PRIMO CONTATTO

Renault Twingo: agile, briosa e... un po’ rigida

L’aggiornata Renault Twingo è vivace e consuma poco grazie al piccolo motore turbo, ma le buche si fanno sentire.

Pubblicato 03 giugno 2019
  • Prezzo (al momento del test)

    € 14.850
  • Consumo medio

    21,3 km/l
  • Emissioni di CO2

    108 grammi/km
  • Euro

    6d-Temp
Renault Twingo
Renault Twingo 0.9 TCe Intens
Riveduta e corretta

Pochi mesi dopo la presentazione al Salone di Ginevra, la Renault Twingo restyling è pronta ad arrivare nelle concessionarie, per l’occasione aperte nei weekend del 8/9 e del 15/16 giugno. All’esterno l’aggiornamento di metà carriera ha interessato principalmente il frontale e il posteriore. Le luci di posizione (prima tonde), sono ora integrate nei fari e riprendono la tipica linea a “C” vista sulle ultime Renault, mentre il paraurti anteriore si fregia di due intagli verticali ai lati. Dietro, il porta targa non è più in plastica nera, ma in tinta carrozzeria ed è stato spostato il tasto di apertura del portellone sotto all’attacco del tergicristallo (prima era molto in basso, appena sopra la targa). Ad arricchire l’estetica della vettura ci pensano, poi, i cerchi in lega di nuovo disegno, di serie di 15” o optional di 16” (100 euro), diversi inserti colorati in bianco, giallo o rosso per la griglia anteriore per le modanature laterali e gli specchietti retrovisori (200 euro) e le bande laterali a contrasto (200 euro). 

Più tecnologica ma mancano molti aiuti alla guida

Anche dentro la Renault Twingo è vivace, grazie a diversi elementi colorati (200 euro) come i bordi attorno al cruscotto, alle bocchette dell’aria e alla leva del cambio. La consolle centrale è ora dotata di due comode prese Usb con le quali è possibile collegare gli smartphone al nuovo sistema multimediale Easylink, completo di Apple CarPlay e Android Auto: si comanda attraverso il display touchscreen di 7”, definito e reattivo ai tocchi, ed è facile da utilizzare grazie all’interfaccia grafica intuitiva. Essenziale, invece, il cruscotto, privo di contagiri e dotato di un piccolo display monocromatico per le informazioni del computer di bordo. Scarseggiano gli assistenti alla guida: sono disponibili soltanto l’avviso di mantenimento di corsia, la retrocamera e i sensori di parcheggio e ma non la molto utile frenata di emergenza in città (optional o di serie su alcune rivali).     

A Gpl? Solo la “vecchia”

La rinnovata Renault Twingo è offerta in tre allestimenti: la base Duel, che parte da 11.450 euro, ha una dotazione scarna che comprende pochi accessori come la radio con connessione Bluetooth, ma non il climatizzatore e i sensori di parcheggio, di serie, invece, sull’allestimento Duel2 (da 12.750 euro) che inoltre aggiunge il nuovo sistema multimediale con schermo a sfioramento di 7” e gli specchietti retrovisori regolabili elettricamente. La top di gamma Intens (da 13.950 euro) è la più completa con i cerchi in lega di 15”, il cruise control, i fari fendinebbia, la retrocamera e il sedile di guida regolabile in altezza. Due i motori (entrambi a benzina) disponibili per la rinnovata Renault Twingo: si parte da un 1.0 aspirato SCe da 65 cavalli (con quest’unità l’auto è guidabile anche dai neopatentati) e con una coppia di 95 Nm. È abbinato al cambio manuale a 5 marce, mentre per il 0.9 turbo TCe da 95 CV (e 135 Nm di coppia) si può avere in alternativa un robotizzato a doppia frizione EDC a 6 rapporti (1.000 euro). Rimane, inoltre, a listino sino a fine anno la variante a Gpl e benzina (non aggiornata), ora denominata Twingo Generation: è spinta dallo 0.9 turbo da 90 CV ed è proposta a 12.450 euro.

Svicola nel traffico come poche

Proprio la Renault Twingo più potente, nella variante manuale e nell’allestimento Intens, è stata oggetto della nostra prova. Invariati i principali pregi dell’ultima generazione della cittadina francese, dovuti principalmente al motore posteriore. Infatti, questa particolare disposizione della meccanica permette di “portare in avanti” l’abitacolo (il cofano è molto corto) e offrire una buona abitabilità: sul divano anche due adulti hanno spazio a sufficienza per le gambe e pure per la testa se si fa a meno del tetto apribile (1.000 euro); non è, però, disponibile, neppure a pagamento, l’omologazione per cinque. Nonostante il volante sia regolabile verticalmente, ma non in profondità (normale per la categoria), le ampie registrazioni del sedile (inclusa quella in altezza, di serie per la Intense) permettono di trovare una buona posizione di guida. Nei parcheggi come nelle vie strette, la Twingo è facile da manovrare grazie alla buona visibilità laterale e posteriore, e al raggio di sterzata davvero ridotto (le ruote anteriori “libere” dall’ingombro del propulsore, possono ruotare fino a 45 gradi). Dove la citycar francese scende a compromessi è nel bagagliaio: dopo qualche decina di minuti di guida, il calore del motore scalda il vano di carico, che sebbene sia sufficientemente profondo, ha un altezza limitata tra il piano e la cappelliera.

Motore promosso, le sospensioni rimandate

Lo 0.9 turbo a 3 cilindri  della Renault Twingo è brillante: scatta con grinta ai semafori ed è abbastanza potente anche per le gita fuori porta. Interessanti i consumi: alla fine del nostro test quasi interamente svolto in urbano (e senza adottare una guida particolarmente risparmiosa) il computer di bordo indicava un consumo medio di circa 13 km/l. Il cambio manuale a 5 marce è semplice da manovrare (seppur con qualche impuntamento) mentre i comandi della frizione e dello sterzo sono leggeri. Il comfort di marcia è generalmente buono: la rumorosità del motore è contenuta, così come i fruscii (a patto di non scegliere il tetto apribile in tela); sullo sconnesso, invece, “si balla” un po’ troppo: meglio rinunciare ai cerchi di 16” per godere di un migliore assorbimento delle buche.

Secondo noi 

PREGI
> Agilità. Il raggio di sterzata davvero ridotto aiuta in città e soprattutto in manovra.
> Motore. È vivace e i consumi sono contenuti.
> Sistema multimediale. La nuova unità è semplice da utilizzare e rapida tra i menù.

DIFETTI
> Aiuti alla guida. Non è prevista la frenata di emergenza in città come su alcune rivali.
> Bagagliaio. È piccolo e il motore scalda il piano di carico.
> Quinto posto. È omologata solo per quattro.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 898
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 68 (92)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 135/2500
Emissione di CO2 grammi/km 108
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 (manuale) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 165
Accelerazione 0-100 km/h (s) 11,1
Consumo medio (km/l) 21,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 361/165/154
Passo cm 249
Peso in ordine di marcia kg 957
Capacità bagagliaio litri 174-219/980
Pneumatici (di serie) 165/65 R15 ant. 185/60 R15 post.
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Ritratto di roe
6 giugno 2019 - 16:52
Questa storpiatura della 500 va bene per i francesi
Ritratto di lettore123
7 giugno 2019 - 11:11
la fiat 500 è 500 volte meglio, i mangia lunache franesi sanno solo imitare...
Ritratto di Boys
9 giugno 2019 - 16:53
1
una brutta......500!!! ma comunque meglio della up.
Ritratto di Alfista73
5 luglio 2019 - 12:33
7
che secchio....
Ritratto di gbvalli
10 settembre 2019 - 21:46
Ma la "GT" da 110 CV, quella forse più interessante, non è più prodotta?
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