PROVATE PER VOI

Alfa Romeo Giulia: se la guidi ti conquista

Prova pubblicata su alVolante di
giugno 2016
  • Prezzo (al momento del test)

    € 40.500
  • Consumo medio rilevato

    17,5 km/l
  • Emissioni di CO2

    109 grammi/km
  • Euro

    6
Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo Giulia 2.2 Turbo 180 CV Super AT8
L'AUTO IN SINTESI

L’Alfa Romeo Giulia è la berlina del rilancio; frutto di un progetto interamente nuovo e tecnicamente raffinata, punta su quella sportività che da sempre contraddistingue i migliori prodotti della casa italiana. In effetti, questa filante quattro porte si distingue per la guida. Leggera e con la trazione posteriore, la Giulia è molto scattante e ha uno sterzo esemplare per prontezza e precisione: in curva è tanto sicura quanto maneggevole. Bene anche il comfort (esclusi alcuni fruscii ad alta velocità) e i consumi, mentre l’abitacolo è comodo per quattro e realizzato con una certa cura. Il bagagliaio non brilla per facilità di accesso e sfruttabilità, e la lista degli accessori non include alcuni dei dispositivi più moderni volti a migliorare comfort e sicurezza. 

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
4
Average: 4 (1 vote)
Motore
5
Average: 5 (1 vote)
Ripresa
5
Average: 5 (1 vote)
Cambio
5
Average: 5 (1 vote)
Frenata
5
Average: 5 (1 vote)
Sterzo
5
Average: 5 (1 vote)
Tenuta di strada
5
Average: 5 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Svetta per la guida

Con l'Alfa Romeo Giulia la casa italiana ritorna a proporre una berlina sportiva. E si tratta di un ritorno in grande stile. Prima quattro porte dell’Alfa Romeo a trazione posteriore dopo la 75 (che non viene più prodotta da oltre vent’anni) è elegante ma anche aggressiva, dispone di sospensioni raffinate (anteriori a quadrilatero e posteriori multibraccio) e pesa solamente 1374 kg (1445 nella versione del test con cambio automatico, a causa anche di un differenziale posteriore maggiormente dimensionato). Il merito va all’ampio uso di lega d’alluminio (nella carrozzeria) e addirittura di fibra di carbonio (per l’albero di tramissione, che sulla bilancia fa segnare 7 kg invece dei 15 di un equivalente pezzo in acciaio). Tutto ciò si traduce in un’auto fulminea ma progressiva nel cambiare traiettoria, dotata di uno sterzo assai omogeneo e preciso e che regala sicurezza anche oltre i 200 all’ora. Il nuovo diesel, che c’è anche in versione da 150 CV (da 35.500 euro) è ben supportato dal rapido cambio automatico a otto marce (optional a 2.500 euro) e offre prestazioni di prim’ordine, con consumi di buon livello; valido anche il comfort sullo sconnesso, ma in velocità c’è qualche fruscio (e il motore, alle basse andature, “brontola” un po’).

In rapporto alla dotazione di serie, il prezzo non è esagerato. Tutte le Alfa Romeo Giulia hanno il “clima” bizona, i cerchi in lega, il cruise control, il sistema Dna che varia la risposta dinamica e l’impianto multimediale con schermo di 6,5”; la Super, anche le ruote di 17”, i sedili in pelle e tessuto, il navigatore e i sensori di distanza posteriori. Sono di serie la frenata automatica d’emergenza e l’allarme per l’uscita di corsia, ma non si possono avere alcuni dei più recenti dispositivi “tecnologici”, come l’head-up display e i fari a matrice di led (ci sono i bixeno orientamento automatico nel pacchetto Sport, a 1.200 euro). In effetti, l’EuroNCAP non ha assegnato alla Giulia un voto eccezionale per quanto riguarda gli aiuti elettronici alla guida, ma la berlina di casa Alfa ha comunque ottenuto un giudizio complessivo di cinque stelle perché la protezione offerta agli occupanti in caso di incidente è molto buona: addirittura 98% per chi siede davanti e 81% per i bambini seduti dietro. 

VITA A BORDO
4
Average: 4 (1 vote)
Elegante, con un bagagliaio così così

Plancia e comandi
Tenendo conto che si tratta di una berlina bassa e filante, l'Alfa Romeo Giulia ha un abitacolo piuttosto arioso. La sportività è evidenziata dalla posizione di guida distesa, dal tunnel centrale alto e largo (comodo il bracciolo) e dalla plancia con parte centrale lievemente orientata verso il guidatore. Il cruscotto è in puro stile Alfa Romeo, con contagiri e tachimetro a lancetta separati da un ampio (e nitido) schermo centrale. Anche con il pacchetto Sport presente nella vettura del test (include i pedali e gli inserti in alluminio, il volante sportivo e i fari bixeno) l’eleganza non viene meno. Un paio di tocchi “racing” sono dati dalle ampie palette in alluminio fissate al piantone, per cambiare in modalità manuale, e dal pulsante sul volante per avviare e spegnere il motore. I portaoggetti non mancano, ma nessuno è ampio (molto piccole le tasche nelle porte). Il giudizio è buono, invece, per le finiture, con materiali gradevoli e montaggi precisi, mentre il sistema multimediale offre un’apprezzabile qualità audio ma non l’accesso a internet. 

Abitabilità
L’Alfa Romeo Giulia è comoda ai posti anteriori e anche dietro ospita senza problemi due adulti; buona la disponibilità di spazio per gambe e testa, ma se chi si siede davanti tiene i sedili bassi, resta poco agio per i piedi. Molto scomodo il posto al centro del divano: l’imbottitura è rigida e il tunnel centrale ingombrante.

Bagagliaio
La capienza del vano (480 litri) è nella norma e il rivestimento molto accurato, ma l’altezza è limitata (solo 36 centimetri nella zona vicina allo schienale). Il portello piccolo non facilita certo la vita quando i carichi sono ingombranti; d’altro canto, la soglia di carico a soli 67 cm da terra è piuttosto comoda. L’utile divano in tre parti reclinabili (abbassando quella centrale si può viaggiare in quattro caricando altrettante coppie di sci) costa 400 euro.

COME VA
5
Average: 5 (1 vote)
Una delizia per gli sportivi

In città
Grazie anche al cambio automatico e allo sterzo leggero l'Alfa Romeo Giulia si guida senza fatica, ma all’occorrenza il 2.1 garantisce scatti molto decisi. Ok il comfort (pur se l’intervento dello Stop&Start è avvertibile sotto forma di vibrazioni al riavvio, e se il motore un po’ si fa sentire) e i consumi (abbiamo ottenuto 15,2 km/litro di media). In fase di parcheggio tornano utili i sensori di distanza posteriori e (optional nel pacchetto Driver Assistance Plus, a 1.500 euro) la telecamera.

Fuori città
Basta una strada piena di curve e poco trafficata per gustarsi la grinta del motore (che ha una spinta corposa già ai bassi regimi), la rapidità del cambio automatico e la grande precisione e prontezza dello sterzo. Inserendo la modalità di guida Dynamic, i controlli elettronici non bloccano sul nascere ogni perdita di aderenza, ma restano vigili: ci si diverte nella massima sicurezza (anche perché la frenata è potente e resiste bene alle forti sollecitazioni). Sfruttando poi la modalità Advanced Efficiency, che punta a tenere bassi i consumi, nel nostro percorso di prova abbiamo misurato 20,2 km/litro: niente male.

In autostrada
È una vettura valida anche nei viaggi: molto stabile e rassicurante e prontissima a riprendere dopo i rallentamenti, non è neppure assetata: nel nostro classico rilevamento a 130 km/h costanti, abbiamo ottenuto 16,3 km/litro. In queste condizioni l’auto è silenziosa di gomme e di motore (in ottava, al limite di velocità autostradale, il 2.1 “ronfa” tranquillo a soli 1700 giri), ma si notano dei fruscii.

PERCHÉ SÌ

Cambio
L’automatico optional risponde prontamente anche se usato in “manuale”. E le leve al volante sono sportive e raffinate.

Consumi
Tenendo conto delle prestazioni brillanti, è un’auto che non chiede molto gasolio.

Prestazioni
I tempi in accelerazione e ripresa sono molto buoni una berlina diesel da 180 cavalli. 

Sterzo
Pur essendo prontissimo, non è affatto “nervoso” in velocità. E ha una risposta molto progressiva.

PERCHÉ NO

Fruscii
L’auto è nel complesso silenziosa, ma in velocità si nota qualche fruscio di troppo.

Optional “tecnologici”
Non si possono avere alcuni dei più moderni accessori, come il sistema di parcheggio semiautomatico, l’avviso anti-colpo di sonno e il mantenimento dell’auto nella corsia.

Quinto posto
Il divano è molto rigido nella zona centrale, il tunnel ingombrante.

Visibilità posteriore
Il lunotto inclinato e piccolo limita la visibilità. Comunque, i sensori sono di serie.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2143
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 132 (180)/3750
Coppia max Nm/giri 380/1500 (450/1750*)
Emissione di CO2 grammi/km 109
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 8 (automatico) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 464/186/144
Passo cm 282
Peso in ordine di marcia kg 1374 (1445*)
Capacità bagagliaio litri 480
Pneumatici (di serie) 225/50 R17

*Con il cambio automatico dell’auto in prova

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 7a a 4000 giri   228,3 km/h 230 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 7,1   7,1 secondi
0-400 metri 15,2 147,9 km/h non dichiarata
0-1000 metri 27,9 188 km/h non dichiarata
       
RIPRESA in Drive Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h 26,6 186,8 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h 25,5 187,5 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h 2,3   non dichiarata
da 80 a 120 km/h 5,4   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   15,2 km/litro 18,9 km/litro
Fuori città   20,2 km/litro 28,6 km/litro
In autostrada   16,3 km/litro non dichiarato
Medio   17,5 km/litro 23,8 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   36,4 metri non dichiarata
da 130 km/h   61,5 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   132 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,4 metri 10,8

 

Alfa Romeo Giulia
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I VOTI DEGLI UTENTI
1056
176
66
42
85
VOTO MEDIO
4,5
4.45684
1425
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Ritratto di eieiebrazo
2 febbraio 2017 - 23:58
Michelotti disegnò la serie 2 bmw degli anni 60 oltre che l'ammiraglia 2500-3300 e la berlina intermedia 1500-2000;Paul Bracq subentrò a metà anni 70 con la serie 3;non mi risulta che c'entrino nulla Marcello Gandini o Walter De Silva;Giugiaro collaborò alla definizione di Alfetta e soprattutto della GT-GTV
Ritratto di Fr4ncesco
3 febbraio 2017 - 10:20
Gandini ha disegnato sia i prototipi di E12 che di Alfetta e 124, oltre alla Montreal, in quegli anni.
Ritratto di FANTAMAN
3 febbraio 2017 - 00:38
Credo che si sia confuso col grande Chris Bangle .. le sue serie 6 e serie 5 sono davvero delle auto con una linea senza tempo (ma personalmente adoro anche la sua serie 7 pre-restyling) ..
Ritratto di mirko.10
2 febbraio 2017 - 20:35
2
Bel commento amico Fr4ncesco, passionale ed azzeccato. Volevo dire anche c'è una bella differenza tra l'averci fatto scappare de Silva per un convenuto legato ad accordi tra il designer e gli sturmtruppen, dopo che i furbintreffen si sono accorti che avevano da imparare dai risultati che hanno fatto storia e la forzatura di non essere riuscito ad esprimersi al meglio con loro per via della bassa perspicacia infondatagli dal gruppo vw.....DALLA QUALE È STATO COSTRETTO A SCAPPARE IN PERVISIONE DI QUEL QUALCOSINA CHE NON ANDAVA E CHE SI CHIAMÒ DIESELGATEN e accortosi che la sua figura professionale era ormai elevata all'.....UP!
Ritratto di Fr4ncesco
3 febbraio 2017 - 15:11
Grazie mirko e per comprendere ciò che ho detto bisogna essere altrettanto appassionati. Viva le belle auto.
Ritratto di nicktwo
2 febbraio 2017 - 21:08
infatti... alla voce perche' si' mancherebbero suppongo per questioni di spazio della pagina web almeno la frenata, la linea, la trazione posteriore, la componentistica esclusiva non condivisa, il ritrovato blasone, l'(ab)uso ridottissimo di cromature... ihmo... saluti
Ritratto di Gianlupo
3 febbraio 2017 - 08:35
@Fr4ncesco Vero, circa la somiglianza 5er-mk1 e Alfetta (la prima più morbida, la seconda dai tratti più decisi, e Gandini come designer in comune). Oggi, però, la Giulia si confronta con la sorella minore: il fenomeno, tutto markettaro, della "deriva dei segmenti" (con dimensioni e masse divenute assurde). La Giulia è un'auto che non eccelle certo per via di particolari innovazioni stilistiche, ma che credo abbia volutamente puntato su un aspetto fondamentalmente tradizionale e classico, ma ben caratterizzato: un po' come le 1750 e 2000 rispetto alla Giulia '70: più "neutre"/"normalizzate"/classiche, ma sempre decisamente molto attraenti. Chi s'aspettava il botto a livello stilistico è rimasto quindi deluso, ma col tempo l'auto si consoliderà sul mercato (il ritorno dopo tanti anni non è cosa facile) ed entrerà a far parte dei nostri paesaggi urbani. Unica mancanza è quella relativa ad un allestimento più elegante (ebbi modo di discuterne con nicktwo tempo addietro), con scudetto cromato a listelli orizzontali e prese d'aria inferiori con profili cromati (sulla scorta delle Giulietta '50/'60). L'auto perderebbe quell'aspetto macho e racing (per dirla alla nicktwo) che s'addice alla QV, ma ne guadagnerebbe in eleganza (comunque sportivamente caratterizzata) ed allargherebbe la platea anche a chi è amante del new-vintage, che nel mercato motociclistico sta veramente impazzando (Guzzi V7/V9, BMW NineT, ecc.), come in quello dell'orologeria (Seiko New Turtle, Bulova Moonwatch, ecc.). Per me su questo punto stanno commettendo un errore marchiano, e stanno perdendo potenziali clienti.
Ritratto di nicktwo
3 febbraio 2017 - 14:11
grazie per la nominata... e saluti
Ritratto di Fr4ncesco
3 febbraio 2017 - 15:09
Lessi la notizia di una catalogo specifico abbastanza articolato sulle personalizzazioni aftermarket per la Giulia, tipo dettagli in carbonio per la carrozzeria ecc. Effettivamente prevede un po' più di impegno che trovare l'allestimento già pronto. Concordo che qualche dettaglio cromato in più le donerebbe.
Ritratto di jabadais
2 febbraio 2017 - 19:46
Più la vedo più mi piace, più penso che una eventuale sportwagon potrebbe ovviare ai pochi "difetti" e fare il botto. Per il resto la mancanza di orpelli tecnologici per me non è poi così grave... cioè è una semplice questione di gusti, questa sarà più sfiziosa da guidare, un'audi A4 sarà meglio rifinita e avrà qualche chicca tecnologica. Sapere che nel 2017 c'è ancora un po' di diversità è una boccata di ossigeno.
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