PROVATE PER VOI

Lancia Voyager: il comfort non le manca. Il brio sì

Prova pubblicata su alVolante di
giugno 2012

Listino prezzi Lancia Voyager non disponibile

  • Prezzo (al momento del test)

    € 40.600
  • Consumo medio rilevato

    10,4 km/l
  • Emissioni di CO2

    207 grammi/km
  • Euro

    5
Lancia Voyager
Lancia Voyager 2.8 CRD 163 CV Gold
L'AUTO IN SINTESI

La Lancia Voyager è una monovolume dalle dimensioni imponenti e dall’abitacolo che accoglie comodamente sette adulti; notevole e facilmente modulabile pure lo spazio per i bagagli. Assicura un comfort di alto livello, ma non ama le curve; inoltre, le prestazioni sono modeste, dal momento che i 163 CV del 2.8 turbodiesel sono pochi in rapporto alla massa, e che il cambio automatico è lento. Alto il prezzo, ma la dotazione è davvero ricca.

 

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
5
Average: 5 (1 vote)
Motore
2
Average: 2 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
3
Average: 3 (1 vote)
Frenata
3
Average: 3 (1 vote)
Sterzo
2
Average: 2 (1 vote)
Tenuta di strada
3
Average: 3 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Salotto grande e “tranquillo”
Mastodontica monovolume a sette posti di scuola americana, la Lancia Voyager privilegia soprattutto il comfort: lo spazio interno abbonda, anche per i bagagli, e l’abitacolo è lussuosamente equipaggiato. Inutile, però, aspettarsi agilità e prestazioni: la massa e gli ingombri rilevanti si fanno sentire non soltanto in città ma anche fuori. D’altronde, i 163 CV del 2.8 turbodiesel, che, oltretutto, è ruvido nell’erogazione, non bastano a garantire vivacità; il cambio automatico è fluido, ma non certo veloce nel funzionamento. 
 
 
La Lancia Voyager, erede della Phedra, è di fatto una Chrysler Voyager venduta col marchio della casa torinese, e presenta tutti gli aggiornamenti di stile adottati nel 2011 per il modello americano: mascherina a cinque listelli, paraurti ridisegnati, luci anteriori e posteriori con caratteristica base “a onda”. I finestrini dietro e il lunotto oscurati sono di serie, come i cerchi in lega, i fendinebbia e le barre sul tetto. Le maniglie cromate sono nel pacchetto Comfort.
 
La modifica più importante, rispetto alla Chrysler del 2008, riguarda la lunghezza, che passa da 514 a 522 cm. Considerando anche la larghezza di ben 2 metri, abbiamo a che fare con una monovolume decisamente imponente, dalla quale c’è da aspettarsi più comfort che maneggevolezza. Infatti, nell’arioso abitacolo si sta comodamente in sette, e anche con tutti i sedili in uso rimane un discreto spazio per i bagagli.
 
Il 2.8 turbodiesel prodotto dall’italiana VM fa quel che può: i ritocchi coincisi con l’avvento del marchio Lancia hanno migliorato consumi ed emissioni (l’omologazione è euro 5), ma non è scomparsa la ruvidità in accelerazione e i cavalli sono rimasti 163 (pochi in rapporto ai 2242 kg di massa della Lancia Voyager). Dunque, di brio non si può certo parlare, tanto più che le sospensioni morbide, lo sterzo poco pronto e il cambio automatico lento stroncano sul nascere eventuali ambizioni sportive. 
 
La Lancia Voyager non è a buon mercato, ma sulla dotazione c’è poco da lamentarsi: la Gold della nostra prova ha praticamente tutto di serie, incluse certe raffinatezze come il “clima” trizona o i sedili in pelle regolabili elettricamente. Per chi non si accontenta c’è la Platinum, che aggiunge il navigatore con retrocamera e hi-fi da 506 watt, i rivestimenti in nappa e Alcantara anziché in pelle, e i fari allo xeno (altrimenti optional).
VITA A BORDO
5
Average: 5 (1 vote)
Spazio e comfort ai massimi livelli
Con sette posti comodi e una dotazione di serie che include i sedili in pelle e la regolazione elettrica delle poltrone davanti, la Voyager non teme confronti in materia di abitabilità. Senza rivali anche il baule: con la terza fila di sedili in uso restano 57 cm di profondità utile e, se occorre spazio di carico, tutti i sedili posteriori possono scomparire rapidamente nel pavimento. Numerosi anche i portaoggetti, ma nessuno di essi è refrigerato; un altro appunto va a plancia e consolle, di grande impatto estetico ma realizzate in plastica rigida.
 
 
Plancia e comandi
Plancia e consolle della Lancia Voyager, tra inserti lucidi e cornici cromate, hanno un aspetto sontuoso (c’è persino un classico orologio a lancette incastonato fra le bocchette d’aerazione centrali), ma abbondano le superfici in plastica rigida; al centro, in posizione rialzata, spicca lo schermo del navigatore (optional). Bello e completo il cruscotto, con il display del computer di bordo fra i quadranti analogici del tachimetro e del contagiri. I comandi hanno un’impostazione tradizionale e si manovrano in modo intuitivo. Fa eccezione soltanto la leva del cambio automatico, sistemata accanto al volante; consente pure la selezione manuale delle sei marce, che avviene con un poco intuitivo movimento destra-sinistra anziché avanti-indietro.
 
Abitabilità
Le comode poltrone davanti, con ampie regolazioni elettriche di serie, sono riscaldate come, pure, le due della seconda fila (che offrono addirittura il doppio bracciolo); quanto alla terza fila, è costituita da un divanetto dalla seduta inclinata ma davvero funzionale: in tre ci si viaggia spalla a spalla, ma senza doversi stringere troppo. Il “clima” trizona fa parte della dotazione standard, come i vetri posteriori oscurati e le tendine avvolgibili per chi siede dietro; fra gli optional, due televisori Lcd a scomparsa nel soffitto dedicati ai passeggeri delle ultime due file (che possono anche guardare programmi). Molti i portaoggetti (incluse due botole nel pavimento, davanti alle poltrone mediane), nessuno dei quali è però refrigerato.
 
Bagagliaio
Data la notevole lunghezza della Lancia Voyager, lo spazio per i bagagli abbonda anche quando si viaggia al completo: con tutti i sedili in posizione si dispone di ben 934 litri. Ottima anche l’accessibilità, grazie alla soglia bassa (64 cm da terra) e alla bocca di carico ampia e squadrata; praticissimo il portellone elettrico che si solleva premendo un pulsante. Abbattendo il solo divano la profondità del bagagliaio passa da 57 a 135 cm e il volume sale a 2394 litri, mentre ribaltando anche le poltrone della seconda fila si sfiorano i 4 metri cubi, cioè la capienza di un piccolo furgone. In entrambi i casi i sedili scompaiono nel doppiofondo del pavimento, senza formare gradini.
COME VA
3
Average: 3 (1 vote)
Dà il meglio sulla distanza
A disagio in città a causa delle abbondanti dimensioni, la Voyager non eccelle nemmeno sul misto: dovendo spostare oltre 22 quintali di massa i 163 CV del 2.8 turbodiesel hanno il loro bel da fare, e la lentezza del cambio automatico non è d’aiuto. D’altra parte nemmeno lo sterzo, lento e poco preciso incoraggia alla guida sportiva, e la morbida taratura delle sospensioni è studiata in funzione del comfort. Che è effettivamente di ottimo livello, complice pure l’efficace insonorizzazione dell’abitacolo. Accettabili i poco più di 10 km/l che si percorrono in media con un litro di gasolio.
 
 
In città
Di buono nella Lancia Voyager c’è l’abbondante visuale anteriore e laterale offerta dalla seduta rialzata e dalle ampie superfici vetrate, ma la guida nel traffico è impegnativa come, d’altra parte, la “caccia al parcheggio”. Manovrando negli spazi ristretti serve circospezione e, in retromarcia, è indispensabile fare affidamento sui sensori di distanza (di serie) o sull’eventuale telecamera (optional in abbinamento al navigatore e all’hard disk di 40 Gb). Ci si consola con la dolce risposta del cambio automatico, che mette una toppa alla scarsa fluidità del motore senza penalizzare eccessivamente i consumi (considerata la massa in gioco, gli 8,6 km/l da noi rilevati sono nella norma). Valido il comfort sullo sconnesso, favorito dalle sospensioni morbide e dalle gomme dalla spalla generosa (/65) installate sui cerchi di 17 pollici.  
 
Fuori città
ll turbodiesel risulta alquanto ruvido e rumoroso in accelerazione, ma è inutile pretendere vivacità. Sono votati alla guida tranquilla anche il cambio automatico e lo sterzo (che manca di prontezza e di precisione); perciò, tanto vale godersi il comfort garantito da sospensioni efficaci sulle asperità e poco sensibili al carico (quelle posteriori sono autolivellanti). La tenuta di strada è di buon livello, ma fra le curve il peso si fa sentire e, avvicinandosi al limite di aderenza, si manifesta un evidente sottosterzo; a sorvegliare la stabilità c’è un Esp indubbiamente pronto, ma anche piuttosto invasivo nell’intervento. Adeguato l’impianto frenante, in grado di garantire spazi d’arresto corretti.
 
In autostrada
Abitacolo spazioso, sedili ampi, climatizzazione efficace, sospensioni che “coccolano”: i lunghi viaggi sono la specialità della Lancia Voyager. Ben curata pure la silenziosità, perché una volta che l’automatico ha innestato la sesta marcia, ai 130 orari il turbodiesel “ronfa” sui 2200 giri quasi senza farsi sentire; semmai, si avverte qualche fruscio aerodinamico. Anche se la riserva di potenza è solo sufficiente, le capacità di ripresa sono discrete dato che se si accelera a fondo il cambio automatico scala di rapporto. Considerando ancora una volta la massa in gioco, non deludono i 10,4 chilometri che si coprono con un litro di gasolio.
QUANTO È SICURA
4
Average: 4 (1 vote)
Ricca di serie
A seguito dei crash test, l’Euro NCAP ha assegnato alla Lancia Voyager un giudizio complessivo di quattro stelle su un massimo di cinque. Peccato, perché la dotazione di serie è generosa anche per quanto riguarda la sicurezza: include persino gli airbag che riparano la testa dei passeggeri dell’ultima fila e il cofano “salva-pedoni”. Fra gli optional, il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori e i fari bixeno.
 
 
Oltre all’immancabile Esp, nella Lancia Voyager sono di serie due airbag frontali, due laterali anteriori e gli elementi a tendina che si estendono posteriormente a riparare la testa degli occupanti della terza fila. L’equipaggiamento standard include pure il cruise control, i fendinebbia, i sensori di pressione delle gomme e il cofano attivo (in caso di impatto con un pedone, si solleva leggermente per ridurre il rischio di lesioni della vittima). Vanno invece acquistati a parte i fari bixeno (inclusi nel prezzo soltanto nella più ricca Platinum) e il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco degli specchi retrovisori (abbinato ai gusci cromati di questi ultimi). Nonostante tanta abbondanza, la monovolume italoamericana non è riuscita a spuntare la quinta stella nel giudizio globale stilato dall’Euro NCAP a seguito dei crash test. Le valutazioni parziali sono, comunque, buone: 79 punti percentuali per i passeggeri adulti, 67 per i bambini che viaggiano su seggiolini Isofix e 47 punti percentuali per la tutela dei pedoni in caso di investimento (probabilmente, la particolare soluzione del cofano mobile compensa solo in parte l’altezza del muso, che in questa prova è un fattore penalizzante); infine, ai sistemi di assistenza alla sicurezza sono stati assegnati 71 punti percentuali.
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
Se spazio e comfort sono prioritari
La Voyager non è il tipo di auto che scende a compromessi: punta al massimo per quanto riguarda il benessere dei passeggeri, anche a costo di risultare impacciata in città e poco brillante nelle prestazioni. Valida soluzione per chi ha la famiglia numerosa e affronta spesso trasferte in gruppo, avrebbe meritato un motore più efficiente. Il prezzo è elevato, ma la dotazione lo rende accettabile. 
 
 
In ossequio alle sue origini “yankee”, questa lussuosa monovolume ama le lunghe percorrenze e lo stile di guida rilassato. I punti di forza della Lancia Voyager sono l’abitabilità da record, la disponibilità di spazio per i bagagli e il comfort quasi perfetto che è in grado di offrire ai sette passeggeri, ospitati su tre file secondo l’insolito quanto valido schema due-due-tre. In città, invece, è prevedibilmente impegnativa a causa delle dimensioni, mentre nei percorsi tortuosi a renderla impacciata è soprattutto il peso. Le prestazioni non vanno oltre la sufficienza: il quattro cilindri 2.8 turbodiesel da 163 CV è sottodimensionato rispetto alla mole della vettura, e nemmeno è capace di un’erogazione fluida. Dunque, la versione a benzina con il 3.6 V6 da 283 CV (sempre con cambio automatico), benché più assetata, è un’alternativa da non sottovalutare. Il prezzo è impegnativo, ma giustificato dal livello delle finiture (a eccezione della plancia in plastica rigida) e da una dotazione che include anche ciò che di solito si paga a parte, come per esempio i sedili in pelle e il “clima” a tre zone. Ma al navigatore è difficile rinunciare: oltre a essere un accessorio in linea con lo spirito della vettura, è abbinato alla “retrocamera”, che nella Voyager è utilissima.
PERCHÉ SÌ
Abitabilità
I posti sono sette e tutti comodi, inclusi i tre nel divano in terza fila. Davvero pratiche le ampie porte posteriori scorrevoli ad apertura elettrica, che permettono di salire o scendere agevolmente anche quando lo spazio ai lati dell’auto è limitato.
 
Baule
In accordo con le dimensioni della Voyager, ha una capienza eccezionale: anche con tutti i sedili in uso, si riescono a stivare le valigie. Se poi si ripiegano divano e poltrone, si ottiene un vano degno di un veicolo commerciale.
 
Comfort
L’abitacolo è adeguatamente insonorizzato e ha tutto ciò che serve a coccolare i passeggeri, dalle poltrone ampie e comode, al “clima” automatico trizona per finire ai molti portaoggetti. E le sospensioni digeriscono bene anche lo sconnesso.
 
Dotazione
Di serie c’è ben più dell’essenziale, e a pagamento si possono aggiungere accessori esclusivi: oltre ai fari bixeno e il navigatore satellitare, infatti, sono disponibili gli schermi tv a scomparsa nel soffitto e il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori.
PERCHÉ NO
Cambio
Lento nel passare da un rapporto all’altro, impone uno stile di guida fin troppo tranquillo. Inoltre, il funzionamento in modalità manuale, con la leva che va spostata a destra e a sinistra, è tutt’altro che intuitivo.
 
Guida
Grossa, pesante e poco agile in curva, la Voyager non è certo un’auto per sportivi. Lo sterzo è poco preciso, l’Esp invadente, e le sospensioni, benché un po’ irrigidite rispetto a quelle dell’originale Chrysler, restano spiccatamente turistiche.
 
Motore
Il 2.8 a quattro cilindri non dispone di vigore adeguato alla mole dell’auto, e perciò non riesce a garantire il necessario brio; inoltre, è ruvido nell’erogazione e quando si accelera a fondo fa sentire troppo distintamente il suo rombo.
 
Plancia
Considerato che la pelle non riveste soltanto i sedili ma è estesa anche ai pannelli delle porte, ci saremmo aspettati una plancia dalle superfici morbide e gradevoli al tatto: invece sono rigide, e poco intonate al contesto.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 2776
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 120 (163)/3800
Coppia max Nm/giri 360/1800-2800
Emissione di CO2 grammi/km 207
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (automatico) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 522/200/175
Passo cm 308
Peso in ordine di marcia kg 2242
Capacità bagagliaio litri 934/2394/3912
Pneumatici (di serie) 225/65 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 3100 giri   186,1 km/h 193 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 11,9   11,9 secondi
0-400 metri 18,1 122,5 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33,2 157,6 km/h  
       
RIPRESA IN DRIVE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h 31,2 158,2 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h 30,0 158,3 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h 3,7    
da 80 a 120 km/h 9,4   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   8,6 km/litro 9,4 km/litro
Fuori città   12,4 km/litro 15,9 km/litro
In autostrada   10,2 km/litro non dichiarato
Medio   10,4 km/litro 12,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   39,9 metri non dichiarata
da 130 km/h   67,3 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   131 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   12,4 metri  

 

 

Lancia Voyager
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Ritratto di Moreno1999
27 dicembre 2013 - 18:18
4
Routan = tristissimo anagramma di Touran. Certo che alla VW la fantasia la hanno persa da 50 anni...dopo il design-copia-incolla abbiamo anche gli anagrammi (cito anche Taigun, anagramma di Tiguan)
Ritratto di PariTheBest93
27 dicembre 2013 - 19:12
3
Ahahaha mi sembrava che i nomi fossero sempre stati troppo simili ed ora ho capito il motivo ;)
Ritratto di 911 Carrera
26 dicembre 2013 - 02:14
Ma dovevano montare il nostro 2000 cc da 170 cv. Assurdo il 2800 cc con le nostre assicurazioni.
Ritratto di lucios
26 dicembre 2013 - 07:57
4
.....il boccone amaro della ribrandizzazione, appurata che cmq è un'auto curata bene, tollerato il ruvidissimo 2.8 a 4 cilindri VM che in tal caratteristica eccelle su tutti..........per il resto: eccetto qualche NCC, qualche società di nollggio, qualche hotel e qualche riccone con 5 figli, ME CHI SE LO COMPRA STO CARRO ARMATO?
Ritratto di Rav
26 dicembre 2013 - 14:54
2
Un'auto che viene acquistata da pochi e più che altro come auto per rappresentanti o per il trasporto di persone come noleggio con conducente. Secondo me è stato uno sbaglio importarla e rimarchiarla Lancia. Vendeva poco già quando si chiamava ancora Chrysler Grand Voyager perchè troppo grande e grossa per le nostre strade. Un'ottima monovolume per l'america ma non per noi. Non ho mai nemmeno capito la scelta di produrla solo nella versione Grand quando in Europa è sempre andata per la maggiore la versione "normale" della Voyager. Questa se fosse rimasta intorno ai 4.80m avrebbe avuto sicuramente più successo, infatti la Phedra che misurava 4.75m non era un'auto da grandi numeri ma è piaciuta parecchio e per anni è stata la prima tra le grandi monovolume vendute in Italia. Il difetto della Lancia Voyager infatti, a parte il chiamarsi Lancia, è proprio solo nelle dimensioni perchè le doti di spazio, versatilità e comodità non le ha mai messe in dubbio nessuno.
Ritratto di as.crni
26 dicembre 2013 - 16:42
Che m***a di auto, mamma mia...fa cagare in ogni dettaglio, è inutile che ne parliate bene, tanto fanno schifo, ma come cavolo fate a dire che è accettabile????ma l'avete vista?non deve essere per forza bella solo perchè è del gruppo fiat, anzi
Ritratto di LucaPozzo
26 dicembre 2013 - 17:49
Beh, se leggi attentamente quanto scritto un po' da tutti nei commenti, quello che si afferma è che è un ottimo prodotto "per il mercato per cui è nato". Dall'insiemistica di base (quella che si faceva alle elementari per intenderci) ne deriva che non è un ottimo prodotto per tutti i mercati, in particolare per l'Europa, dove in molti paesi è fuori posto già solo per le emissioni da camion. Per gli USA rimane un prodotto valido. Se così non fosse, non avrebbe venduto quanto ha venduto e VW avrebbe ad esempio prodotto una alternativa invece di lasciar perdere e comperare direttamente il Voyager/T&C per fargli un rebadge.
Ritratto di as.crni
26 dicembre 2013 - 19:31
Un ottimo prodotto per definirsi tale deve avere ottima meccanica, ottimo design, ottimi motori, ottima tecnologia.cosa che questo carro attrezzi non ha, e mai avrà.punto e basta!!!
Ritratto di LucaPozzo
26 dicembre 2013 - 19:51
Questione di punti di vista. Per me un prodotto ottimo è un prodotto che fa volumi e margini. Una meraviglia della tecnica che rimane nei concessionari o una che fa grandi volumi ma in perdita io lo chiamo flop (o licenziamento, se ho la sfortuna di esserne il PM)
Ritratto di ioo
26 dicembre 2013 - 18:34
produrre nel 2014 un'auto cosi. Sembra di essere tornati agli anni 70.
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