PRIMO CONTATTO

Suzuki Ignis: fa la dura nel look e sulle buche

I lievi ritocchi aggiungono grinta alla mini-crossover Suzuki Ignis, che sfoggia anche un rinnovato (e vivace) 1.2 alla base del sistema mild hybrid. Da migliorare il comfort sulle asperità.
di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 11 giugno 2020
  • Prezzo (al momento del test)

    € 19.250
  • Consumo medio (dichiarato)

    18,5 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    95 grammi/km
  • Euro

    6d
Suzuki Ignis
Suzuki Ignis 1.2 Hybrid Top 4WD
Si fa notare

Sul mercato da fine 2016, la Suzuki Ignis è una citycar lunga 370 cm ispirata alle crossover: ha forme muscolose, bombati passaruota, 18 cm di altezza da terra e, volendo (per 1.500 euro), la trazione 4x4, come nell’auto del test. Una vera rarità per auto di dimensioni così ridotte. Ora si rifà il trucco, e guadagna grinta, e personalità: a cambiare sono la mascherina, con quattro fregi verticali al posto di quelli orizzontali, e i fendinebbia, alloggiati in posizione rialzata nel rinnovato fascione. Quest’ultimo è impreziosito da un inedito fregio in plastica di colore grigio chiaro, che conferisce maggior dinamismo alla parte anteriore. Cambia anche il fascione: ai suoi lati sono presenti catadiottri ed è assente l’estesa protezione in plastica nera di cui è dotata la Ignis in via di pensionamento, sostituita da un fregio grigio simile a quello presente nel frontale. Arrivano poi 3 nuovi colori, avorio, giallo e verde.

Total black

L’edizione 2020 della Suzuki Ignis si rinnova anche nell’abitacolo, che appare più serioso rispetto a prima: ha toni più scuri, dunque gli elementi di plastica (rigida) per il cruscotto e le porte non sono più bianchi e neri. Le maniglie e il mobiletto del cambio sono blu o argento (prima erano arancio o titanio), ed i nuovi tessuti dei morbidi sedili hanno cuciture in tinta. Valida la posizione di guida, grazie al sedile regolabile in altezza, mentre il volante non si può registrare in profondità. La completa strumentazione, ora con sfondo grigio, è di facile lettura, e sono gradevoli i comandi del “clima” raccolti in una struttura a cilindro, alloggiata sotto lo schermo a sfioramento di 7 pollici. In rapporto alla lunghezza esterna, lo spazio per i 4 passeggeri è notevole (manca tuttavia l’omologazione per il quinto) e si può modulare grazie al divano diviso in due parti, che scorrono indipendentemente di 16 cm e hanno lo schienale leggermente reclinabile. Una pratica soluzione per migliorare la capacità di carico, che infatti è al vertice della categoria: con le sedute nella posizione più arretrata, il baule della Suzuki Ignis contiene 204 litri (56 in meno rispetto alle versioni con 2 ruote motrici); spingendolo tutto avanti, attraverso una maniglia sotto la seduta, la capacità minima sale a 319 litri (41 in meno). Peccato però che la soglia d’accesso sia a 73 cm da terra: nel caricare pesanti borse o oggetti, la schiena ne soffre.

Un rinnovato 1.2

Sotto il cofano, la novità più importante della rinnovata Suzuki Ignis è il 1.2 a quattro cilindri aspirato che riduce la cilindrata rispetto al precedente (1197 cm3 contro 1242) e ha un rapporto di compressione maggiore (13:1 anziché 12,5:1). È abbinato a un piccolo motore elettrico, che rende la piccola giapponese una delle pochissime citycar mild hybrid. Ne guadagnano l’efficienza e le emissioni, queste ultime in linea con la più recente normativa anti-smog Euro 6d. Nella guida si apprezzano la verve a bassa velocità: i 107 Nm del 1.2 non sono molti, ma sono disponibili a soli 2800 giri (prima se ne potevano avere 120, ma a ben 4400 giri). Nell’aggiornarsi, il 1.2 ha anche perso 7 CV: ora ne ha 83, comunque sufficienti alla luce della ridotta massa (il peso in ordine di marcia è pari a 985 kg).

Come accennato, a differenza della vecchia edizione, dove il 1.2 era disponibile anche con la sola alimentazione a benzina, la Suzuki Ignis 2020 è offerta esclusivamente nella versione Hybrid con l’ibrido leggero. La novità è nella batteria agli ioni di litio, di capacità maggiorata: è di 10 Ah, 7 in più di prima. L’ibrido leggero non permette all’auto di muoversi solo “a corrente”, ma assicura una spinta aggiuntiva in partenza che consente di ridurre i consumi. Ciò avviene grazie all’Integrated Starter Generator (abbreviato in ISG), un “tuttofare” con funzioni di alternatore, motorino di avviamento e motore elettrico: recupera energia nei rallentamenti e la immagazzina nella batteria, sostiene il 1.2 nella fase di spinta e opera anche da Stop&Start.
 
Scegli la trazione

La Suzuki Ignis Hybrid 1.2 ha la trazione anteriore o 4x4 a controllo elettronico, con il sistema AllGrip basato su un giunto viscoso che varia la ripartizione della coppia fra i due assi in modo da ridurre le perdite di aderenza su fondi scivolosi. Questa versione della Ignis  ha pure il Grip Control (evita il pattinamento delle ruote in caso di neve o fango) e l’Hill Descent, Control, che mantiene automaticamente la velocità in discesa: l’auto non oltrepassa i 10 km/h ed è facile da guidare anche nei tratti più ripidi. I tasti per azionarli sono nella parte bassa del mobiletto centrale.

Anche con il cambio automatico

Già ordinabile, e scontata di 2.000 euro fino al 30 giugno 2020, la Suzuki Ignis Hybrid è venduta con prezzi da 16.500 euro e si può avere in due allestimenti: quello di primo livello, chiamato Cool, è già molto ricco e include le ruote in lega di 16”, i sedili anteriori riscaldabili, i fari a led, le poltrone del divano scorrevoli e lo schermo di 7”, mentre l’allestimento Top (1.250 euro in più) aggiunge il clima automatico, il navigatore satellitare, il regolatore di velocità, la frenata automatica, il sistema per il mantenimento della corsia e quello che previene l’assopimento del guidatore. Per la versione con trazione anteriore e allestimento Top, si può avere il cambio automatico a variazione continua di rapporto CVT (1.200 euro in più). Entro la fine del 2020 dovrebbe arrivare anche la versione con l’alimentazione a Gpl.

Freni e sospensioni da migliorare

Nel corso del breve test su strada, la Suzuki Ignis 1.2 Hybrid Top 4WD ha confermato di essere un’auto facile da guidare: il cambio a 5 rapporti non affatica e lo sterzo si aziona senza sforzo (come il pedale della frizione), anche se non è preciso e le traiettorie devono essere frequentemente corrette. Così così anche i freni: sono poco potenti. Il comfort è limitato dalle sospensioni, poco efficaci nel filtrare le buche, e dal modesto isolamento acustico, perché si avverte il rumore generato dai pneumatici che scorrono sull’asfalto. Il 1.2, grazie all’aiuto del generatore, è vispo in accelerazione, ma la spinta si fa meno consistente a partire da circa 90 km/h. Al termine del percorso, svolto fuori città, il computer di bordo ha registrato un consumo medio di 17,2 km/l, valido considerando la presenza del 4x4: un dato non troppo distante dai 18,5 km/litro dichiarati nel ciclo di omologazione WLTP.

Secondo noi

Pregi
> Divano scorrevole. È un vero plus, fra soprattutto per una citycar.
> Spazio. In rapporto alle dimensioni esterne, è generoso per persone e bagagli.
> Stile. La Ignis ha una forte personalità e non passa inosservata.
 
Difetti
> Freni. Vanno premuti con forza.
> Rumore. Si avverte quello di rotolamento dei pneumatici.
> Sospensioni. Le buche più profonde non vengono “lisciate” a dovere.

SCHEDA TECNICA

Carburante benzina
Cilindrata cm3 1197
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 61 (83)/6000 giri
Coppia max Nm/giri 107/2800
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri  
oppia max Nm/giri  
   
Emissione di CO2 grammi/km 95
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 165
Accelerazione 0-100 km/h (s) n.d.
Consumo medio (km/l) 18,5
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 370/169/160
Passo cm 244
Peso in ordine di marcia kg 985
Capacità bagagliaio litri 204-319/1086
Pneumatici (di serie) 175/60 R 16
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Ritratto di PatrizioBelli
12 giugno 2020 - 12:41
2
Dalle mie parti, provincia di Cuneo, la panda 4 x4 era la regina incontrastata tra le piccoline fino a un paio di anni . Ma ultimamente, parecchi che ne avevano una ,magari di oltre 20 anni , In versione Sisley per capirci, hanno optato per la suzukina AWD. La prima cosa che si nota e che beve la metà della vecchia panda. La seconda e' che la panda la rimettevi in pista con un cacciavite e due fascette, a questa serve un PC ,e cosa anche più importante , uno che lo sappia usare. Per il resto va' nei posti dove andava il Pandino e,sulla neve e nelle salite grazie alla gestione elettronica e' forse anche meglio. Il confort e' logicamente, di un altro pianeta. Vedremo se durera 40 anni come la piccolina di mamma Fiat. La mia 4x4 mJ, va ancora alla grande, ma se dovessi cercare la sostituta, la Ignis AWD, seppur con quel culone inguardabile, e l'unica che prenderei in considerazione. Guardando il mercato e il portafogli,il nuovo Jmny costa un casino, la Duster e' a livello tecnologico primitivo del vecchio Panda e ciuccia quanto una pertroliera , e poi non ha le dimensioni giuste per certe mulattiere. Resta lei ,'unica sostituta ideale. Patrizio.
Ritratto di NITRO75
12 giugno 2020 - 16:01
Guarda, io ho da poco preso una Panda CROSS 4x4 con il tanto criticato TwinAir da 875 cc. Che dire un altro pianeta!!! Bella, affidabile, robusta, un autoveicolo tutto d'un pezzo. Mai mi sarei pensato di comprare la Ignis. Tra l'altro prima della Cross avevo una piccola ibrida, la tanto osannata Yaris, e per carità, auto che ho voluto ma ho resistito due anni, troppo fiacca e con risultati sui consumi ad un solo patto: andare piano, farla scorrere, non usare clima o riscaldamento, insomma quello che faresti con un veicolo normale. E allora il vantaggio dov'è? Nel bollo che non paghi per 5 anni e nell'accesso alle città (fino a nuove disposizioni), ma per il resto, finiture pessime e infotainment dell'altro secolo. In ogni caso, per chi avesse dubbi sulla validità della Pandina Cross nei confronti della Ignis, consiglio di guardare il video di cui allego il link. Meditate gente…..meditate..... https://www.youtube.com/watch?v=XCDCa9IvjgE
Ritratto di Livio1952
12 giugno 2020 - 18:00
Il prezzo iniziale di listino è identico,in più Ignis ha 1250 euro di valore degli aiuti alla guida, un sistema di intrattenimento ottimo e un piccolo,piccolo, sistema mild Hybrid. Poi se andiamo nello specifico delle prestazioni 4x4 il discorso si fa molto tecnico e il lettore piemontese di cui sopra mi pare che abbia certificato le buone prestazioni di Ignis rispetto alla storica panda trekking. A naso non mi piacciono i motori a due cilindri, però sono solo valutazioni di principio. È ovvio che siamo di fronte a due auto simili, magari la panda cross è carrozzata e gommata per uno specifico maggiore uso su sterrato e fuori strada, però dipende molto dagli usi personali. Quando comprammo la Ignis cool nel 2017 , la decisione principale ( oltre a maggiori dotazioni di serie) fu il fatto che il trasportino del cane su panda non entrava, mentre su Ignis, pur conservando una certa abitabilità posteriore, potevo metterlo con un leggero avanzamento della panchetta posteriore.
Ritratto di Mbutu
15 giugno 2020 - 10:23
Nitro75, è qualche settimana che assisto incuriosito alla tua crociata contro la Yaris. Tralasciando alcune notazioni completamente sballate su consumi, affidabilità e qualità, l'hai portata avanti a suon di "nel traffico o sgomiti o muori", "ti passano sopra", "devi graffiare" ...tanto che ho creduto che con la yaris ci facessi i demolition derby; ed ho pensato che in effetti non fosse stata una buona scelta. E poi che l'avessi sostituita con un Hummer con rostri e cacciabufali. Ed invece si scopre che hai preso una panda 900 cc!!! ...Immagino i graffi e le sgomitate nel traffico...
Ritratto di NITRO75
16 giugno 2020 - 12:21
Be intanto ti posso dire che qualitativamente negli interni, tanto di cappello alla tanto odiata FCA, cose che Toyota si sogna oppure pensiamo ancora che i tasti illuminati debbano essere uno sfizio. E poi sinceramente sarà anche solo 900 (che poi sono 875) ma posso assicurarti che non l'avrei comprata senza averla provata e la prontezza che ha, la Yaris se la sogna. Inoltre, argomento rostri: ci sono rossi anteriori, e c'è gente che su altri modelli Fca li fa mettere posticcio e non omologati. Detto ciò, su tutto, ciò che mi ha fatto scegliere infine è stata la guisa alta. Nella Toyota sembrava di scendere in cantina. Ma comunque, davvero, non critichiamo troppo le nostre auto, perché le straniere hanno finiture davvero pessime, almeno quelle per comuni mortali.
Ritratto di oretaxa
21 giugno 2020 - 10:13
Okkio al bicilindrico, la mamma di un amico ha rotto il motore dopo nemmeno 5 anni: turbo e iniezione.
Ritratto di Almeron771
12 giugno 2020 - 20:09
Adoro questa piccola suzuki, ma non la comprerò mai, il prezzo é paurosamente alto.
Ritratto di e-torks
12 giugno 2020 - 20:53
Carina, ad un prezzo corretto. Colori gradevoli. Peccato per le sospensioni rigide, e per l'assenza del CVT.
Ritratto di NeroneLanzi
12 giugno 2020 - 22:04
Veramente mi sembra l’abbiano messo.
Ritratto di Livio1952
12 giugno 2020 - 23:54
A sette combinazioni con paddle al volante
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