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Suzuki Ignis: originale e briosa con la “scossa”

La nuova mini crossover Suzuki Ignis ha un look personale ed è spaziosa e facile da guidare (ma anche un po’ rumorosa). Vivace il 1.2 a benzina, specie se abbinato al generatore elettrico della versione ibrida.

29 novembre 2016
  • Prezzo (al momento del test)

    € 16.800
  • Consumo medio

    23,3 km/l
  • Emissioni di CO2

    97 grammi/km
  • Euro

    6
Suzuki Ignis
Suzuki Ignis 1.2 Hybrid iTop 2WD
Con un aiuto in più

La nuova Suzuki Ignis è un’auto spigliata e fuori dagli schemi: ha le dimensioni di una cittadina (è lunga 370 cm), è muscolosa e alta da terra (18 cm) come una crossover, ma non rinuncia a un look quasi da coupé, con il lunotto fortemente inclinato e i parafanghi allargati. Già in vendita, è proposta con un solo motore: il 1.2 a benzina da 90 CV. Questa unità può essere abbinata al cambio robotizzato (700 euro), alla trazione 4x4 (1.500 euro) e al sistema ibrido (1.000 euro): in questo caso, un generatore elettrico (che sostituisce l’alternatore e il motorino di avviamento), alimentato da una batteria agli ioni di litio che si ricarica nei rallentamenti, entra in azione, assieme al motore termico, in accelerazione, contribuendo a ridurre i consumi di benzina.

Offerta di lancio

I prezzi della Suzuki Ignis partono da 14.050 euro per la 1.2 iCool, che di serie ha già tutto il necessario: climatizzatore, retrocamera e ruote in lega di 16”, oltre a un moderno sistema infotainment con Bluetooth, ampio schermo tipo tablet e protocolli Android Auto e Apple CarPlay che permettono di connettere i telefonini. La iTop (da 15.800 euro) aggiunge i fari full led, il climatizzatore automatico, il cruise control, il navigatore e sistemi di sicurezza come gli avvisi anti-colpo di sonno e di involontario salto di corsia, oltre alla frenata automatica d’emergenza. La iAdventure (da 18.000 euro) si differenzia per il look da fuori strada, con estese protezioni per la carrozzeria. Per tutte le Ignis, l’offerta lancio (valida fino al 31 gennaio 2017) permette di contare su 2.100 euro di sconto.

Ampia e allegra

L’ampio abitacolo della Suzuki Ignis è colorato: gli elementi di plastica (rigida) per il cruscotto e le porte sono bianchi e neri, mentre dettagli come le maniglie sono arancioni o grigi. L’atmosfera è simpatica, giovanile, senza rinunciare alla praticità di tanti portaoggetti (peccato che quello sopra il cassetto di fronte al passeggero anteriore sia così piccolo da essere inservibile) e al divano diviso in due parti, scorrevoli indipendentemente l’una dall’altra di 16 cm e dotate di schienale reclinabile all’indietro. Così, si può anche sfruttare meglio la buona capacità di carico: 260-373/1100 litri (204-319/1086 per le 4x4). La strumentazione è completa (visualizza anche l’attività del generatore quando dà corrente al motore e quando la rigenera per la batteria), di facile lettura e i comandi sono ben disposti. Non male la posizione di guida, con il sedile largo e regolabile in altezza; manca però la registrazione in profondità per il volante. In rapporto alle dimensioni della carrozzeria, lo spazio per persone e bagagli è abbondante, ma l’auto è omologata solo per quattro (per il quinto passeggero bisogna rinunciare al divano scorrevole).

A corrente e a benzina

La Suzuki Ignis 1.2 Hybrid iTop è “leggera” da guidare: lo sterzo si aziona senza sforzo (come il pedale della frizione) e il cambio è ben manovrabile. Favorita dalla taratura solida degli ammortizzatori, fra le curve l’auto è agile e stabile, ma sulle sconnessioni della strada si saltella un po’. Altro limite, per il comfort, è il modesto isolamento acustico dal rumore generato dai pneumatici che scorrono sull’asfalto. Aiutato dal generatore elettrico, il 1.2 a benzina è piuttosto vispo in accelerazione, ma non altrettanto in ripresa. Decisamente bassi i consumi calcolati dal computer di bordo nel test in autostrada e su strade collinari: circa 20 km/l. 

Secondo noi

Pregi
> Divano. È scorrevole e con gli schienali reclinabili all’indietro.
> Look. L’auto ha una personalità spiccata.
> Spazio. Generoso sia per le persone sia per i bagagli.

Difetti.
> Portaoggetti. Quello nella plancia, sopra il cassetto di fronte al passeggero anteriore, è inutilizzabile.
> Rumore. Quello provocato dalle gomme sulla strada è fastidioso.
> Sospensioni. Faticano a filtrare le buche.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1242
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 66 (90)/6000 giri
Coppia max Nm/giri 120/4400
Emissione di CO2 grammi/km 97
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori tamburi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 170
Accelerazione 0-100 km/h (s) 11,8
Consumo medio (km/l) 23,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 370/169/160
Passo cm 244
Peso in ordine di marcia kg 910
Capacità bagagliaio litri 260-360/514
Pneumatici (di serie) 175/60 R16
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Ritratto di iri
10 ottobre 2018 - 09:34
Ho comprato una Suzuki IGNIS full optional modello 2016 nel giugno 2018. Dopo meno di un mese un gattino è entrato sotto il cofano della macchina quando era posteggiata, spenta e chiusa, e ha danneggiato il cablaggio. Ho chiamato il carroattrezzi gratuito della Suzuki e la macchina è stata portata alla concessionaria autorizzata della Suzuki (Di Carlo a Trapani Sicilia). Da qui comincia il bello. Il Meccanico della concessionaria mi ha detto che questo danno non rientra nella garanzia e il preventivo è di euro 1300, e il costo finale potrebbe aumentare. Per un mazzo di fili? Sono fatti d'oro per caso? Allora ho detto che voglio riparare la macchina in un altro posto, ma il meccanico della concessionaria autorizzata ha risposto che non può consegnarmi la MIA auto, perchè la concessionaria è responsabile della sicurezza di guida, e se io la riparerò da un normale elettrauto la macchina potrebbe prendere fuoco! Non so per chi mi abbia preso. Ho chiamato il carroattrezzi della Suzuki e mi hanno detto che portano le macchine solo alle concessionarie della Suzuki e non li restituiscono a casa. Per poco non mi mandavano a quel paese. Ho chiamato il numero verde Suzuki Italia dove mi hanno detto che non possono registrare un mio reclamo in quanto per loro io non risulto la proprietaria della mia macchina. Ho proposto di mandarli la foto del libretto. Indovinate cosa mi hanno risposto? "No,no noi abbiamo i nostri canali, e quando, dopo qualche mese, accertiamo i suoi dati le manderemo un' email, e allora Lei potrà scrivere tutto quello che ha da dire ma non prima". insomma dopo due settimane di discussioni assurde con concessionaria di Di Carlo a Trapani Sicilia sono riuscita a tirare fuori da lì la MIA macchina in garanzia ma non riparata. Il Carroattrezzi per riportare la macchina a casa mia chiedevano da 250 a 300 euro. L'elettrauto ha velocemente ricollegato i fili, ma è rimasto un piccolissimo attacco che collega la telecamera posteriore alla centralina, che la Suzuki non riesce a fornire da mesi. MESI! La scusa per non fornire tale pezzo è che la macchina è una full optional. Se fosse stata una macchina base non ci sarebbero stati problemi. E grazie! Non ci sarebbe neanche la telecamera se non fosse full optional! Ricapitolando la mia esperienza: 1. La Garanzia copre SOLO i difetti di fabbrica, tutto il resto sono cavoli vostri. 2. Il Carroattrezzi gratuito, non solo non vi aiuta, ma potrebbe provocare un potenziale danno in quanto porta la macchina non dove volete voi , ma soltanto alla concessionaria, che potrebbe essere lontana da casa vostra. 3.Chiamare la Suzuki Italia è completamente inutile, non vi aiuteranno. 4.Non si deve comprare full optional, perché i pezzi di ricambio si dovranno aspettare per mesi! 5.Non posso parlare di tutti concessionari autorizzati della Suzuki ma in quella di Di Carlo a Trapani, Sicilia, VI SPELLERANNO VIVI. 6. in data 10 OTTOBRE (dopo quasi TRE mesi dopo l'incidente) sono ancora senza macchina e non si sa quando l'avrò. MI ASPETTAVO QUALCOS'ALTRO COMPRANDO UNA MACCHINA GIAPPONESE. Dopo vari tentativi di reclamo, la Suzuki Italia mi hanno semplicemente detto: 1. la mancanza di "protezione" sotto al cofano che ha permesso al gattino di entrare da sotto NON E' UN DIFETTO; 2. la concessionaria autorizzata che mi fa un preventivo di 1300 euro (ossia 1/10 del prezzo totale per cui l'ho acquistata) è del tutto normale; 3. il SOCCORSO STRADALE, nel caso in cui non volessi portare la macchina nella loro officina autorizza ma riportarla a casa, è autorizzato a lasciarmi per strada; 4. non hanno menzionato al fatto che l'officina autorizzata ha SEQUESTRATO la mia macchina per più di due settimane. Forse per loro sarà normale, chi lo sa; 5. riguardo le tempistiche del pezzo di ricambio, ordinato due mesi e mezzo fa e tramite un'altra officina autorizzata Suzuki, non hanno neanche voluto indagare in quanto non sto riparando la macchina presso la loro officina autorizzata. Alla fine mi hanno augurato buona giornata.
Ritratto di gjgg
29 novembre 2016 - 13:46
1
STile molto personale e fuori dal piattume classico alla europea e anche gli interni sono analogamente piacevoli. SUzuki è da ritenere fra le poche che in molte delle sue offerte per concretezza nei contenuti tenta di contrastare le coreane allo stato attuale
Ritratto di Magnificus
29 novembre 2016 - 14:10
Andava tutto bene ,auto simpatica x far concorrenza alla panda poi...hanno messo il portellone del baule che la rovinata
Ritratto di MAXTONE
29 novembre 2016 - 15:29
1
Le coreane? Chi le compra le coreane nei segmenti A e B? Io le uniche coreane che vedo in giro sono suv e crossover ma il resto poco niente.
Ritratto di gjgg
29 novembre 2016 - 15:52
1
PArlavo di concretezza a prescindere, infatti le vendono in tutto il mondo inclusa l'america dove sono molto apprezzate anche a 3 volumi. IN italia si vendono utilitarie solo e soprattutto fiat anche se sono progetti a volte con 10, 15 anni sulle spalle. ORa agli italiani piacciono italiane e non li si può criticare ma va detto che allo stesso prezzo di una punto o y ci prendi una i20 o una rio che sono modelli rinfrescati ogni 5 massimo 6 anni che a quel prezzo nessun altro marchio nè italiano, tedesco, giapponese o francese ti offre gli stessi contenuti aggiornati e con un'estetica che decisamente una rio è più accattivante di una punto, ammettiamolo
Ritratto di MAXTONE
29 novembre 2016 - 17:27
1
Infatti la i20 e la Rio (peggioratissima rispetto alla precedente) offrono un powertrain ibrido raffinato ed efficiente come quello della Yaris. I coreani rinnovano sin troppo spesso i loro modelli facendo svalutare più rapidamente quelli che sostituiscono. Come se non bastassero già i marchi a farli svalutare più rapidamente di europee e nipponiche.
Ritratto di gjgg
29 novembre 2016 - 19:40
1
NOn credo che chi si compra una coreana prevede che se la deve cambiare dopo 3 anni, quindi se dopo 10 anni vale 50€ di più o di meno uno la macchina se la compra perchè gli convince per come è, mica si sta a comprare un buono del tesoro decennale che deve valutarci il percentile di quanto ci ha ripreso. DOpo di che la nuova Rio non mi sembra nè più bella nè più brutta della precedente, hanno fatto una macchina tutta diversa in modo che ne beneficia sia chi comperà la nuova sia chi ha la vecchia che è altrettanto bella e valida
Ritratto di Luzo
29 novembre 2016 - 16:34
La i10 vende benissimo direi, al pari di ( tiro via fca e vw dal conto ovviamente)
Ritratto di MAXTONE
29 novembre 2016 - 17:31
1
La i10 vende quanto l'Aygo piu o meno con la differenza che l'Aygo a Toyota è costata ben poco visto che si tratta di un modello condiviso mentre l'i10 è un modello sviluppato in piena autonomia e per questo meno redditizio per Hyundai.
Ritratto di Luzo
29 novembre 2016 - 19:15
il problema è quanto ci guadagnano o quanto vendono? perché nel primo caso i dati sono ignoti, per quanto si possa ipotizzare che fra eredità di vecchie versioni, condivisioni ( e semplicità tipica del segmento) commercializzazione anche in mercati emergenti ( India) e numeri di vendita i costi siano sicuramente sostenibili. Per quel riguarda noi comuni mortali resta il dato di fatto che in europa vende nel segmento come Toyota e più delle psa, tanto per capirci
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