PRIMO CONTATTO

Toyota Rav4: più spaziosa e confortevole

Oltre a forme più sportive, la nuova Toyota Rav4 sfoggia 20 centimetri in più di lunghezza, un ampio baule e un pratico portellone incernierato in alto. Su strada è sempre svelta, sicura e confortevole, e se la cava bene anche dove l’asfalto finisce.

21 febbraio 2013
  • Prezzo (al momento del test)

    € 36.100
  • Consumo medio

    14,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    176
  • Euro

    5
Toyota Rav4
Toyota Rav4 2.2 D-4D 4WD Lounge automatica
Nulla di vecchio sotto il sole

Basta una rapida occhiata alla carrozzeria della nuova Toyota Rav4 per capire che i giapponesi hanno tenuto ben poco del modello che in tre generazioni ha venduto oltre 4,5 milioni di esemplari. Se il muso affusolato e le numerose (forse troppo) nervature puntano su un’immagine sportiva, l’addio al concetto della fuoristrada per abbracciare definitivamente l’idea della suv passa soprattutto dal posteriore della Rav4. Niente più ruota di scorta esterna, che era “sopravvissuta” tenace in alcune versioni del vecchio modello. Da qui, la novità più importante: non più gravato dal peso della ruota, il portellone è incernierato in alto anziché su un lato: così aprirlo in spazi ristretti è più agevole. E per gli allestimenti più ricchi è di serie pure l’azionamento elettrico.
 
Cambiano le dimensioni
 
I 20 centimetri in più della carrozzeria (il confronto è con le precedenti versioni Crossover e Crossport) portano la nuova Toyota Rav4 a sforare il “muro” dei quattro metri e mezzo (457 cm la lunghezza). La maggiore larghezza (185 cm, tre in più di prima) e l’altezza ridotta (166 cm, 3 in meno) contribuiscono a un aspetto filante, complice anche il parabrezza più inclinato (la contropartita è che il montante sinistro disturba nelle svolte strette). Dove la nuova Toyota Rav4 non dimentica la sua vocazione fuoristradistica è nell’altezza da terra: 19 cm, un valore niente male se paragonato a quello delle moderne suv. 
 
Dentro guadagna molto. E perde qualcosa
 
L’aumento della lunghezza porta a un maggiore agio per i passeggeri della nuova Toyota Rav4: sul divano si può contare su uno spazio per le gambe che va da 20 a 52 cm, a seconda della posizione delle poltrone anteriori. E pure il bagagliaio è cresciuto: 547 litri (74 in più di prima) a cui vanno sommati i 100 del vano sotto il piano di carico. Quest’ultimo non è neppure troppo distante da terra: 67 cm, un valore basso per una suv, e che si apprezza quando si tratta di stivare valige e oggetti pesanti. Inoltre, reclinando il divano non si formano scomodi gradini che ostacolino lo scorrimento di oggetti voluminosi. Peccato che manchi la funzione di sblocco direttamente dal baule (bisogna invece aprire lo sportello posteriore e tirare la leva a lato della seduta) e che non ci sia più il pratico divano scorrevole: permetterebbe di “giocare” ancora meglio con lo spazio quando serve caricare di più. 
 
In qualcosa può migliorare
 
Salire a bordo della nuova Toyota Rav4 è comodo, grazie al sistema Smart Entry (la chiave elettronica si tiene in tasca nell’aprire la portiera, e il motore si avvia con un tasto), di serie nell’allestimento Lounge. E ci si trova subito a proprio agio nel sedersi sui comodi sedili e nel gestire i comandi principali. Però, alcuni tasti (come quelli che attivano le funzioni Sport, per una guida grintosa, o Eco, per una risparmiosa) sono troppo in basso. Per non parlare del tasto per bloccare la ripartizione di coppia al 50% tra i due assi o di quello per aprire il portellone elettrico: sono coperti dal volante. Migliorabili anche i vani portaoggetti: quelli nelle porte sono piccoli, oltre che mal rifiniti (plastica dura e non priva di sbavature). A proposito di qualità, quella della plancia è migliorata nella fascia centrale (in pelle), mentre nelle parti superiore e inferiore i materiali sono ancora rigidi. Da rivedere anche il display centrale in stile anni 80 e i comandi degli alzavetro elettrici: solo quello lato guida ha la salita e discesa automatiche.
 
Tra i motori, solo una novità per l’Italia
 
Per il nostro paese, la gamma dei motori della nuova Toyota Rav4 prevede un 2.0 a benzina da 151 cavalli abbinato alla trazione integrale e al cambio a variazione continua di rapporto Multidrive S (non verrà importato il nuovo 2.5 da 180 cavalli, riservato ai paesi dell’Est Europa). Tra i turbodiesel, debutta un 2.0 D-4D da 124 CV abbinato alla trazione anteriore e al cambio manuale (grazie anche allo Stop&Start promette percorrenze medie di oltre 20 km/litro). Già noto, invece, il 2.2 da 150 cavalli, con trasmissione automatica o manuale e trazione integrale. Quattro gli allestimenti: “base” (solo per la versione a trazione anteriore), Active, Style e Lounge (gli ultimi due solo per le 4x4). Nel nostro test abbiamo provato proprio la versione di punta: la 2.2 D-CAT con cambio automatico a sei marce e “palette” al volante per l’utilizzo manuale.
 
Un turbodiesel versatile, ma non economo
 
Avviato il 2.2 della nuova Toyota Rav4, se ne apprezza subito la regolarità di funzionamento. Acceleriamo con dolcezza e scopriamo il comfort della trasmissione automatica a sei rapporti, mentre dando gas con decisione quest’ultima si rivela un po’ lenta, anche con la funzione Sport attiva. Va molto meglio sfruttando la modalità manuale: per fare un sorpasso, meglio prima dare un colpetto alla paletta di sinistra per scalare. Nella guida brillante si nota la discreta spinta del 2.2 fin dai 1700 giri (340 Nm il valore massimo dichiarato tra 2000 e 2800 giri). Anche se 150 cavalli non sono molti per un 2.2 (questa potenza è ormai alla portata dei “duemila” turbodiesel), non c’è da dubitare dei 10 secondi netti dichiarati per passare da 0 a 100 km/h e neppure dei 185 km/h di velocità massima riportati nei dati tecnici. Qualche perplessità in più l’abbiamo sui consumi: la casa giapponese parla di una media di 14,9 km/litro, ma noi con una guida normale non siamo andati oltre i 12, almeno stando al computer di bordo.
 
Su strada è spigliata e confortevole
 
Tra le curve, il nuovo sterzo della Toyota Rav4 (con servoassistenza variabile) si rivela abbastanza pronto (almeno per una suv) e progressivo nella risposta. Una mano per ridurre la tendenza del muso ad allargare la traiettorie la dà la gestione della trazione integrale: in caso di sottosterzo, invia più coppia (fino al 50%) alle ruote posteriori per favorire il mantenimento della traiettoria. E in modalità Sport, addirittura, agisce in anticipo per rendere la guida più precisa. Inoltre, le barre antirollio (più rigide rispetto al modello in via di pensionamento) riducono le oscillazioni in curva e sullo sconnesso le sospensioni filtrano bene le asperità: solo quelle più marcate si sentono un po’, soprattutto seduti dietro. Il comfort è buono, anche quello acustico: motore, fruscii aerodinamici e rotolamento delle gomme sono quasi inavvertibili, anche ad andature autostradali (tra l’altro, a 130 km/h il turbodiesel lavora ad appena 2000 giri). Il relax è accresciuto anche dai sistemi che segnalano le auto nell’angolo morto degli specchietti oppure l’uscita involontaria dalla corsia (sono nel pacchetto Tech, da 950 euro, insieme agli abbaglianti attivi).
 
E in “off-road”…
 
Sugli sterrati, oltre alla buona altezza da terra, torna utile l’efficace sistema di trazione integrale della nuova Toyota Rav4, con il giunto elettromeccanico in grado di trasferire rapidamente la coppia (normalmente tutta all’avantreno) per metà alle ruote posteriori. Di serie in tutte le versioni il sistema antiarretramento nelle partenze in salita, mentre il controllo della velocità in discesa  è presente solo negli allestimenti più ricchi, Style e Lounge, e in abbinamento al cambio automatico. Un po’ critica la visibilità nei passaggi stretti (si fa fatica a percepire bene l’ingombo del muso), mentre nelle retromarce aiuta la telecamera (è di serie a partire dall’allestimento Active).
 
Fino a tutto aprile è in promozione
 
Il listino della nuova Toyota Rav4 parte dai 24.900 euro della 2.0 turbodiesel a trazione anteriore, mentre per le 4x4 bisogna sborsare almeno 31.400 euro (per la 2.0 a benzina, che ha il cambio CVT, oppure per la 2.2 diesel con trasmissione manuale). Tuttavia, per la fase di lancio (mesi di marzo e aprile) la Toyota Italia prevede un interessante taglio dei prezzi: in particolare, per la 2.2 D-4D Active con cambio manuale, 28.600 euro anziché 31.400. 
 
Secondo noi
 
PREGI
> Abitabilità. Lo spazio per i passeggeri è davvero abbondante: nulla a che vedere con il modello precedente.
> Baule. Oltre ad essere il più capiente tra le auto di questa categoria, ha una bassa soglia di carico e, reclinando il divano, si ottiene un piano regolare.
> Comfort. La rumorosità è molto contenuta e il motore risponde in modo fluido.
 
DIFETTI
> Dettagli. Il display al centro della plancia ha un aspetto datato, e dei quattro alzavetro elettrici solo quello lato guida ha salita e discesa automatiche.
> Divano scorrevole. Non c’è più. Peccato perché era pratico per “giocare” con lo spazio in funzione delle esigenze. 
> Portaoggetti. Quelli nelle porte sono piccoli (e realizzati con plastiche non prive di sbavature).

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2231
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/3600 giri
Coppia max Nm/giri 340/2000-3800
Emissione di CO2 grammi/km 176
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 automatico + retro
Trazione integrale
Freni anteriori dischi
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 457/184/166
Passo cm 266
Peso in ordine di marcia kg 1645
Capacità bagagliaio litri 547/1746
Pneumatici (di serie) 225/65 R17 H o 235/55 R18 H

 

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Ritratto di palmato martino
22 febbraio 2013 - 11:13
Sono proprietario del modello precedente e posso dire che questo modello e la naturale evoluzione rispondendo hai canoni di oggi e le richieste del cliente .come al solito vi è poca offerta x quanto riguarda i motori aspettando che inizi il matrimonio con BMW di sicuro questo modello sarà acquistato per le doti che Toyota ha sempre tenuto fissi in queste anno affidabilità e concretezza . Non cosa da poco una buona campagna d'acquisto e il gioco e' fatto...
Ritratto di PowerRS
22 febbraio 2013 - 20:14
4
A me piace parecchio, è questo il nuovo stile Toyota. Moderno e "cattivo" come nella nuova Auris. Che ritengo una delle più riuscite auto del segmento C. Questa RAV 4 sarà sicuramente all'altezza delle aspettative della sua clientela. Non è la solita VW da fighetti o le BMW che quando nevica sono ferme peggio di una berlina senza lamellari.... PEr quel che riguarda i motori penso che questi proposti al lancio siano da transito verso le nuove motorizzazioni. Forse un po in ritardo rispetto alla concorrenza. Sicuramente sarà affidabile, insomma una bella SUV moderna, forse più bella della nuova Ford Kuga che pure mi piace un sacco.
Ritratto di Probos
22 febbraio 2013 - 20:25
...orripilante!
Ritratto di Erik Casini
22 febbraio 2013 - 20:33
...tutte le ultime Toyota, non me ne piace una. Il RAV4 più bello, è stata la seconda serie, precisamente gli utlimi aggiornamenti (quelli bi-colore) della seconda serie. Anche l'ultima Auris non mi piace. Secondo me il nuovo corso stilistico è un buco nell'acqua, oppure sono io che non sono pronto alle nuove linee, ma se mi conosco bene non mi gustano ne oggi ne fra 10 anni. Oggettivamente penso che attualmente i marchi italiani lavorino varie rampe di scale ben più in alto. Poi... va a gusti.
Ritratto di redelsuv71
22 febbraio 2013 - 23:50
Vi parlo da possesore del rav4 3° serie e purtroppo noto con dispiacere che sette anni sono passati invano,esternamente l'unica parte riuscita è la fiancata,il frontale è passabile,ma quella mensola al posteriore è un pugno negli occhi,dietro molto meglio la auris,e poi dentro la plancia è un involuzione rispetto alla mia con il buco davanti al passegero al posto di uno sportello come nella 3° serie.Aspetto di fare una prova su strada,e magari un td bmw 2.0 da 218 cv? Lo so è un sogno infranto su tutta la linea...Prossimo suv W tiguan....prezzo permettendo....Ciao a tutti e mi rifarò vivo dopo la prova.
Ritratto di NicoV12
23 febbraio 2013 - 14:14
2
critichi la linea di questa nuova Rav4, e la prossima auto che ti vorresti comprare è una Tiguan? Un po' comica come cosa. Poi scusa, abitabilità al top, motori affidabili, interni oggettivamente migliorati rispetto alla vecchia serie (involuzione perchè ha il buco nella plancia? Non credo) e li chiami sette anni di attesa invano?
Ritratto di RobVr
23 febbraio 2013 - 09:37
..e fuori di ogni dubbio un'auto validissima,però in questa restyling ha perso in originalità.A ben vedere ricorda nel frontale una Subaru e nel posteriore una Mitsubishi Asx.Resta comunque una delle 4wd più valide sul mercato.
Ritratto di hornet72
23 febbraio 2013 - 12:03
Sarà il colore dell'auto in prova, ma ad occhio non piace, staremo a vedere di presenza, poi giudicherò. Quella attuale per me era na schifezza, invece le versioni 1994 e 2000 a tre porte facevano impazzire.
Ritratto di giovanni56
23 febbraio 2013 - 14:45
di contenuti tecnici, che non si discutono. Il problema è estetico, perchè un auto si compra col cuore, prima ancora che con il cervello. E questa è un'auto fredda, che non emoziona al primo sguardo. Poi col tempo ci si può anche abituare, ma la prima impressione è quella che conta, un po' come per gli esseri umani. E se il cuore non fa scattare il semaforo verde, hai voglia a guardare e riguardare un'auto: se è brutta rimane brutta.
Ritratto di MaxBramante
25 febbraio 2013 - 14:40
Un auto che fa innamorare al primo sguardo ti andrà presto in nausea invece, un esempio è il design dell'Evoque che ha già stufato. Le auto che non piacciono subito invece, rendono molto di più sulla distanza.
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