PRIMO CONTATTO

Renault Clio: più… gasata, ma con pochi airbag

Per la Renault Clio 0.9 turbo a tre cilindri arriva l’alimentazione a Gpl: guida piacevole e riprese brillanti anche a gas. Mancano però gli airbag dietro, e alcune finiture sono migliorabili.

9 febbraio 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 16.850
  • Consumo medio

    16,4 km/l (a Gpl)
  • Emissioni di CO2

    98* grammi/km
  • Euro

    6
Renault Clio
Renault Clio 0.9 TCe GPL Zen

*Valore riferito all'alimentazione a Gpl

Risparmi… in incognito

Servono 1.500 euro in più per la versione a doppia alimentazione (benzina e Gpl) della Renault Clio 0.9 TCe, del tutto indistinguibile rispetto a una "normale". Il look (appena ritoccato l'anno scorso) si conferma  dinamico, con il cofano spiovente e “muscoloso”, i gradi fari, la coda raccolta, i passaruota pronunciati e le maniglie posteriori nascoste nella cornice dei finestrini. Il lunotto piccolo e i montanti posteriori chiudono la visuale di tre quarti dietro: le “retro” sono poco agevoli, e i sensori di parcheggio (nel Pack Zen, a 600 euro, assieme al navigatore e alla radio digitale Dab) sono un optional a cui fare un pensiero.

Comodità immutata

L'abitacolo della Renault Clio riprende lo spirito sbarazzino e sportiveggiante della carrozzeria: l’insieme è reso piacevole dalla consolle laccata, con lo schermo tipo tablet di 7" e le prese Aux e Usb accanto. Altro tocco tecnologico è il cruscotto con il grande tachimetro digitale, di lettura immediata. Nella versione Zen che abbiamo guidato, la plancia ha un rivestimento morbido solo nella parte superiore, mentre i pannelli delle porte sono in plastica rigida, di qualità solo discreta: per le finiture, nel complesso, c'è ancora margine di miglioramento (prima del restyling del 2016, però, erano peggiori). Non molto curato l'inserimento dei comandi dell'impianto a gas: il pulsante che consente di passare dal Gpl alla benzina, e che incorpora anche l'indicatore del livello del serbatoio del gas, è applicato (con risultato un po' posticcio) alla sinistra del piantone dello sterzo, invece che nei comandi della vettura (in alcune rivali, il livello del carburante e il computer di bordo mostrano, in alternativa, le informazioni per entrambi i tipi di alimentazione). L’accesso a bordo è agevole e dell’abitabilità non ci si può lamentare: davanti si viaggia comodi (i sedili sono accoglienti e hanno ampie possibilità di regolazione); dietro, due adulti hanno un certo agio. Peccato, però, che nemmeno pagando si possano avere gli airbag posteriori per la testa; quelli a tendina anteriori (che si aggiungono a quelli frontali e a quelli laterali) proteggono solamente chi siede davanti e non (come non raro, tra le rivali) pure il capo di chi si accomoda dietro.

Nel complesso, un buon baule

Il bagagliaio della Renault Clio ha una capacità notevole per la categoria, e non è penalizzato dalla presenza del serbatoio del Gpl, collocato al posto della ruota di scorta, sotto il pianale. Nonostante la bombola (45 litri, di cui 34 rappresentano la capacità effettiva), non si rinuncia a un pratico vano di forma circolare sotto il rivestimento del piano di carico. Rimangono i limiti comuni alla versione "normale": l’imboccatura che si restringe nella parte superiore e  il gradino (di 20 cm) nel pavimento che si forma reclinando lo schienale del divano (impedisce di far scorrere i bagagli).

Brillante anche a Gpl

Agile fra le curve e sempre sicura (l’Esp è di serie), la Renault Clio a Gpl si conferma una delle piccole più piacevoli da guidare, anche in questa versione "ecologica". Il motore turbo da 90 CV, abbinato a un cambio ben manovrabile, è poco rumoroso, non vibra (nonostante i tre cilindri) e garantisce una spinta fluida già dai 2000 giri (dai 2500 davvero brillante), rivelandosi ben sfruttabile sino ai 5000: i 182 km/h di velocità massima e i 12,2 secondi promessi per lo “0-100” appaiono credibili (non abbiamo avuto modo, invece, di verificare la veridicità dei 16,4 km/l dichiarati come percorrenza media a Gpl). Passando dall'alimentazione a benzina a quella a gas non si avvertono differenze: segno che l'integrazione dell'impianto (prodotto dalla Landi Renzo, ma installato direttamente in fabbrica) è ben riuscita. In città si apprezza la prontezza del motore (meno la capacità di smorzamento delle sospensioni, durette), mentre nei percorsi misti affrontati con piglio sportivo spiccano la buona precisione dello sterzo e il comportamento sempre sicuro e prevedibile della vettura, oltre alla frenata efficace e ben tarata (il pedale non ha una corsa troppo lunga). 

Secondo noi

PREGI
Bagagliaio > La capacità (fra le migliori della categoria) non risente della trasformazione a Gpl.
Freni > L’impianto è efficace anche nelle frenate impegnative.
Motore > Nonostante i tre cilindri, il piccolo turbo vibra poco ed è vivace anche a gas.
Posizione di guida > Facile trovare una sistemazione ottimale per i guidatori di tutte le taglie. 

DIFETTI
Airbag > Gli airbag per la testa sono soltanto davanti: dietro non si possono avere, neppure come optional.
Integrazione impianto a gas > Il pulsante che consente di commutare il tipo di alimentazione ha un aspetto posticcio.
Finiture > Migliorate rispetto alla precedente generazione, ma ancora un po' economiche (almeno nella Zen guidata).
Visibilità posteriore > Il lunotto piccolo e i montanti posteriori estesi la penalizzano parecchio: i sensori sono un optional molto utile.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 898
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 66 (90)/5000 giri
Coppia max Nm/giri 140/2500
Emissione di CO2 grammi/km 98
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 182
Accelerazione 0-100 km/h (s) 12,2
Consumo medio (km/l) 16,4 (a Gpl)
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/173/145
Passo cm 259
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 300/1146
Pneumatici (di serie) 195/55 R16
Renault Clio
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Ritratto di PARRELLA GIOVANNI
10 febbraio 2017 - 21:15
Io sono uno di quelli "sprovveduti ed incoscienti nonchè accecato dalle lucine a led" , 56 anni, che hanno acquistato 13 mesi fà la Clio turbo benzina. È vero che gli interni non sono al top (ho comunque visto interni più dimessi in altre segmento B giapponesi ed anche europee), ed il motivo dell'inaspettato e per molti inspiegabile successo in tutta Europa è molto semplice: ha decisamente molti più pregi che difetti, oltre ad essere tra le più belle. Tutto quì. Provengo da Ford Fiesta e poi Focus, ma non percepisco alcun " passo indietro" in termini di qualitá degli interni, forse perchè la mia è una top di gamma (prima di acquistarla visionato anche Fiesta "titanium" - non propriamente versione base della tedesca ma con interni qualitativamente inferiori - se non mi credete fatatevi qualche giro nelle varie concessionarie). N.B. la Focus iniziò a scricchiolare al primo viaggio autostradale, la Clio dopo 13 mesi ne è immune (magari è solo fortuna, ma nel mio è cosi).
Ritratto di Pellich
13 febbraio 2017 - 09:59
Certamente il marketing della "losanga" è molto valido, non c'è dubbio su questo. A mio mio modesto parere, la Renault sta da tempo assumendo l'atteggiamento di proporre linee piacevoli e ammennicoli dall'effetto "wow" allo scopo di stupire (si veda anche la dimensione dei cerchi della nuova Scenic) a fronte però di una qualità, in termini di materiali e assemblaggi, a dir poco vergognosa - giudizio personale -. Sarà anche valida a livello di motori, meccanica e dinamica di guida, non lo metto in dubbio, ma lo stridio tra le linee (che personalmente posso capire possano piacere, a me non dicono nulla) e gli interni è talmente netta da irritare e rappresentare per me una autentica presa per i fondelli. Sono salito sia sulla Clio che sulla Captur e personalmente posso dire di non aver mai trovato un livello così mediocre in altre concorrenti di medesimo segmento. Non bastasse l'esperienza personale, basterebbe leggere le riviste di settore per scoprire che quanto dico è riportato piuttosto ricorrentemente. Ripeto, a parità di motorizzazione e allestimento i prezzi sono allineati ma la concorrenza (almeno quella europea) offre una cura costruttiva di altra caratura.. sicchè mi chiedo, se non vi sono legittime ragioni economiche relative a sconti particolari/trattamenti promossi dalla Casa, come si possa non considerare questo aspetto e come e in che misura si arrivi preparati ad un acquisto importante come può essere quello di una autovettura (non dico che è il suo caso) senza andare a fondo di TUTTO, ma facendosi attrarre solo da ciò che si vede.. provocatoriamente linea e luminosissimi "leddini". Ad ogni modo i gusti sono gusti e se in ultima istanza si è soddisfatti dell'acquisto, si è fatto centro, al di là di ogni possibile considerazione. Saluti
Ritratto di negidio
11 febbraio 2017 - 09:20
..mi piace questa clio e in versione Gpl credo sia molto interessante. Però, da possessore di un auto aspirata GPL 4 cilindri con all'attivo quasi 350mila Km e senza aver mai avuto noie al motore, nutro fortissimi dubbi sulla tenuta alla lunga dei piccoli 3 cilindri turbo...ma tanto ormai la tendenza è fare macchine troppo sofisticate di motore ed elettronica che al primo acciacco ti costringono a darle via...
Ritratto di PARRELLA GIOVANNI
11 febbraio 2017 - 09:50
Ciao negidio, io ho la tce 90 solo benzina, e non mi ha mai dato noie in 13 mesi. È un motore ormai in vendita dal novembre 2012 ed in rete non ho mai letto di problemi od utenti insoddisfatti del propulsore . Certo, è ancora presto per dire che magari non avrà problemi nel lungo periodo, ma considera che anche con una guida abbastanza brillante, in virtù della notevole coppia in basso si utilizza in genere tra i 2.000 massimo 3.000 giri di rotazione (ringraziano pistoni/bielle/segmenti ecc. nonchè indirettamente il gruppo cambio/trasmissione, molto meno sollecitati rispetto ad un aspirato - io adesso ho la stessa coppia max della precedente Ford Focus 1.600 appunto aspirata ma a 2.500 giri invece che a di 4.000).
Ritratto di negidio
11 febbraio 2017 - 15:13
indubbiamente la maggior coppia dei motori turbo induce a scalare meno e cosi da sollecitare meno il cambio..ma 300mila K per un piccolo 3 cilindri turbo sono veramente tanti, non penso che la turbina originale ci arrivi... e comunque i motori turbo sia diesel che benzina, pur essendo piu piacevoli da gestire, rimangono pur sempre piu delicati di quelli aspirati..per esperienza ho superato senza problemi 500mila km con un saxo diesel...mentre con la clio DCI ho avuto a 350 km due turbine rotte e altri problemucci che mi hanno fatto rimpiangere la vecchia diesel
Ritratto di negidio
11 febbraio 2017 - 15:14
correggo 350milaK
Ritratto di Iceman Paul
11 febbraio 2017 - 15:24
sono da sempre un fan renault ma una cosa che mi fa imbestialire è il non mettere un mangia CD nel cruscotto!!!! ma costa cosi tanto????
Ritratto di PARRELLA GIOVANNI
11 febbraio 2017 - 19:29
Sicuramente la presenza di una turbina in un motore (sia benzina che diesel) potrebbe rappresentare un potenziale punto debole dello stesso, ma se usato come effettivamente dovrebbe essere utilizzato, si riducono drasticamente i rischi di rotture (ovvero tirarlo solo dopo che sia ben caldo ma, soprattutto , se bisogna spegnerlo subito dopo una tirata autostradale, farlo girare al minimo almeno 1 minuto per far raffreddare la turbina dall'olio ancora in circolo - "Parigi val bene una messa"). Ecco perchè con lo stesso motore c'è chi fa oltre 200.000 km senza noie e chi rovina il turbo anche a 60.000/70.000 km. Infine c'è anche la casistica degli "sbadati" (categoria che mediamente oltre a marciare con gli pneumatici sgonfi, si dimentica anche per mesi interi di controllare il livello dell'olio, che se al di sotto del minimo non lubrifica e non raffredda più un componente che gira anche oltre i 100.000 giri/minuto).
Ritratto di PARRELLA GIOVANNI
11 febbraio 2017 - 19:29
Sicuramente la presenza di una turbina in un motore (sia benzina che diesel) potrebbe rappresentare un potenziale punto debole dello stesso, ma se usato come effettivamente dovrebbe essere utilizzato, si riducono drasticamente i rischi di rotture (ovvero tirarlo solo dopo che sia ben caldo ma, soprattutto , se bisogna spegnerlo subito dopo una tirata autostradale, farlo girare al minimo almeno 1 minuto per far raffreddare la turbina dall'olio ancora in circolo - "Parigi val bene una messa"). Ecco perchè con lo stesso motore c'è chi fa oltre 200.000 km senza noie e chi rovina il turbo anche a 60.000/70.000 km. Infine c'è anche la casistica degli "sbadati" (categoria che mediamente oltre a marciare con gli pneumatici sgonfi, si dimentica anche per mesi interi di controllare il livello dell'olio, che se al di sotto del minimo non lubrifica e non raffredda più un componente che gira anche oltre i 100.000 giri/minuto).
Ritratto di negidio
12 febbraio 2017 - 11:30
hai perfettamente ragione sul discorso dell lubrificazione..ma ho fatto sempre tutti i tagliandi secondo le prescrizioni della casa. Purtroppo diciamo che i primi DCI Renault non erano campioni di affidabilità: è notorio che dopo un pò occorre rifare le bronzine...e per il portafogli sono stati dolori. Purtroppo, i motori moderni sono molto più prestazionali di quelli di 15/20 anni fa..ma nel contempo anche più delicati e costosi da riparare...Rimanendo in tema di diesel, noto inoltre che i problemi del gasolio sporco vengono alla luce proprio con gli attuali turbodiesel common rail: una volta ci sono incappato io (3500 euro di danni) e una volta un mio amico...problema per me sconosciuto con il lento ma robustissimo diesel saxo..infatti sui diesel ci ho messo una bella croce: GPL PER SEMPRE, preferibilmente senza turbo
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