CRESCONO LE PERPLESSITÀ - Si allarga il fronte di chi è perplesso (per non dire critico) sulle strategie industriali della Fiat. A manifestare dubbi e preoccupazioni non è più soltanto il sindacato Cgil o l’area di estrema sinistra. Ieri, nel corso di una conferenza pubblica tenutasi a Roma, anche il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera ha espresso dubbi.
INVESTIMENTI ATTENDESI - Il ministro Passera ha affermato può andare bene anche che la Fiat sia soltanto una sottomarca della Chrysler ma che finora è mancata e manca la chiarezza necessaria nell’aspetto fondamentale delle linee strategiche: quella degli investimento. Il ministro Passera ha detto che si assiste a una “perdita di peso del marchio Fiat in Europa a cui immagino che l'azienda risponderà con concretezza. Anche se non vediamo questa determinazione a superare la crisi con investimenti e volontà”.
PREOCCUPAZIONI MINISTERIALI - Dunque, poca chiarezza, mancanza di investimenti e soprattutto di volontà: ce n’è a sufficienza per spiegare l’esplicita “molta preoccupazione” del ministro sulle prospettive della Fiat. E il bello è che le dichiarazioni sono state espresse in una iniziativa intitolata “L'Italia s'è ridesta. Italiani di domani". Italiani che evidentemente per Passera c’è il rischio che non viaggeranno in Fiat.






































