TIMORI SFUMATI - Le conseguenze dello scandalo Dieselgate non hanno pesato nel 2016 sui conti del gruppo Volkswagen, come testimoniano i risultati dell’ultimo bilancio, annunciati oggi quartier generale di Wolfsburg alla presenza dell’amministratore delegato Matthias Müller e del responsabile finanziario Frank Witter (nelle foto). Müller ha parlato del 2016 come di un anno molto fortunato e promettente, in virtù dei buoni risultati di vendita e della messa in atto del piano Strategy 2025, che porterà l’azienda a sviluppare nuove forme di guadagnano: fra 8 anni, secondo le previsioni dei manager, la Volkswagen consoliderà la sua posizione come azienda dell’automobile e diventerà anche fornitrice di soluzioni per la mobilità, nel tentativo di ampliare il bacino di clienti raggiunti e servizi offerti. Nel 2017 l’azienda si aspetta di far crescere ancora le entrate e aumentare la percentuale di guadagnano, nonostante l’alta concorrenza ed i costi per il Dieselegate.
SU I RICAVI - Nell’anno fiscale 2016 il gruppo tedesco ha incassato 217,3 miliardi di euro dalle vendite di tutti i marchi che possiede (auto, moto, furgoni e mezzi pesanti), circa 4 in più delle stime previste, registrando un guadagno operativo di 14,6 miliardi a fronte di spese non preventivate nell’ordine dei 7,5 miliardi di euro: 6,4 miliardi legate alla vicenda Dieselgate, che nel bilancio 2015 aveva influito per 16,2 miliardi. Il guadagno è stato ottenuto migliorando anche i sistemi produttivi. Alla luce di questi risultati, Witter ha spiegato che l’azienda possiede tutte le risorse necessarie per affrontare le spese per lo scandalo. Nel 2016 l’azienda ha investito 12,8 miliardi di euro in proprietà, stabilimenti e macchinari, distribuendo inoltre dividendi agli azionisti per 5,1 miliardi. Il marchio Volkswagen ha incassato 105,7 miliardi, lo 0,6% in meno rispetto al 2015, vedendo calare i guadagni da 2,1 a 1,9 miliardi. La flessione è dovuta in parte ai maggiori costi del marketing per sopperire al calo di popolarità dovuto al Dieselgate.
BENE LA SKODA - L’Audi ha ottenuto ricavi per 59,3 miliardi (+0,9) e guadagnato 4,8 miliardi (-0,3), ma sul conto pesano gli 1,8 miliardi spesi in relazione al Dieselgate. Nel bilancio dell’Audi sono presenti anche le Ducati e Lamborghini. Il risultato più convincente è stato ottenuto dalla Skoda, cresciuta del 9,8% a livello di fatturato (13,7 miliardi) e capace di guadagnare 1,2 miliardi, il 30% in più rispetto al 2015, grazie al taglio dei costi operato nell’anno e all’incremento delle vendite. Anche la Seat ha riportato guadagni molto elevati (153 milioni), al pari di un aumento del fatturato a 8,9 miliardi di euro (+3,8%). La Bentley ha incassato 2 miliardi (+5,9%) e guadagnato 112 milioni, dato in linea con il 2016, mentre il fatturato della Porsche è cresciuto del 3,6% (a 22,3 miliardi) e l’utile ha raggiunto i 3,9 miliardi (+13,9%). Buone prestazioni sono state registrate anche dalla divisione veicoli commerciali (utile a 455 milioni) e dalla Scania e Man, specializzate in mezzi pesanti, che ha guadagnato insieme oltre 1,3 miliardi.









































