PROVATE PER VOI

Mini Roadster: divertimento en plen air

Prova pubblicata su alVolante di
luglio 2012
Listino prezzi Mini Roadster non disponibile
Pubblicato 24 febbraio 2014
  • Prezzo (al momento del test)

    € 29.950
  • Consumo medio rilevato

    13,7 km/l
  • Emissioni di CO2

    139 grammi/km
  • Euro

    5
Mini Roadster
Mini Roadster Cooper S

L'AUTO IN SINTESI

La Mini Roadster deriva dalla Coupé, rispetto alla quale presenta la capote in tela anziché il tetto in lamiera. La linea è aggressiva, il comportamento stradale appagante, pur con qualche reazione di troppo dello sterzo. Due soli i posti, ma è il prezzo che si paga all'immagine e alla sportività; il bagagliaio, per contro, è più capiente del previsto. Fatta per emozionare, non per viaggiare nel comfort, ha un prezzo, salato in assoluto, che può ulteriormente lievitare grazie a una lista di accessori davvero lunga.

 

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
3
Average: 3 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
5
Average: 5 (1 vote)
Ripresa
5
Average: 5 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)

PERCHÈ COMPRARLA

Sportività alla moda
Un go-kart con la capote: la Mini Roadster nasce per dispensare emozioni e, nella versione intermedia Cooper S, ci riesce appieno. Merito della linea azzeccata, di interni realizzati con cura (peccato che i sedili di serie non trattengano bene in curva) e di un motore che regala adrenalina a piene mani e non consuma più di tanto. Su strada, la Roadster può andare al passo o al galoppo: in quest'ultimo caso, dimostra limiti di tenuta elevati, ma anche una certa nervosità. La dotazione può diventare davvero ricca attingendo agli optional.
 
 
Aria di famiglia che non preclude una personalità spiccata, quella della Mini Roadster: i designer tedeschi sono riusciti a coniugare il necessario “family feeling” Mini con tratti distintivi marcati. Fino alla linea di cintura, le differenze rispetto alla berlina non sono evidenti (anche se un occhio attento rileva le aggressive prese d'aria sul paraurti, che hanno solo valenza estetica, e il doppio scarico posteriore); dalla cintola in su, archi di protezione cromati e parabrezza (più basso e inclinato: è lo stesso della Mini Coupé) fanno la differenza, facendo apparire la vettura ben piantata sulle quattro ruote, che calzano pneumatici di generosa sezione. 
 
La Mini Roadster è lunga 373 cm, larga 168 e alta 139 (3 in meno rispetto alla berlina): compatta come una citycar e bassa quasi come una sportiva, realizzata per il divertimento sul misto e per muoversi agilmente nel traffico. Utile per creare deportanza e di notevole effetto estetico lo spoiler posteriore, che fuoriesce automaticamente oltre gli 80 km/h.
 
La versione Cooper S provata è, per quanto riguarda la gamma a benzina, quella intermedia: adotta un 1.6 a iniezione diretta accreditato di 184 CV e sovralimentato con un turbocompressore di tipo twin scroll. Quest'ultimo prevede l'entrata dei gas prodotti nelle camere di combustione raggruppate per coppie di cilindri, al fine di migliorare la rapidità di risposta del turbo stesso. 
 
L'equipaggiamento della Mini Roadster è abbastanza completo, ma – a fronte del prezzo d'acquisto – non fa gridare al miracolo: sono di serie Abs, controllo di trazione e stabilità, airbag frontali e laterali (fuoriescono dagli schienali dei sedili e proteggono testa e torace), sensori di parcheggio posteriori (utili, a dispetto delle dimensioni, perché la coda è alta e, fatalmente, gli archi di protezione posti dietro ai sedili non agevolano in manovra) e per la pressione degli pneumatici, cruise control, radio cd, “clima” automatico e sedili in tessuto. La capote è ad azionamento manuale. Consigliabili per i più sportivi i seguenti tre optional: le sospensioni irrigidite, il sistema che fa capo al tasto “Sport” e che rende sterzo e acceleratore più diretti e il controllo di trazione personalizzabile.

VITA A BORDO

3
Average: 3 (1 vote)
Due posti secchi e discrete capacità di carico
La Roadster accoglie due soli passeggeri, che devono mettere in conto un comfort non sopraffino a causa della taratura sportiva delle sospensioni (è il prezzo da pagare in nome del piacere di guida) e sedili di serie poco profilati. Caratteristici i comandi e la disposizione degli strumenti, elevato il grado di finitura. Il bagagliaio riserva una piacevole sorpresa: i suoi 240 litri impongono poche rinunce, e sono ben sfruttabili.
 
 
Plancia e comandi
Materiali, assemblaggi e finiture della Mini Roadster sono di ottima qualità, con pochi marginali appunti da muovere. Solo i più pignoli possono accorgersi di qualche riflesso di troppo sul display del navigatore, ma i comandi sono posti a ridosso del freno a mano e scomodi da azionare senza distogliere l'attenzione dalla guida. Piccolo, per contro, il display del “clima” automatico, collocato anch'esso in posizione un po' troppo bassa. Il tachimetro è posto al centro della plancia, mentre davanti al guidatore vi sono due strumenti circolari: oltre al contagiri (che riporta in un display a cristalli liquidi la velocità istantanea), trova spazio un contatore per il tempo trascorso a capote aperta. Caratteristici, infine, gli ormai usuali (per la Mini “made in BMW”) comandi a levette in stile aeronautico: quello per fare fuoriuscire lo spoiler posteriore anche a bassa velocità è posto sopra il retrovisore interno, a fianco delle leve per azionare gli spot di lettura.
 
Abitabilità
I sedili previsti di serie per la Mini Roadster sono in tessuto: sono confortevoli ma non trattengono adeguatamente in curva. A richiesta è possibile avere rivestimenti misti stoffa/pelle o interamente in pelle. Anche la leva del cambio è rivestita in pelle, al pari della corona del volante, sul quale sono replicati i comandi del sistema multimediale. Apprezzabile dal punto di vista estetico la pedaliera in alluminio (dello stesso materiale è l'inserto sul passaruota del guidatore); funzionale la presenza di inserti gommati, che forniscono grip adeguato anche quando le suole delle scarpe sono bagnate. Anche i più alti riescono a trovare con facilità una posizione di guida corretta; un po' troppo vicina alla testa la struttura in metallo della capote, che non è rivestita. A proposito di quest'ultima, apertura e chiusura si rivelano agevoli. L'operazione va fatta a mano, a meno di ordinare la capote ad azionamento elettrico.
 
Bagagliaio
Si può partire per una vacanza (giocoforza, di coppia…) senza lasciare a casa dei bagagli: 240 litri sono una volumetria di tutto rispetto per la categoria cui appartiene la Mini Roadster. L'accessibilità al bagagliaio è buona, con un'apertura dalla forma regolare (la larghezza varia da 87 a 99 cm); la profondità massima è di 73 cm, ma un'intelligente botola da 36x20 cm permette di caricare anche oggetti più lunghi. Non proprio un paio di sci, visto che in questa configurazione si arriva a 146 cm, ma almeno una sacca da golf... Tra la soglia e il fondo del baule vi è un dislivello di 15 cm. I passaruota si rivelano poco sporgenti, “rubando” solo 9 cm in larghezza. A capote abbassata, la capacità del bagagliaio non cambia: trova infatti alloggiamento dietro i sedili, in uno spazio che può essere sfruttato anche per un paio di borse quando si decide di viaggiare a tetto chiuso.

COME VA

4
Average: 4 (1 vote)
Giocattolo per adulti
Regala le emozioni che ci si aspettano da un'auto del genere: in città è più semplice catturare gli sguardi che trovare parcheggio; sul misto gli unici pericoli sono quelli degli autovelox; in autostrada si soffre un po', ma i trasferimenti sono veloci. A capote scoperta, le turbolenze dell'aria sono evidenti. Il comportamento dinamico è di prim'ordine, ma c'è qualche reazione allo sterzo di troppo.
 
 
In città
Agile e guidabile, la Mini Roadster non va in crisi neppure su pavé e rotaie: le sospensioni sono sì sportive, ma non estreme. La posizione di guida bassa e il parabrezza inclinato non consentono la stessa confidenza della berlina nel traffico, ma non penalizzano più di tanto. E all'unico vero inconveniente, legato alla visibilità posteriore critica, ovviano i sensori di parcheggio previsti di serie. Il motore risulta sempre trattabile e consente una buona fluidità di marcia, e lo Stop&Start (anch'esso di serie) aiuta a risparmiare carburante nel traffico meno scorrevole.
 
Fuori città
Divertimento a piene mani, purché siano ben salde sul volante: questo regala la Mini Roadster tra le curve. Il passo è di 247 cm, corto ma non tanto da innescare repentini cambiamenti d'assetto nel misto stretto nella guida più impegnata; le sospensioni sono sostenute ma non estreme (chi ha velleità da pilota ed è disposto a sacrificare ulteriormente il comfort può ovviarvi aggiungendo 235 euro al conto finale). Lo sterzo è preciso, i freni efficaci; tuttavia, la generosa coppia del 1.6 turbo (240 Nm che diventano 260 con overboost) viene trasferita in maniera decisa alle ruote anteriori, imponendo una guida “di forza” per controllare l’avantreno “nervoso”. Va detto, comunque, che l'elettronica aiuta parecchio: controllo di trazione e stabilità sono ben tarati e infondono sicurezza anche ad andature in cui è facile perdere punti della patente.
 
In autostrada
Non è l'habitat naturale della Mini Roadster. Che non patisce certo l'autostrada, forte di un propulsore che può permettere medie elevate e che a 130 km/h ha un regime di rotazione pari a 3400 giri in sesta marcia. Ma che impone di alzare la voce se si vuole fare conversazione a causa del presente rumore dello scarico, pur appagante in altre circostanze. A capote abbassata, com’è ovvio, la situazione peggiora: le turbolenze aerodinamiche sono evidenti, ma appaiono eccessive (si manifestano a partire dagli 80 km/h) anche per una scoperta; il piccolo frangivento opzionale, installabile tra i due roll-bar, si rivela poco efficace.

QUANTO È SICURA

4
Average: 4 (1 vote)
OK l'elettronica; la guida non è assistita
La scelta dei progettisti predilige, escludendo i dispositivi irrinunciabili quali Abs e airbag, un'elettronica non invasiva, per fare sentire il guidatore un po’ più… pilota. La dotazione, in questo senso, non lascia spazio a critiche. La Roadster non è stata ancora sottoposta ai crash test dell'Euro NCAP: per la protezione di guidatore e passeggeri bisogna prendere a riferimento i risultati ottenuti dalla berlina.
 
 
La dotazione relativa alla sicurezza è soddisfacente: oltre all'Abs e agli airbag frontali, sono presenti quelli laterali, che fuoriescono in caso di impatto significativo dai fianchetti dei sedili e proteggono testa e torace dei passeggeri. Presenti anche il controllo di trazione (come accennato, può essere personalizzabile come optional) con dispositivo antiarretramento e quello di stabilità. Non sono previsti, per contro, sistemi di assistenza alla guida, quali la frenata automatica a bassa velocità o il dispositivo per prevenire il salto di corsia. La Mini Roadster non è stata sottoposta ai crash test dell'Euro NCAP: la vettura più affine è la cugina Mini Cooper del 2007, che ha conseguito cinque stelle per la protezione dei passeggeri adulti, tre per i bambini e solo due per la tutela dei pedoni in caso di investimento. Da rimarcare che la Roadster, pur avendo lo stesso telaio della berlina, presenta un frontale differente. 

NE VALE LA PENA?

3
Average: 3 (1 vote)
Forma e sostanza
Inutile barare: oltre che per le qualità dinamiche, che sono elevate in assoluto, la Mini si sceglie anche per il suo aspetto alla moda. La Roadster non sfugge a questa logica, e – anzi – la esalta: le forme affascinano e affrontare il misto, stretto o veloce, è un vero piacere. Dunque, quest’auto va scelta più con il cuore che con la ragione. E con un portafogli correttamente dimensionato.
 
 
Le scoperte sono, per antonomasia, vetture “emozionali”: chi le acquista non cerca praticità, ma un mix variabile a seconda dei casi tra piacere di guida, estetica, e altri fattori. La Mini Roadster è perfetta rappresentante di questo assunto: il listino è tale da suggerire che non sia un'auto per giovani, quanto una seconda auto sfiziosa. Vi riesce appieno grazie a una linea accattivante, al prestigio e alla tradizione sportiva del marchio che porta sul cofano, a una costruzione che sfiora l'impeccabile e a piccoli difetti presto diventati peculiarità. I 184 CV risulta ben trattabile nell'utilizzo più rilassato, senza soffrire (e fare soffrire) come ci si potrebbe aspettare da un propulsore che sviluppa 115 CV/litro; agli alti regimi dà il meglio di sé, mettendo sul piatto una grinta non indifferente, ben supportata da un telaio e da sospensioni sportive ma non estreme e da un impianto frenante potente e progressivo. Non va dimenticato il fascino legato alla capote abbassata.

PERCHÈ SÌ

Materiali
È vero che si paga, ma dell'utilitaria, la Mini Roadster, ha solo le dimensioni: materiali e accoppiamenti sono da riferimento, al pari dell'assemblaggio. Della spartana Mini di Issigonis, in questo caso, è rimasto solo il nome...
 
Agilità
Sul misto questa cabrio regala emozioni e divertimento a piene mani. Sospensioni rigide ma non “da fachiri” e motore esuberante sono ben accordati tra loro. Efficace l'intervento dei dispositivi elettronici di assistenza alla guida.
 
Bagagliaio
Sulla carta, avrebbe dovuto essere una pecca, e invece è un punto di forza. Il baule non impone grandi rinunce, rivelandosi per converso sorprendentemente capiente. 
 
Motore
Questo turbo, di costruzione BMW, è decisamente ben riuscito: potente, trattabile, poco assetato, eccelle in accelerazione ma non impone un uso eccessivo del cambio grazie alla notevole elasticità.

PERCHÈ NO

Prezzo
La versione base sfiora i 30.000 euro: quotazione impegnativa pur se giustificata dai contenuti. Alcuni optional dovrebbero essere di serie, dall'airbag del passeggero disattivabile alla predisposizione Bluetooth per il telefono. 
 
Rumorosità
Non è il suo punto di forza, specie in autostrada: il rumore di scarico è sempre presente (ma per i più sportivi è un pregio), al pari dei fruscii aerodinamici. A capote scoperta, turbolenze d'aria anche a velocità modeste.
 
Sterzo
Pur preciso, non digerisce appieno l'erogazione brusca della coppia; per mantenere in accelerazione una traiettoria rettilinea, va impugnato con decisione.
 
Capote
Il tessuto è realizzato con materiali di qualità, ma la struttura metallica a vista non è in linea con la classe della Roadster. L'azionamento elettrico si paga a parte.

SCHEDA TECNICA

Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 135 (184)/5500
Coppia max Nm/giri 260/1600-5000
Emissione di CO2 grammi/km 139
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 373/168/139
Passo cm 247
Peso in ordine di marcia kg 1185
Capacità bagagliaio litri 240
Pneumatici (di serie) 205/45 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI

VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 6000 giri   229,0 km/h 227 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 7,2   7,0 secondi
0-400 metri 15,1 152,1 km/h non dichiarata
0-1000 metri 27,4 193,5 km/h 27,4 secondi
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 5a 30,2 182,5 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 6a 29 174,5 non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 5a 5,3    
da 80 a 120 km/h in 5a 8,4   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   11,6 km/litro

13,3 km/litro

Fuori città   16,7 km/litro 19,6 km/litro
In autostrada   12,7 km/litro non dichiarato
Medio   13,7 km/litro 16,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   37,1 metri non dichiarata
da 130 km/h   62,2 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   135 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,1 metri 11,7

 

 

Mini Roadster Cooper S
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
1
1
4
2
3
VOTO MEDIO
2,5
2.545455
11
Aggiungi un commento
Ritratto di onavli§46
25 febbraio 2014 - 08:35
ma certamente i "buoni schemi" insegnatimi a scuola tanti anni fà, nella vita di oggi, servono a nulla e/o poco più. Cercherò comunque di essere educato, senza usare "le parole del gatto", che oggi, sono un meccanismo obbligatorio e quasi indispensabile, perchè, -il branco- (io preferisco chiamarlo. il gregge) adopera spesso come ragione di causa. Chiarito ciò, e sempre "sino a che un'alito di vento soffierà sulla mia dolce chioma, posso esprimere il mio commento ufficiale (belin che paroloni..) Auto accativante, per due, alla moda, auto IN per persone a cui piace, malgrado i più contro che pro, ma che, e nonostante -madame la crisi" si vende. Allora i prezzi, visto che se ne vende così tante, non sono alti, e papà, può tranquillamente staccare assegni, che partono da 22mila a 35mila €, per questa mezza vasca da bagn;, però mezza vasca da bagno che fà tanto apparire a chi non è in CIG naturalmente.. Scusate il disturbo.
Ritratto di LucaPozzo
25 febbraio 2014 - 09:55
Beh, si vende fino ad un certo punto. Se consideriamo tutta la gamma Mini é un discorso. Se stiamo parlando della Roadster, non dico che sia un flop a livelli di Renault Wind, ma certo non é quello che definirei un successo commerciale travolgente. Come per la Mini Coupé d'altra parte.
Ritratto di osmica
25 febbraio 2014 - 20:35
Ma tu hai una vasca da bagno col tettuccio?!?
Ritratto di baccio
25 febbraio 2014 - 12:49
Ma sia nella prova, che nella scheda tecnica, viene scritto che ha il 1.6, nn il duemila. Io comunque preferisco la versione "chiusa".
Ritratto di onavli§46
25 febbraio 2014 - 12:54
non è un'esplosione di vendite, e tali acquisti sono oculati su certe versioni, in cui roadster, coupè, e dunque anche cabrio, sono pezzi alquanti ridotti ed ovviamente acquistati da soggetti giovani per apparire. Diversamente non potrebbe essere. Altresì, con buoni ricordi, rammento, le originali (in tutti i sensi) primissime Mini, ideate dal supremo ing. Alec Issigonic, "il padre" naturale di tale auto, ed in cui nel lontano 1973, fui un felice possessore del Mini Cooper 1.3, da 1275cc con 71 Cv, ed ancor più, di un'altra bellissima auto (per l'epoca), l'Austin Morris 1.3 GT. Ma erano altri tempi, ove forse più che la moda (ma certamente pur anche quella in misura minore), si voleva e sopratutto si apprezzava la grinta dell'auto, da utilizzare nelle gite domenicali dopo una settimana di profiquo lavoro, quale mezzo di libertà da gustare in in compagnie di amici e fidanzatine, su strade ed autostrade, e dove il rombo del motore ed i vari -scricchiolii- erano considerati difetti di pregio irrinunciabili. Tempi passati, che, da chi non vissuti pienamente, oggi per tanti, non li possono comprendere assolutamente.
Ritratto di LucaPozzo
25 febbraio 2014 - 15:01
Solo un chiarimento, non intendevo che vende poco in assoluto. Intendevo dire che vende poco anche per essere una piccola roadster. E se consideri che vende solo in UK in maniera significativa, ti dá ancora di piú la misura del risultato rispetto alle aspettative
Ritratto di varacarlo
25 febbraio 2014 - 17:23
in versione moderna, con la differenza che non ha lo strapuntino posteriore per Qui, Quo e Qua. Viene voglia di farci un giro in montagna o una bella passeggiata in Costa azzurra. Sicuramente meglio del coupé che non si può proprio vedere... E' una vettura da benestanti che hanno già 2 o 3 vetture nel garage. Con 30.000 euro si compra di meglio e ultimamente le cabriolets non sono molto richieste. Nulla da eccepire sul comportamento stradale e sul motore. 10 e lode per gli ingombri ridotti e 5 per il confort. E' l' auto che tutti vorremmo per superare il solito Suv che ci sta davanti e ci toglie la vista della strada a patto di lasciare a casa la famiglia...
Ritratto di varacarlo
25 febbraio 2014 - 17:23
in versione moderna, con la differenza che non ha lo strapuntino posteriore per Qui, Quo e Qua. Viene voglia di farci un giro in montagna o una bella passeggiata in Costa azzurra. Sicuramente meglio del coupé che non si può proprio vedere... E' una vettura da benestanti che hanno già 2 o 3 vetture nel garage. Con 30.000 euro si compra di meglio e ultimamente le cabriolets non sono molto richieste. Nulla da eccepire sul comportamento stradale e sul motore. 10 e lode per gli ingombri ridotti e 5 per il confort. E' l' auto che tutti vorremmo per superare il solito Suv che ci sta davanti e ci toglie la vista della strada a patto di lasciare a casa la famiglia...
Ritratto di Moreno1999
26 febbraio 2014 - 14:29
4
La Mini "bella" è quella con il tetto. Le varie Roadster e Coupè sono delle ca*ate assurde, sono bruttissime e costano molto. Questa è la tipica auto da benestante figlio di papà, comunque è oggettivamente un roito. A sto punto si può prendere una cabriolet molto più concreta e bella!
Ritratto di ullashi
21 maggio 2014 - 00:24
1
come linea è carina, nulla da dire, ma quel pallone al centro della plancia non si può vedere e soprattutto 30'000 € sono un salasso. La si compra, con i soldi di papà, giusto per fare il "figo", ma secondo me non ne vale assolutamente la pena. Uno sano di mente si compra una macchina vera!
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