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Suzuki Swift: divertente più che corsaiola

Con 140 cavalli, la più potente delle Suzuki Swift è vivace e facile da guidare, pur mantenendo un comfort che la rende adatta anche a un utilizzo quotidiano. Scomodo l’accesso al baule.

20 aprile 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 21.190
  • Consumo medio

    17,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    125 grammi/km
  • Euro

    6
Suzuki Swift
Suzuki Swift 1.4 Boosterjet Sport 2WD
Nello stile è un po’ italiana

A un anno dal lancio, la piccola Suzuki Swift viene ora proposta anche nella più potente versione Sport. Diversamente dai modelli con lo stesso nome che l’hanno preceduta, ora è mossa da un motore turbo: un quattro cilindri 1.4 a iniezione diretta di benzina con 140 CV, abbinato a un cambio manuale a sei marce. Si tratta di una brillante e leggera (975 kg) cinque porte, non così esasperata da essere scomoda nell’uso di tutti i giorni, ma anche molto divertente alla guida. Il look moderno della Suzuki Swift Sport differisce da quello delle altre versioni, ed è stato sviluppato dal centro stile che la casa giapponese ha in Italia, a Torino. Le modifiche riguardano più che altro il frontale, più aggressivo con la nuova mascherina spigolosa nella zona sul bordo del cofano e arrotondata in quella inferiore, dove è affiancata da due placche che simulano delle prese d’aria e inglobano i fendinebbia. Lo spoiler, le minigonne e la zona centrale del paracolpi posteriore (che ospita due terminali di scarico) hanno un disegno che ricorda la trama della fibra di carbonio. 

Una e ricca

La Suzuki Swift Sport è già in vendita con un prezzo di lancio (valido fino al 31 maggio 2018) pari a 18.150 euro, anziché 21.190. Somma non elevata, se si considera che la dotazione di serie include il climatizzatore automatico, i fari full led e l’impianto multimediale con navigatore, radio Dab e funzionalità Android Auto ed Apple CarPlay. Ci sono poi molti aiuti alla guida, come gli avvisi anti-colpo di sonno e di involontario cambio di corsia, il cruise control adattativo, la frenata automatica d’emergenza e la telecamera posteriore. Unici optional, la vernice bicolore (400 euro) o metallizzata (550).

Lampi di rosso

L’abitacolo della Suzuki Swift Sport resta spazioso, come quello delle altre versioni, ed è costruito con cura ma utilizzando materiali plastici d’aspetto poco gradevole. Di qualità, invece, i sedili avvolgenti specifici per questo modello e con una precisa regolazione anche in altezza (tramite una comoda leva). Altri dettagli distintivi sono le modanature nero lucido e sfumate di rosso per la plancia e la consolle e la pedaliera in metallo con gommini antiscivolo. I comandi sono ordinati e lo schermo tattile di 7” per l’impianto d’infotainment risulta abbastanza intuitivo da utilizzare. Il baule ha una discreta capienza (265 litri a divano su) ma, fra la battuta del portellone e il fondo, c’è un salto di 23 cm: la schiena non ringrazia. 

Sportiva senza eccessi

A dispetto del look molto grintoso, la Suzuki Swift Sport non è un modello davvero “cattivo”, quanto piuttosto una brillante “tutto fare”: la buona insonorizzazione dell’abitacolo e le sospensioni non troppo rigide permettono di viaggiare anche in quattro (in tre sul divano non si sta larghi) con un comfort paragonabile a quello delle altre versioni. Anche lo sterzo è un compromesso fra comfort e sportività: è abbastanza consistente e preciso, ma l’avremmo preferito più pronto e diretto. Il motore spinge deciso ma con tale regolarità, e con un rombo così contenuto, da fornire l'impressione di essere meno brillante di quanto sia in realtà. La casa dichiara 8,1 secondi per coprire lo “0-100” e 210 km/h di velocità massima: valori elevati che ci sembrano verosimili. Nella guida su strade tortuose, la Suzuki Swift Sport non fa mancare quella reattività per inserirsi agili nelle curve, pur con un rollio piuttosto evidente per una sportiva, e infonde una notevole sicurezza con una tenuta di strada elevata. Validi i freni e il cambio, preciso negli inserimenti e con una corsa breve per la leva. A dar fastidio è la non ottimale visuale all’indietro per via dei finestrini piccoli e dei larghi montanti del tetto. Quanto al consumo, nel test svolto per metà in autostrada alla media di 120 km/h e per metà su strade tortuose affrontate con brio, il computer di bordo ha fornito la media di circa 11 km/l.

Secondo noi

Pregi
> Comfort. Di buon livello per una sportiva.
Dotazione di serie. Decisamente ricca in rapporto al prezzo.
> Guida. Facile e gradevole.

Difetti
> Finiture. Le plastiche nell’abitacolo sono poco appaganti.
> Sterzo. Da una sportiva ce lo saremmo aspettato più pronto e diretto.
> Visibilità. Di tre quarti posteriore è difficoltosa.

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 1373
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 103 (140)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 230/2500-3500
Emissione di CO2 grammi/km 125
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 210
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,1
Consumo medio (km/l) 17,9
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 384/174/150
Passo cm 245
Peso in ordine di marcia kg 975
Capacità bagagliaio litri 265/947
Pneumatici (di serie) 195/45 R17
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Ritratto di NeroneLanzi
21 aprile 2018 - 09:18
Purtroppo dobbiamo ringraziare le norme anti inquinamento anche per questo.
Ritratto di Alfiere
21 aprile 2018 - 09:46
1
Cosa centrano le norme con il rapporto dello sterzo e la risposta dell'idroguida?
Ritratto di tramsi
21 aprile 2018 - 14:01
I motivi sfuggono anche a me. Quanto allo sterzo, la 156 (che ho posseduto, per cui sono in grado di parlarne c u m cognitio causae) aveva un reparto sospensivo ben diverso ed è francamente impossibile avere quello sterzo con le sospensioni di una segmento B.
Ritratto di NeroneLanzi
21 aprile 2018 - 17:34
Il nesso è molto semplice. Perchè lo sterzo delle vetture contemporanee è meno gradevole rispetto al passato? Semplicemente perchè le macchine adottano il servosterzo elettrico invece che quello idraulico. E perchè le case sono passate all'elettrico? Non certo per masochismo, perchè sanno benissimo che riprodurre lo stesso feedback garantito dall'idraulico è ben più complesso. Semplicemente è un modo per abbassare consumi ed emissioni. E così ci ritroviamo ad esempio la quarta generazione della Miata con il servosterzo elettrico che la fa sembrare una Panda con la modalità city inserita se paragonata alla generazione precedente. Tutto qui.
Ritratto di tramsi
21 aprile 2018 - 17:49
Non sono sicuro che questa possa essere la motivazione corretta tout court, soprattutto considerando che anche Porsche, Ferrari e Lamborghini utilizzano il servosterzo elettrico e che in passato non tutti gli sterzi idraulicamente assistiti erano fenomenali. Inoltre, la servoassistenza elettrica è progredita molto in termini di feeling e feedback.
Ritratto di NeroneLanzi
22 aprile 2018 - 17:22
Che sia progredita molto è innegabile, ma è altrettanto innegabile che non siano al livello degli ultimi idraulici prodotti. Comunque ti confermo che la causa è quella. Siamo tutti alla ricerca di qualsiasi possibile soluzione per limare anche solo due grammi di CO2. Tra pochi mesi su tutte le case arriveranno scoppolate micidiali per ogni grammo di sforamento, per questo sono anni che se si può andiamo a fare sacrifici sulla resa finale in termini di prestazioni pur di riuscire ad essere competitivi sui prezzi domani.
Ritratto di tramsi
22 aprile 2018 - 18:27
Lessi che un normale impianto di servoassistenza idraulica assorbe circa 4 hp, mentre la servoassistenza elettrica permette di risparmiare una media di 0,5 l/100 km. Inoltre, presenta considerevoli dei vantaggi, come l'integrazione con gli ADAS (vedasi il reindirizzamento automatico nella carreggiata) e la sterzata autonoma e il ricentraggio automatico della posizione neutra (dritta) dello sterzo. Infine, arriva quasi a disattivarsi (dipende dai software di gestione utilizzati dalle singole casa) al crescere della velocità, a tutto vantaggio della sensibilità e della precisione.
Ritratto di NeroneLanzi
22 aprile 2018 - 19:43
Esattamente: meno assorbimento di potenza e minori consumi significano meno emissioni. Se devi fare un segmento B è la cosa più importante.
Ritratto di fedevidrik93
21 aprile 2018 - 09:39
Sta mania delle "plastiche appaganti" proprio non riesco a sopportarla. Capisco su un'auto premium la ricerca delle finiture ma suvvia, stiamo parlando di una sportiva da 21 mila euro!!
Ritratto di mika69
21 aprile 2018 - 14:07
Ho comprato la 1.0S a mio figlio, automatica. Mi ritrovo in tante cose sottolineate da AV, esempio l'assetto e lo sterzo, pur se la mia ha i cerchi da 16" e non 17. E' un bella automobilina, fatta bene, con alcuni difetti, credo più di assemblaggio in fabbrica più che assoluti. Comunque consuma veramente pochissimo, circa 21 al litro, ed è sufficientemente confortevole come silenziosità, un po meno di assetto che anche se non manca il rollio poi certe asperità le digerisce proprio male. Il cambio automatico ha una logica strana...non mi piace.
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