PROVATE PER VOI

Mini Paceman: su strada è ok, in banca da ko

Prova pubblicata su alVolante di
agosto 2013
Listino prezzi Mini Paceman non disponibile
Pubblicato 23 dicembre 2013
  • Prezzo (al momento del test)

    € 26.200
  • Consumo medio rilevato

    17,0 km/l
  • Emissioni di CO2

    115 grammi/km
  • Euro

    5
Mini Paceman
Mini Paceman Cooper D Fashion Vanilla

L'AUTO IN SINTESI

Anche se i due posti dietro non sono particolarmente spaziosi, questa Mini Paceman è più accogliente e pratica della Mini normale della quale, peraltro, ripropone quasi intatte le notevoli qualità dinamiche. In questa versione mossa dal fluido (ancorché non grintoso) 1.6 a gasolio da 111 CV, vanta pure consumi bassi, ma costa cara. Per non dire degli optional (alcuni indispensabili, altri “tentatori”), che fanno lievitare ulteriormente il conto.

 

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
3
Average: 3 (1 vote)
Visibilità
2
Average: 2 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
4
Average: 4 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
3
Average: 3 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
2
Average: 2 (1 vote)
Qualità/prezzo
2
Average: 2 (1 vote)

PERCHÈ COMPRARLA

Una suv quasi coupé
Davanti questa Mini Paceman riprende le linee della Countryman, dalla quale deriva, ma ha tre porte e il tetto discendente che conferisce alla coda uno stile quasi da coupé. Raffinato e originale, l’abitacolo offre quattro posti, con due poltrone singole anche dietro; non è piccolo neppure il baule. Le qualità di guida rispecchiano la tradizione del marchio: l’agilità è da sportiva, e per molti versi anche il comfort. Più fluido che “cattivo” il 1.6 a gasolio, che oltretutto fa spendere poco al distributore. Ma per il resto la Paceman non è un’auto economica: il prezzo è “pesante” e la dotazione va integrata.
 
 
Definire la Mini Paceman la variante a tre porte della Countryman, dalla quale riprende la carrozzeria rialzata, il disegno del frontale e anche l’impostazione della plancia, sarebbe riduttivo: in realtà la Paceman è una crossover coupé dalla personalità quasi unica, con una coda che non manca di slancio grazie al tetto dal profilo discendente, al lunotto piccolo e schiacciato e ai tipici fari a sviluppo orizzontale circondati da una cornice cromata.
 
A differenza della sorella a cinque porte, la Mini Paceman offre soltanto quattro posti: si viaggia su due poltrone separate anche dietro; lo spazio è maggiore che nella Mini “normale” (di 38 cm più corta), ma non abbondantissimo né per le gambe, né sopra la testa. Davvero ben curato nelle finiture, l’originale abitacolo può essere reso più pratico acquistando una “rotaia” porta accessori che si prolunga dal tunnel allo schienale posteriore. Non grande, ma regolare, il baule.
 
Pur vigoroso ai regimi inferiori, il 1.6 diesel non è vivacissimo (ha 111 CV), ma si fa apprezzare per la fluidità e per i bassi consumi. Chi ama le sensazioni sportive può, comunque, contare su un assetto che esalta l’agilità fra le curve, e su uno sterzo dalla precisione impeccabile anche ad alta velocità. Il comfort, però, è solo sufficiente: le rigide sospensioni fanno sentire distintamente le asperità dell’asfalto, e l’insonorizzazione è perfettibile.
 
L’esclusiva Mini Paceman si fa pagare molto di più della Countryman, e bisogna mettere nel conto anche gli accessori: fra il necessario (cruise control, fendinebbia, specchi elettrici…) e il superfluo (“clima” automatico, interni in pelle) c’è soltanto da sbizzarrirsi. Non manca nemmeno la variante con trazione integrale ALL4, a suo agio sulle strade innevate ma, comunque, inadatta al fuori strada dati gli appena 13,5 cm di luce a terra.

 

VITA A BORDO

3
Average: 3 (1 vote)
Più pratica se paghi
L’impostazione della plancia – con il grande tachimetro al centro – riprende lo stile tipico del marchio, e le finiture sono curate a dovere. Comode le poltrone anteriori, e sufficientemente accoglienti anche i posti dietro dove, comunque, lo spazio sopra la testa non abbonda. Il cassetto principale non è grande, ma è refrigerato, e sempre in fatto di praticità è possibile acquistare diversi tipi di portaoggetti da fissare una rotaia – anch’essa optional – che si prolunga sino alla parte posteriore dell’abitacolo. Adeguato allo spirito della vettura il baule, non grandissimo ma abbastanza funzionale.
 
 
Plancia e comandi
L’elaborato ponte di comando della Mini Paceman, giocato su elementi circolari, ha perduto la sua carica innovativa ma è senza dubbio ben realizzato (le plastiche satinate sono gradevoli al tatto, anche se rigide). Al centro della plancia spicca il grande tachimetro che ingloba lo schermo a colori di 6,5” della radio (optional, con ulteriore sovrapprezzo per il navigatore che si gestisce da un joystick nel tunnel). Utile la possibilità di visualizzare la velocità istantanea anche in uno dei due schermi multifunzione nel contagiri, che è dietro il volante. Originali i comandi nella consolle – molti sono costituiti da poco pratiche levette protette da piccoli archi metallici – e la leva del freno a mano conformata “a L” per lasciare spazio ai portaoggetti amovibili (anche questi extra).
 
Abitabilità
Le avvolgenti poltrone anteriori trattengono a dovere nelle curve (anche optando per i rivestimenti in pelle, a richiesta), non sono costrittive e possono essere regolate – tramite un pomello seminascosto nel bracciolo centrale – anche nel supporto lombare. Discretamente ampi e contenitivi pure i due sedili posteriori, ma per chi li occupa l’agio per testa e gambe non abbonda. La rotaia centrale (optional) rende difficoltoso il passaggio da un posto all’altro ma permette di montare vari accessori (sempre a pagamento) che aumentano la funzionalità, come un portacellulare o un dispenser per i fazzoletti di carta. Il cassetto nella plancia è refrigerato, ma né grande né rivestito.
 
Bagagliaio
Anche se non larga, l’imboccatura del baule della Mini Paceman è regolare e ha la soglia (a filo del pavimento) con tanto di protezione in plastica: le operazioni di carico non sono faticose. Quanto ai 330 litri di capacità, non sono molti ma si sfruttano facilmente; rinunciando ai posti dietro, poi, si arriva 1080 litri, che per una sportivetta non sono male. Non mancano cinghie e retine fermacarico, e nemmeno un doppiofondo (chiuso dal piano di carico che sostiene fino a 150 kg) profondo 18 centimetri nel quale possono essere stivati tre zainetti. 

 

COME VA

4
Average: 4 (1 vote)
Non “graffia” ma gratifica
È compatta e si muove bene in città, ma nelle manovre in retromarcia paga pegno: ha il lunotto piccolo e i sensori di distanza sono a pagamento. Dalle sospensioni sportive non c’è da aspettarsi comfort sullo sconnesso, ma tenuta di strada e agilità sono di primo piano: fra le curve ci si diverte, grazie pure allo sterzo preciso e diretto. Pur senza essere particolarmente grintoso, il 1.6 a gasolio si rivela all’altezza della situazione, assicurando souplesse anche in autostrada e consumi sempre contenuti.
 
 
In città
I 411 cm di lunghezza non preoccupano, e nel traffico la Mini Paceman è agile. La seduta rialzata è un vantaggio per la visibilità, ma solo davanti e di lato: dietro si devono fare i conti con il lunotto piccolo, che nelle manovre in “retro” mette in difficoltà (e i sensori di distanza si pagano a parte). Soddisfa pure il 1.6, fluido sin dai bassi regimi e moderato nella richiesta di gasolio (15,6 km/l rilevati). Invece, il comfort non è ottimale: colpa delle sospensioni con taratura sportiva e delle gomme run flat (hanno la spalla rinforzata per consentire la marcia anche se forate), troppo rigide sulle asperità.  
 
Fuori città
Nonostante sia più alta e lunga della Mini “normale”, la Mini Paceman ne replica abbastanza fedelmente le ottime qualità di guida: le sospensioni sportive la fanno curvare “piatta” (ma procurano anche sobbalzi sui fondi tormentati) e lo sterzo è davvero preciso; premendo il tasto Sport (con sovrapprezzo) il servocomando si appesantisce per dare maggior sensibilità, e la risposta del turbodiesel – brioso, ma non “cattivo” – diventa più immediata. Meglio, comunque, non disinserire l’Esp, perché al limite il retrotreno diventa piuttosto sensibile e può richiedere dimestichezza con il controsterzo. Contenuta la richiesta di carburante: si sfiorano i 19 km/l.
 
In autostrada
L’abitacolo è abbastanza spazioso, le poltrone sono comode e allo sterzo piuttosto sensibile e diretto si fa presto l’abitudine. Silenzioso il motore, che a 130 orari in sesta lavora a soli 2350 giri, ma il comfort è condizionato negativamente dalle solide sospensioni che – pur assicurando un’irreprensibile stabilità – sono poco efficaci nel filtrare rattoppi e giunzioni del manto stradale; troppo presenti, inoltre, i fruscii aerodinamici. Nelle frenate d’emergenza l’auto tiene bene la linea, ma l’impianto tende a perdere tono sotto stress

QUANTO È SICURA

5
Average: 5 (1 vote)
Dotazione ridotta all’osso
Di serie c’è il “minimo sindacale”: soltanto l’Esp e sei airbag. Accessori ormai diffusi come il regolatore elettronico di velocità e, addirittura, i fendinebbia, nel caso della Mini Paceman One D vanno pagati a parte; sempre fra gli optional, ci sono i fari bixeno e i sensori che automatizzano l’attivazione di luci e tergicristallo. L’Euro NCAP ha preso in esame la Countryman, realizzata sulla stessa piattaforma ma con due porte in più, che ha ottenuto il punteggio massimo di cinque stelle.
 
 
L’Euro NCAP ha analizzato la Countryman: si tratta del modello a cinque porte anziché tre. Ma dato che la piattaforma e le componenti della carrozzeria sono sostanzialmente le stesse, le cinque stelle ottenute a seguito dei crash test possono far fede anche per la Mini Paceman. Le accompagnano buoni giudizi nei vari ambiti specifici: la protezione dei passeggeri è stata valutata con 84 punti percentuali, quella dei bambini trasportati su seggiolini Isofix con 83 punti e quella della tutela dei pedoni con 63; quanto ai sistemi di assistenza alla sicurezza, il punteggio è stato del 71%. Peccato che la dotazione di serie della Paceman Cooper D includa solo l’indispensabile: l’Esp più il classico set di sei airbag (i due frontali, i due laterali anteriori e la coppia di elementi a tendina estesi a proteggere la testa dei passeggeri posteriori). Il cruise control e i fendinebbia, invece, si pagano a parte: peccato, trattandosi di elementi ormai di serie anche in vetture che costano la metà. Sono nella lista degli optional pure i fari bixeno (anche a orientamento automatico) e i sensori luce/pioggia.

NE VALE LA PENA?

3
Average: 3 (1 vote)
L’unicità ha il suo prezzo
Esteticamente originale sia vista da fuori, sia “vissuta” da dentro, la Mini Paceman va intesa come una sportiva sui generis. Accogliente con i passeggeri anteriori, dietro fa viaggiare meno sacrificati della Mini normale e ha un discreto baule. Ma sulle buche è “dura” e questo è lo scotto da pagare per il piacere di guida: fra le curve gratifica, anche se il 1.6 a gasolio è un motore che punta più sui bassi consumi che sulla grinta. Peccato per il prezzo elevato e per la dotazione avara.
 
 
Inutile negarlo: la Mini Paceman – con la sua originale impostazione da coupé rialzata e tutto il fascino del marchio Mini – non ha vere e proprie concorrenti. Ma questa sua esclusiva non basta a giustificarne il prezzo, che è a dir poco impegnativo. Se, infatti, sulla qualità costruttiva c’è poco da eccepire (i materiali utilizzati nell’abitacolo sono scelti con cura), per quanto riguarda la dotazione le cose stanno diversamente perché bisogna mettere in preventivo anche ciò che ci si aspetterebbe di trovare di serie: per esempio, i fendinebbia, il “clima” automatico anziché manuale, il cruise control e i sensori di parcheggio. Quel che, invece, è fuori discussione è il piacere di guida: fra le curve la Paceman guizza agile e sicura come una sportivetta, e poco importa che il parco 1.6 a gasolio non sia un mostro di potenza, perché alla fine ci si diverte lo stesso. Comfort e praticità, invece, non sono le sue qualità più spiccate, anche se il baule non è niente male. Ma d’altronde chi sceglie una vettura così ha altre priorità, oltre a poter rivolgersi alla Countryman, che ha caratteristiche quasi equivalenti e due porte in più.

PERCHÈ SÌ

Bagagliaio
In termini di capacità ha poco da invidiare a quello di una berlina compatta, ed è anche abbastanza pratico: la soglia non è troppo lontana dal suolo e rimane a filo del piano di carico, e con lo schienale abbattuto la profondità utile supera il metro e mezzo.
 
Finiture
L’abitacolo è ricercato, nell’estetica come nei materiali. E anche se non mancano plastiche rigide, la loro finitura satinata superficiale le rende gradevoli non soltanto alla vista ma anche al tatto. Elevata la cura posta negli assemblaggi.
 
Sterzo
È tradizionalmente uno dei componenti qualificanti delle Mini: preciso, diretto al punto da risultare nervoso ad alta velocità, piace a chi ama la guida brillante. Vale la pena di sborsare l’extra richiesto per il tasto Sport: premendolo, il comando diventa ancor più solido.
 
Tenuta di strada
Stabile e precisa, la Paceman è aggrappata all’asfalto come una vera sportiva, e senza nemmeno la necessità di una gommatura “esagerata” (che, comunque, è disponibile fra gli optional assieme ai cerchi maggiorati). Puntuale l’Esp, che tiene a bada eventuali intemperanze della coda.

PERCHÈ NO

Comfort
La combinazione fra sospensioni rigide e pneumatici antiforatura (che hanno la spalla rinforzata) non fa mancare i sobbalzi sullo sconnesso. Inoltre, a velocità autostradale i fruscii aerodinamici sono distintamente avvertibili.
 
Optional
Il prezzo di partenza è tutt’altro che contenuto, ma non esclude la necessità di mettere mano al portafogli per integrare la dotazione con ciò che è strettamente necessario. E se ci si lascia sedurre dal superfluo, il preventivo si gonfia ancora di più.
 
Sedili posteriori
Rispetto a quelli della Mini “normale” sono tutta un’altra cosa: accolgono adeguatamente anche una coppia di adulti. Ma il divano a tre posti non si può avere nemmeno come optional, e lo spazio sopra la testa è limitato.
 
Visibilità
Il lunotto di forma schiacciata risponde meglio alle esigenze del design che a quelle della praticità: la visuale in retromarcia è limitata e – nonostante la vettura sia lunga solo poco più di quattro metri – conviene acquistare i sensori di distanza.

SCHEDA TECNICA

Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 82 (111)/4000
Coppia max Nm/giri 270/1750
Emissione di CO2 grammi/km 115
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 411/179/152
Passo cm 260
Peso in ordine di marcia kg 1300
Capacità bagagliaio litri 330/1080
Pneumatici (di serie) 205/60 R16

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI

VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 5a a 4200 giri   187,6 km/h 187 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 10,3   10,8 secondi
0-400 metri 17,3 127,3 km/h non dichiarata
0-1000 metri 32,2 158,8 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 5a 39,5 146,0 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 6a 36,4 140,2 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 5a 13,8    
da 80 a 120 km/h in 6a 15,3   11,8
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   15,6 km/litro 21,3 km/litro
Fuori città   18,9 km/litro 23,8 km/litro
In autostrada   14,9 km/litro non dichiarato
Medio   17,0 km/litro 22,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   38,0 metri non dichiarata
da 130 km/h   65,6 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   135 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,5 metri 11,6

 

 

Mini Paceman
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Ritratto di PariTheBest93
24 dicembre 2013 - 10:23
3
Io invece si... Cosi la rivenderei a caro prezzo a coloro che si considerano "modaioli" ;)
Ritratto di onavli§46
24 dicembre 2013 - 20:55
non è certo un'opera d'arte. Le belle auto sono un'altra cosa. Poi vendila a chi ti pare, ma pagaci le tasse e l'IVA, altrimenti è una vendita illecita ed evasione fiscale.
Ritratto di PariTheBest93
25 dicembre 2013 - 09:47
3
Ovviamente non lo è, però piace...
Ritratto di onavli§46
25 dicembre 2013 - 12:18
nel 1800, vi era un gran compositore, musicista e maestro di violino, un tale Nicòlo Paganini, che soleva dire: Paganini non replica. Compreso il concetto.
Ritratto di MAXTONE
23 dicembre 2013 - 23:58
O almeno "l'occhiometro" dice che per strada non se ne vede neppure una nonostante sia in vendita da diversi mesi. Se qualcuno ha dei dati che li posti, sarà interessante vederli.
Ritratto di MAXTONE
24 dicembre 2013 - 00:10
Se la Paceman fosse un capo di vestiario, certamente sarebbe un paio di skinny jeans...quei jeans strettissimi che paiono fuseaux da donna (o calzamaglie medievali,dipende dai punti di vista) e che oggi sia i ragazzini sia i 45-50 enni fashion victim vestono ossessivamente...come la Paceman, quei jeans cosi' stretti sono scomodissimi e richiedono sacrifici per l'utilizzo quotidiano, a differenza della Paceman pero' sono alla portata di tutti ma non stanno bene a tutti,forse a nessuno... un uomo robusto con le gambe secche e la panza con quei jeans sembrerà un imbuto o un cono gelato mentre ai ragazzetti secchi li fanno apparire grotteschi facendoli assomigliare molto agli alieni di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo...d'estate poi ti si attaccano addosso e sudi, d'inverno, stando attaccati alla pelle ti trasmettono ben bene tutto il freddo...insomma non hanno un pregio, solo difetti, esattamente come la Mini Paceman, e difatti quando ne vedrete una per strada, se vi capiterà, provate a guardare in che modo è vestito quello che la guida, di sicuro scendendo dall'auto esibirà un paio di jeans ristretti addosso stile "mi si è appena allagata casa", è il prezzo da pagare per essere ossessivamente alla moda....
Ritratto di follypharma
24 dicembre 2013 - 09:45
2
plastiche rigide (satinate quanto vuoi ma rigide), motore fiacco, dotazione inesistente, a 26000 euro....davvero....ma che diavolo ti da per convincerti a spendere 26000 euro ? non capisco proprio...ma fara' la fine della mini vagon, ne ho viste talmente tante in giro che manco mi ricordo come si chiama...
Ritratto di MatteFonta92
25 dicembre 2013 - 11:26
3
La SW si chiama Mini Clubman ;-) Comunque straquoto tutto ciò che hai scritto... auto totalmente priva di senso venduta ad un prezzo folle (senza contare gli optional!). E poi la trovo decisamente orribile, anche se per me la Countryman in quanto a bruttezza non la batte nessuno.
Ritratto di Rav
24 dicembre 2013 - 10:07
3
Ecco cos'è. Ma non voglio soffermarmi troppo sull'estetica visto che è del tutto personale. Piuttosto analizzo l'acquisto di una vettura a tre porte con queste caratteristiche, un prezzo folle col quale porti a casa pure auto di categoria superiore e che all'atto pratico ha poco posto e non è sempre fatta benissimo sotto ogni punto di vista. Insomma, piuttosto capisco di più la countryman che alla fine soddisfa chi cerca una mini a 5 porte senza farne una normalissima che andrebbe molto più contro la tradizione. La countryman invece è un taglio a tutto e ci può pure stare come concesso. ma questa... alla fine non è niente più di una Mini rialzata in versione suv. Se la Countryman se la compra chi vuole la Mini ma ha necessità di comodità questa perchè dovrebbe essere preferita alla Mini normale dato che offre le stesse cose e diverte meno nella guida dato che è più alta? E comunque se non vado errato tutto questo successo non è poi così grande, dissero che anche le coupè e le roadster non è che stravendessero. La Countryman, la berlina e la cabrio sì che sono sempre state un successo. Per le altre mi piacerebbe leggere qualche numero da fonte certa ed autorevole.
Ritratto di Lilly
24 dicembre 2013 - 11:56
Oltre ad essere cara e' anche un'auto che non ne vedo la comodità' ed utilità'. Però' chiamandosi mini qualche fanatico del marchio la comprerà'. Ci manca di farla a pedali, poi c'è' in tutte le versioni. Liberi di buttare via i soldi.
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