PRIMO CONTATTO

Volkswagen T-Roc: versatile, “stilosa” e divertente

La nuova crossover Volkswagen T-Roc col 2.0 TDI da 150 CV ha un’agilità quasi da sportiva e una ricca dotazione di sicurezza. Deludono un po’ le plastiche rigide degli interni.

20 ottobre 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 34.400
  • Consumo medio

    19,6 km/l
  • Emissioni di CO2

    134 grammi/km
  • Euro

    6
Volkswagen T-Roc
Volkswagen T-Roc 2.0 TDI Advanced BlueMotion Technology DSG 4Motion
Molte vetture in una

La Volkswagen T-Roc è vista dalla casa come il modello ideale per soddisfare le attuali esigenze del mercato, “affamato” di suv e crossover di dimensioni contenute ma spaziose, accattivanti nello stile, pratiche e con una dotazione di sicurezza degna di auto di classe superiore. Lunga 423 cm, la T-Roc ha una linea dinamica e giovanile, con i tratti decisi tipici dei modelli del gruppo: i passaruota larghi, il tetto ad arco, lo spesso montante posteriore e il lunotto molto inclinato, che crea una coda dal profilo sfuggente. Insomma, una vettura che riesce a coniugare l’aspetto forte e muscoloso della suv con il dinamismo della sportiva e con gli ingombri a prova di città dell’utilitaria. Il frontale, grintoso, dà carattere alla macchina; il robusto cofano è solcato da due evidenti nervature, e i sottili fari a led sono uniti alla mascherina e al massiccio paraurti da un lungo listello cromato. Le fiancate sono solcate, nella parte inferiore, da una fascia color alluminio che ne sottolinea la dinamicità, e proprio sotto la linea alla base dei finestrini da una profonda nervatura che corre e dà volume alle lamiere, rendendole più robuste. Un tocco di personalità in più arriva dal tetto e dai montanti anteriori di colore a contrasto. Dietro, il design del portellone e quello, piuttosto elaborato, del paraurti delineano una superficie a tre piani, che aumenta visivamente la sensazione di larghezza della vettura.  

Stile severo, ma non troppo

Gli interni della Volkswagen T-Roc comunicano immediatamente una sensazione di ariosità, che trova conferma nella buona disponibilità di spazio, sia davanti sia dietro (dove, però, chi sta al centro è costretto a subire l’invadenza dell’alto tunnel centrale e la minore comodità del divano, più rigido e rialzato nella seduta e nello schienale). Lo stile è asciutto, rigoroso, stemperato, però, dai toni a due colori della plancia e della consolle, che vivacizzano l’abitacolo. Davvero ben fatto il cruscotto digitale di 11,7” (ereditato dagli altri modelli della casa) e chiaro il grande schermo (fino a 8”) del sistema multimediale. Non ci hanno convinto, invece, i materiali, rigidi al tatto e, in alcuni punti, di un aspetto povero che stona con il buon livello generale delle finiture e dell’assemblaggio. La posizione di guida, confortevole, non è troppo alta e i comandi principali sono ordinati e si trovano al posto giusto. Comodi e ben sagomati i sedili, con la precisa regolazione a rotella. Non male il baule, capiente e dalla bocca ampia e abbastanza regolare. Ripiegando in avanti lo schienale del sedile del passeggero anteriore si hanno a disposizione ben 235 cm in lunghezza; l'altezza da terra della soglia, di 76 cm, però, non aiuta nelle operazioni di carico.

In città danza tra gli incroci

È su strada, però, che la Volkswagen T-Roc offre il meglio. Già nelle strade cittadine si fa apprezzare per l’elevata maneggevolezza garantita dal dolce cambio a doppia frizione a sette marce, dallo sterzo leggero e dal vispo quattro cilindri da 150 CV (che, però, va tenuto un po’ su di giri per avere un pizzico di verve, perché, in partenza, nei primi metri, se non si spinge a fondo ha una risposta fiacca). Le sospensioni sono rigide, ma assorbono bene le irregolarità, e i rumori sono efficacemente filtrati. Rapido e silenzioso il sistema Stop&Start, che spegne automaticamente il motore al semaforo e lo riavvia togliendo il piede dal freno. Comodo (dietro si vede poco) il sistema di parcheggio assistito (costa 195 euro). 

Curve e controcurve ti invitano a guidare

Anche in autostrada e su strade tortuose la Volkswagen T-Roc convince. Facile da guidare e con freni potenti, la macchina ha una tenuta di strada sicura, è stabile e reagisce bene ai rapidi cambi di traiettoria, mantenendosi sempre ben controllabile, anche in situazioni difficili. Efficiente il sistema di trazione integrale 4Motion, in cui la ripartizione della forza motrice tra asse anteriore e posteriore è affidata a una frizione a lamelle a gestione elettronica, che valuta anche l’erogazione di coppia del motore. Pratico il sistema che consente di variare le risposte della macchina, che si comanda attraverso la manopola nella consolle centrale. Ruotandola verso sinistra, si accede a due profili stradali: Street e Snow (da usare in caso di neve). Verso destra, invece, si attivano i due programmi fuoristrada: Offroad e Offroad Individual (personalizzabile). Anche su asfalto asciutto c’è la possibilità di impostare diverse modalità di marcia (Comfort, Normal, Sport, Eco e Individual), che permettono di rendere la vettura più o meno reattiva, a seconda che si cerchino maggiore brillantezza o minori consumi. Comunque, sebbene i 150 CV della 2.0 a gasolio non siano sufficienti per rendere sportiva la macchina, bastano per rendere piacevole la guida (appaiono realistici sia gli 8,4 secondi sullo “0-100”, sia i 200 km/h di punta massima che la casa dichiara), senza pesare eccessivamente sui consumi: al termine del test il computer di bordo indicava circa 15,5 km/l, non troppo lontani dai 19,6 omologati. E su asfalto viscido, così come sugli sterrati, il sistema di trazione integrale 4Motion contribuisce a migliorare la presa delle ruote sul terreno, comunicando una piacevole sensazione di sicurezza.

La vedremo a gennaio

La Volkswagen T-Roc è già prenotabile (ma sarà nelle concessionarie solo da gennaio 2018) col 1.0 TSI a benzina da 115 CV (22.850 euro nella versione base Style), col 1.5 TSI ACT da 150 CV (da 25.250 euro) e col 2.0 TDI a gasolio da 150 cavalli, solo 4x4, negli allestimenti Style (30.400 euro) e Advanced (32.400), col cambio manuale a sei marce o robotizzato DSG a sette. Ricca la dotazione, che già per la versione base prevede di serie i cerchi in lega di 17”, la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni, il mantenimento di corsia, l’anti-colpo di sonno, il cruise control adattativo, i sensori di parcheggio e la radio con schermo di 8” e i protocolli Apple CarPlay e Android Auto. La Advanced del test aggiunge i fari full led, il “clima” automatico e la strumentazione digitale configurabile Active Info Display, con schermo a colori di 11,7”. Tra gli optional, il navigatore con il Bluetooth (1.060 euro), la radio Dab (245) e la ricarica wireless a induzione degli smartphone (475 euro). Più avanti arriveranno anche la 1.6 TDI da 115 CV e la 2.0 TDI da 190. 

Secondo noi

Pregi

> Cambio. Il robotizzato DSG a sette marce è rapido e fa sentire poco i passaggi da un rapporto all'altro.
> Comfort. La crossover tedesca filtra bene le buche e non è troppo rumorosa.
> Maneggevolezza. Con lo sterzo preciso, le sospensioni solide e il cambio veloce, la T-Roc si guida come una berlina. E in curva si corica poco di lato.

Difetti
 
> Dettagli. Le plastiche della plancia e della consolle sono rigide e di aspetto economico.
> Quinto posto. È un difetto comune a tante auto, specie 4x4: il tunnel alto nel pavimento dà fastidio a chi siede al centro, e il divano è più rigido. 
> Spinta ai bassi giri. Il 2.0 ha una risposta un po’ fiacca, meglio tenerlo un po’ vispo. 

SCHEDA TECNICA
Carburante gasolio
Cilindrata cm3 1968
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 110 (150)/3500 giri
Coppia max Nm/giri 340/1750-3000
Emissione di CO2 grammi/km 134
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione integrale
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 200
Accelerazione 0-100 km/h (s) 8,4
Consumo medio (km/l) 19,6
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 423/182/157
Passo cm 259
Peso in ordine di marcia kg n.d.
Capacità bagagliaio litri 392/1237 (445/1290 la 4x2)
Pneumatici (di serie) 215/50 R18
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Ritratto di Alfiere
20 ottobre 2017 - 18:28
1
Il tuo commento è decisamente fuori dall'argomento sollevato dal mio.
Ritratto di Leonal1980
20 ottobre 2017 - 18:40
3
Io credo che centri se mi rubano Einaudi soldi, se compro voglio che la qualità sia proporzionata a l prezzo, oppure qualcos'altro deve giustificarlo, se no compro una picanto.
Ritratto di Alfiere
20 ottobre 2017 - 19:34
1
Concordo, ma le plastiche sono l'ultima cosa. E la prima solo per i clienti più superficiali. Ad esempio, io potrei preferire plastiche piu resistenti di plastiche più belle.
Ritratto di Santhiago
21 ottobre 2017 - 09:20
Ma anche da quel punto di vista, trovo scadenti i materiali usati su molte Volkswagen (es.tasti finestrini elettrici che dopo qualche anno, dove vengono toccate, perdono il colore, bocchette aria che si scoloriscono per il sole)
Ritratto di Santhiago
23 ottobre 2017 - 10:38
Se mi spiega il perché il fatto di possedere una Bravo mi precluderebbe la possibilità di commentare adducendo valide motivazioni, seguirò il suo consiglio. Altrimenti mi riservo il diritto di dubitare della sua intelligenza.
Ritratto di Santhiago
27 ottobre 2017 - 21:05
Cosa ha di scadente, oggettivamente parlando, la Bravo? E per "oggettivamente" ovviamente non si intendono i suoi personali gusti estetici. Le assicuro che, pur avendola a suo tempo scelta dopo attenta valutazione delle qualità reali, sono poi rimasto anche io positivamente colpito per quanto queste si siano non solo confermate nel tempo, ma anche rivelate superiori alle mie aspettative iniziali. Ricordo ad esempio che all'epoca, fra le auto, sia tedesche che francesi, di stesso segmento e identica potenza, era quella con lo 0-100 migliore in assoluto: ora, dopo 10 anni è questo chilometraggio, non ha perso nemmeno un decimo. L' ho guidata anche in pista portandola a velocità reale di 220 km/h, che difficilmente le auto di qui sopra raggiungono. Dopo questo tempo e utilizzo, la pelle del volante è ancora perfettamente intatta..non ha mai avuto un solo problema meccanico né elettronico..eccetera.. Per i 18km/l posso capire la sua incredulità, dal momento che a quanto pare è interessato, e magari abituato, ad altre auto che non raggiungono (ripeto il concetto "oggettivamente" ) prestazioni di questo tipo. Mi piacerebbe poterle mostrare di persona i dati e lo stato dell'auto. Se ha modo poi di frequentare un'officina in cui poter effettuare prove su rulli, glielo consiglio come ulteriore strumento per valutare oggettivamente le prestazioni di un auto, ne resterà probabilmente sorpreso. Il fatto che un auto venda, dato che lei usa a sostegno delle sue argomentazioni, è sì un dato oggettivo, ma non è chiaramente indicatore della sua qualità o delle sue doti, anche estetiche. Pensi alla moda nel settore dell' abbigliamento: quante volte capi di moda e molto venduti sono in realtà scomodi o i materiali non valgono il loro prezzo? Oppure pensi ai tormentoni nella musica.. Se questo è il suo modo di valutare un'auto, probabilmente è per quello che non riusciamo a trovare un punto d'incontro. Non la prenda come un' offesa, ma come uno stimolo a correggere il suo metro di valutazione, cercando di sviluppare una maggior consapevolezza nelle scelte, e non lasciarsi guidare dal,marketing o dall' immagine.
Ritratto di Santhiago
27 ottobre 2017 - 22:45
Sto discorrendo con lei, perché lei aveva iniziato l' argomento Bravo; se poi lei non riesce a reggere la conversazione, forse devo accettare il suo invito a rivolgermi a qualcun altro.
Ritratto di Santhiago
27 ottobre 2017 - 22:42
Esatto, ma vedo che anche a farglielo notare ripetutamente, non sembra rendersene conto
Ritratto di Santhiago
27 ottobre 2017 - 21:10
Noi, in questo frangente, siamo parlando di qualità reale. Lei di vendite. Le due cose spesso, purtroppo, non sono direttamente proporzionali. In altri commenti invece noi facevamo valitazioni estetiche, e lei polemizzava ed offendeva. Rivaluti.
Ritratto di neuro
23 ottobre 2017 - 06:16
appunto tanto da vedere cosa cambia se sono dure o morbide? ma quando devi pulire 100 volte meglio averle dure e possibilmente lisce.
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