PROVATE PER VOI

Honda Jazz: due motori, scarsa sete

Prova pubblicata su alVolante di
giugno 2012
Pubblicato 25 novembre 2013
  • Prezzo (al momento del test)

    € 20.450
  • Consumo medio rilevato

    16,7 km/l
  • Emissioni di CO2

    104 grammi/km
  • Euro

    5
Honda Jazz
Honda Jazz 1.3 Hybrid Elegance CVT

L'AUTO IN SINTESI

Al valido rapporto tra ingombri esterni e abitabilità, la Honda Jazz Hybrid - mossa da un 1.3 a benzina assistito da un motore elettrico - aggiunge il vantaggio dei bassi consumi. Con 98 CV di potenza combinata non manca neppure di brio ma, quando si preme a fondo l’acceleratore, il cambio automatico a variazione continua di rapporto fa salire parecchio il regime e la rumorosità (altrimenti contenuta). Sterzo e sospensioni, comunque, non sono da sportiva. Alto il prezzo, seppure giustificato dalla completa dotazione.

 

Posizione di guida
3
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Cruscotto
4
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Visibilità
4
Average: 4 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
4
Average: 4 (1 vote)
Cambio
3
Average: 3 (1 vote)
Frenata
3
Average: 3 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
3
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Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)

PERCHÈ COMPRARLA

Cara, ma ampia e parca
In una carrozzeria al di sotto dei quattro metri di lunghezza, sono stati ricavati un abitacolo generoso anche dietro e un baule ampio. La Honda Jazz Hybrid, che usa un motore elettrico in appoggio al 1.3 a benzina, vanta consumi da utilitaria diesel associati al brio dei 98 CV di potenza combinata. Ma non è sportiva: se si cercano le prestazioni, il cambio automatico fa lavorare il motore a regimi elevati a discapito del comfort acustico; inoltre, le sospensioni turistiche e lo sterzo poco preciso non invogliano a esagerare fra le curve. I contenuti tecnici e la ricca dotazione dell’Elegance, comunque, si riflettono sul prezzo.
 
 
Con cinque porte e cinque posti comodi la Honda Jazz Hybrid è una monovolume funzionale, oltre che davvero spaziosa in rapporto agli appena 390 cm di lunghezza. Si fa notare per le superfici vetrate ampie e per i passaruota ben marcati, nonché per alcuni elementi specifici che distinguono questa variante Hybrid: la mascherina traslucida, i fari azzurrati e le luci di coda con trasparente in parte bianco e in parte rosso. 
 
Il sistema propulsivo impiega un’unità elettrica da 14 CV che “dà una mano” al 1.3 a benzina (con distribuzione a fasatura e alzata delle valvole variabili): così i consumi calano senza far rinunciare alle prestazioni, visto che i cavalli sono 98 in totale. A ricaricare le batterie del motore elettrico provvedono – a seconda delle condizioni di marcia – quello termico o il sistema di recupero di energia che si attiva in rilascio e in frenata
 
A gas costante l’auto è silenziosa, mentre accelerando a fondo alza a voce perché il cambio automatico a variazione continua di rapporto (CVT) fa salire parecchio i giri. Volendo, c’è pure c’è la modalità Sport, che a parità di velocità aumenta il regime di funzionamento (quindi la prontezza di risposta all’acceleratore) e abilita l’uso sequenziale di sette marce virtuali. Tuttavia, le sospensioni turistiche della Honda Jazz Hybrid e lo sterzo poco pronto mal si prestano alla guida aggressiva.
 
L’Elegance è caro ma ricco: ha di serie pure il tetto panoramico, i cerchi in lega, i finestrini posteriori e il lunotto oscurati, gli indicatori di direzione integrati nei retrovisori, i fendinebbia, il cruise control e i comandi audio al volante. Rinunciando ai citati elementi, ma non alla tecnologia ibrida né a una dotazione di sicurezza completa di tutto il necessario, c’è il meno costoso Comfort.

VITA A BORDO

4
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C’è spazio anche per la bici
Ampio e luminoso, specialmente col tetto in cristallo dell’allestimento Elegance, l’abitacolo ospita all’occorrenza anche cinque persone ed è flessibile: per stivare oggetti particolarmente ingombranti, come a esempio una bici, si può sollevare la seduta del divano. Peccato, però, per i materiali: pur correttamente assemblate, le plastiche sono rigide. Ampio e ben sfruttabile il baule.
 
 
Plancia e comandi
L’avveniristica plancia della Honda Jazz Hybrid presenta montaggi curati, ma le plastiche sono rigide e i comandi nella consolle (“clima” e impianto audio) richiedono un minimo di apprendistato per essere utilizzati in modo intuitivo. Nel tachimetro è ricavato lo schermo del computer di bordo, che permette di scegliere fra varie informazioni (dall’econometro e al monitoraggio del sistema ibrido); completano la strumentazione il contagiri e il quadrante che raccoglie l’indicatore del livello del carburante e quello dei flussi d’energia. A consumare meno aiuta pure il colore della strumentazione: verde se tutto è ok, diventa blu per segnalare una guida “sprecona”.
 
Abitabilità
Luminoso e ampio in rapporto alla lunghezza dell’auto, l’abitacolo è accogliente anche dietro: sul divano non viaggiano troppo sacrificati neppure tre adulti. Valida la posizione di guida, ampiamente regolabile e più sportiva (si siede piuttosto distesi impugnando un volante di piccolo diametro) che in altre monovolume. A favore della praticità giocano i numerosi vani (due i cassetti richiudibili nella plancia) e portabottiglie dislocati lateralmente e nel tunnel; inoltre, la seduta posteriore (frazionata) può essere sollevata per far posto a oggetti alti, come per esempio una bici.
 
Bagagliaio
Con una capacità di 303 litri, il baule della Honda Jazz Hybrid di certo non delude: le batterie del sistema ibrido (alloggiate sotto il piano di carico) lo penalizzano di poco rispetto a quello delle versioni “normali”. Reclinando lo schienale frazionato asimmetricamente (operazione facile e rapida) la capacità aumenta a 1320 litri senza che si formino gradini nel pavimento. L’accesso è favorito dalla soglia non distante da terra, anche se la bocca di carico (che raggiunge un’altezza di 84 cm e una larghezza di 105 nella zona mediana) si restringe sensibilmente nella parte inferiore.

COME VA

4
Average: 4 (1 vote)
Facile, ma non sportiva
Questa piccola ibrida dà il meglio nell’uso urbano, rivelandosi maneggevole, parca e comoda grazie pure al cambio automatico. Fuori città sfodera una bella grinta, complice il motore elettrico che “rinforza” lo spunto e le riprese, ma il 1.3 a benzina si fa sentire troppo quando si alza il ritmo. D’altronde, la Jazz non è una sportiva: le sospensioni, tarate in funzione del comfort, nella guida brillante lasciano emergere il rollio, e non è il massimo nemmeno la precisione dello sterzo.  
 
 
In città
Agli ingombri contenuti della Honda Jazz Hybrid si associano i vantaggi del cambio CVT, che salva dallo stress nella marcia a singhiozzo; inoltre, lo sterzo leggero e il notevole spunto da fermo permettono di svicolare bene nel traffico. Buoni i consumi, specialmente se si attiva la modalità “Econ”: ottimizza la gestione dei motori (smorzandone un po’ il brio) e del “clima” (che, per esempio, viene disattivato nelle fermate) in funzione del risparmio di carburante. A dimostrazione dell’efficienza del sistema valgono i 16,4 km/l da noi rilevati in città, che sono un buon risultato seppure lontano dai 21,7 dichiarati. Per quanto riguarda la visibilità, tutto ok davanti e lateralmente, meno in “retro” per via della coda alta: per stare tranquilli, meglio aggiungere i sensori (a pagamento).
 
Fuori città
La spinta è buona in tutte le condizioni di marcia, ma quando occorre guadagnare rapidamente velocità ci si deve abituare alla risposta tipica del cambio automatico CVT, che fa salire repentinamente il regime del motore: in tali casi, si sente la necessità di un’insonorizzazione più efficace. Nei percorsi tortuosi o in discesa torna utile la selezione sequenziale dei rapporti (sette, virtuali) mediante i paddle al volante, ma questo non basta a fare della Honda Jazz Hybrid una sportiva: anche se la tenuta di strada è sicura e l’Esp piuttosto vigile, il rollio è sensibile e lo sterzo poco preciso. Ci si consola con i consumi: otre 18 i chilometri per litro. 
 
In autostrada
Il sistema ibrido della Honda Jazz Hybrid è valido anche a velocità sostenuta, dunque in autostrada si può contare su una ripresa robusta, su una soddisfacente riserva di potenza (la “punta” massima è di 175 km/h effettivi) e su consumi ragionevoli (14,5 km/l rilevati). Al comfort contribuiscono le sospensioni morbide e, salvo che nelle decise accelerazioni, si gode di una discreta silenziosità. Sempre notevole la sensazione di sicurezza, dato che l’auto non risente delle giunzioni dei viadotti e ha freni adeguati; a quest’ultimo proposito ci si deve, però, abituare alla presenza del sistema di recupero dell’energia cinetica, che rende poco lineare la risposta al pedale e condiziona negativamente la modulabilità.

QUANTO È SICURA

5
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Formula tutto incluso
Approvata con cinque stelle su cinque nei crash test della Euro NCAP, la Jazz è bene equipaggiata. Sei airbag, l’Abs e i controlli elettronici di stabilità e trazione sono presenti già nell’allestimento Comfort, assieme ai poggiatesta anteriori attivi; il più ricco Elegance aggiunge il regolatore elettronico di velocità e i fendinebbia. 
 
 
La dotazione di sicurezza della Honda Jazz Hybrid è completa: per tutta la gamma, oltre all’Abs e agli airbag frontali (quello del passeggero è disattivabile) sono di serie i “cuscini” laterali anteriori e quelli per la testa estesi ai posti dietro, assieme ai poggiatesta anteriori attivi e ai controlli elettronici di stabilità e trazione; il “ricco” allestimento Elegance offre in più il cruise control e i fendinebbia (mentre, come per la maggior parte delle utilitarie, i fari allo xeno non sono previsti nemmeno a pagamento). Più che soddisfacenti i risultati ottenuti nei crash test Euro NCAP: il giudizio complessivo di cinque stelle (il massimo) è supportato da valutazioni parziali di 71 punti percentuali per la protezione degli occupanti adulti, 79 per la sicurezza dei bambini trasportati su seggiolino Isofix e 60 punti percentuali per la salvaguardia dei pedoni in caso di investimento; infine, 71 punti percentuali sono stati assegnati ai sistemi elettronici di assistenza alla guida.

NE VALE LA PENA?

4
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Pratica e parca, ma non regalata
Sterzo e sospensioni sono tagliati per la guida “tranquilla”, e il comfort è buono sebbene il motore si faccia sentire in accelerazione: anche se 98 CV assicurano una certa vivacità, questa compatta monovolume non promette emozioni ma, piuttosto, praticità e facilità di guida. Accogliente con passeggeri e bagagli, svolge efficacemente il compito di piccola auto da famiglia con una versatilità a tutto tondo: non teme né la città né i viaggi. Certo è che la tecnologia ibrida si paga, per quanto a indorare la pillola ci siano i bassi consumi e la dotazione generosa.
 
 
Preferire la Honda Jazz Hybrid alle altre versioni della (meno costose) significa sposarne i contenuti innovativi, anche in fatto di guida: stanti le invariate doti di abitabilità e funzionalità, l’ibrida aiuta a sfruttare al meglio il suo sofisticato sistema propulsivo grazie alla strumentazione generosa di informazioni (dal consumo istantaneo all’utilizzo in tempo reale del gruppo ibrido, fino all’illuminazione che cambia tinta in base alla “virtù” di chi sta al volante). La trasmissione automatica CVT rende la guida facile e fluida ma, pure, quando si chiede potenza immediata costringe a sopportare una voce che appare fuori luogo in una vettura così “pulita”. Certo è che il “pacchetto tecnologico” pesa sul prezzo: per l’omologa versione non ibrida, ma sempre con cambio CVT, si spende molto meno. Resta il fatto che nella valutazione finale va pesata la dotazione, completa sia a proposito di sicurezza e comfort (è di serie anche il “clima” automatico), sia per quanto riguarda l’estetica, valorizzata dai cerchi in lega, dallo sfizioso tetto in vetro e dai molti dettagli esclusivi che distinguono questa variante “con due motori” della monovolume giapponese.

PERCHÈ SÌ

Abitabilità
Il posto guida è accogliente e facilmente adattabile grazie alle complete regolazioni del volante e del sedile. A bordo quattro adulti viaggiano comodi e nemmeno un eventuale quinto passeggero soffre troppo. 
 
Consumi
L’efficacia del sistema ibrido non rimane sulla carta: forte dei due motori che lavorano in sinergia, la Jazz Hybrid è meno assetata di molte citycar e compete con le migliori utilitarie a gasolio. C’è anche la funzione “Econ” per massimizzare il risparmio.
 
Praticità
Nonostante che le batterie necessarie al motore elettrico “rubino” 76 litri rispetto alle altre versioni, il baule è ampio e ben sfruttabile; inoltre, per stivare oggetti voluminosi si può sollevare la seduta del divano, e i portaoggetti abbondano.

 

PERCHÈ NO

Materiali
Gli interni sono correttamente assemblati, ma realizzati con plastiche dure e non gradevoli al tatto: in considerazione del prezzo di quest’auto, almeno per la plancia si sarebbe potuto prevedere un rivestimento morbido.  
 
Rumorosità
Quando si accelera repentinamente, e il CVT fa “assestare” il motore su regimi di rotazione elevati, si sente la mancanza di un’insonorizzazione più curata; ad andatura costante, invece, il rumore non dà fastidio.
 
Sterzo
Leggero e demoltiplicato, è piacevole in manovra e alle basse velocità, ma risulta poco reattivo e preciso quando si affrontano percorsi tortuosi o si procede ad andatura sostenuta.

 

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1339
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 65 (88)/5800
Coppia max Nm/giri 121/4500
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 10,3 (14)/1500
Coppia max Nm/giri 78,5/1000
   
Emissione di CO2 grammi/km 104
Distribuzione 3 valvole per cilindro
No rapporti del cambio autom- CVT + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 390/170/153
Passo cm 250
Peso in ordine di marcia kg 1087
Capacità bagagliaio litri 303/1320
Pneumatici (di serie) 175/65 R 15

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI

VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in Drive S a 5950 giri   175,1 km/h 177 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 11,5   12,6 secondi
0-400 metri 18,1 125,2 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33,3 154,5 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h 30,3 156,5 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h 29,1 157,8 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h 3,2    
da 80 a 120 km/h 8,5   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   16,4 km/litro 21,7 km/litro
Fuori città   18,2 km/litro 22,7 km/litro
In autostrada   14,5 km/litro non dichiarato
Medio   16,7 km/litro 22,2 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   38,2 metri non dichiarata
da 130 km/h   65,9 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   134 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   10,6 metri  

 

 

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Ritratto di M93
26 novembre 2013 - 18:40
È un'auto gradevole, sia in versione normale che ibrida. Quest'ultima ha un prezzo di listino un po' alto, giustificato in parte dalla tecnologia che adotta. Le finiture e le plastiche non sono certo eccelse, ma sono robuste e fatte per durare, come la stragrande maggioranza delle vetture giapponesi di pari categoria. Su questo aspetto, a onor del vero, peccano anche alcune vetture europee. Purtroppo la sua diffusione è frenata dalla mancanza di ecoincentivi o agevolazioni che ne promuovano l'acquisto.
Ritratto di d1ego
1 dicembre 2013 - 10:07
2
La Clio di questa prova http://www.alvolante.it/prova/renault-clio tanto per fare un esempio ha un po' meno bagagliaio ma costa meno e consuma meno... La Note 1.5dCi dovrebbe essere molto simile a questa e consumare meno... Allora perché?
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