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La FCA chiude un 2015 di successo

27 gennaio 2016

Il gruppo Fiat Chrysler ha conseguito ottimi risultati economici, nonostante l’andamento negativo dei mercato dell’America Latina e dell’Asia.

La FCA chiude un 2015 di successo
ANNO POSITIVO - Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles ha pubblicato oggi il bilancio consuntivo 2015 mostrando un ottimo stato di salute, grazie a 113,2 miliardi di fatturato (comprensivi dei 2,6 miliardi prodotti dalla Ferrari, che a inizio anno notoriamente è stata separata dal gruppo). Tale fatturato rappresenta una crescita del 17,8% sul 2014 (+6% a parità dei cambi di conversione delle valute). L’utile netto (sempre compresa la Ferrari) risulta essere di 2 miliardi di euro, pari a una formidabile crescita del 91%. Questi risultati economici sono derivati dall’andamento delle vendite, che nel corso del 2015 hanno totalizzato 4,6 milioni di veicoli, praticamente lo stesso numero del 2014, nonostante i forti cali registrati in alcune aree del mondo: da 827 mila unità nel 2014 a 553 mila in America Latina; da 220 a 149 mila nella zona Asia-Pacifico; 
 
DEBITI E LIQUIDITÀ - Al 31 dicembre 2015 l’indebitamento industriale della FCA (nella foto la sede di Mirafiori) era di 6 miliardi di euro  (5 senza la Ferrari) mentre l’indebitamento lordo era di 30 miliardi, contro i 33,7 del 31 dicembre 2014. Dunque anche in questo caso si registra un miglioramento rispetto al 2014, quando l’indebitamento era di 7 miliardi. La liquidità disponibile al 31 dicembre 2015 era di 25,2 miliardi, leggermente in calo rispetto al 2014 in conseguenza del rimborso di prestiti per 7,3 miliardi. Dunque, un risultato che va oltre alle migliori previsioni e anche a quanto preventivato dalla stessa casa. 
 
ATTESA PER I PROGRAMMI AGGIORNATI - In fondo però l’esito positivo dei 12 mesi dell’anno scorso per la FCA era abbastanza scontato e quindi la maggiore attenzione degli analisti e degli osservatori è riposta su ciò che la FCA dirà nella conferenza (disponibile anche via Internet) a proposito dell’aggiornamento dei piani industriali. Nel 2014 l’amministratore delegato Sergio Marchionne aveva delineato le tappe di un piano quadriennale sino al 2018, ma l’evolversi del quadro mondiale dell’economia (in modo particolare per quel che riguarda la Cina, la Russia e il Brasile) ha imposto una revisione di quasi tutti gli obiettivi prefissati nella prima versione del piano.
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Ritratto di SINISTRO
27 gennaio 2016 - 16:43
3
Bene, anche se un po' in chiaro/scuro...
Ritratto di Pelide
27 gennaio 2016 - 18:22
Bravi, anzi bravo Marchionne, al netto dei risultati finanziari che sono sempre da prendere con le pinze. Speriamo che quando lascerà l'incarico tra un paio d'anni, in Fiat non scelgano qualche sanculotto con passione per il welfare o roba simile.
Ritratto di Blueyes
28 gennaio 2016 - 14:59
Passione per il welfare? Cosa intendi? Perchè io sono dipendente CNH Industrial (Fiat) e di welfare abbiamo ben ben poco e non mi sembra assolutamente nulla di cui vantarsi, anzi.
Ritratto di Pelide
28 gennaio 2016 - 20:10
Significa che un buon manager deve guardare ai bilanci e non ai sindacati o peggio ancora pensare a farsi pubblicitá per qualche incarico politico. Tu lavori per un'eccellenza italiana, a mio avviso n1 nel settore per tecnologia ( sull'affidabilitá e elettronica invece è meglio facciate qualche corso in piú), grazie a delle buone politiche aziendali. Fossi in te non mi lamenterei troppo, sei in una delle poche industrie italiane che funzionano, chiedi ai tuoi colleghi/concorrenti con la tuta verde se per loro è lo stesso.
Ritratto di IloveDR
28 gennaio 2016 - 09:00
3
per chi ci crede...più corretto scrivere "per Jeep un 2015 di successo", il resto del Gruppo è un tirà a campà...
Ritratto di SINISTRO
28 gennaio 2016 - 09:24
3
solita storia del bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto.....
Ritratto di PUNTOGT
28 gennaio 2016 - 11:39
Continuo ad avere forti dubbi sui numeri di FCA (mi riferisco al mercato europeo). Prima vi fù la sparata sui numeri di LANCIA e sappiamo tutti come è andata a finire. Ora tocca ad ALFA mi sà la stessa storia. I listini FCA sono imbarazzanti rispetto alla concorrenza. ALFA programmi rimandati al 2020 e attualmente il listino prevede Mito e Giulietta (roba da antiquariato). FIAT tolta Panda e le 500 il nulla. LANCIA non esiste più. MASERATI un fuoco di paglia e JEEP comunque numeri di nicchia. - See more at: http://www.alvolante.it/news/fca-ritocca-il-piano-industriale-2018-344981#sthash.pB92KE9K.dpuf
Ritratto di Highway_To_Hell
28 gennaio 2016 - 12:48
Prima di commentate i numeri sarebbe il caso di capirli e forse prima ancora anche di imparare a contare...
Ritratto di PUNTOGT
28 gennaio 2016 - 14:06
Infatti....vatti a contare i numeri di vendita di Alfa e Lancia
Ritratto di S46
28 gennaio 2016 - 13:13
Non mi sembra che sia stato centrato il problema basilare del discorso. FCA. ha chiuso un buonissimo anno 2015, e può tranquillamente avere il diritto di appuntarsi una 1^ medaglia di vero e proprio riscatto industriale .I numeri di produzione e di ordinativi in quanto tali sono più che eccellenti, come molto migliorati sono pur i "numeri che contano", cioè quelli del fatturato e quelli dei ricavi. Sulla situazione Lancia, l'attuale e unica produzione è la Y, e su tale tema è pur rispettata nei progetti FCA. Lo slittamento di nuovi modelli Alfa e Maserati, è da leggere nella profonda flessione dell'economia cinese, che di fatto influenza ed ancor influenzerà la stabilità dei mercati in tutti i settori. Certo è che FCA, al momento pare aver centrato pienamente gli obbiettivi, (anzi li ha superati) Il 2016 non sarà un anno facile, ma il posizionamento è stato conseguito , e il rilancio abbisogna di energie di mercato, e dunque di investimenti positivi. Unico mio appunto, di vera e propria "nostalgia", è che FCA fù FIAT, non è più totalmente italiana, ma una multinazionale che deve necessariamente guardare il mondo economico totale. Il mondo cambia rapidamente, forse troppo e purtoppo mai positivamente; dunque, le pause strategiche ci stanno tutte.