PROVATE PER VOI

Alfa Romeo MiTo: cavalli facili da domare

Prova pubblicata su alVolante di
gennaio 2015
  • Prezzo (al momento del test)

    € 23.850
  • Consumo medio rilevato

    13,2 km/l
  • Emissioni di CO2

    124 grammi/km
  • Euro

    6
Alfa Romeo MiTo
Alfa Romeo MiTo 1.4 Turbo MultiAir Quadrifoglio Verde TCT
L'AUTO IN SINTESI

Il 1.4 Turbo da 170 CV dell'Alfa Romeo MiTo, ora omologato Euro 6, in abbinamento al cambio robotizzato a doppia frizione è il generoso cuore della variante più sportiva della piccola coupé Alfa Romeo. Sportivetta ancora attuale nonostante il passare degli anni, e facile da guidare in rapporto alle prestazioni, la Mito convince anche per il buon grado di comfort. Tuttavia, non costa poco, anche perché l’aggiunta di qualche accessorio è inevitabile.

Posizione di guida
3
Average: 3 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
2
Average: 2 (1 vote)
Comfort
4
Average: 4 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
4
Average: 4 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
3
Average: 3 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
2
Average: 2 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Piccola coupé per tutti i giorni
Non più freschissima, ma ancora attuale, la coupé compatta Alfa Romeo nella sua versione più potente propone il 1.4 Turbo da 170 CV adeguato alla normativa Euro 6 e abbinato a un fluido e rapido cambio robotizzato a doppia frizione. Le prestazioni sono elevate, eppure su strada la vettura non è impegnativa da guidare. Niente male il comfort, specialmente con le sospensioni adattative opzionali. Peccato per il prezzo, piuttosto elevato e non comprensivo di accessori utili come il cruise control o i sensori di distanza posteriori.
 
 
È sulla breccia dal 2008 (con aggiornamento nel 2013), eppure la Alfa Romeo MiTo non sembra voler invecchiare, anzi: la versione in prova, la più potente della gamma, ha recentemente guadagnato il cambio robotizzato a doppia frizione, che prende il posto di quello manuale (sempre a sei marce). Fluido e piuttosto veloce nella guida sportiva, diminuisce pure lo stress nell’uso cittadino (non c’è la frizione da premere).
 
Con l’occasione, il quattro cilindri 1.4 turbo è diventato più “pulito” senza rinunciare alle prestazioni: la potenza è confermata in 170 CV, ma ora è in regola con l’omologazione è Euro 6. Come in passato, la Mito unisce notevoli qualità di guida – sul misto, è tanto efficace quanto sicura – a un livello di comfort più che discreto per una sportiva. L’abitabilità posteriore, però, è limitata (poco lo spazio in altezza).
 
Anche se le prestazioni sono elevate, l’Alfa Romeo MiTo Q.V. è trattabile e ben si adatta all’uso quotidiano, ancor più se equipaggiata di sospensioni “intelligenti” (optional), che adattano in tempo reale la loro taratura alle condizioni del manto stradale. Nella guida sportiva si può contare anche sul dispositivo Q2, che agendo singolarmente sulle pinze dei freni anteriori simula la presenza di un differenziale autobloccante.
 
Anche la Quadrifoglio Verde prevede la levetta del sistema Dna che consente di rendere la vettura più o meno reattiva. Tuttavia, nonostante sia più cara di concorrenti anche di maggior potenza e di concezione più recente, questa compatta tre porte fa pagare a parte accessori come il cruise control, il “clima” bizona al posto di quello manuale o gli utili sensori di distanza posteriori.
VITA A BORDO
3
Average: 3 (1 vote)
Anche con poltrone “da corsa”
L’abitacolo ha un look sportiveggiante, sottolineato anche dalla trama tipo fibra di carbonio del rivestimento superiore della plancia; comodi sia la leva del cambio, sia i piccoli paddle al volante (illuminati) per l’inserimento sequenziale delle marce. Provviste di fianchetti pronunciati, le accoglienti poltrone sportive con guscio posteriore in fibra di carbonio e rivestimento in Alcantara sono optional; meno ospitale il divano, che può avere tre posti e schienale frazionato solo a richiesta. Il bagagliaio è accessibile con difficoltà a causa della soglia alta, ma la sua capacità non è niente male.
 
 
Plancia e comandi
L’interno della Alfa Romeo MiTo è curato, con rivestimenti ben realizzati (quello della parte superiore della plancia, con texture superficiale che imita la fibra di carbonio, è in plastica morbida). Correttamente a portata di mano la leva del cambio, utilizzabile anche per la selezione sequenziale delle marce; in alternativa, quest’operazione può essere effettuata tramite le piccole (ma illuminate) palette al volante (quest’ultimo con corona schiacciata inferiormente, e provvisto di ampie regolazioni). Valido il cruscotto a quattro quadranti analogici con display del computer di bordo al centro; non grande lo schermo della radio (5”) con navigatore opzionale.
 
Abitabilità
Le avvolgenti poltrone sportive (optional) dell’auto in prova, provviste di poggiatesta integrato, schienale in fibra di carbonio e rivestimento in Alcantara, sono comode ma sprovviste della regolazione in altezza. Non altrettanto accogliente la zona posteriore, neppure se si sceglie il divano a tre posti invece di due (optional assieme alla relativa omologazione, aggiunge pure poggiatesta centrale e lo schienale frazionato): lo spazio per le gambe, in larghezza e sopra la testa non abbonda. I portaoggetti sono numerosi: previsti anche un vano con sportello a sinistra del volante e un pozzetto con portabibite davanti alla leva del cambio.
 
Bagagliaio
Per una vettura di impostazione così sportiva (lunga soltanto 406 cm) come l’Alfa Romeo MiTo, i 270 litri di capacità disponibili con tutti i posti in uso possono essere considerati un discreto valore, come lo sono i 950 litri ottenibili reclinando lo schienale (che, però, in tal caso forma un gradino nel pavimento). Per contro, la praticità è condizionata negativamente dalla soglia, che dista ben 84 cm da terra e 32 dal piano di carico: con le valigie pesanti, è un bel fastidio. Quanto all’imboccatura, specialmente nella zona mediana non sarebbe stretta, ma gli sporgenti supporti della cappelliera sono d’intralcio.
COME VA
4
Average: 4 (1 vote)
Sportivetta tuttofare
I cavalli a disposizione sono molti, eppure la MiTo Quadrifoglio Verde si adatta anche all’uso in città: con il Dna in Normal, lo sterzo è abbastanza leggero; inoltre, le sospensioni non sono eccessivamente rigide sullo sconnesso. In modalità Dynamic diventa una piccola “divoratrice di curve”, con lo sterzo che si fa più solido e diretto e le cambiate che si velocizzano, ma la guida resta facile e intuitiva, e l’elettronica vigila su eventuali errori. La generosità del 1.4 turbo consente anche di viaggiare in souplesse in autostrada, con consumi accettabili e capacità di ripresa all’altezza di qualsiasi situazione; in velocità, però, il fruscio dell’aria si sente parecchio.
 
 
In città
Senza la “noia” di dover premere il pedale della frizione (che non c’è), con il cambio in modalità automatica in città la Alfa Romeo MiTo si guida senza troppo impegno, anche perché il volante – con il Dna in modalità Normal – è tutt’altro che pesante da girare. Dato che la lunghezza della carrozzeria supera di poco i 4 metri, trovare parcheggio è facile, ma per manovrare tranquilli è meglio acquistare i sensori di distanza posteriori (il lunotto è piccolo). Abbastanza fluido, il 1.4 turbo vanta anche consumi ragionevoli: nel traffico abbiamo rilevato 11,6 km/l.
 
Fuori città
Diretto, ma non troppo sensibile (né particolarmente comunicativo nel far percepire il lavoro delle ruote anteriori), lo sterzo assicura la necessaria precisione fra le curve, e in modalità Dynamic risulta piacevolmente solido. Incisivo il motore, che in termini di erogazione dà il meglio dopo i 2000 giri, e viene opportunamente sostenuto dalla buona prontezza del cambio automatico; niente male i consumi rilevati (15,6 km/l). Le gomme 215/45 installate su cerchi in lega di 17” (di serie) tengono la vettura aggrappata all’asfalto e, se si eccede con l’acceleratore in uscita di curva, il sistema elettronico Q2 aiuta a mantenere la giusta traiettoria.
 
In autostrada 
Con le sospensioni “intelligenti” il comfort dell’Alfa Romeo MiTo è su livelli più che discreti. Ma l’isolamento acustico dell’abitacolo è migliorabile: i fruscii si fanno sentire. Sempre elevata la sensazione di sicurezza, alla quale contribuiscono sia la solidità dell’assetto, sia la prontezza con la quale è possibile riprendere velocità per togliersi d’impaccio in caso di necessità; la potenza dei freni, come testimoniano i ridotti spazi d’arresto da noi misurati, è adeguata alla vettura, ma il rendimento dell’impianto tende a peggiorare sotto stress. In relazione alle prestazioni del motore, la richiesta di carburante si conferma non esagerata (11,8 km/l). 
QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Cinque stelle, ma d’annata
La dotazione tiene conto della sportività della vettura, con l’Esp “sensibile” all’impostazione del sistema Dna e il dispositivo Q2 che simula la presenza di un differenziale autobloccante; di serie anche 7 airbag e i fendinebbia, ma non il cruise control. Le cinque stelle nei crash test Euro NCAP sono state ottenute all’epoca del debutto, quindi con procedure meno severe e articolate di quelle attuali.
 
 
La Alfa Romeo MiTo è stata verificata dall’Euro NCAP in data anteriore al 2009: le cinque stelle all’epoca ottenute in relazione alla protezione degli occupanti, come le tre riferite alla capacità di salvaguardia dei bambini trasportati su seggiolini omologati e le due per i pedoni, non sono perciò comparabili con quelli ottenuti da rivali esaminate con lo schema di valutazione globale istituito in un momento successivo. Ciò premesso, la dotazione di sicurezza comprende tutto l’indispensabile, a cominciare dall’Esp (con taratura modificabile mediante il sistema Dna) integrato dal sistema anti-arretramento (che agevola nelle partenze in salita); presente pure il dispositivo Q2 che, agendo singolarmente sui dischi anteriori, frena la ruota che tende a slittare in accelerazione trasferendo la coppia sull’altra (e così simulando la presenza di un differenziale autobloccante). Sono inclusi nel prezzo pure sette airbag (fra i quali quelli a tendina estesi ai posti dietro e il “cuscino” che ripara le ginocchia del guidatore) e i fendinebbia, mentre si paga a parte il cruise control.
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
Valida ma non generosa 
Proposta esclusivamente con carrozzeria a tre porte, questa Alfa Romeo può a buon diritto essere considerata una piccola coupé. Il suo look sportiveggiante regge bene il peso degli anni, e lo stesso vale per la meccanica, aggiornata all’omologazione Euro 6 e qualificata dal cambio robotizzato a doppia frizione. Inoltre, la guida è gratificante, facile e sicura. Ma ciò non toglie che sul mercato ci siano rivali ancora più potenti e accessibili, anche perché nel prezzo della MiTo non sono inclusi né il “clima” automatico né il divano a tre posti.
 
 
L’Alfa Romeo MiTo Q. V. offre tutto quel che serve per divertirsi fra le curve: un motore potente e dall’erogazione progressiva, un rapido cambio robotizzato e un assetto che privilegia la maneggevolezza. Ma non ha i difetti di alcune rivali “estreme”, perché è abbastanza confortevole, permette di viaggiare in quattro senza eccessivi sacrifici e dispone pure di un discreto bagagliaio; inoltre, i consumi non sono proibitivi. Oltre al citato cambio robotizzato, la dotazione di serie comprende i cerchi in lega di 17” e sette airbag (fra i quali quello dedicato alle ginocchia del guidatore), ma non alcuni accessori che in una vettura di questo rango non dovrebbero mancare: per esempio il “clima” automatico bizona, il cruise control o i sensori di parcheggio posteriori. D’altra parte, il prezzo è elevato (esistono rivali di maggior potenza che sono più a buon mercato) e lievita ulteriormente se ci si lascia tentare dai sedili sportivi, dal navigatore o dal divano a tre posti (utile soprattutto se si considera che – a differenza di quello biposto di serie – ha lo schienale frazionato).
PERCHÉ SÌ
Cambio
L’automatico robotizzato a doppia frizione assicura passaggi di marcia dolci nella guida normale, è adeguatamente rapido quando si vogliono sfruttare le prestazioni e prevede anche i paddle al volante di serie.
 
Comfort 
Le poltrone ben conformate e la buona insonorizzazione del 1.4 turbo sono garanzia di viaggi comodi, anche perché le sospensioni – seppure tarate in modo sportivo – non sono troppo rigide sulle asperità.
 
Look
Per quanto sia sul mercato da vari anni, questa tre porte compatta è ancora al passo coi tempi e riesce a respingere gli attacchi delle rivali più giovani: merito anche dell’estetica piacevole e personale.
 
Sicurezza
La vettura ha limiti di aderenza elevati e reazioni sincere e prevedibili anche nell’impiego al limite. Inoltre, la dotazione di serie è completa e annovera anche l’airbag dedicato alle ginocchia di chi guida.

 

PERCHÉ NO
Abitabilità posteriore
Dietro, lo spazio per le gambe è appena sufficiente e l’agio sopra la testa risulta limitato dall’andamento discendente del tetto. Sacrificato il posto centrale del divano che, oltretutto, si paga a parte (assieme all’omologazione per cinque). 
 
Accesso al baule
I supporti laterali della cappelliera limitano l’ampiezza dell’imboccatura, e la soglia di carico – che dista parecchio non solo dal suolo, ma anche dal piano di carico – si rivela scomoda con le valigie pesanti.
 
Prezzo
Anche tenendo conto della raffinatezza della meccanica e del valore dei contenuti tecnici, questa piccola Alfa Romeo non è certo regalata. Tanto più che fa pagare a parte accessori ormai ordinari come il cruise control.
 
Visibilità
La carrozzeria non è troppo lunga, ma nelle manovre in retromarcia i sensori di distanza (che sono fra gli optional a pagamento) si rivelano quasi indispensabili, perché il piccolo lunotto e il larghi montanti restringono parecchio la visuale.

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1368
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 125 (170)/5500
Coppia max Nm/giri 230/2500
Emissione di CO2 grammi/km 124
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 406/172/145
Passo cm 251
Peso in ordine di marcia kg 1170
Capacità bagagliaio litri 270/950
Pneumatici (di serie) 215/45 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 5850 giri   216,8 km/h 219 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 7,7   7,3 secondi
0-400 metri 15,7 144,9 km/h  
0-1000 metri 28,8 180,9 km/h  
       
RIPRESA IN D Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h 26,8 181,8 km/h  
1 km da 60 km/h 25,6 184 km/h  
da 40 a 70 km/h 2,3    
da 80 a 120 km/h 5,2    
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   11,6 km/litro 14,3 km/litro
Fuori città   15,6 km/litro 22,7 km/litro
In autostrada   11,8 km/litro  
Medio   13,2 km/litro 18,5 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   37,3 metri  
da 130 km/h   62,6 metri  
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   133 km/h  
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,3 metri 11,3

 

 

Alfa Romeo MiTo
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I VOTI DEGLI UTENTI
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97
VOTO MEDIO
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3.4164
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Ritratto di car passion9797
30 luglio 2015 - 19:42
infatti ne hanno vendute poche...imbarazzante?! salici e poi dimmi; che auto hai per poter dire tante parole insensate? scommetto che hai una macchina scrausa o non hai nemmeno la patente!
Ritratto di dario bmwm
29 luglio 2015 - 12:38
Bah...fin dal suo lancio la MiTo non mi è mai piaciuta molto.E la versione Quadrifoglio Verde ancora meno.L'ho vista qualche volta in strada, e un amico mi ha fatto fare un giro:ha una ripresa schifosa!!Questo è uno dei modelli di FCA tenuti in vita con la flebo o perchè non avranno successori o perchè non hanno venduto molto, come la Bravo e Delta attuali e la Jeep Compass,che non hanno fatto impazzire gl'italiani,o il Qubo,che insieme alla MiTo non sarà sostituita da nessun modello.Speriamo almeno in bene per la rinascita promessa da Marchionne di Alfa, Lancia e Maserati(quest ultima che negli anni precedenti al 2012 vendeva solamente le Granturismo e GranCabrio ai fortunati e appassionati che se le potevano permettere,e l'edizione precedente della Quattroporte che vendeva solo alle organizzazioni che trasportavano con gli autisti).un saluto
Ritratto di SINISTRO
29 luglio 2015 - 12:49
3
Se non sbaglio, è stata prodotta in collaborazione con Mini....
Ritratto di osmica
29 luglio 2015 - 13:00
Che cosa? La flebo per le concorrenti?
Ritratto di SINISTRO
29 luglio 2015 - 13:03
3
Dovevi fare l'infermiere! :-D
Ritratto di carletto86
29 luglio 2015 - 15:39
propongo di cambiare il titolo della redazione da "Al Volante" ad "Al Volante della Mito", sarà la settecentesima Mito che provate?
Ritratto di Usso
30 luglio 2015 - 01:31
7 prove e 3 primi contatti hahahaha
Ritratto di luigi sanna
29 luglio 2015 - 18:26
5
Inguardabile! Questa è stata la mia prima impressione, al suo lancio... poi il nome, da dove se lo sono partorito, non lo so. Lo sempre vista "ridicola", una sorta di caricatura mooooolto mal riuscita, della 8C... Non sta dentro le linee, sopratutto all'anteriore, non so chi l'abbia disegnata, ma veramente orribile. Ora con questa versione, e prezzo, diventa anche comica... ma chi la compra?
Ritratto di M93
29 luglio 2015 - 19:05
@luigi sanna - A me la MiTo non ha mai detto nulla, in termini estetici: mi è sempre stata indifferente. Detto ciò, concordo con quanto dici. Per quel che attiene al nome, è molto semplice: sono le iniziali della città di Milano e Torino, in quanto si tratta (in linea teorica) di una Alfa progettata tra le due città, anche vista la parentela telaistica con la Grande Punto: politiche di marketing... Un saluto.
Ritratto di luigi sanna
29 luglio 2015 - 19:16
5
Lo avevo rimosso... Infatti è MiTo, non lo ricordavo. Questo è l'effetto che fa, questa macchina. Molta confusione.... Ciao!
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