PRIMO CONTATTO

Renault Mégane: tutta da guidare (ma non in “retro”)

Le ruote posteriori sterzanti rendono la Renault Mégane 1.8 TCe R.S 4Control. fulminea nei cambi di direzione, e i 280 cavalli del 1.8 turbo spingono vigorosi. Difficoltosa, però, la visibilità posteriore.

2 febbraio 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 35.350
  • Consumo medio

    16,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    163 grammi/km
  • Euro

    6
Renault Mégane
Renault Mégane 1.8 Tce 280 CV R.S
Ampia scelta

Sviluppata dal reparto sportivo della casa francese (la sigla R.S. sta per Renault Sport), la Renault Mégane 1.8 TCe R.S. 4Control ha un 1.8 turbo a benzina da 280 CV e, unica nella categoria, il retrotreno sterzante (migliora l’agilità). Ordinabile da marzo 2018 (le consegne iniziano a maggio), offre una ricca dotazione di serie, con sistemi di sicurezza come l’avviso di uscita involontaria dalla corsia di marcia, i cerchi di 18”, il navigatore e i sensori di distanza (indispensabili: la visuale all’indietro lascia a desiderare). Tre le varianti disponibili: la 1.8 TCe R.S EDC 4Control (36.950 euro) è dotata di un efficace cambio robotizzato a doppia frizione con sei rapporti; la 1.8 TCe R.S. 4Control, con la trasmissione manuale (sempre a sei marce), costa 35.350 euro, ma si può avere anche con il pacchetto Cup (sospensioni irrigidite del 10% e differenziale meccanico autobloccante, 1.700 euro), che la rende ancora più sportiva. A fine 2018 si aggiungerà una versione più “racing”, da 300 CV.

Larga di fianchi

Molti gli interventi alla carrozzeria della Renault Mégane 1.8 TCe R.S. 4Control, che aggiungono una bella dose di grinta rispetto alle versioni “normali”. I parafanghi bombati hanno allargato la vettura di 6 cm davanti e 5 dietro. Specifico anche il paraurti anteriore, con una vistosa “lama” di colore contrastante (ricorda gli alettoni delle Formula 1) e con i fari aggiuntivi (con funzione di luci di posizione, di svolta e di fendinebbia) ai lati delle prese d’aria (finte). Altre griglie sono dietro i parafanghi anteriori e ai lati del paracolpi posteriore. Quest’ultimo ha un ampio diffusore che si prolunga fin sotto la vettura: estraendo l’aria dal sottoscocca, aumenta la deportanza (la forza che, in velocità, preme l’auto al suolo), a vantaggio della tenuta di strada. Nel mezzo è ricavata una nicchia trapezoidale per i due tubi di scarico.

Modifiche mirate

Il retrotreno sterzante è già disponibile per la Renault Mégane, ma quello della R.S. ha una messa a punto specifica. Fino a 60 km/h (a 100 km/h nella modalità Race) le ruote posteriori si orientano fino a 2,7° in senso opposto a quelle anteriori; oltre questa velocità, girano fino a 1 grado nella stessa direzione. L’assetto è ribassato di 0,5 cm rispetto alla Mégane GT e l’avantreno, sempre del tipo McPherson, ha un’articolazione rivista per avvicinare il centro della ruota al montante della sospensione: la distanza passa così da 6 cm a cm a 4,8 (questa soluzione riduce le reazioni allo sterzo in fase di accelerazione e migliora la precisione di guida). Altra peculiarità, i tamponi idraulici di fine corsa per gli ammortizzatori: riducono i sobbalzi quando si passa su una buca o su un dosso.

Tante informazioni in più

L’abitacolo moderno, ben fatto, ma con poco agio per le gambe di chi siede dietro, resta quello conosciuto. Nella Renault Mégane 1.8 TCe R.S. 4Control è però arricchito di dettagli sportivi quali la pedaliera in metallo, il rivestimento morbido per le porte che riproduce la fibra di carbonio, il volante con corona sagomata in pelle (per 300 euro, in Alcantara). Dello stesso materiale (per 1.000 euro) o in tessuto sono anche gli avvolgenti sedili con poggiatesta integrato: confortevoli e ben regolabili, bloccano il corpo, senza stringerlo troppo. La strumentazione parzialmente digitale (e configurabile) è completa e di facile lettura. Gli altri comandi di bordo sono concentrati nel maxi schermo a sfioramento di 8,4” nella consolle: il ricco menù (laborioso da consultare, fa distrarre dalla guida) permette, fra l’altro, di scegliere una delle cinque modalità di guida (variano anche le risposte di sterzo e motore); nella Renault Mégane 1.8 TCe R.S. 4Control la Eco (che riduce i consumi) è sostituita dalla Race, che disabilita l’Esp. Non manca il launch-control, per partenze brucianti in stile Formula 1. Per 250 euro, la funzione R.S. Monitor offre molte informazioni aggiuntive sul funzionamento degli organi meccanici e il cronometro per prendere i tempi in pista. Scomodo il tasto del cruise control: è sul tunnel, in posizione arretrata.

Buon divertimento

Nel test, che ha incluso una sessione in pista, la Renault Mégane 1.8 TCe R.S. 4Control con il pacchetto Cup si è fatta apprezzare per il suo equilibrio: permette di divertirsi con ampi margini di sicurezza. Le sospensioni solide (non tanto, però, da mettere in crisi la schiena) e le quattro ruote sterzanti garantiscono fulminei cambi di traiettoria, un’agilità notevole e una granitica tenuta di strada. Nella modalità Race (da utilizzare in pista), senza l’aiuto dell’Esp, la vettura si “muove” un po’ di più, ma resta stabile ed eventuali allargamenti del retrotreno non sono troppo repentini. Il merito va anche ai generosi pneumatici dell’auto del test: 245/35 R 19 (1.000 euro). I 280 cavalli spingono con una progressione decisa, ma non brutale (alla portata lo “0-100” in 5,8 secondi e i 255 km/h di velocità massima); il cambio manuale convince per gli inserimenti “secchi” e precisi della leva, che non ha una corsa lunga. Ben modulabile la frizione. In rilascio gli scoppiettii dai tubi di scarico aggiungono grinta, ma (nelle modalità Sport e Race) il rombo del motore, amplificato dalle casse dell’hi-fi, “suona” un po’ artificiale. Lo sterzo, sempre consistente in qualunque delle modalità di guida, è pronto e diretto quel tanto che basta per una sportiva, ma non guasterebbe una sensazione più diretta di “contatto” con le ruote anteriori. Con una guida brillante, su strade extraurbane collinari il computer di bordo ha calcolato un consumo medio di 7,5 km/l (16,4 quello omologato): non poco, ma questa sportiva non è certo pensata per contenere i consumi…

Secondo noi

Pregi
> Agilità. Favorita dal retrotreno sterzante, è elevata.
> Cambio. Risulta ben manovrabile.
> Scelta. Con cambio automatico o manuale, con o senza differenziale autobloccante, l’auto accontenta tutti.

Difetti
> Rumore. La “voce” del motore amplificata dalle casse dell’hi-fi è troppo artificiale.
> Tasto del cruise control. Fuori dalla visuale del guidatore, è scomodo.
> Visibilità. All’indietro si vede poco. Colpa dei massicci montanti del tetto.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 1798
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 205 (280)/6000 giri
Coppia max Nm/giri 390/2400-4800
Emissione di CO2 grammi/km 163
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 255
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,8
Consumo medio (km/l) 16,4
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 436/188/144
Passo cm 267
Peso in ordine di marcia kg 1407
Capacità bagagliaio litri 384/1247
Pneumatici (di serie) 245/35 R19
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Ritratto di tramsi
4 febbraio 2018 - 12:54
Infatti ho scritto "adattato in termini di elettronica, distribuzione e, talvolta, anche componenti e materiali". Vien da sé che adattare un motore già esistente è ben diverso che progettarne uno ex novo.
Ritratto di ardo
4 febbraio 2018 - 15:56
si, ok. ma pensando alla polo gti, avrei preferito il 1.5 tsi portato a quella cavalleria. più piccolo e leggero, e più in sintonia col segmento b, in questi tempi di downsizing. tra l'altro è anche 4 cilindri. ce lo vedevo bene. ovvio che cosí per vw è stato più semplice e meno costoso, e con meno preoccupazioni per l'affidabilitá visto che il 2.0 sviluppa tranquillamente 310 cv. saluti
Ritratto di gjgg
4 febbraio 2018 - 21:22
1
Il peso probabilmente aumenterà. Sarebbe interessante sapere per confronto quanto pesa rispetto a una 308 Gti 270HP, segmento superiore ma con un più light 1.6cc. Va infatti rammentato che il peso è spesso un fattore sottovalutato ma che in vero incide sulle auto prestazionali.
Ritratto di grande_punto
2 febbraio 2018 - 16:28
3
Veramente molto ma molto bella. Anche internamente è migliorata tantissimo a livello di qualità. Ottimo lavoro.
Ritratto di Leonal1980
4 febbraio 2018 - 11:01
3
Meni male! Prima c'erano gli interni della Burrago?
Ritratto di flavio84
2 febbraio 2018 - 16:38
Cioe 280cv, ma il sound è artificiale???e la chiamate sportiva??ma per favore!
Ritratto di Gordo88
2 febbraio 2018 - 19:22
Uno scarico racing non fa una macchina sportiva, e poi uno se vuole sentire "rombare" può sempre montare uno scarico aperto e via...
Ritratto di Gordo88
2 febbraio 2018 - 23:26
Non sono così obbligatori, dipende se si deve sopperire a qualche mancanza del mezzo senno che senso ha??!!
Ritratto di neuro
3 febbraio 2018 - 23:37
il rumore non fa di un'auto la sportività. preferisco un'auto silenziosa che va rispetto ad una che fa un gran baccano ma è "ferma". comunque sti sound artificiali sono di una tristezza...!!!
Ritratto di SSS94
5 febbraio 2018 - 21:39
dipende se si cerca la sensazione o la prestazione, ma per come la vedo io un'auto sportiva deve emozionare e quindi il rombo ci vuole. Poi non deve essere ferma,ok, però un'auto veloce ma silenziosa mi dice poco generalmente, è come se mancasse qualcosa, sportiva a metà...quindi sono d'accordo che il rombo non fa la sportività, ma nemmeno le prestazioni fanno la sportività senza un adeguato contorno di sensazioni secondo me
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