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Da settembre la DR City Cross

7 agosto 2013

Ha dimensioni mini, strizza l’occhio alle crossover ma è solo una trazione anteriore. Disponibile anche bi-fuel.

Da settembre la DR City Cross
UN MINI CROSSOVER - A partire da inizio settembre, le concessionarie ufficiali DR, la casa di Macchia d’Isernia, potranno esporre in vetrina una nuova vettura che si affiancherà alle già in listino DR 1, 2 e 5. Per l’occasione la casa, che torna in pista pienamente dopo le grandi difficoltà legate alla mancata acquisizione della fabbrica di Termini Imerese, ha coniato un nuovo termine: “Light Crossover”. Etichetta adatta per un modello dalle dimensioni cittadine, dall’aspetto “rustico”, ma dalla trazione solo anteriore. La DR City Cross, questo il nome di battesimo, è infatti abbondantemente sotto i quattro metri: è lunga 386 cm, larga 162 e alta 158 con un passo che misura 233 cm ma vanta un bagagliaio da 370 decimetri cubi che diventano 1.200 a sedili posteriori abbattuti. All’assetto rialzato, i cerchi da 15 o 16 pollici, le mondanature di protezione anteriori e posteriori e le barre portapacchi suò tetto, il compito di avvicinare la City Cross a quella tipologia di vetture, le crossover, tanto in voga in questo periodo storico. 
 
 
IL “CUORE” È DELLA DR 2 - Il motore della DR City Cross è il conosciuto quattro cilindri 1.3 da 83 CV e 114 Nm di coppia, disponibile anche con alimentazione bi-fuel, benzina e Gpl (serbatoio da 50 litri) o benzina e metano (due bombole da 92 litri complessivi), rispettivamente offerti con un sovrapprezzo di 1.000 e 2.000 euro . La DR City Cross raggiunge i 156 km/h di velocità massima, accelera da 0 a 100 km/h in 12,5 secondi e percorre, secondo il dato dichiarato, 18,1 km con un litro di benzina. 
 
 
PRATICAMENTE FULL OPTIONAL - La DR City Cross è disponibile in due allestimenti, Luxury (9.980 euro) ed Executive (10.980 euro). Il primo include: climatizzatore, sensori di parcheggio posteriori, servosterzo, Abs, barre portatutto, 4 alzacristalli elettrici, specchietti retrovisori elettrici, stereo con cd , lettore mp3 e presa Usb, cerchi in lega da 15 pollici e vernice metallizzata. L’Executive aggiunge i cerchi in lega da 16 pollici e gli interni in nabuk.  Il modello autocarro, DR CityVan, con griglia di separazione tra l’abitacolo ed il vano di carico, costa 10.980.
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Ritratto di MatteFonta92
7 agosto 2013 - 15:34
3
Credo che sia inutile fare dell'accanimento terapeutico per risollevare le sorti di questo pseudo-marchio, le DR sono state tutte dei flop assoluti, escludendo forse la DR5, che un po' ha venduto, ma ben lontana da essere considerata un successo. La scelta di rimarchiare e di importare in Italia delle pessime auto cinesi non ha mai pagato, e credo che con questo nuovo modello le cose non cambieranno molto. Consiglio a Di Risio di chiudere baracca e burattini e di dedicarsi ad altro.
Ritratto di danck87
7 agosto 2013 - 17:38
2
che il Di Risio ha preso una fabbrica dismessa, assunto 2500 persone e produce qualcosa... chiudere baracca sarebbe mandare tutti a casa, compresa quelle persone che lavorano per produrre i flop che tu tanto disdegni.. prima di parlare rifletti un paio di secondi.. e cmq non hanno nulla in meno delle altre concorrenti di pari livello quali spark, i10, picanto e quant'altro... considera pure quello che ti da per quei soldi... fossero tutti così i produttori di auto ci guadagnerebbero tutti
Ritratto di MatteFonta92
7 agosto 2013 - 18:20
3
Forse sei tu che non consideri che queste auto cinesi (perché di auto cinesi si tratta, spacciarle per italiane è un offesa all'Italia intera) sono delle vere e proprie bare ambulanti, in fatto di sicurezza sono sulla stessa linea delle auto brasiliane, che nei crash test prendono in media da 1 a 3 stelle. E poi, sono assolutamente scadenti in ogni cosa; le concorrenti da te citate (Spark, i10, Picanto) sono avanti anni luce rispetto a queste cineserie sia in termini di sicurezza che di qualità generale. Se proprio Di Risio vuole produrre auto, almeno lo faccia usando dei progetti anche non nuovissimi ma più sicuri e affidabili, in stile Dacia, per intenderci, magari comprandoli dalla Fiat o da altri costruttori. Così migliorerebbe l'immagine del marchio e al tempo stesso salverebbe i 2.500 posti di lavoro.
Ritratto di sagittario32
7 agosto 2013 - 18:51
Ciao! Sn d'accordo cn te. Di Risio da lavoro alle persone italiane, e non importa dove provengono le sue auto l'importante che vanno bene e non creino probl. Una cosa la fabbrica che dici te l'accordo è saltato, purtroppo.
Ritratto di MatteFonta92
7 agosto 2013 - 20:52
3
Forse sei tu che non consideri l'intrinseca pericolosità di queste scadentissime auto cinesi (perché sono auto cinesi a tutti gli effetti, chiamarle italiane a mio parere è un'eresia), che in quanto a sicurezza sono indietro anni luce rispetto alle europee. Basta pensare che nei crash test ottengono lo stesso risultato delle auto sudamericane, vale a dire tra 1 e 3 stelle. Le concorrenti che hai citato tu sono di gran lunga superiori sotto tutti gli aspetti rispetto a queste automobili da quattro soldi. Se Di Risio vuole ancora produrre automobili, sarebbe meglio comprare da un altro costruttore (europeo, però) delle piattaforme più decenti, anche non nuovissime, ma più sicure e collaudate, vedi per esempio Dacia. Così migliorerebbe l'immagine del marchio e salverebbe tutti i posti di lavoro.
Ritratto di danck87
8 agosto 2013 - 09:16
2
continui a non riflettere... 1) la dacia non ha fatto investimenti, è un marchio creato da renault con i suoi vecchi prodotti (la clio nella fattispecie), cosa che se avesse fatto la DR... giù tutti a criticare (e non diciamo ipocrisie, sarebbe così).. 2) telai della chevy sono utilizzati dalla maggior parte delle auto che vediamo in giro sulle nostre strade, solo che non sapendo, occhio non vede cuore non duole... ad ogni modo, acquistare telai della panda ad esempio? e secondo te la fiat e tutte le altre case automobilistiche si presterebbero a tale tentativo? se vuoi commentare gli imprenditori devi metterti nei loro panni... Di Risio ha messo tutto quello che aveva per fare questo che sta facendo, e considerando che è una società che si e no avrà 5 anni, dire che lo sta facendo bene..
Ritratto di danck87
8 agosto 2013 - 09:23
2
resta un prodotto più competitivo di spark o matiz, up e sorelle e altre auto a basso costo..
Ritratto di fabri99
8 agosto 2013 - 09:58
4
Scusate se mi intrometto, ma mi sembra che non abbiate preso in considerazione una cosa... Quanto pensate che durerà DR?! Nessuno comprerà una DR, con la fama, anzi non-fama, che hanno, non tanto perchè non siano buone auto, ma perchè non sono conosciute, non ci si fida, sembrano catorci e in Italia, si sa, conta solo il marchio... Non venderanno abbastanza DR da andare avanti, perciò alla fine falliranno... Ovvero, è come una grande presa in giro: riassumono e ricominciano a produrre, ma presto falliranno e lascieranno tutti a casa, molti lavoratori che nel frattempo avrebbero potuto, crisi permettendo, trovarsi un lavoro che li impiegasse più di un mese, una cosa seria... E questa DR, sinceramente, non mi sembra per niente seria, almeno finchè non comincierà a produrre auto decenti che la gente vorrà comprare... Ma per il momento, è come se fossero già falliti...
Ritratto di danck87
8 agosto 2013 - 11:23
2
x il giudizio.. scusa: per quando hai previsto il Giudizio Universale?
Ritratto di paolone86
8 agosto 2013 - 11:47
scusa ma quale fabbrica e quali 2500 lavoratori avrebbe assunto???l'accordo per termini imerese è saltato da mo solito accordo all'italiana che l'unici coglioni che ci rimettono sono gli operai uno stabilimento del genere va affidato ad una grande casa e sono certo che se avessero guarda nella platea reale degli interessati ora forse produrrebbe qualcosa termini imerese così ha fatto la fine del salvataggio alitalia...venendo alla macchina è una macchina cinese venduta a prezzo di macchine occidentali...
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