PRIMO CONTATTO

Porsche Cayenne: un quarto di suv e tre quarti di sportività

La nuova Porsche Cayenne è lussuosa, molto maneggevole e velocissima anche in questa versione intermedia per potenza. Meno soddisfacente la dotazione.

5 novembre 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 97.598
  • Consumo medio

    10,6 km/l
  • Emissioni di CO2

    213 grammi/km
  • Euro

    6
Porsche Cayenne
Porsche Cayenne S
Diesel e ibride in arrivo

La terza edizione della Porsche Cayenne è già ordinabile, con le prime auto in arrivo nelle concessonarie a dicembre. Per ora, la scelta è fra tre modelli a benzina: la 3.0 (spinta da un V6 monoturbo con 340 CV, costa 80.030 euro inclusa la messa in strada), la S (quella oggetto del nostro Primo Contatto, mossa da un V6 2.9 biturbo con 441 CV, e proposta a 97.598 euro) e la Turbo (V8 4.0 da 549 CV, 145.666 euro). Entro la prima metà del 2018 arriverà anche l'ibrida da 462 cavalli e qualche mese dopo la Diesel (420 CV) e la Turbo S ibrida con ben 680 cavalli. Più lunga di 6 cm (oggi tocca i 492), bassa di 1 e larga di 2 (siamo a 198 cm, una misura davvero rilevante), la suv tedesca non si allontana molto dalle forme caratteristiche del modello (la differenza più evidente riguarda la zona posteriore, con i sottili fanali collegati fra loro), ma è interamente nuova. Il pianale è condiviso con le Audi Q7 e Bentley Bentayga (tutti marchi di prestigio della galassia del gruppo Volkswagen) e, grazie all'ampio uso di lega di alluminio (in alcuni elementi della scocca oltre che per porte, tetto e parafanghi ) è più leggera di prima di 65 kg. Della tecnologia della nuova suv tedesca avevamo già parlato ampiamente qui, ma adesso l'abbiamo potuta guidare. 

Rifinita di tutto punto

Il posto di guida della Porsche Cayenne è alto da terra e la plancia ha uno stile rigoroso, ma con evidenti richiami alla sportività e alla tradizione del marchio: la chiave (elettronica) va come sempre infilata sulla sinistra della plancia, lo snello volante a tre razze pare quello di una granturismo e il cruscotto prevede ancora cinque elementi circolari, con il contagiri (a lancetta) più grande e nella posizione d'onore, al centro. In realtà, gli altri strumenti sono due display di 7” che forniscono una miriade di informazioni, inclusa, volendo, la mappa del navigatore. L'impianto multimediale, dal canto suo, ha un nitido e reattivo schermo “touch” a sviluppo orizzontale di ben 12,3”; non manca la connessione a internet. La corta leva del cambio automatico è posta su una consolle inclinata nera lucida, che va sfiorata per azionare i comandi del “clima” e per selezionare le modalità di guida; è una soluzione elegante e tecnologica, ma l'assenza di tasti “fisici” obbliga ad abbassare lo sguardo per capire dove appoggiare le dita. Le finiture sono molto accurate e i materiali di pregio, anche se di serie ci sono solo i sedili parzialmente in pelle; volendoli interamente nel materiale più pregiato, servono 3.379 euro. 

Il divano scorre

La Porsche Cayenne è una suv sportiva, e non punta tutto sullo spazio; quattro adulti viaggiano comunque con grande agio, e anche al centro del divano (pur con l'ingombrante tunnel fra i piedi) si può stare comodi. Quanto al bagagliaio, il vano principale, rifinito di tutto punto, è ampio, ma non si può dire cavernoso; tuttavia, c'è parecchio spazio nel sottofondo e, se si porta avanti il divano (16 cm) e se ne posiziona lo schienale in poszione di “massimo carico” (cioé quasi verticale) la capienza tocca i 770 litri: un valore notevole, e di 100 litri migliore rispetto al vecchio modello, anche se così il comfort dei passeggeri posteriori cala drasticamente. Comodo il portellone motorizzato (con soglia di carico a 75 cm da terra abbassabile a 69 se in presenza delle sospensioni pneumatiche) e utile lo schienale in tre parti.

Curva decisa...

La Porsche Cayenne S del test era equipaggiata con un consistente “arsenale” tecnologico optional: le sospensioni con molle ad aria (2.190 euro), le barre antirollio attive PDCC (3.355 euro), i cerchi di 20” (1.098 euro), le ruote sterzanti anche dietro (2.391 euro) e anche i freni in ghisa rivestiti in carburo di tungsteno (3.050 euro), un materiale che migliora l'attrito e la resistenza all'usura. Risultato: la frenata è poderosa, la tenuta di strada in curva molto elevata (ottima anche la trazione, con un differenziale autobloccante a controllo elettronico che varia la ripartizione della coppia fra avantreno e retrotreno in base alle esigenze) e il rollio pressoché nullo. Lo sterzo a rapporto variabile è molto diretto, tanto che nelle curve strette occorre abituarsi a non ruotare il volante più del dovuto; forse anche per questo, i progettisti hanno preferito renderlo piuttosto “corposo” nell'azionamento.

...e scatta cattiva

Il motore della Porsche Cayenne S è “solo” un 2.9, ma, con il supporto del rapido e fluido cambio automatico a otto marce, spinge con vera cattiveria fino ai 6800 giri massimi: le ottime prestazioni dichiarate dalla casa (“0-100” in soli 5,2 secondi e 265 km/h di punta) sembrano a portata di mano; meno realistici i 10,6 km/litro dichiarati in media, dato che noi, al termine di un tratto condotto invero a passo piuttosto “allegro”, ne abbiamo letti 7 nel cruscotto. Il V6, comunque, sa esaltare anche per la “colonna sonora”, un ringhio pieno in accelerazione che si zittisce a velocità costante, garantendo così un ottimo comfort nei viaggi. Quanto al fuori strada, non abbiamo avuto l'opportunità di provare la Porsche Cayenne in condizioni “estreme”. Ma le premesse per un valido comportamento ci sono tutte: con le sospensioni ad aria, la luce a terra può arrivare a 24,5 cm (un buon valore per la categoria) mentre il valore “normale” è di 19 cm e quello per le alte velocità di 16,2; la profondità massima di guado è di 52,5 cm (50 con le molle in acciaio).

La dotazione ha qualche “buco”

Tutte le Porsche Cayenne hanno di serie la trazione integrale, il cambio automatico, il navigatore, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, i fari full led, il portellone ad apertura motorizzata e il climatizzatore bizona; la S, anche gli ammortizzatori elettronici. Una simile dotazione non si può dire “povera”, ma neppure completa; per esempio, non si può avere la ricarica wireless dei cellulari, né la funzionalità Android Auto per usare dall'impianto multimediale dell'auto il proprio smartphone (si può fare, invece con i dispositivi della Apple). Si pagano poi a parte accessori come la radio digitale Dab (488 euro) e il sistema che tiene in corsia (1.135 euro), nonché i sensori degli angoli ciechi degli specchietti (793 euro) e il cruise contol adattativo (1.745 euro). Forse chi ha deciso di spendere 100.000 euro per una Cayenne non farà un dramma nel veder lievitare il conto finale, ma un po' più di generosità da parte del costruttore sarebbe certo benvenuta. 

Secondo noi

PREGI
> Finiture. L'auto è molto ben fatta, dentro e fuori: il lusso è palpabile.
> Guida. Freni, tenuta di strada e stabilità sono di alto livello per una suv, senza che il comfort ne risenta in modo significativo.
> Motore. Il sei cilindri biturbo ha tutti i cavalli che si possono desiderare, e una “voce” splendida.

DIFETTI
> Comandi. Quelli sul tunnel, a sfioramento, non si percepiscono al tatto; occorre distrarsi per trovare il tasto che si sta cercando. 
> Dotazione. Si pagano a parte accessori come la radio Dab e alcuni aiuti alla guida, di serie su vettura che costano un quarto.
> Sistema multimediale. Mancano Android Auto e il sistema di ricarica wireless dei cellulari.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 2894
No cilindri e disposizione 6 a V di 90°
Potenza massima kW (CV)/giri 324 (441)/5700-6600 giri
Coppia max Nm/giri 550/1800-5500
Emissione di CO2 grammi/km 213
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 265
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,2
Consumo medio (km/l) 10,6
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 492/198/170
Passo cm 290
Peso in ordine di marcia kg 2020
Capacità bagagliaio litri n.d.-770/1710
Pneumatici (di serie) 255/55-275/50 R19
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Ritratto di antoniop24
6 novembre 2017 - 16:04
''macan''
Ritratto di slvrkt
6 novembre 2017 - 17:00
2
Stelvio e Cayenne non sono nello stesso segmento; also, Porsche non ha Android perche' non accetta alcune condizioni contrattuali di Google riguardo l'uso dei dati, non perche' non lo vuole.
Ritratto di alex_rm
5 novembre 2017 - 17:27
Il Cayenne è di una categoria superiore essendo più grande,la rivale della Stelvio e il Macan (derivato dal q5)
Ritratto di Demon_v8
5 novembre 2017 - 20:53
Perdonatemi, io se potessi le prenderei tutte e tre, ma sono solo un comune mortale e con la Panda in tangenziale andiamo a comandare
Ritratto di Porsche_Panamera
6 novembre 2017 - 08:02
Neanche con un disegnino potrai fargli capire che il Cayenne fa parte del segmento del Levante ed è con questa che eventualmente va paragonato.
Ritratto di Porsche_Panamera
6 novembre 2017 - 07:54
È proprio qui la differenza, chi compra il Cayenne come quello dell'articolo non guarda se costa 20.000-30.000 euro in più, lo compra e basta perchè è un lussuosissimo suv e perchè per il cliente i soldi non sono un problema. Chi aspira a comprare lo Stelvio invece fa il giro di tutte le banche per trovare i soldi per la versione diesel da 210 cv e si indebita fino al collo. Basta guardare i proprietari dei pochi esemplari venduti. Di QV in giro non ne vedrete neanche mezzo.
Ritratto di twinturbo
6 novembre 2017 - 08:35
E allora se 20-30 mila in più non fanno la differenza come mai le vendite al tempo sfondarono sostanzialmente sul diesel, e come mai quando poi arrivò il Macan lo ha surclassato in vendite, e pet cui cioè in verità chi andava in concessionaria non è che solo evitava 20-30 mila in più ma oltremodo puntava dritto ad almeno un ulteriore 20-30 mila in meno? Questi voli pindarici che il cliente qua e il cliente là sembrano cozzare UN PO' con la realtà
Ritratto di Porsche_Panamera
6 novembre 2017 - 08:00
"Per quanto la Stelvio non mi faccia impazzire, solo un folle o uno che vuole il marchio potrebbe preferire la Cayenne", un po' come dire: Per quanto la 500X non mi faccia impazzire, solo un folle o uno che vuole il marchio potrebbe preferire il Maserati Levante. Commento da incompetente che non si può permettere ne il Cayenne ne lo Stelvio e che mischia le mele con le pere motivando pure la tesi assurda.
Ritratto di twinturbo
6 novembre 2017 - 08:38
Questo commento avrebbe anche un senso se però, condizione fondamentale, la 500x andasse al Ring 8sec più veloce del più veloce dei Levante
Ritratto di anarchico2
6 novembre 2017 - 17:04
Lascia perdere, non sai neanche di che parli.
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