 a parer mio. Non per dire, ma l'Opel Corsa 1.3 diesel 75 cv (del 2010) di un mio amico, ha a libretto le 215/45 r17...e io potrei montare (previa richiesta di nullaosta alla Mazda) sulla mia 2 del 2008, le 205/45 r16! ah, sempre per dire, è la 1.4 diesel da 68 cv...! Sull'estetica, non mi pronuncio...dico solo che gli steroidi le hanno fatto male.
Ritratto di simopente
7 maggio 2015 - 01:45
3
la mini per me rimane un pò "appesantita" esteticamente... Vero per quanto riguarda le gomme runflat...dure come le pietre...avevo la mini con di serie le pirelli euforia...vanno bene solo per i freni a mano...
Ritratto di AlphAtomix
7 maggio 2015 - 09:26
ho una S con kit jcw (r56) e sinceramente questa serie di mini la schifo abbastanza, sono veramente bruttine. E comunque per mio parere la ciclistica più morbida della S è migliore della JCW per girare su strada, tra buche e sconnessioni voglio vedere in quanto tempo spacchi i cerchi (da 18 poi non parliamone neanche) con assetto rigido.
Ritratto di Gordo88
7 maggio 2015 - 10:12
Bisogna mettere in conto che la nuova mini ha un' impostazione meno rigida rispetto alla precedente, con le sospensioni elettroniche poi il comfort sarà ancora migliore( per essere uan sportiva)
Ritratto di persemprenecchi .
7 maggio 2015 - 13:22
Personalmente nn condivido. A parte che se prendo una sportiva la voglio dura.. ma poi nella buca in cui spacchi i 18, vai tranqui che ci spacchi anche i 17.
Ritratto di AlphAtomix
7 maggio 2015 - 13:35
non direi dato che la differenza di spalla della gomma è molto evidente. Chiaro se il 17 è runflat spacchi anche quello.
Ritratto di Gordo88
7 maggio 2015 - 10:07
Avere degli optional a pagamento indispensabili come i sensori o cdb mi sembra assurdo in una mini da oltre 30k euro. A parte ciò sembra divertente da guidare ma forse questa nuova serie meno nervosa e rispetto la vecchia, più addomesticata e auto anche da tutti i giorni potrebbe essere una delusione per parecchi, va a finire che è più divertente da guidare l' S1..
Ritratto di Racing75
7 maggio 2015 - 11:34
marchio importante e prestigioso, auto sfiziosa, motore potente... più di così! Altro che Corsa OPC e similari, quelle vetturette da adolescenti lasciamole ai "tamarri" del sabato sera. Qui si parla finalmente di un auto sportiva ma la tempo stesso elegante, solida e con un buon valore di mercato (anche in ottica futura). Una vera auto da collezione...
Ritratto di Vespa Primavera
7 maggio 2015 - 17:15
Fidati che i tamarri del sabato sera manco sanno cosa sia la opc e preferiscono di gran lunga la prestigiosa mini, proprio perché di moda.
Ritratto di persemprenecchi .
7 maggio 2015 - 13:20
Scusami... Tutte le opinioni vanno rispettate, e ci mancherebbe altro. Ma non vedo xke' debba offendere chi ha gusti diversi dai tuoi. Io non sono ne aadolescente, purtroppo, ne tantomeno tamarro. Eppure la corsaopc mi piace molto. Poi cosa centra paragonarla a questa^?????? A parte che se spendo quasi 35mila euro e mi trovo una macchina che dovrebbe essere sportiva, con un marcato sottosterzo e scarso feeling con lo sterzo mi girano parecchio le balls... ma poi stai paragonando 2auto fra cui ballano circa diecimila euro... che pragone e'??
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