PROVATE PER VOI

Honda Civic: tutto sportivo. Tranne il motore

Prova pubblicata su alVolante di
luglio 2010
Pubblicato 16 luglio 2010
  • Prezzo (al momento del test)

    € 17.990
  • Consumo medio rilevato

    16,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    135 grammi/km
  • Euro

    Euro 5
Honda Civic
Honda Civic 1.4 i-VTEC 5 porte Mood

L'AUTO IN SINTESI

Grintosa e dalla linea personale, vanta un abitacolo spazioso e un eccezionale bagagliaio. Le sospensioni rigide, lo sterzo e il cambio sono adatti alla guida sportiva, ma il 1.4 è fiacco ai bassi regimi. Ben costruita e curata nelle finiture, offre anche una ricca dotazione.

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
4
Average: 4 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
5
Average: 5 (1 vote)
Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)

PERCHÈ COMPRARLA

Sostanza che si fa notare

Ha cinque porte, con le maniglie di quelle posteriori nascoste nei montanti: uno dei molti dettagli che rendono questa berlina sportiva e originale. Se gli ingombri corrispondono a quelli della maggior parte delle rivali (la lunghezza è di 426 cm), l’abitabilità è superiore alla media: lo spazio non manca né per i passeggeri, né per i bagagli. Le sospensioni rigide, lo sterzo preciso e l’efficiente cambio a sei marce si prestano alla guida sportiva, ma in tal caso è il motore che lascia a desiderare: si tratta di un 1.4 a benzina che – ancorché fluido e silenzioso – ai bassi regimi manca di brio. Anche se al posto del ruotino di scorta c’è un semplice kit di riparazione, e se il tergilunotto non è previsto nemmeno fra gli optional, l’equipaggiamento di serie è completo sotto ogni punto di vista: la versione Mood – destinata a restare in listino per un periodo di tempo limitato e offerta a un prezzo molto interessante – ha la medesima dotazione della lussuosa Elegance.

In rapporto alle compatte dimensioni della carrozzeria (lunga una manciata di cm più di quella di una Golf), la Honda Civic offre un’abitabilità superiore alla media. Ricca di spunti personali, ha una linea sportiva, con le maniglie delle porte posteriori “mimetizzate” nei montanti che la fanno sembrare quasi una “due porte”. Ma oltre che originale, è una vettura molto pratica, con un bagagliaio degno di una media station wagon.

Il motore 1.4 da 99 CV – abbinato a un cambio a sei marce rapido ed efficiente – offre un funzionamento fluido e silenzioso, anche se manca di grinta, in particolare ai bassi regimi. Questo permette di sfruttare solo parzialmente le notevoli caratteristiche dinamiche della vettura, che fra le curve – grazie alle sospensioni rigide e allo sterzo preciso – si  muove agile e sicura ed è capace di assecondare anche qualche prurito sportivo.

La Mood è un allestimento “speciale” destinata a rimanere in listino solo per un tempo limitato, che permette un bel risparmio sul prezzo d’acquisto pur offrendo una dotazione che, di fatto, è al livello della lussuosa Elegance. Peccato, però, che il ruotino di scorta si debba pagare a parte (di serie c’è un kit di riparazione) e che non sia previsto il tergilunotto: sarebbe utile, sebbene la Honda sostenga che il vetro posteriore ha una forma tale da far defluire l’acqua.

In compenso il resto dell’equipaggiamento della Honda Civic non lascia certo a desiderare: per la sicurezza ci sono l’Esp, sei airbag e i poggiatesta attivi, e a rendere più piacevole la vita a bordo contribuiscono il climatizzatore automatico e un raffinato impianto audio provvisto di ingressi Aux e Usb. Da rimarcare anche la garanzia, che prevede una copertura di tre anni (uno in più rispetto al minimo di legge) oppure 100.000 km.

VITA A BORDO

4
Average: 4 (1 vote)
Ben fatta e con un baule da station

Realizzato con materiali di qualità e rifinito con cura, l’abitacolo è originale almeno quanto l’esterno, ma ciò non vuol dire che si debba rinunciare alla praticità: i comandi che “circondano” il posto guida si individuano e si azionano intuitivamente. Ben leggibile e completo l’avveniristico cruscotto, con contagiri analogico e tachimetro digitale. Assieme a qualche nota sportiva, come l’avviamento a pulsante o la pedaliera metallica, fa piacere trovare vani dove riporre piccoli oggetti e anche un cassetto di fronte al passeggero di insolita capacità. Lo spazio è abbondante in tutte le direzioni e in quattro adulti si viaggia comodi, mentre l’eventuale quinto passeggero “si scontra” con il profilo del divano, piuttosto rialzato al centro. Ottima la capacità di carico: per capienza e accessibilità, il bagagliaio è una spanna sopra a quelli delle rivali. E se si viaggia in due si può anche sollevare e appoggiare agli schienali la seduta del divano: viene così a crearsi uno spazio dove stivare oggetti particolarmente ingombranti, come una bici con la ruota anteriore smontata.

Plancia e comandi
Se la carrozzeria è originale, la plancia non è da meno: si è circondati dai comandi, che, però, sono razionalmente collocati e facili da raggiungere. Comodi anche quelli sul volante: a sinistra sono ripetuti quelli della radio, mentre con i pulsanti sulla razza di destra si imposta il cruise-control. Il tema della sportività torna nella pedaliera metallica, nel tasto rosso che serve per avviare il motore e nel cruscotto, dal design avveniristico e dominato dal grande contagiri analogico (mentre il tachimetro - digitale - si trova in una palpebra che sovrasta il resto della strumentazione). Di buona qualità i materiali, anche se la tonalità scura dei rivestimenti – con la complicità dei finestrini piccoli – fa apparire l’abitacolo meno arioso di quel che è.

Abitabilità
Contraddistinte da un’imbottitura rigida e sagomate come si deve per trattenere il corpo in curva, le poltrone anteriori si rivelano comode, e ampie abbastanza da accogliere persone di tutte le taglie. Lo spazio non manca nemmeno dietro, per quanto il divano, rialzato al centro, possa ospitare nel migliore dei modi soltanto due persone; interessante la soluzione della seduta che si solleva e si appoggia allo schienale per creare uno spazio di carico aggiuntivo: volendo, ci si può sistemare una bici con la ruota anteriore smontata. Utili il portaoggetti (con sportello) nella consolle e quello (molto ampio) sotto il bracciolo anteriore, che vanno ad aggiungersi al funzionale cassetto di fronte al passeggero (capace di ben 14 litri e refrigerato dall’aria del clima).

Bagagliaio
Il baule della Honda Civic è decisamente più grande di quello delle rivali e, anzi, non ha nulla da invidiare a quello di una wagon, né per capacità, né per praticità: può contenere le valigie necessarie a una famiglia in vacanza e – nonostante la soglia sia più alta di 15 cm rispetto al piano di carico – offre pure un’ottima accessibilità. Positivo anche il fatto che, reclinando gli schienali, non si formino gradini sul pavimento (sotto il quale si nasconde pure un ulteriore ampio vano, profondo 21 cm). L’apertura, a 66 cm dal suolo, non fa faticare troppo quando si maneggiano bagagli pesanti.

COME VA

4
Average: 4 (1 vote)
Per divertirvi mettete mano al cambio

Il cambio preciso, la frizione morbida da azionare e la leggerezza dello sterzo permettono di affrontare il traffico senza stress, con il conforto della buona agilità concessa dai ragionevoli ingombri della carrozzeria. Tuttavia, in retromarcia è meglio affidarsi ai sensori, perché la forma del lunotto condiziona pesantemente la visibilità. Il comfort risente poco della rigida taratura delle sospensioni, dei cui effetti positivi si gode, però, nelle strade tortuose: velocissima a entrare in curva e incollata all’asfalto, la Civic dimostra pure un’ottima stabilità e rimane sincera nelle manovre di emergenza (nelle quali, al limite, interviene l’Esp). Sebbene la potenza non sia eccezionale, nei viaggi autostradali questa 1.4 non soffre di complessi di inferiorità rispetto alle versioni più potenti: oltre a conservare una grande precisione e piacevolezza di guida, offre un comfort superiore alle aspettative e non “beve” troppo.
 

In città
In manovra sono provvidenziali i sensori posteriori di serie, perché i montanti sono massicci e il lunotto, oltre che molto inclinato, è tagliato trasversalmente dallo spoiler: la visuale non è ottimale e si fatica a valutare gli ingombri, ancor più se piove e il vetro è bagnato (manca il tergilunotto). Per il resto, nel traffico non ci si stressa troppo, dal momento che le dimensioni non sono esagerate, lo sterzo è sufficientemente leggero anche a bassa velocità e il cambio offre un’escursione breve e innesti precisi. Accettabile il comfort sullo sconnesso, malgrado le sospensioni rigide.

Fuori città
L’assetto della Honda Civic è di quelli “giusti” per affrontare agilmente i percorsi pieni di curve: la stabilità non manca e le reazioni sono sincere, dunque la guida è gratificante. A ciò si aggiungano i freni modulabili e potenti e il cambio che – essendo molto rapido – permette di tirare fuori il meglio da un motore che non “si sveglia” soltanto ai regimi superiori: tanto per dire che se serve ripresa per sorpassare velocemente, scalare marcia è obbligatorio. In ogni caso i consumi non ne risentono più di tanto, e fare più di 15 km con un litro di benzina non è difficile.

In autostrada
Nonostante sia la versione con la motorizzazione “base”, questa Civic non mostra il fiato corto nemmeno in autostrada e, anzi, permette di viaggiare in tutto relax, godendo pure di una buona insonorizzazione: a 130 km/h il 1.4 non invade l’abitacolo con il suo rombo, e nemmeno il rotolamento delle gomme o i fruscii aerodinamici si fanno sentire troppo. La taratura rigida delle sospensioni contribuisce a mantenere elevata la stabilità anche alle andature superiori, senza tuttavia far sentire troppo le giunzioni del manto stradale. Valido lo sterzo, che si mantiene diretto e preciso anche alle andature elevate, e tutto fuorché esagerati i consumi.

QUANTO È SICURA

5
Average: 5 (1 vote)
Manca soltanto il tergilunotto

La Civic è stata promossa a pieni voti (cinque stelle) nei crash test EuroNcap effettuati secondo il capitolato più recente, quello in vigore dal 2009. Malgrado l’assenza del tergilunotto, la dotazione di serie è soddisfacente sotto ogni profilo: oltre ai controlli elettronici della trazione e della stabilità, comprende i poggiatesta attivi, il regolatore elettronico di velocità e i fendinebbia. Alle valide qualità stradali corrispondono reazioni al limite sincere e facilmente controllabili.

La Honda lo chiama VSA e fa parte dell’equipaggiamento standard: è, in sostanza, l’Esp, ossia il controllo della stabilità abbinato – esattamente come in qualsiasi altra vettura – al controllo della trazione; nel caso della Civic (come pure di altri modelli della Casa nipponica) può essere escluso per facilitare le partenze su fondi a scarsa aderenza, come per esempio quelli innevati. Sono di serie anche sei airbag, con quelli a tendina (atti a riparare la testa dei passeggeri) estesi anche ai posti dietro. Non mancano neppure i poggiatesta attivi (che riducono i rischi legati al cosiddetto colpo di frusta), il cruise-control né i fendinebbia. Tuttavia, rappresenta una nota negativa l’assenza del tergilunotto: anche l’ottimale visibilità posteriore può essere un importante fattore di sicurezza. Passando ai crash-test EuroNcap, i risultati sono di primo piano dal momento che alle cinque stelle (il massimo) del punteggio globale si accompagnano valutazioni parziali del 79% per quanto riguarda la protezione dei passeggeri, del 76% per i bambini fissati su seggiolini Isofix e del 67% per la tutela dei pedoni in caso di investimento. Un valore, quest’ultimo, superiore alla media, come sono pure rimarchevoli gli 86 punti su 100 assegnati ai dispositivi di assistenza.
 

NE VALE LA PENA?

4
Average: 4 (1 vote)
Sostanza e originalità a prezzo allettante

Sei airbag, Esp, poggiatesta attivi… Ma anche “clima” automatico, cruise-control, sensori di distanza posteriori e un raffinato impianto audio con comandi al volante: pur essendo la Civic che costa meno, la Mood offre una dotazione generosa sia per quanto riguarda la sicurezza, sia per il comfort. Per chi vuole una berlina a cinque porte che sembra quasi una coupé (anche nella guida, nonostante la grinta del motore non sia certo “da spavento”), spaziosa e ricca di contenuti, trovare una rivale altrettanto a buon mercato è quasi impossibile.

Nel panorama delle berline compatte la Civic è una proposta fuori dal coro, perché ha un’immagine fortemente caratterizzata in senso sportivo e una linea talmente personale da rischiare di essere “mal digerita” da qualcuno (e, magari, di condizionare la rivendibilità). In ogni caso, i suoi punti di forza vanno oltre le considerazioni estetiche: è un’auto ben costruita e sicura, che nonostante il motore un po’ sottodimensionato risulta gratificante da guidare fra le curve e si presta di buon grado ai lunghi viaggi. Nondimeno, garantisce un’abitabilità che le dinamiche forme della carrozzeria non lascerebbero immaginare, e dispone di un bagagliaio che nessuna delle rivali eguaglia in termini di volume e di praticità. In questa versione Mood – che, però, è a tiratura limitata e resta in listino per qualche mese soltanto –  rappresenta un affare conveniente anche per il favorevolissimo rapporto tra il prezzo allettante e la ricca dotazione di serie.

PERCHÈ SÌ

 
 

Abitabilità
L’abitacolo è grande e lo spazio per le gambe non manca nemmeno per i passeggeri posteriori, a patto che siano soltanto due (la conformazione della seduta, per chi sta al centro, non è il massimo).

Baule
Grazie all’imboccatura ampia e al pavimento che resta piatto anche a divano reclinato, eccelle per praticità ma non solo: la capienza è quasi quella di una famigliare e c’è anche un “furbo” doppio fondo.

Cambio
Abbinato a una frizione morbida da azionare, è un “sei marce” dal carattere sportivo: la leva – corta, rialzata e perfettamente a portata di mano – ha un’escursione breve e assicura innesti rapidi e precisi.

Guidabilità
Le sospensioni hanno una taratura rigida che rende la vettura “piatta “ e precisa fra le curve, favorendo stabilità e tenuta di strada. Gratificante anche la risposta dello sterzo, la cui precisione non viene meno neanche ad andatura elevata.

PERCHÈ NO

 
 

Ripresa
Il cambio ha rapporti abbastanza corti, ma ai regimi inferiori la vivacità e la prontezza del 1.4 a benzina lasciano a desiderare: se serve scatto o si deve effettuare un rapido sorpasso, la scalata è d’obbligo.

Ruota si scorta
Nella malaugurata evenienza di una foratura ci si deve affidare al kit di riparazione, che “rimpiazza” la ruota di scorta. In alternativa si può avere il “ruotino”, che, però, è un optional (oltretutto venduto a caro prezzo).

Tergilunotto
Il tergicristallo posteriore non si può avere nemmeno a pagamento, perché secondo la Honda la forma del lunotto dovrebbe favorire il defluire dell’acqua. Ma questo può valere solo in caso di pioggia: se, invece, il vetro è sporco, non resta che lavarlo a mano...

Visibilità
I massicci montanti posteriori del tetto, e il lunotto molto inclinato e per giunta suddiviso in due sezioni dallo spoiler, non favoriscono la visuale: in retromarcia è meglio far conto sui sensori di distanza (di serie).

SCHEDA TECNICA

VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 5a a 6100 giri   182,6 km/h 177 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 12,5   13,0 secondi
0-400 metri 18,3 123,2 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33,3 156,9 km/h non dichiarata
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 39,9 134,2 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 36,5 131,8 km/h non dichiarata
da 80 a 120 km/h in 5a 20,0   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   11,8 km/litro 13,7 km/litro
Fuori città   15,6 km/litro 20,0 km/litro
In autostrada   13,0 km/litro non dichiarato
Massimo   6,5 km/litro non dichiarato
Medio   13,3 km/litro 16,9 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   39,2 metri non dichiarata
da 130 km/h   66,5 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   135 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,2 metri 10,9
Cilindrata cm3 1.339
No cilindri e disposizione 4
Potenza massima kW (CV)/giri 73 (99)/6000
Coppia max Nm/giri 127/4800
Emissione di CO2 grammi/km 135
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 426/177/146
Passo cm 264
Peso in ordine di marcia kg 1186
Capacità bagagliaio litri 485/1352
Pneumatici (di serie) 205/55 R 16

I NOSTRI RILEVAMENTI

VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 5a a 6100 giri   182,6 km/h 177 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 12,5   13,0 secondi
0-400 metri 18,3 123,2 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33,3 156,9 km/h non dichiarata
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 4a 39,9 134,2 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 5a 36,5 131,8 km/h non dichiarata
da 80 a 120 km/h in 5a 20,0   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   11,8 km/litro 13,7 km/litro
Fuori città   15,6 km/litro 20,0 km/litro
In autostrada   13,0 km/litro non dichiarato
Massimo   6,5 km/litro non dichiarato
Medio   13,3 km/litro 16,9 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   39,2 metri non dichiarata
da 130 km/h   66,5 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   135 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,2 metri 10,9
Cilindrata cm3 1.339
No cilindri e disposizione 4
Potenza massima kW (CV)/giri 73 (99)/6000
Coppia max Nm/giri 127/4800
Emissione di CO2 grammi/km 135
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 426/177/146
Passo cm 264
Peso in ordine di marcia kg 1186
Capacità bagagliaio litri 485/1352
Pneumatici (di serie) 205/55 R 16
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Ritratto di shadow28
4 ottobre 2010 - 15:34
Non capisco il dilemma!...non ti soddisfa la benzina e vorresti il diesel...non ne hai nessuna e non sai quale comprare?
Ritratto di mauro.76
4 ottobre 2010 - 19:25
Ho il 1.4 ma non sono soddisfattissimo, ai bassi regimi è fiacco e mi piacerebbe passare al diesel, tutti me lo descrivono come un "missile"....
Ritratto di druido83
5 ottobre 2010 - 08:22
un mio amico ce l'ha il 2.2 diesel,senz'altro un bel motore,ma non un missile..certamente và molto più forte del 1.4 quindi dovessi cambiare la differenza la noteresti subito.
Ritratto di follypharma
5 ottobre 2010 - 09:20
2
il diesel honda e' stato fatto per tirare bene a tutti i regimi e non soffrire di on-off (vedi 2.4 alfa che sotto i 2000 sembra spento e poi appena parte il turbo devi stare attento a non tamponare l'auto davanti (cosi' m'ha detto un mio amico che ce l'ha)) E' molto fluido e allunga abbastanza(4500), alla fine e' uno dei migliori diesel e infatti ha vinto il premio engine of the year al suo debutto nel 2006 nella combattutissima categoria 2000-3000 cc (negli anni successivi e' stato battuto dal 3000 BI turbo bmw....NDR....) nonche' ancora uno dei pochissimi diesel interamente in alluminio (il bmw per es ha la testata in al ma il basamento in ghisa...) Pero' non e' progettato per essere un missile, il 2000 bmw va piu' forte, lo stesso nuovo 2.0 alfa da 170 cv tira di piu'... il 2.0 vw invece e' piu' lento..(il 140 cv)pare sia un gran motore anche il subaru (mi piacerebbe provarlo...) Pero' l'honda ha piu' coppia, quindi e' piu' piacevole ai bassi - medi regimi (360nm contro una media di 300-320 degli altri), ha piu' coppia ovviamente grazie alla maggiore cilindrata (paghi di piu' di assicurazione pero'...circa 30-50 euro l'anno). I consumi sono bassisimi nonostante la cilindrata, quindi non sono un problema. Alla fine, prima di lanciarti ti conviene provarla, ma non tirare solo le prime 3 marce, prova anche le marce alte in modo da renderti conto realmente di come va e se ti piace l'erogazione, fai anche una bella ripresa ( in 5 o 6 parti da 50kmh e poi schiaccia...(meglio in 5, la sesta e' lunga...)) Comunque , la civic mi ha soddisfatto in pieno e quando dovro' cambiare auto sara' un bel problema migliorare, dovro' spendere una fortuna per trovare un auto nel complesso superiore a questa...
Ritratto di shadow28
5 ottobre 2010 - 23:09
Tutto vero...è la potenza arriverà sul motore diesel è solo una questione di tempo...quanto al Subaru..è uno zucchero...slendido senza vibrazioni pastoso e pieno nell'erogazione anche li arriverà la potenza!
Ritratto di follypharma
6 ottobre 2010 - 09:51
2
ho letto un paio di anni fa di prove di questo 2.2 honda con potenze di 180 e 200 CV , gli ingegneri honda riferivano che puo' esprimere potenze anche superiori senza inficiare minimamente il piacere di guida ne' tantomeno la robustezza.. io una bella civic type R-D da 200 cv diesel ce la vedrei benissimo....;-) (comunque il 2000 benza aspirato da 9000 giri min era uno spettacolo..)
Ritratto di shadow28
6 ottobre 2010 - 16:24
La folosifia principe dei giapponesi e un buon aspirato prima mi mettere il turbo quindi non mi metraviglia che nonostante le potenza conservi ancora ottime doti di guidabilità Io per folosofia personale non vedo una Type R-D....sonceramente troppo spettacolare sentire urlare il 4 cilindri honda l'unico che ha un suono degno di qusto nome con questa architettura..in linea si intende!
Ritratto di ACCAROSSA無限
7 ottobre 2010 - 04:05
sono daccordo con shadow,la type r è e deve continuare ad essere benzina aspirato,Ps.vorrei darvi un consiglio, non fatevi sentire dagli appassionati Honda che dite la Type R Diesel che potrebbero innervosirsi anche parecchio....
Ritratto di follypharma
7 ottobre 2010 - 09:00
2
non fate i conti con le normative euro 6. il motore aspirato honda, pur essendo uno spettacolo, e' ormai stato abbandonato in tutti i paesi con stringenti normative anti-inquinamento perche' non in grado di sopportarle senza venire meno alle sue peculiarita' (soffocare quel motore era una bestemmia...e non avrebbe piu' avuto senso) Quindi a questo punto, o la honda fa un motore nuovo, cosa poco probabile in tempi di crisi, o abbandona definitivamente le versioni Type R fino a momenti migliori (cosa molto piu' probabile) oppure tira fuori delle versioni appetibili dal mercato coi motori che ha ... Io, ripeto, non saro' un purista honda (anche se di honda in casa ne ho 2...ndr) ma non vedrei cosi' negativa una versione sportiva col diesel, magari non chiamatela type RD pero' fatela no?lo han fatto tutte le case e vendono...gia' la honda s'e' letteralmente dovuta piegare al mercato altrimenti il diesel non lo faceva, a questo punto facciamo 31 e ampliamo un po la gamma.... Ma comunque non succedera', sulle auto ormai c'e' lo stesso tifo accanito e stupido da stadio e probabilmente una honda sportiva diesel sarebbe vista male dalla maggioranza.. da me no..le case automobiliste non sono opere no profit, sono aziende che devono fare profittoe orientarsi in modo da fare piu' profitto possibile...questo e' il business signori
Ritratto di shadow28
7 ottobre 2010 - 15:14
Daccordo che le case automobilistiche non fanno beneficenza e che devono far qudrare i conti attingendo a parti del mercato diverse da quelle della loro clientela abituale ma lo si può fare senza snaturare il proprio spirito...io dico che l'hondista doc digerirebbe più un turbo low pressure a 7500-8000 giri per rispettare le norme che a 9500 non si rispetterebbero che un Turbo diesel!
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