PRIMO CONTATTO

Seat Leon: ibrida con brio

Più tecnologica e con una ricca dotazione di serie la nuova berlina spagnola c’è anche in versione “mild hybrid” con 150 CV: è brillante e promette bassi consumi. Scomodo il quinto posto.
Pubblicato 01 giugno 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 29.300
  • Consumo medio (dichiarato)

    17,9 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    107 grammi/km
  • Euro

    6d-Temp
Seat Leon
Seat Leon 1.5 eTSI 150 CV FR DSG
È tutta nuova

Le marcate nervature nelle fiancate e l’andamento all’insù del terzo finestrino laterale caratterizzano anche la quarta generazione della Seat Leon che, però, si distingue per la mascherina frontale più prominente, che dà slancio, e per l’aspetto generale ammorbidito e più sportivo. Basata sull'evoluzione della piattaforma MQB del gruppo Volkswagen (fra l’altro condivisa con la nuova edizione della Volkswagen Golf - qui il primo contatto - , da cui si differenzia per il passo allungato di 4 cm) questa rinnovata berlina media è più tecnologica ed è la prima Seat disponibile anche in versione ibrida. 

La variante “mild hybrid” a 48 V della nuova Seat Leon abbina al 1.5 turbo a iniezione diretta di benzina (150 CV) una piccola unità elettrica da 12 CV (collegata tramite una cinghia) che lo supporta nelle partenze e in ripresa, riducendo consumi ed emissioni, visto che è alimentato da una batterie agli ioni di litio (collocata sotto il sedile del passeggero anteriore) che si ricarica nei rallentamenti. Sorprende tuttavia che un sistema appena progettato rispetti solo la norma Euro 6d-Temp e non la più recente Euro 6d. La stessa unità elettrica fa anche da motorino d’avviamento del quattro cilindri. 

Anche “con la presa”

In autunno si aggiungerà la versione ibrida plug-in, cioè ricaricabile da una presa elettrica o da una colonnina. In questo caso l’unità a corrente, che lavora con un 1.4 a benzina per complessivi 204 CV, può anche muovere da sola l’auto: secondo la casa la batteria agli ioni di litio garantisce fino a 60 km di autonomia. In concomitanza verrà commercializzata anche la Seat Leon a metano: mossa da un 1.5 da 130 CV, è dotata di tre bombole di gas per un totale di 17,3 kg di combustibile. Sono, invece, già in vendita le Seat Leon a benzina, con il 1.0 da 90 e 110 CV o il 1.5 con 131 e 150 CV. La versione diesel è equipaggiata col 2.0 da 150 CV. Entro la fine dell’anno quest’ultimo motore sarà proposto anche con 116 CV e un altro 2.0, ma a benzina e con 190 CV, completerà l’offerta.

La sicurezza è di serie

I prezzi della nuova Seat Leon sono compresi fra 22.200 euro per la 1.0 TSI Style (90 CV) e 30.800 euro per la 2.0 TDI Xcellence DSG (150 CV): cifre ragionevoli, considerando la dotazione di serie completa. Per tutte le versioni include il cruscotto digitale configurabile, i fari full led, un moderno impianto multimediale con schermo di 8,3” per la Style e di 10” per le altre, che aggiungono navigatore, Android Auto e Apple CarPlay (quest’ultimo con connessione wireless). L’impianto offre innumerevoli possibilità di personalizzazione e può disporre di app dedicate scaricabili direttamente nel sistema (dotato di scheda sim integrata). Invece, con la App Seat Connect per il telefono molte funzionalità dell’auto sono gestibili a distanza (per esempio si possono attivare le serrature). Inoltre, tutti gli allestimenti includono svariati sistemi sicurezza: avviso colpo di sonno, frenata automatica d’emergenza (attiva da 5 km/h e con rilevamento pedoni e ciclisti) e il mantenimento in corsia. Come optional sono disponibili accessori rari per la categoria, come l’Exit Assist (790 euro nel pacchetto Safe & Driving XL): nelle retromarce “vede” veicoli in arrivo in senso trasversale, lancia un allarme e può attivare da solo i freni per evitare un urto. Soltanto la FR del test include nel prezzo dettagli esterni e interni più sportivi (specifici, per esempio, i paraurti con due finti tubi di scarico) e il selettore delle tre modalità di guida (Eco, Normal, Sport e Individual).

Finezze hi-tech

Moderno e ben rifinito l’abitacolo della Seat Leon 1.5 eTSI FR DSG è dominato dagli schermi di 10” dell’impianto multimediale e di 10,3” del cruscotto. Quest’ultimo ha un numero di configurazioni da record, facilmente impostabili con i tasti nella razza destra del volante. Fra l’altro, si può scegliere di evidenziare a tutto schermo un’informazione specifica, come la mappa del navigatore. Altra ricercatezza dell’interno è la sottile striscia luminosa (anch’essa personalizzabile nei colori) lungo la parte alta delle porte e della plancia. È integrata con i sistemi di sicurezza, come il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori: al sopraggiungere di un veicolo, lampeggia. I comandi sono concentrati nello schermo tattile in cima alla consolle. Meno macchinoso da utilizzare di altri, permette di accedere contemporaneamente a più funzioni (come il climatizzatore), senza obbligare a “sfogliare” le schermate del menù. Alcune funzioni, poi, si possono comandare anche con i gesti della mano (letti da appostiti sensori) oppure con la voce pronunciando “hola, hola”: l’assistente vocale è pronto a recepire richieste con semplici frasi, come “alza la temperatura”.

Comoda per quattro

La Seat Leon FR si distingue per i dettagli tipo alluminio e per lo specifico rivestimento in tessuto e finta pelle dei sedili. La poltrona avvolgente è confortevole e ha le regolazioni in altezza e lombare di serie. L’abitacolo è accogliente anche per quattro persone, mentre una quinta, al centro del divano, viaggia scomoda: ha fra i piedi l’ingombrante rigonfiamento nel pavimento e la seduta è rialzata e dura. Altro aspetto migliorabile sono le bocchette del climatizzatore: prive della rotella per la regolazione della portata dell’aria, si possono soltanto chiudere orientandole di lato. Con 380 litri la capienza del baule è buona (sale a 1301 ripiegando il divano) e il vano, rifinito con semplicità, si sfrutta bene.

Fluida e brillante

Nella guida la Seat Leon 1.5 eTSI FR DSG è brillante e gradevole. I 150 CV coadiuvati dall’unità elettrica spingono decisi (contenuta la rumorosità) e con una regolarità tale, che i più sportivi potrebbero desiderare una risposta più graffiante. Il cambio robotizzato a doppia frizione (l’unico previsto per la “mild hybrid”) è rapido nell’inserire i sette rapporti, ha la modalità manuale tramite levette al volante (fin troppo piccole) e in Sport tiene più a lungo le marce. Con questa modalità di guida la servoassistenza del volante, già non delle più leggere, si appesantisce leggermente e il motore si fa più vigoroso. Aiutata dalle sospensioni elettroniche (760 euro) e dallo sterzo preciso la Seat Leon s’inserisce rapida nelle curve, mantenendosi ben salda sulle quattro ruote. Bene anche il comfort: la trasmissione è dolce nei passaggi di marcia, l’insonorizzazione dell’abitacolo accurata e l’auto filtra bene la maggior parte delle sconnessioni della strada. Quanto al consumo, nel corso del test in parte affrontato su strade collinari affrontare con brio il computer di bordo ha calcolato circa 15 km/l (17,9 km/l in consumi dichiarato a ciclo WLTP).

Secondo noi

Pregi
> Dotazione/prezzo. Considerato il costo dell’auto, la dote è di quelle generose: include cruscotto digitale, fari full led e navigatore.
> Guida. Col cambio robotizzato e le sospensioni “intelligenti” l’auto è confortevole ma, con 150 CV, anche reattiva e divertente.
> Tecnologia. Fra dispositivi di aiuti alla guida, impianto multimediale, sistema ibrido e strumentazione digitale, quest’auto è all’avanguardia.

Difetti
> Diffusori del climatizzatore. Hanno regolazioni limitate.
> Omologazione. Non si comprende per quale ragione un’auto di nuova progettazione non sia Euro 6d. 
> Quinto posto. Chi siede al centro del divano viaggia scomodo.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1498
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/5000-6000 giri
Coppia max Nm/giri 250/1500-3500
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 9 (12)/ n.d. giri
Coppia max Nm/giri 50/n.d.
   
Emissione di CO2 grammi/km 107
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (robotizzato) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 221
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,4
Consumo medio (km/l) 17,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 437/180/144
Passo cm 268
Peso in ordine di marcia kg 1286
Capacità bagagliaio litri 380/1301
Pneumatici (di serie) 225/40 R18
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Ritratto di deutsch
2 giugno 2020 - 10:14
4
Qui è a 48v. È molto diverso
Ritratto di remor
2 giugno 2020 - 10:44
Se fra 2 mild solo perché uno è 12V e l'altro 48V ci fosse tanta differenza, allora fra un qualsiasi Mild e un plug-in ci dovrebbe stare un intero universo tecnologico. Invece come sopra riportato guardando il precedente riferimento alla Superb 218CV PLUG-IN a conti fatti le distanze non è che sembrino chissà quanto dipanate (a guardare i prezzi della Ceca rispetto alla Spagnola), anzi
Ritratto di deutsch
2 giugno 2020 - 23:06
4
Tra mild e plug-in c'è un universo, il secondo è un full ibrido con batteria da10/15 e prevedere obbligatoriamente il cambio automatico perché il motore elettrico spinge in autonomia. Il micro invece è un aiuto al termico, costa poco e si abbina anche al manuale. Grande superb che è riuscita a tenere il differenziale, se guardi la Passat è molto diverso rispetto al benzina normale
Ritratto di Giuliopedrali
2 giugno 2020 - 08:52
Abbondantemente non la migliore del segmento, ma forse la più bella compatta di oggi, non ci siamo resi conto che queste compatte sotto i 4,40 metri a 2 volumi 5 porte nel 2020 ormai hanno rubato la scena alle berline 3 volumi da 4,70 anche notevoli come le Audi; Alfa o BMW, (a parte a Tesla 3 ovviamente) queste compatte sopravviveranno e "figlieranno" le berline classiche di una o due categorie superiori dovranno tirartele dietro per venderle.
Ritratto di alex_rm
2 giugno 2020 - 09:36
Fino a 10 anni fa c’era distinzione tra compatte segmento c e berline d e quest ultime erano più raffinate,confortevoli e tecnologiche. Negli ultimi anni le segmento c sono cresciute nelle dimensioni(le wagon focus,Leon e astra sono 470 cm),ed hanno maggiori dotazioni tecnologiche miglior confort e sicurezza. Ho guidato per un mese una nuova focus sw e non ci ho visto grandi differenze rispetto ad una Passat sw(noleggiata per una settimana 4 anni fa)
Ritratto di remor
2 giugno 2020 - 09:53
In verità, per quello che oggi sembra debba fare """tecnologia""", anche i segmenti inferiori hanno preso decisamente quota. Una Polo ma anche una stessa Ibiza, per restare in famiglia, potrebbe benissimamente portare una dotazione similare fra schermi touch e cockpit, in aggiunta ai vari adas, o ai full led (matrix li ha anche la Corsa) di questa stessa Leon. Per questo tendenzialmente in alcuni tenderemmo, nel fare selezione, a fare perno più su valori che tradizionalmente hanno da sempre segnato il passaggio fra una classe di livello e un'altra. Ad esempio la trazione posteriore e un relativo layout motore cambio lo adottano alcune seg.D Premium difficilmente lo si vedrà già solo su una stessa D ma generalista, ancor meno su una seg.C (anche la serie 1 ha abbandonato) piuttosto che una seg.B. Idem un motore 6 cilindri. Idem certo tipo di sospensioni. Solo che sono valori attualmente in disuso e da molti disconosciuti piuttosto che addirittura "denigrati", e quindi per cui magari la videocamera posteriore per il parcheggio può darsi la abbia e di migliore qualità la citycar seg.A ma non la seg.C e questo apparentemente mette la prima a un livello anche superiore alla seconda, volendo
Ritratto di deutsch
2 giugno 2020 - 23:07
4
Cmq trazione posteriore e 6 cilindri sanno sparendo anche in mb e bmw
Ritratto di Meandro78
7 giugno 2020 - 08:36
Il 6 cilindri in linea e trazione posteriore sta per rinascere nel consorzio Mazda-Toyota. Se a Monaco o Stoccarda non capiscono credo possano agevolmente farsi un'idea del proprio destino con una gita fuori porta: la valle del fiume Neander non dista molto...
Ritratto di deutsch
8 giugno 2020 - 09:55
4
sarà ma allo stato i marchi citati sono ancora 4 cilindri ed anteriore. bmw e mb non sono le uniche, d'altronde con l'uso generalizzato del turbo si sono abbassate tutte le cilindrate, dalle piccola alle grandi auto
Ritratto di Meandro78
8 giugno 2020 - 12:05
Questo solo in Europa per delle scelte dirigistiche fatte non si sa perché in ambito ambientale. Invece di frullini turbo si sarebbe potuto optare anche per altro. Ma a Brussels piace che la gente dia ragione ai sovranisti... Boh, saranno masochisti
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