PRIMO CONTATTO

Suzuki Swift: spazio e grinta, tutto insieme

La nuova Suzuki Swift è una piccola ma spaziosa cinque porte, che si guida molto bene; ottimo il “mille” a tre cilindri. Piuttosto povere le plastiche nell'abitacolo.

23 marzo 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 18.890
  • Consumo medio

    23,3 km/l
  • Emissioni di CO2

    97 grammi/km
  • Euro

    6
Suzuki Swift
Suzuki Swift 1.0 Boosterjet S AT 2WD
Tranne che nella lunghezza, è cresciuta tanto

Nuova da cima a fondo, l'ultima edizione della Suzuki Swift rimane un'utilitaria molto compatta, adattissima all'uso in città: è lunga solo 384 centimetri (uno meno di prima) e larga 174 (4 in più). Queste nuove proporzioni la rendono ancor meglio “piantata a terra” e più moderna; inoltre, ora il bagagliaio (265 litri, 54 più di prima, una capienza quanto meno discreta) non è più un punto debole della Swift, mentre la tecnologia fa un balzo in avanti per quanto riguarda sicurezza, emissioni e consumi. La nuova Suzuki Swift arriverà nelle concessionarie ad aprile, con un listino che parte da 13.990 euro; su tutta la gamma è però già attivo uno sconto di 3.040 euro, per cui il prezzo d'attacco “vero” è di 10.950 euro. Già da qualche giorno, poi, dal sito suzuki.it si può ordinare la versione speciale Web Edition: realizzata in sole 10 unità (quattro già vendute), è superaccessoriata, ha il motore più potente (il 1.0 turbo con tecnologia ibrida da 111 CV) e il tetto a contrasto nero opaco. Nel prezzo (16.900 euro) è incluso anche un corso di guida sicura di due giorni in autodromo (Motoroasi, vicino a Torino). Simile al modello di cui prende il posto per alcuni aspetti (il parabrezza piuttosto verticale con montanti neri, il tetto piatto, i fanali che si estendono sui passaruota posteriori), la nuova Suzuki Swift ha però un look ben diverso. Si notano in particolare la mascherina esagonale, più grande e posizionata più in basso, che si abbina a fari più piccoli, nonché le luci posteriori meno arrotondate, e le fiancate più sinuose. Diversamente che in passato, l'utilitaria giapponese è ora disponibile solo a cinque porte: le grandi maniglie degli sportelli posteriori sono subito dietro i finestrini, mascherate da un profilo nero che si unisce al lunotto.

A benzina, ibrida o a Gpl

La nuova Suzuki Swift debutta con un 1.2 a quattro cilindri con 90 cavalli (Dualjet); a partire da settembre arriverà anche un 1.0 turbo a tre cilindri (Boosterjet) da 111. Quest'ultimo è riservato alla sola versione ibrida (comunque prevista anche per la 1.2): una piccola unità elettrica da 1,9 kilowatt (2,6 CV), mossa da una cinghia, oltre a fare da motorino d'avviamento e da alternatore, nelle decelerazioni funge da generatore, ricaricando una piccola batteria agli ioni di litio. Quando si riaccelera, l'energia fa il percorso inverso e contribuisce alle riprese, limitando il lavoro del motore a benzina (che, quindi, usa meno carburante). La Swift che abbiamo provato era proprio una 1.0 turbo, con cambio manuale (si può avere anche un automatico a sei marce). Sempre a settembre è previsto pure l'arrivo delle 1.2 a trazione integrale e delle 1.2 a Gpl. Queste ultime (che dovrebbero costare 1.600 euro in più delle equivalenti versioni solo a benzina) avranno l'impianto montato in Italia dallo specialista BRC, ma godranno della stessa garanzia di tre anni (o 100.000 km) di tutte le Suzuki.  

Abitacolo ampio, baule poco pratico

L'abitacolo della Suzuki Swift è facilmente accessibile e molto ospitale: ci sono quattro posti comodi, ma il divano, ben imbottito anche al centro, ospita senza grossi problemi un eventuale quinto passeggero. Per quanto riguarda il bagagliaio, come già accennato la capienza è più che accettabile, ma i rivestimenti in plastica dei fianchetti paiono destinati a rigarsi rapidamente; nella norma la soglia di carico a 71 cm da terra, ma per arrivare al pianale si deve scendere di ben 23 cm, e reclinando gli schienali si forma un gradino di 15 cm. insomma, come in molte auto di questa categoria, i carichi pesanti richiedono qualche sforzo di troppo. La posizione di guida della Suzuki Swift si adatta facilmente a persone di statura diversa, anche se i sedili anteriori hanno fianchetti fin troppo rialzati per un'utilitaria: in curva ancorano bene, ma chi è di corporatura robusta potrebbe trovarli un po' fastidiosi. Molto corte, poi, le alette parasole quando vengono usate per schermare il sole di lato. La plancia della Suzuki Swift, di aspetto classico, è ravvivata da un inserto lucido chiaro, ripreso nelle porte. Gradevolmente sportivi il bel volante a tre razze, appiattito nella parte inferiore, e gli strumenti con le lancette che in posizione di riposo puntano verso il basso; peccato che i pulsanti per cambiare la schermata del ricco schermo del computer di bordo, o azzerare il contachilometri parziale, siano ai bordi del cruscotto, e quindi scomodi da raggiungere.

Display ricco, plastiche povere

Nella Suzuki Swift , al centro della consolle (leggermente rivolta verso il guidatore) c'è il display a 7 pollici a sfioramento dell'impianto multimediale; rapido nel rispondere e dotato anche dei protocolli Apple CarPlay e Android Auto e del MirrorLink, per gestire gli smartphone direttamente dall'impianto dell'auto, è però un po' troppo in basso per poterlo consultare senza distogliere a lungo lo sguardo dalla strada. Inoltre, la mappa del navigatore, che occupa solo metà dello schermo, non è leggibile “al volo”, e la grafica non è delle più accattivanti. Ben posizionate, invece, le prese Usb e Aux (vicino al pozzetto alla base della consolle, dove si può appoggiare il telefonino) e apprezzabile la fattura dei comandi del “clima” automatico monozona (anche se le scritte sono piuttosto piccole). I montaggi sono realizzati con notevole precisione, e tutto pare destinato a durare a lungo, ma le plastiche sono rigide ed “economiche”: non delle più gradevoli alla vista e al tatto.

Rapida, facile e precisa

Su strada, la Suzuki Swift 1.0 Boosterjet fa bella figura. Il pianale è ripreso da quello della più grande Baleno, lanciata lo scorso anno, e unitamente ad altri affinamenti tecnici ha permesso di risparmiare addirittura 120 chilogrammi. L'auto è leggera, e si sente: assai maneggevole, è rapida nei cambi di direzione, pur rimanendo composta: simulando un brusco ”destra-sinistra” il riallineamento è istantaneo e automatico, senza che venga chiamato in causa il controllo elettronico della stabilità. Molto buono lo sterzo: pronto e progressivo, richiede uno sforzo ridotto, ma dà sempre a chi guida un'idea precisa dell'aderenza disponibile, e ha poche reazioni sotto forte accelerata. In poche parole, la Swift dà un'immediata sensazione di padronanza, e si guida con piacere; i 111 cavalli si gestiscono facilmente, tanto che dovrebbe arrivare entro fine anno una versione più dichiaratamente sportiva, con il quattro cilindri 1.4 turbo Boosterjet da 140 cavalli. Non che il 1.0 turbo sfiguri: grazie anche al piccolo motore elettrico, che dà una mano nelle riprese da bassa velocità, la risposta è pronta e la velocità sale rapidamente pure nelle marce alte (nonostante la quinta lunga, da 130 km/h a soli 3000 giri). E se, per ora, non possiamo esprimerci sulla veridicità dei 195 km/h di punta dichiarati, lo “0-100” ufficiale in 10,6 secondi ci pare persino pessimistico. Nonostante l'assenza dell'albero supplementare di equilibratura, poi, questo tre cilindri ha vibrazioni trascurabili, e solo ai bassi regimi. Ben contenuta anche la rumorosità del motore della Suzuki Swift e, almeno stando al computer di bordo, i consumi: i 16 km/litro abbondanti (al posto dei 23,3 ufficiali) registrati alla fine del test  senza badare troppo all'economia di marcia sono un valore interessante. Chiudiamo con un cenno al cambio (dagli innesti giusto un po' gommosi, ma con movimenti della leva ben guidati e brevi) e al comfort: la Swift rolla poco in curva e non si può definire “morbida”, ma è ben ammortizzata, e nel complesso comoda anche sullo sconnesso.

Dotazione generosa

Per finire, allestimenti e dotazioni. Alla base della gamma c'è la Suzuki Swift 1.2 Easy: 13.990 euro (10.950 con lo sconto) con di serie il “clima” manuale, la radio con Bluetooth e comandi anche al volante, i fari ad accensione automatica e gli specchietti sbrinabili e regolabili elettricamente. A 1.000 euro in più c'è la Cool, con sistema multimediale più sofisticato (display di 7”, radio digitale Dab, connessione estesa per gli smartphone), nonché cerchi in lega di 16”, fendinebbia, vetri posteriori scuri e una finezza come i sedili riscaldabili. Altri 2.700 euro (quindi 17.690, ovvero 14.650 scontati) e ci si porta a casa la 1.2 Top Hybrid, con il sistema ibrido (il consumo dichiarato cala da 23,3 km/litro a 25) e una dotazione molto ricca: navigatore, apertura porte e avviamento motore senza chiave, “clima” automatico, fari full led, alzavetro elettrici anche dietro, cruise control con radar di distanza, frenata automatica di emergenza, avviso in caso di abbandono involontario di corsia e il sitema che invita a fermarsi dopo un certo tempo di guida, per evitare colpi di sonno. La Top Hybrid sarà anche 4x4 (1.500 euro in più), mentre la 1.0 turbo avrà l'allestimento S, con la griglia della mascherina a nido d'ape.

Secondo noi

Pregi
> Abitabilità. Molto ariosi, gli interni sono decisamente ampi per la categoria.
> Maneggevolezza. L'auto è decisamente rapida e facile da controllare fra le curve.
> Motore. Il 1.0 è vivace e poco rumoroso. E sembra anche consumare poco.

Difetti
> Navigatore. La visualizzazione (e la posizione del display) non aiutano a consultarlo in fretta.
> Particolari dell'interno. Alcuni dettagli (come le alette parasole e i pulsanti del cruscotto) non sono il massimo della funzionalità.
> Plastiche. I rivestimenti dell'abitacolo sono piuttosto economici.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 998
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 82 (111)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 170/2000-3500
Emissione di CO2 grammi/km 97
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 195
Accelerazione 0-100 km/h (s) 10,6
Consumo medio (km/l) 23,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 384/174/150
Passo cm 245
Peso in ordine di marcia kg 925
Capacità bagagliaio litri 265/947
Pneumatici (di serie) 185/55 R16
Suzuki Swift
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Ritratto di admin
23 marzo 2017 - 17:20
L'errore è stato corretto, grazie della segnalazione. La redazione.
Ritratto di The Krieg
23 marzo 2017 - 17:19
Esteticamente le ultime suzuki sono a dir poco brutte
Ritratto di oretaxa
23 marzo 2017 - 19:42
Il discorso sul bello/brutto è sempre personale. Piuttosto il problema è sulla qualità degli interni, veramente scarsi come materiali. Sono tecnologicamente avanzatissimi, vedi contenimento dei pesi e sistema ibrido SHVS, poi cadono sui materiali come su una buccia di banana.
Ritratto di finniko
24 marzo 2017 - 10:03
1
Confermo, sia sul bello/brutto (a me per esempio questa piace), che sulla qualità media degli interni suzuki. Soprattutto sulle medio-piccole. Mio padre ha una Ignis 1.5 4x4, non di primissimo pelo, però per essere una macchina li livello e costo già discreto, ha finiture interne e materiali veramente spartani, rispetto alla concorrenza di pari livello
Ritratto di Doraemon
24 marzo 2017 - 10:36
I materiali considerati spartani sono in realta' resistentissimi e duraturi nel tempo. Le plastiche morbide e soffici che vanno tanto di moda adesso tra 10 anni e con auto sotto il sole d'estate e al freddo d'inverno, saranno in pessime condizioni. Le plastiche rigide sono pressoche' eterne.
Ritratto di finniko
24 marzo 2017 - 11:49
1
Sarà anche vero, non discuto. Però magari entro 10 anni uno la macchina l'ha già cambiata. Anche la Lada Niva (che aveva sempre mio padre vari anni prima della Ignis) aveva gli interni in plastica e lamiera eterni, ma non per questo poteva definirsi bella e ben rifinita.
Ritratto di oretaxa
24 marzo 2017 - 12:23
Vai in concessionaria e guarda i battitacco in plastica della nuova Ignis: tirali leggermente e vedrai che ti rimangono in mano. Poi osserva il preformato del pavimento, sempre su nuova Ignis, zona attacco sedili anteriori: troppo sottile, nasconde dei veri e propri buchi oltre a cavi passanti qua e là - indice di una scadente progettazione. Io una Skoda Fabia di 9 anni e ti assicuro che i materiali, anche morbidi, sono ancora come nuovi; il preformato del pavimento è perfetto e robustissimo; i battitacco non li smonti nemmeno se ti metti a pregare. Non passo a Suzuki proprio per i materiali scadenti.
Ritratto di brunastro
23 settembre 2017 - 05:00
11
Non parlo della Skoda perché non so come sia fatta e non mi interessa, non la comprerei mai Ti assicuro, ho una swift 1.3 DDiS a gasolio, in 5 anni non s'è mai staccato nulla non ci sono scricchiolii va benissimo e non ha mai visto il meccanico se non per i tagliandi.
Ritratto di Frenkis
23 marzo 2017 - 20:03
a me non piace, la trovo sgraziata. potevano sicuramente far di meglio
Ritratto di manuel1975
23 marzo 2017 - 20:08
dovrebbero fare anche un microibrido col 1.0 turbo in versione depotenziata a 90 cv.
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