PRIMO CONTATTO

Renault Scénic: il nuovo 1.3? Promosso con… coppia

L’inedito quattro cilindri turbo da 140 CV vibra poco, dà vivacità alla Renault Scénic e non alza la voce. A farsi sentire, piuttosto, sono i fruscii aerodinamici e il rumore delle gomme sull’asfalto.

26 marzo 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 31.250
  • Consumo medio

    18,5 km/l
  • Emissioni di CO2

    122 grammi/km
  • Euro

    6
Renault Scénic
Renault Scénic 1.3 TCe 140 CV Bose EDC
Più coppia, meno emissioni

A poco più di un anno dal lancio della quarta generazione (arrivata nelle concessionarie italiane a novembre 2016), la nuova Renault Scénic porta al battesimo un nuovo motore: il quattro cilindri 1.3 TCe turbo a iniezione diretta di benzina. Proposto, anche per la Grand Scénic, in tre varianti di potenza (116, 140 e 163 CV), è destinato a sostituire progressivamente il “vecchio” 1.2 TCe in tutta la gamma Renault, a partire dalla crossover Captur. Realizzato assieme alla Nissan (il marchio giapponese e quello francese sono legati da un’alleanza tecnico-finanziaria) e in collaborazione con la Mercedes (equipaggerà anche la A), questo quattro cilindri ha più coppia dell’unità che sostituisce (rispetto al 1.2 TCe da 130 CV, il nuovo 1.3 da 140 offre 35 Nm in più e il valore di coppia massima è disponibile da 1500 a 3500 giri, una fascia di regime due volte più ampia): la casa promette una riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2. Per ottenere questo risultato, i progettisti hanno (tra le altre cose) fatto ricorso a una speciale tecnologia di rivestimento dei cilindri, che ne riduce gli attriti e migliora l’efficienza termica. Inoltre, hanno progettato una specifica camera di scoppio e hanno dotato il 1.3 TCe del sistema per controllare separatamente la fasatura delle valvole di aspirazione e di scarico (Dual Variable Timing Camshaft), un dispositivo in grado di regalare una spinta maggiore ai regimi più utilizzati per la guida nel traffico.

Discreto, ma di carattere

Su strada, quindi, come si comporta questo motore? In un breve test effettuato in Francia, nei pressi di Parigi, abbiamo guidato una Renault Scénic 1.3 TCe da 140 CV, nell’allestimento Bose, equipaggiata con il cambio a doppia frizione a sette marce EDC. La prima cosa che si nota all’avviamento del motore è il basso livello di vibrazioni e di rumore al minimo: da fermo, al semaforo, con il sistema Stop&Start disattivato, sembra quasi che la macchina sia spenta; poi, premendo il piede sul pedale dell’acceleratore, il 1.3 prende vita, senza sussulti né strappi, e inizia a spingere in modo fluido, ma con prontezza (lo spegnimento e il seguente riavvio con lo Stop&Start attivo, invece, provocano qualche scossone di troppo). Anche il rumore è sotto controllo, tranne che in piena accelerazione, col motore sopra i 5000 giri. Ci è sembrato riuscito anche l’accordo tra motore e cambio automatico EDC, che consente passaggi di marcia dolci e piuttosto rapidi e che, secondo la casa, aiuta anche a contenere i consumi. Alla fine del nostro test (su un percorso misto, in prevalenza su strade di campagna) ci siamo avvicinati a una percorrenza media di 13,5 km/l, da computer di bordo (quella omologata è di 18,5 km/l). In sostanza, quindi un motore che non farà rimpiangere l’ottimo 1.2 TCe, rispetto al quale appare più vivace e discreto, senza minacciare soste più frequenti dal benzinaio (un aspetto, questo, sul quale ci potremo pronunciare dopo una prova su alVolante, con i nostri rilevamenti).

Comfort e agilità: la musica non cambia

Quanto al comportamento su strada, anche col nuovo 1.3 TCe la Renault Scénic si fa apprezzare per l’elevata maneggevolezza, la leggerezza dello sterzo in manovra (in modalità Comfort si gira con due dita) e la guida rilassante nel traffico, grazie alla regolarità d’erogazione del quattro cilindri e alla dolcezza del cambio EDC. Fuori città le sospensioni morbide, ma non eccessivamente cedevoli, assicurano un buon comfort, ma sconsigliano una guida sportiva in presenza di molte curve, a causa del rollio abbastanza evidente. In autostrada la macchina è stabile e sicura, ma oltre i 100 km/h qualche fruscio aerodinamico di troppo si somma al rumore di rotolamento delle gomme.

Praticità confermata

L’abitacolo della Renault Scénic è ampio davanti, con poltrone anteriori comode e ben profilate; dietro lo spazio disponibile non è scarso in assoluto, ma per le ginocchia e la testa qualche centimetro in più non guasterebbe. I grandi vetri, comunque, rendono luminoso e accogliente tutto l’ambiente. Pratici il divano sdoppiato in due parti asimmetriche, che scorrono in senso longitudinale di 14 cm, i numerosi vani portaoggetti e i tavolini ripiegabili (con elastici “ferma-tablet”) applicati agli schienali dei sedili anteriori: dettagli utili che, da sempre, contraddistinguono la monovolume francese. Gradevole anche il grande schermo verticale di 8,7”, che si sfoglia come un tablet permettendo di navigare nei menu del sistema multimediale e di spaziare tra le quattro modalità di guida, coordinate con le relative grafiche nel cruscotto digitale e con i colori delle luci d’ambiente (la cui variabilità è di serie sugli allestimenti più ricchi). Scomodo il cassetto di fronte al passeggero anteriore, che si apre sfiorando un sensore: fuoriesce, in orizzontale, con forza fermandosi contro le ginocchia, se non si arretra adeguatamente il sedile. La Renault Scénic 1.3 TCe è già in vendita: i prezzi vanno dai 21.750 euro della Sport da 116 CV ai 36.350 della Initiale Paris EDC da 163 CV. La Grand Scénic costa 1.500 euro in più.

Secondo noi

PREGI
> Dotazione. L’equipaggiamento di serie è ricco, specie sul piano della sicurezza: comprende anche i fari full led, l’avviso anti-colpo di sonno e di uscita involontaria di corsia e la frenata automatica d’emergenza.
> Motore. Brillante, regolare e poco rumoroso, questo nuovo 1.3 turbo consente di muoversi in scioltezza anche a pieno carico.
> Praticità. Sono tante le soluzioni che migliorano la vita a bordo, come il divano scorrevole in due parti, i numerosi vani e l’ampio baule.

DIFETTI
> Cassetto nella plancia. Quando lo si apre scatta con forza, urtando le ginocchia del passeggero anteriore. 
> Fruscii. Superati i 100 km/h, l’aria che colpisce la carrozzeria e gli specchietti provoca rumori aerodinamici che si sentono nell’abitacolo: alla lunga possono diventare fastidiosi. 
> Spazio posteriore. Chi sta dietro non ha sufficiente agio per le ginocchia e la testa. 

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 1330
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 103 (140)/5000 giri
Coppia max Nm/giri 240/1600
Emissione di CO2 grammi/km 122
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (automatico) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 195
Accelerazione 0-100 km/h (s) 10,2
Consumo medio (km/l) 18,5
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 441/187/165
Passo cm 273
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 506-n.d./1554
Pneumatici (di serie) 195/55 R20
Renault Scénic
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Ritratto di bridge
26 marzo 2018 - 23:08
1
I motori Mazda sono i motori Mazda. Il downsizing serve a far pagare meno tasse nei paesi dove si tassa sulle CO2 perché sono i valori delle emissioni dichiarati sono più bassi. Comunque concordo con te sul discorso sulla cubatura del motore anche se con il mio 1.5 TSI non mi trovo male.
Ritratto di bridge
26 marzo 2018 - 23:10
1
*Naturalmente i valori dichiarati secondo l'attuale ciclo di omologazione.
Ritratto di deutsch
30 marzo 2018 - 14:19
sui motori mazda benzina ho delle riserve nel senso che hanno annunciato di aver trovato formule per ridurre i consumi ma il mercato è pieno di annunci. all'atto pratico non mi risulta che la cx5 benzina abbia consumi interessanti o vicini al diesel, avendo un deficit sempre nell'ordine del 30/40% cui si aggiunge un 10% di costo carburante. poi chiaramente dipende dai km annui
Ritratto di tramsi
31 marzo 2018 - 13:55
A proposito del 2 litri Mazda (ottimo motore), osservo che la MX-5 che lo monta perde oltre 3 secondi rispetto alla 124 Abarth (1.4 da 170 cv), a fronte di un'accelerazione rpaticamente identica, giusto a sottolineare i vantaggi della sovralimentazione, con l'aggravante che il 1.4 Fiat non è nemmeno l'ultimo grido. Il 1.3 TCe Renault è declinato anche in versione da 160 cv e ben 260/270 Nm (rispettivamente, manuale/automatica), la stessa coppia di un ottimo 2.5 aspirato, forse difficilmente proponibile in una segmento B/C generalista, con qualche prevedibile ripercussione sui maggiori costi "burocratici", anche ammesso che consumino uguale (e mi pare realmente improbabile, stante la cilindrata doppia e gli innegabili maggiori attriti). Sul TCe da 140 cv (240 Nm), Quattroruote scrive testualmente: "l’1.3 Tce si rivela ricco di coppia fin dai regimi più bassi e veloce nel seguire i comandi dell’acceleratore". Insomma, questo motore si presenta bene sulla carta e già ai test preliminari. Leggeremo poi le prove complete.
Ritratto di tramsi
31 marzo 2018 - 13:58
*: la MX-5 che lo monta perde oltre 3 secondi nella ripresa 80-120 km/h rispetto alla 124 Abarth (1.4 da 170 cv e 250 Nm, contro i 200 Nm del motore Mazda, oltretutto erogati più in alto), a fronte di un'accelerazione praticamente identica.
Ritratto di conan55
27 marzo 2018 - 08:41
ho detto "nuovi" motori a benzina...comunque è un fatto che certi tedeschi con i motori ci arrivano sempre dopo.
Ritratto di Giorgio085
31 marzo 2018 - 10:01
mi si spiega in quali situazioni portate una monovolume come questa a 5000 giri?
Ritratto di tramsi
31 marzo 2018 - 14:03
Non è affatto vero "che con una cilindrata maggiore a parità di cavalli si ha più coppia e per un range maggiore". Anzi, è esattamente l'opposto: a parità di potenza, la coppia è SEMPRE inferiore e presenta un regime di picco massimo SEMPRE più elevato rispetto al sovralimentato che, invece, la eroga in un plateau, che comincia molto più in basso. Basta guardare i tempi di ripresa.
Ritratto di bridge
26 marzo 2018 - 22:33
1
Non ho mai amato le precedenti generazioni della Renault Scénic. Questa quarta generazione invece non mi dispiace. Sarà per lo stile che richiama i crossover suv, sarà che mi ricorda la Captur (che mi piace) ma la trovo gradevole e moderna. Vale per questa corta perché la versione lunga (Grand Scénic) la trovo veramente pesante. Interessante il nuovo motore 1.3 sviluppato con Mercedes. Anche se non sono più di moda gli MPV come parecchi anni fa, i modelli compatti del segmento della Scénic hanno ancora un loro mercato. Se i richiami ai crossover suv hanno reso la linea più gradevole e moderna l'abilità posteriore ne ha pagato. La sua diretta rivale è la Citroën C4 Picasso (ora C4 SpaceTourer, nome cambiato in occasione del Salone di Ginevra 2018 come per la versione lunga Grand C4 SpaceTourer) che tra qualche anno verrà sostituita dal nuovo modello e sono state rinconfermate sia la versione corta che lunga (un po' di tempo fa volevano proporre solo la versione a 7 posti per il nuovo modello per via dell'arrivo della C5 Aircross ma hanno cambiato idea).
Ritratto di marcoveneto
26 marzo 2018 - 22:42
Monovolume interessante, forse la più carina sul mercato esternamente.. internamente invece preferisco la c4, che sconta però un frontale orribile (e un bel posteriore invece)..altre monovolumi non mi vengono in mente se non la datata zafira e la noiosissima e superata touran..ah gia mi ero scordato della c max, un obbrobrio in salsa ford (e pensare che la prima serie mi piaceva molto).
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