PROVATE PER VOI

Alfa Romeo Giulietta: ti diverte senza strafare

Prova pubblicata su alVolante di
settembre 2014
Pubblicato 02 marzo 2015
  • Prezzo (al momento del test)

    € 25.350
  • Consumo medio rilevato

    18,5 km/l
  • Emissioni di CO2

    104 grammi/km
  • Euro

    5
Alfa Romeo Giulietta
Alfa Romeo Giulietta 1.6 JTDm Distinctive
L'AUTO IN SINTESI

Anche con il meno potente dei motori turbodiesel, ossia il 1.6 da 105 CV, l’Alfa Romeo Giulietta è divertente da guidare, specialmente se si imposta il Dna in modalità Dynamic. Inoltre, consuma poco in tutte le condizioni di marcia, mentre è migliorabile l’insonorizzazione. In allestimento Distinctive non è regalata, ma conta su una dotazione completa: di serie anche i cerchi in lega di 17” e i sensori di parcheggio.

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
5
Average: 5 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Economa e ben dotata
Assicura le qualità dinamiche delle versioni più potenti, e non è nemmeno priva del sistema Dna che permette di regolare la risposta del motore e dello sterzo. Tuttavia “si accontenta” di un 1.6 turbodiesel da 105 CV, un motore che non è certo “cattivo” (ma nemmeno pigro) e che si distingue per i bassi consumi. Con l’aggiornamento del 2013 gli interni sono migliorati, ma l’abitabilità posteriore rimane soltanto discreta. Priva di lacune la dotazione della Distinctive, che comprende anche gli utili sensori di parcheggio posteriori.
 
 
L’Alfa Romeo Giulietta è un berlina a cinque porte dalla spiccata impostazione sportiva, precisa e agile fra le curve e sempre bene aggrappata all’asfalto: qualità che la rendono gratificante da guidare anche con il motore diesel meno potente della gamma, ossia il 1.6 Multijet da 105 CV. È un’unità che si distingue anche per i consumi davvero contenuti ma che pure, in accelerazione, risulta un po’ troppo rumorosa.
Le qualità del telaio possono essere sfruttate al meglio grazie al sistema Dna, che offre tre programmi di funzionamento – quello più sportivo è denominato Dynamic – che influiscono sulla risposta del motore e del servosterzo. Sono in grado di soddisfare i palati fini anche la manovrabilità del cambio manuale a sei marce e l’impianto frenante, potente e tenace, ma anche modulabile.
 
L’abitacolo dell’Alfa Romeo Giulietta è ampio soprattutto nella parte anteriore, mentre dietro l’abitabilità è penalizzata dall’andamento discendente del tetto: si sta comodi soltanto in due e a patto di non essere troppo alti. Sempre a proposito degli interni, a fine 2013 sono stati aggiornati e risultano, in generale, più funzionali. Il bagagliaio è nella media della categoria, ma la soglia di carico è piuttosto distante dal suolo (77 cm).
 
Oltre ai fendinebbia e ai cerchi in lega di 17”, l’Alfa Romeo Giulietta Distinctive offre di serie il “clima” bizona. Se si vogliono anche i sedili parzialmente in pelle si può optare per la più costosa Exclusive, altrimenti si può risparmiare con la Progression che, però, è priva dei sensori di distanza: anche se gli ingombri non sono eccessivi (la carrozzeria misura 435 cm di lunghezza), questi ultimi sono utili per supplire alla scarsa visuale offerta dal lunotto.
VITA A BORDO
3
Average: 3 (1 vote)
Qualcosa è cambiato
Grazie a elementi come il cruscotto a binocolo o il pomello del cambio in alluminio, gli interni hanno un’impronta sportiva; rispetto al modello precedente è stato riposizionato il navigatore (optional) e i pulsanti a bilanciere sono stati rimpiazzati da comandi meno “nostalgici” ma più pratici. Parecchio lo spazio a disposizione dei passeggeri anteriori; sul divano, invece, stanno comodi soltanto due adulti, meglio se di statura non elevata. La capacità del bagagliaio è nella media della categoria, ma a schienale reclinato alcune rivali offrono di meglio e di più.
 
 
Plancia e comandi
Elementi sportivi come il pomello del cambio in alluminio, il volante con impugnatura sagomata e il cruscotto a binocolo (ben leggibile, ma con grafica del computer di bordo un po’ datata) caratterizzano l’abitacolo dell’Alfa Romeo Giulietta, che appare più razionale di quello del modello precedente: a esempio, la consolle perde i tasti “vintage” a bilanciere e lo schermo di 6,5” del navigatore (optional) è incassato nella plancia (in precedenza fuoriusciva superiormente, dove ora c’è un vano). Davanti al cambio si trova la levetta del Dna, affiancata dalla presa Usb.
 
Abitabilità
Anche se sagomate e avvolgenti, le poltrone sono comode e per nulla “costrittive”: accolgono adeguatamente anche passeggeri corpulenti. Dietro, invece, l’abitabilità non è altrettanto generosa, un po’ perché la seduta del divano è rialzata al centro (cosa che penalizza un eventuale quinto passeggero), e un po’ perché chi è più alto della media sfiora il soffitto con la testa. Per essere una berlina destinata anche alle famiglie, inoltre, la l’Alfa Romeo Giulietta non è generosa di ripostigli: i vani sono pochi e nessuno di essi spicca per capacità.
 
Bagagliaio
Con il divano in uso il bagagliaio dell’Alfa Romeo Giulietta “tiene” 350 litri, un valore allineato con la media della concorrenza. Tuttavia non eccelle per capacità massima: reclinando lo schienale si raggiungono 1045 litri, mentre le rivali più dotate arrivano a oltre 1200. Il vano è discretamente rifinito, non manca la botola passante per caricare gli sci e nelle pareti laterali ci sono due vani portaoggetti. La soglia di carico, però, forma un gradino rispetto al pavimento, e dista ben 77 cm dal suolo.
COME VA
4
Average: 4 (1 vote)
Non “rabbiosa” ma divertente
Non nasce per la città, ma nel traffico si difende bene, nonostante la scarsa visuale posteriore (ma i sensori di distanza sono di serie). Anche senza tanti cavalli a disposizione, la guida è divertente e fra le curve si può contare su uno sterzo preciso e su un assetto che non fa certo mancare aderenza e stabilità. Il turbodiesel è un po’ rumoroso in accelerazione, ma in autostrada non si fa sentire troppo. I consumi sono bassi grazie pure alla sesta marcia lunga che, per contro, non favorisce le capacità di ripresa.
 
 
In città
Il 1.6 diesel dell’Alfa Romeo Giulietta consuma davvero poco anche nel traffico (16,7 km/l rilevati), ma richiede di mettere spesso mano al cambio (ben manovrabile e abbinato a una frizione che richiede poco sforzo) per supplire a qualche indecisione ai regimi più bassi. Quanto al comfort, le sospensioni sportive fanno percepire le buche, e la rumorosità del diesel in accelerazione è piuttosto sensibile. Quand’è il momento di parcheggiare in retromarcia conviene fidarsi dei sensori di distanza: l’auto non è più lunga delle rivali (435 cm), ma la forma rastremata del lunotto rende difficile valutare gli ingombri della coda.
 
Fuori città
Non si pensi che 105 CV siano pochi: in realtà l’erogazione è vivace, soprattutto utilizzando il settaggio Dynamic del sistema Dna (che influisce sulla risposta del motore e del servosterzo), e la guida risulta divertente. Allo sterzo davvero preciso e diretto e ai freni potenti si accompagnano caratteristiche di aderenza in grado di soddisfare anche i palati fini, mentre chi è poco esperto sarà, rassicurato dalle reazioni progressive anche al limite. Modesti i consumi: anche se lontani dai 29,4 km/l dichiarati, i 20,8 km/l rilevati dai nostri strumenti rappresentano un valore di tutto rispetto.
 
In autostrada
Una volta innestata la sesta, nell’Alfa Romeo Giulietta si viaggia in un ambiente bene insonorizzato, e sufficientemente isolato dalle asperità. Il 1.6 turbodiesel è capace di una buona souplesse di marcia ma non particolarmente vigoroso in ripresa: dopo i rallentamenti conviene scalare, perché la sesta è piuttosto distesa, pensata per favorire l’economia di carburante (e, in effetti, si percorrono ben 16,4 km/l). Irreprensibili la stabilità e la precisione dello sterzo, solido anche nei curvoni veloci, e soddisfacente l’impianto frenante, capace di spazi d’arresto contenuti e resistente alla fatica.
QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Tiene tanto a chi trasporta
Oltre ai sei airbag, è di serie l’Esp con taratura che si adatta alle impostazioni del sistema Dna. Per la Distinctive sono inclusi nel prezzo anche i fendinebbia, che nelle versioni meno ricche si pagano a parte, e il cruise control. Fra gli optional, i fari bixeno con orientamento automatico. L’Euro NCAP ha preso in esame l’Alfa Romeo Giulietta nel 2010 – anno dell’introduzione sul mercato – promuovendola con le cinque stelle corrispondenti al punteggio massimo; elevate le valutazioni negli ambiti specifici, con un rating del 97% per la protezione dei passeggeri.
 
 
Sottoposta ai crash test Euro NCAP nel 2010, anno del debutto, l’Alfa Romeo Giulietta è stata promossa con cinque stelle: il massimo. Notevoli i 97 punti percentuali assegnati alla capacità di protezione degli occupanti, e superiori alla media anche le valutazioni riportate nelle altre aree di indagine specifiche (85% per i bambini trasportati su seggiolini specifici, 63% per i pedoni e 86% per l’efficacia dei sistemi elettronici di supporto alla sicurezza).  L’Esp, ovviamente di serie per tutte le versioni, integra il sistema anti-arretramento e ha la taratura che si adatta alle impostazioni del sistema Dna: dunque i controlli elettronici diventano un po’ più permissivi se si passa dalla modalità di guida normale a quella sportiva, o, viceversa, “alzano il livello di guardia” con il programma dedicato ai fondi viscidi. Standard pure i sei airbag, con quello frontale destro escludibile (qualora si voglia usare la poltrona come supporto per un seggiolino per i bimbi) e gli elementi a tendina estesi ai posti dietro. A differenza delle varianti meno ricche, la Distinctive offre inclusi nel prezzo i fendinebbia (mentre fa pagare a parte i fari bixeno con orientamento automatico) e il cruise control.
NE VALE LA PENA?
0
Nessun voto
Una sportiva che “beve” poco
Basta impostare il Dna su Dynamic per accorgersi che la Giulietta è briosa anche con il 1.6 diesel da “soli” 105 CV. Nonostante un po’ di rumorosità in accelerazione e le sospensioni sportive, il comfort è discreto. Rispetto alle rivali meno divertenti da guidare si paga pegno per quanto riguarda l’abitabilità posteriore e la capacità del bagagliaio. Ma le finiture non deludono, e a giustificare il prezzo contribuisce la completezza della dotazione di serie.
 
 
Alle forme grintose della carrozzeria (che impongono qualche rinuncia in fatto di abitabilità posteriore e di capacità di carico) e alla personalità spiccatamente sportiva, in questa versione 1.6 a gasolio l’Alfa Romeo Giulietta unisce l’attrattiva dei costi di gestione ragionevoli, tanto in termini di tassa di possesso, quanto e soprattutto in fatto di consumi: la percorrenza media registrata nella nostra prova (18,6 km/l) fa invidia a parecchie utilitarie turbodiesel. Il tutto senza deludere in fatto di prestazioni: in rapporto ai suoi 105 CV il motore (un po’ rumoroso in accelerazione) è vivace, specialmente con il Dna settato nella modalità più sportiva. Le qualità dinamiche sono quelle apprezzate nelle Giulietta più potenti – sterzo preciso, agilità elevata e una tenuta di strada sempre affidabile – e sono accompagnate da un livello di comfort adeguato a una berlina da famiglia pensata per l’impiego di tutti i giorni. Certo, il listino non è da offerta speciale, ma le finiture non deludono e la Distinctive ha una dotazione di serie completa sotto ogni aspetto, che include gli utili sensori di parcheggio posteriori (e che, volendo esaltare le doti dinamiche, può essere arricchita con i cerchi in lega di 18” al posto di quelli di 17”).
PERCHÉ SÌ
Consumi
Il 1.6 turbodiesel, oltre a essere piuttosto vispo in rapporto ai suoi 105 CV, si dimostra efficiente: nella nostra prova abbiamo registrato un consumo medio di 18,5 km/l (valore che fa invidia a molte utilitarie).
 
Freni 
L’impianto a quattro dischi (dei quali i due anteriori autoventilanti) assicura una risposta sempre progressiva e facilmente graduabile, è resistente alla fatica e assicura spazi d’arresto contenuti. 
 
Guida
Fra le berline della sua classe, è una delle più divertenti: rapida nei cambi di direzione e in inserimento di curva, conta pure su uno sterzo preciso, abbastanza leggero in modalità Natural e più solido in Dynamic. 
 
Navigatore
Il nuovo impianto con schermo a sfioramento di 6,5” (optional) è armonicamente inserito nella plancia (mentre il precedente sporgeva superiormente) e si usa in maniera intuitiva, grazie pure ai comandi vocali.
PERCHÉ NO
Posti dietro
Rispetto alle rivali meno sportive paga pegno in termini di abitabilità posteriore: a condizionarla negativamente è la forma del tetto, che si abbassa verso la coda penalizzando anche l’accessibilità.
 
Portaoggetti
La nuova collocazione del navigatore ha consentito di ricavare un inedito vano nella plancia, ma in generale i ripostigli nell’abitacolo sono pochi, e nessuno di essi ha dimensioni generose. 
 
Ripresa
In assoluto abbiamo rilevato tempi più che decorosi, tuttavia non mancano concorrenti più rapide nel riguadagnare velocità: nei sorpassi o dopo un rallentamento, meglio scalare dalla sesta alla quinta marcia.
 
Rumorosità
Al minimo, il ticchettio tipico dei motori diesel risulta bene avvertibile nell’abitacolo, che meriterebbe un isolamento più accurato anche in accelerazione, quando il 1.6 Multijet evidenzia una sonorità tutt’altro che educata.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 77 (105)/4000
Coppia max Nm/giri 280/1500 (320/1750*)
Emissione di CO2 grammi/km 104
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 435/180/147
Passo cm 263
Peso in ordine di marcia kg 1310
Capacità bagagliaio litri 350/1045
Pneumatici (di serie) 225/45 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 3350 giri   183,4 km/h 185 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 11,5   11,3 secondi
0-400 metri 18 122,5 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33,3 155,2 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 5a 39,3 149,3 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 6a 36,2 146,6 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 5a 15,2    
da 80 a 120 km/h in 6a 12,2   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   16,7 km/litro 20 km/litro
Fuori città   20,8 km/litro 29,4 km/litro
In autostrada   16,4 km/litro non dichiarato
Medio   18,5 km/litro 25 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   37,3 metri non dichiarata
da 130 km/h   62,7 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   136 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11 metri 10,9

 

 

Alfa Romeo Giulietta
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
503
246
144
68
129
VOTO MEDIO
3,8
3.84954
1090
Aggiungi un commento
Ritratto di M93
2 marzo 2015 - 17:19
Condivido in pieno il vostro pensiero. Un saluto ad entrambi. Marco
Ritratto di Francesco Noto
2 marzo 2015 - 16:55
"ti diverte senza strafare". Correggere in: ti deprime. Punto e basta. Questa non è una macchina, è una pantegana. La vera pantegana. E nel servizio, hanno usato anche il modello color pantegana.
Ritratto di Gordo88
2 marzo 2015 - 17:35
Evvai ennesima prova della giulietta, ne sentivao proprio un gran bisogno
Ritratto di Boxer2.0
2 marzo 2015 - 19:02
Non che ci sia molto da dire, è la settima prova della GIulietta da parte di AlVolante se non erro. Secondo me la Giulietta non è una brutta Segmento C, ma negli anni è invecchiata soprattutto all'interno, dove non regge il confronto con le altre premium di categoria, ed è sprovvista dei più moderni ausili alla guida. Inoltre con questi cerchioni pare visibilmente troppo alta da terra. Comunque, se dovessi acquistare una GIulietta, prenderei un allestimento basico come il Progression, equipaggiata con questo 1.6 a gasolio, molto equilibrato; anche perchè spendere più di €25.000 per quest'auto mi sembra un eresia,perchè non li vale.
Ritratto di Vibe00
2 marzo 2015 - 21:28
Concordo su quanto scritto, soprattutto in merito al prezzo di acquisto. Poteva essere un'opzione plausibile se avessero attuato un'evoluzione degli interni rispetto alla serie precedente, molto più caratterizzati. Invece, come da tradizione, si perdono "in un bicchier d'acqua", adeguando il design a quello di altre auto del Gruppo, come 500L, e proponendo soluzioni alquanto stravaganti, come depotenziare un 2.0 da 175 CV nei valori di coppia solo perché viene dotato di un cambio a doppia frizione (valido) che si disintegrerebbe con quella sviluppata in origine da questa unità. E' un vero peccato che FCA si ostini a puntare sulla gamma 500 tralasciando quello che è stato Alfa Romeo nella storia (e Lancia, oramai, è solo un marchio fantasma). Se avessero optato per uno sviluppo maggiore a tutto campo dei loro prodotti, adesso non esisterebbero tali diatribe su chi è più forte e chi è più bello, e si potrebbe ancora essere fieri di Alfa Romeo. Ricordo con rammarico l'uscita di scena della 159, per me una delle berline più belle degli ultimi tempi, soprattutto negli allestimenti più sportivi (T.I. in primis) anche se, e lo dico a ragion veduta e per esperienza, condita da una qualità costruttiva globale non all'altezza del prezzo di vendita. Così come qui Giulietta, o Mito. 4C riguarda un'altra categoria e tipologia, quindi non è confrontabile. Naturalmente si tratta di un parere soggettivo.
Ritratto di comix77
2 marzo 2015 - 21:53
La penso esattamente come te, infatti FCA. Sviluppa buoni motori, telai,cambi ecc...ma quando invecchiano non li aggiorna. Ne si ha l'esempio con il preistorico 1.2, o il telaio della famiglia "punto''(adottati anche dalla Giulietta e della delta). Comunque la Giulietta e una ottima auto e mi piace molto. Ma penso che si potrebbe migliorare molto sul fronte dei motori, cambi, interni, e finiture.
Ritratto di comix77
2 marzo 2015 - 21:59
Altri esempi sono la maserati granturismo, la 500, la mito, e la delta. Queste sono in produzione del 2007/2008, e l'unico aggiornamento che hanno subito riguarda un lieve face-lift ai fari......
Ritratto di Vibe00
2 marzo 2015 - 22:30
Non sono molto sicuro riguardo l'utilizzo del telaio Punto su Delta e Giulietta, in quanto se non erro queste ultime due condividono il telaio della Bravo, sebbene poi siano state riguardate alcune componentistiche di contesto in base al modello. Concordo su quanto scritto, e vado in ordine. La Maserati Granturismo è un gran prodotto, veramente eccellente, e nonostante condivida alcune lacune già presenti sull'allora Quattroporte, rappresenta bene quello per cui è stata chiamata: granturismo (anche se confesso che per me le GT per eccellenza rimarranno le Aston Martin). Veloce, potente, e accompagnata dal sound inconfondibile del suo V8, considerato ad oggi uno dei più belli in circolazione (come il V6 BMW). La Delta la ritengo offensiva, in linea con Giulietta, non tanto per il prodotto in se, ma quanto per il nome che porta, in quanto non condivide niente della sua antenata; non è a trazione integrale, non esistono versioni HF, non ha alcun richiamo nella linea e non ha le qualità e le doti dinamiche della sua progenitrice, e caratteristiche analoghe le vedo in Giulietta. Non dico sono scadenti, sulla guida sanno divertire, però non sono degne, a parer mio, di portare quei badge distintivi di un passato ormai cancellato. Inoltre Lancia è praticamente scomparsa. La Mito la vedo bene solo nelle versioni più sportive e, nonostante sia divertente da guidare, è in un segmento veramente agguerrito e si trova svantaggiata a tutto campo. La 500 beh, è quello su cui FCA sta puntando praticamente tutto, proponendola in tutte le varianti (come Mini) e mantenendola tale in quanto, a dirla tutta, ha una linea "senza tempo". Io avrei optato ad uno sviluppo a tutto campo, sia su Fiat che su Alfa Romeo e Lancia. In primis, riproponendo la TP e rispolverando i motori boxer e Busso, magari da utilizzare sulle varianti più sportive, e quantomeno riutilizzare il glorioso Q2 (meccanico, da non confondere con quello simulato attivato col DNA). Avrei optato per ingenti investimenti anche sul piano qualitativo (come hanno fatto Kia e Hyundai), della sicurezza e sullo studio di nuove unità propulsive. E infine avrei rimodernato i centri assistenza in modo da arginare i disagi in post vendita, cercando di creare un'eccellenza a tutto campo. O almeno provarci. Invece sappiamo qual è la linea presa dai vertici FCA. E purtroppo non sono il sig. Marchionne, un uomo che ad ogni conferenza stampa indossa disinvolto il solito maglioncino e che ha già annunciato che "nel 2018 farà altro", delucidando quanto ci tenga ai marchi che sta sviluppando.
Ritratto di comix77
3 marzo 2015 - 00:10
Riguardo a prima intendevo telai della bravo.
Ritratto di Gordo88
3 marzo 2015 - 01:37
Maddai dopo anni ancora c è gente che crede che la giulietta sia sulla base dell c evo della bravo
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